“Bisognerebbe anche – ha continuato Camusso – che il governo dicesse qualcosa ad aziende come questa che hanno utilizzato risorse pubbliche per fare investimenti e quando poi organizzano l’internazionalizzazione del gruppo non si occupano più né dei lavoratori né del paese in cui hanno l’insediamento. Visto che anche il comune di Genova e la regione Liguria sono interessati al destino dello stabilimento Ericsson e dei lavoratori, ci saremmo aspettati da parte del ministero del made in Italy non un generico ‘continuiamo a seguire’, ma la convocazione di un tavolo strutturale anche per capire cosa sarà delle professionalità impiegate nello stabilimento e delle attività di ricerca. Penso ci sia invece la rassegnazione da parte del ministero, che addolcisce piani industriali e ristrutturazioni che stanno indebolendo l’industria italiana e anche la capacità di ricerca e innovazione del Paese”.