Il protrarsi del conflitto in Medio Oriente e nuovi rincari delle materie prime energetiche potrebbero frenare ulteriormente la crescita italiana e rendere più persistente l’inflazione. È l’avvertimento contenuto nelle proiezioni macroeconomiche della Banca d’Italia, che segnala un’incertezza elevata sull’evoluzione dell’economia nel triennio 2026-28. La crescita potrebbe inoltre risentire di ulteriori aumenti dei rendimenti a lungo termine sui mercati internazionali e di eventuali correzioni delle Borse legate a un rallentamento degli investimenti nell’intelligenza artificiale. Uno scenario più favorevole potrebbe invece derivare da una rapida risoluzione del conflitto, con una discesa più veloce dei prezzi energetici e un andamento più favorevole dei tassi a lungo termine.