Russia-Cina, Wang (Center for China): Pechino può davvero fermare le guerre

“La visita di Vladimir Putin è stata molto importante. Ma se Xi Jinping e Donald Trump riusciranno davvero a mantenere un nuovo equilibrio nei rapporti, la Cina potrebbe aiutare davvero a risolvere le guerre in Ucraina e in Medio Oriente”. Così Henry Huiyao Wang, presidente del Center for China and Globalization, tra i più autorevoli think tank non governativi cinesi. In un dialogo con La Stampa analizza il nuovo ruolo di Pechino, dopo i due summit coi leader di Russia e Stati Uniti. Quanto è avvenuto nelle utlime settimane “dimostra che ormai i grandi leader mondiali vengono a Pechino per cercare accordi e ascoltare l’opinione della Cina, che gioca un ruolo diplomatico sempre più attivo. Non solo Putin e Trump. In questi mesi, abbiamo avuto anche i leader di Canada, Regno Unito, Francia e Germania. Al contrario di Russia e Stati Uniti, la Cina è l’unica grande potenza non coinvolta in una guerra. E dunque tutti ne hanno bisogno, perché è la sola in grado di dialogare con tutti”. La partnership tra Cina e Russia non è ‘senza limiti’: “No, quella è una vecchia espressione di cui la Cina non parla più da tempo e che non viene più utilizzata. La formula sulla partnership è che ‘non è diretta contro terze parti’. Pechino e Mosca non hanno un’alleanza strategica, sono semplicemente buone relazioni”. Poi aggiunge sul gasdotto Power of Siberia 2, a cui Mosca tiene molto: “La quota di forniture energetiche cinesi in arrivo dal Medio Oriente e da Hormuz è rilevante. Questo potrebbe essere un fattore che accelera le discussioni sul nuovo gasdotto. Allo stesso tempo, la Cina continua a diversificare le forniture ed è molto forte sulle rinnovabili e sulle tecnologie utili per la transizione energetica, come le auto elettriche”.