Quasi un’ora e 20 minuti di discorso mescolando politica interna, difesa, energia, sicurezza nazionale, insulti più o meno velati agli altri Paesi. E, ancora dazi, Ucraina, Iran. Dal palco del World Economic Forum di Davos il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, attacca tutto e tutti ma non sorprende. E, soprattutto, tira dritto, anzi drittissimo, sulla Groenlandia. “Un blocco di ghiaccio”, così come lo definisce più volte, “molto vasto, poco sviluppato, quasi totalmente disabitato, quasi totalmente non difeso, in una posizione strategica tra Stati Uniti, Cina e Russia”, che solo gli Usa “sono capaci di mettere in sicurezza”. Nessun altro. Tanto meno la Danimarca, “un piccolo e bel Paese” che, però, “non ha mai fatto nulla”. Le minacce, ricorda Trump, sono rappresentate da “missili, testate nucleari e armi”, quindi “ci serve uno sforzo internazionale di sicurezza”.
A sostegno della sua tesi snocciola tutto ciò che rende gli Stati Uniti “una grande potenza molto più grande rispetto a quello che potete pensare”, dall’attacco in Venezuela e alle azioni durante la Seconda Guerra Mondiale, fino al rinnovato esercito che “con il mio mandato è diventato 100 volte più forte” di 80 anni fa.
La richiesta è chiara: “Vogliamo la Groenlandia e se dite di no ce lo ricorderemo”, quindi servono “negoziati immediati” per l’acquisizione dell’isola. Il repubblicano chiede proprio “un atto di proprietà” perché “legalmente non è difendibile adesso e poi dal punto di vista psicologico è importante avere un accordo, un titolo di proprietà”. Nella sua visione, l’annessione – di fatto – della Groenlandia può diventare “positiva, un driver per l’economia” non solo per gli stessi Usa, ma anche per l’Europa e questo, assicura, “non sarà mai una minaccia alla Nato”. Alleanza verso cui, però, avanza più di una stoccata. “Non ha mai fatto niente per noi – dice Trump – noi ci siamo stati e ci saremo al 100 ma non so se la Nato ci sarà per noi, è una sorta di sveglia”.
Poi, con un numero di giocoleria dialettica, il monito: “Non abbiamo mai chiesto niente e non abbiamo mai avuto niente a meno che io non decida di utilizzare una forza eccessiva, ma sarebbe inarrestabile, e io non lo farò”.
Lato europeo la situazione è tesa. Il tema sarà al centro del Consiglio Ue straordinario di giovedì e la posizione di Bruxelles è quella ribadita dalla presidente della Commissione, Ursula von der Leyen: la Groenlandia “è una nazione con la sua sovranità e il suo diritto all’integrità territoriale”, ma contestualmente si lavora a “un pacchetto per la sicurezza dell’Artico” in particolare con “l’aumento della spesa per la difesa per equipaggiamenti pronti” per questo territorio. Il Parlamento europeo, invece, invita ancora il Vecchio Continente “a rispondere in modo fermo, collettivo e deciso e a contrastare qualsiasi tentativo di coercizione”.
Dall’altro capo del mondo, proprio sull’isola di ghiaccio, prevale il pragmatismo. Il governo ha diffuso un opuscolo dal titolo ‘Preparati alle crisi – sopravvivi per cinque giorni’ con consigli semplici e pratici su come “le famiglie possono prepararsi a cavarsela da sole per un massimo di cinque giorni in caso di crisi”. Ufficialmente si tratta di un’iniziativa avviata lo scorso anno a seguito di una serie di interruzioni di corrente di breve e lunga durata, spiega Nuuk, ma è oggi quanto mai attuale.