Infrastrutture, Traforo Monte Bianco: droni per crollo aree di protezione

A Courmayeur, presso la stazione Pavillon delle Funivie Skyway, a oltre 2.000 metri di altitudine, Autostrade dello Stato e Sitmb hanno sperimentato nuove tecnologie per il controllo delle aree a protezione del Traforo del Monte Bianco. L’attività ha previsto l’impiego di droni per il rilievo di pareti rocciose e reti paramassi, con immagini ad alta risoluzione elaborate attraverso algoritmi di intelligenza artificiale. L’obiettivo: individuare variazioni nelle condizioni del territorio, supportare la prevenzione dei rischi e migliorare la pianificazione degli interventi.

Un’applicazione concreta che conferma il ruolo crescente degli Uas nel monitoraggio delle infrastrutture strategiche, dagli scenari montani a ponti, viadotti e gallerie. Il tema si collega anche all’intervento ENEA dedicato al monitoraggio di ponti e viadotti tramite Uas, LiDAR e aerofotogrammetria a supporto delle ispezioni infrastrutturali, presentato dall’ing. Antonio Di Pietro del Centro Ricerche ENEA Casaccia e dal dott. Salvatore Paolini del Centro Ricerche ENEA Frascati durante l’undicesima edizione di Dronitaly, tenutasi dall’11 al 13 marzo 2026 al Bologna Congress Center.

L’attualità e la rilevanza del tema sono tali che, in occasione di Dronitaly, il Cni Consiglio Nazionale degli Ingegneri ha scelto di dedicare una giornata intera di studio alle ispezioni tramite droni nei cantieri e nelle infrastrutture, evidenziando la capacità degli Uas di ridurre tempi, costi e rischi operativi rispetto ai metodi tradizionali, consentendo di accedere a parti dell’infrastruttura lontane, impervie o difficilmente ispezionabili.