“Il governo non ha detto da che parte sta, se con i lavoratori o con le scelte unilaterali dell’azienda, prosegue l’esponente rossoverde. La vertenza Ericsson dimostra ancora una volta l’assenza di una politica industriale. Non possiamo accettare che imprese che hanno beneficiato di risorse pubbliche procedano a tagliare occupazione e competenze senza assumersi le proprie responsabilità. Il nostro Paese ha bisogno di investimenti, innovazione e di una politica industriale che rafforzi il sistema produttivo. Il rischio è diventare sempre più subalterni agli altri Paesi. Spostare risorse e capacità produttive dal settore civile a quello militare è un errore. L’economia di guerra non può essere la risposta alla crisi industriale italiana”, conclude Magni.