L’adeguamento agli Indici sintetici di affidabilità fiscale (ISA) non va valutato soltanto in base alle maggiori imposte da versare per migliorare il proprio punteggio.
La scelta può garantire benefici economici immediati, grazie alle agevolazioni previste dal regime premiale, e contribuire a ridurre il costo di un’eventuale regolarizzazione delle annualità precedenti tramite il ravvedimento speciale collegato al Concordato preventivo biennale (CPB).
La convenienza dipende dal confronto tra i costi dell’adeguamento e i vantaggi che si possono ottenere.
“Il punteggio ISA – ha evidenziato Guido Rosignoli, vicepresidente della Cassa di previdenza dei ragionieri e degli esperti contabili – è infatti un indicatore statistico e l’indicazione di maggiori componenti positivi non dimostra automaticamente l’esistenza di ricavi non dichiarati, pur potendo contribuire, insieme ad altri elementi, a orientare eventuali controlli”.
La valutazione deve considerare anche i benefici riconosciuti ai contribuenti che raggiungono determinati livelli di affidabilità fiscale. Tra questi spicca l’esonero dal visto di conformità per la compensazione dei crediti fiscali entro determinate soglie.
Il risparmio sul costo del visto può compensare le maggiori imposte sostenute per migliorare il punteggio, tenendo conto anche degli eventuali contributi aggiuntivi.
“Un punteggio ISA più elevato – prosegue Rosignoli – può inoltre ridurre il costo di un’eventuale regolarizzazione delle annualità precedenti tramite il ravvedimento speciale collegato al CPB. L’accesso al beneficio, tuttavia, dipende dalle norme applicabili e dal rispetto dei requisiti richiesti”.