“Il Governo deve assumersi fino in fondo le proprie responsabilità, riportando immediatamente la trattativa a livello ministeriale, come chiedono unitariamente i sindacati, e mettendo in campo tutti gli strumenti disponibili per scongiurare i licenziamenti, salvaguardare le professionalità e garantire la continuità delle attività industriali e di ricerca – prosegue Basso -. Occorre pretendere da Ericsson un piano industriale chiaro, con impegni verificabili sul futuro del sito genovese, e fare piena luce sulle agevolazioni pubbliche riconosciute all’azienda, sugli obblighi assunti e sugli strumenti previsti dalla legge per tutelare l’interesse pubblico. I lavoratori e le organizzazioni sindacali hanno indicato richieste precise. Il Consiglio comunale di Genova e il Consiglio regionale della Liguria, con due ordini del giorno approvati all’unanimità, hanno chiesto un intervento nazionale e garanzie concrete sul futuro dello stabilimento. Il territorio ha dimostrato unità e responsabilità. Ora il Governo non può voltarsi dall’altra parte, né limitarsi a monitorare una crisi che rischia di diventare irreversibile. Dal 26 novembre potrebbero partire le lettere di licenziamento: il tempo sta scadendo. I ministeri competenti convochino immediatamente un nuovo tavolo nazionale e assumano direttamente la responsabilità di una trattativa che non può essere scaricata su Genova e sulla Liguria. Il compito del Governo non è accompagnare la perdita di posti di lavoro e competenze strategiche, ma utilizzare ogni strumento a disposizione per impedirla”, conclude Basso.