L’Italia potrebbe fare capolino anche nelle Olimpiadi invernali 2030 ospitate dalle Alpi francesi. Come riporta il Sle 24 Ore, non solo Milano-Cortina dunque. L’occasione arriva dal pattinaggio di velocità, disciplina per la quale la Francia non dispone di un impianto indoor che soddisfi i requisiti chiesti dal Comitato olimpico internazionale (Cio). Da qui la decisione di spostare le gare all’estero, per non dover costruire una struttura ad hoc e aumentare le spese. Torino non ha perso tempo e si è candidata con l’Oval Lingotto, già utilizzato in occasione dei Giochi del 2006. Ma la decisione definitiva deve ancora arrivare. Il Comitato organizzatore delle Olimpiadi invernali delle Alpi francesi ha fatto i dovuti sopralluoghi sui due siti in corsa, quello di Torino e la Thialf Arena di Heerenveen, nei Paesi Bassi. Al momento i due contendenti stanno lavorando a un nuovo dossier da presentare entro fine mese al Cio, che contenga tutti i dettagli strutturali e organizzativi: dalla scheda dell’arena di gara, ai trasporti e all’ospitalità degli atleti. Punti, questi ultimi, che premiano il sito di Torino, grazie ai veloci collegamenti con l’aeroporto e la metropolitana che permette di raggiungere in pochi minuti il centro città.
Intanto, riporta ancora il quotidiano di Confindustria, il rinnovato accordo tra gli impianti piemontesi della Via Lattea e quelli di Monginevro, sede delle gare olimpiche di snowboard e freestyle, apre alla possibilità di sciare con lo stesso ski-pass sulle piste dei due Paesi. Una collaborazione che ricorda quella di Torino 2006. Massimo Feira, presidente di Sestrieres Spa, società che gestisce gli impianti della Via Lattea in alta Valle di Susa, ha detto di voler giocare la partita olimpica: “È probabile che quelli che andranno al Monginevro a fare le gare, useranno le nostre infrastrutture. E noi non vogliamo essere soltanto terra di passaggio”.