Inflazione, media: La Bce pronta a pausa sui tassi, si deciderà giovedì

Il mercato obbligazionario rischia di guidare le decisioni della Banca centrale europea (Bce). Lo riporta La Stampa sottolineando come la riunione del 29 ottobre potrebbe rivelarsi interlocutoria a causa della tempesta politica francese, spingendo l’Eurotower a confermare il tasso sui depositi al 2,5 per cento. L’impennata degli Oat decennali oltre il 5,1% ha fatto salire il costo del denaro per via traversa, tanto che “l’aumento dei rendimenti in Germania e in Francia dalla riunione di settembre ha avuto l’impatto di un rialzo di 25 o 50 punti base sulla crescita, il mercato ha preso il posto della Bce”, sottolinea Carsten Brzeski di Ing.

A Francoforte si discute. I fondamentali giustificano un intervento, con l’inflazione dell’eurozona schizzata a settembre al 3,8 per cento, eppure la presidente Christine Lagarde sceglierà la cautela imputando la forbice degli spread ai deficit di Parigi. Il focus scivola quindi al 17 dicembre. Michael Field di Morningstar indica la fine dell’anno per una stretta, avvertendo che “ulteriori aumenti dei tassi accresceranno la pressione sui debitori ma potrebbero rivelarsi necessari”.