“Il quadro regolatorio europeo deve tenere conto delle differenze tra i sistemi nazionali, non creare squilibri competitivi. È il caso dell’ETS: il mercato finanziario che ha generato grava maggiormente sui Paesi più esposti alla produzione elettrica da gas. Ne derivano costi che spingono settori industriali a riconsiderare la produzione in Italia. Per il gas servono fornitori e rotte diversificati, contratti coerenti con una domanda destinata a restare resiliente nei prossimi decenni, infrastrutture e produzione nazionale”. Così il presidente di Confindustria Energia, Guido Brusco, intervenendo alla conferenza annuale di Confindustria Energia a Roma.