L’occupazione cresce e supera quota 63% (+0,4%). La disoccupazione sale al 5,6%

I dati Istat certificano un aumento nel secondo trimestre. In valori assoluti ci sono 24,3 milioni di persone attive, 155mila in più dei primi tre mesi del 2026

L’Istat lo mette nero su bianco: nel secondo trimestre 2026 l’occupazione in Italia tocca quota 63,1%, lo 0,4% in più in tre mesi. In valori assoluti significa che al lavoro ci sono 24,3 milioni di persone, 155 mila in più rispetto ai primi tre mesi dell’anno.

L’Istituto nazionale di statistica annota che nello stesso periodo preso in analisi, anche il Prodotto interno lordo ha registrato un incremento congiunturale dello 0,2 percento e dell’1 in termini tendenziali. Da maggio a giugno, inoltre, la crescita degli occupati è avvenuta sia tra quelli a tempo indeterminato, che salgono di 120mila unità (+0,7%), sia tra i lavoratori a termine (+18mila, +0,7%) e gli indipendenti (+17mila, +0,3%). Allo stesso tempo aumentano di 31mila unità anche i disoccupati (+2,2%), arrivando al 5,6%, ma diminuiscono dello 0,5 gli inattivi. Concentrandosi sul mese di luglio, i dati provvisori indicano una stabilità sostanziale di occupazione e disoccupazione (-0,1%).

Tra i dati elaborati nelle statistiche dell’Istat c’è anche il trend in salita del lavoro intermittente, che su base congiunturale arriva a +1,3% nel trimestre e +6,7% su base annue. Inoltre, emerge una diminuzione del ricorso alle ore di cassa integrazione: 0,6 ogni mille lavorate rispetto al secondo trimestre 2025, scendendo a 6,2 ore. Il tasso dei posti vacanti è pari all’1,5%, in diminuzione sia rispetto al trimestre precedente (-0,2%) sia nel confronto tendenziale (-0,3%). Il costo del lavoro per unità equivalente a tempo pieno “mantiene un andamento positivo rispetto al trimestre precedente (+0,5%), sostenuto dalla crescita sia delle retribuzioni (+0,4%) sia dei contributi sociali (+0,8%)”, rileva l’istituto. “Su base annua, il costo del Lavoro continua a registrare una crescita significativa (+2,8%), soprattutto nella componente dei contributi sociali (+3,4%) in confronto a quella delle retribuzioni (+2,7%)”.

Dal governo è il sottosegretario con delega al Sud, Luigi Sbarra, a rimarcare: “Il percorso di rafforzamento del mercato del lavoro nel Mezzogiorno mostra segnali di consolidamento. Il tasso di occupazione si porta a un nuovo livello di massimo storico dall’inizio delle rilevazioni arrivando al 51,1% con un incremento di 0,9 punti percentuali rispetto allo stesso trimestre del 2025”. L’ex leader Cisl nota poi che “contemporaneamente assistiamo anche a una riduzione del tasso di disoccupazione che scende di 1,8 punti percentuali”. Sbarra sottolinea, poi: “È il frutto di un percorso che dura da quattro anni e che ha portato alla creazione di quasi 500mila nuovi posti di lavoro nel Mezzogiorno, grazie alla priorità che il Governo Meloni ha sempre dato all’occupazione e alla capacità di creare condizioni favorevoli per fare impresa”.

Esulta, ovviamente, la maggioranza. “I nuovi dati Istat confermano una realtà che nessuna narrazione dell’opposizione può cancellare: nel secondo trimestre 2026 il tasso di occupazione raggiunge il 63,1%, il livello più alto dall’inizio delle serie storiche, con 24 milioni e 363 mila occupati, 155 mila in più rispetto al trimestre precedente”, commenta il questore della Camera, Paolo Trancassini (FdI). “E’ il record storico di occupati, anche a tempo indeterminato. Mentre le opposizioni continuano a proporre solo tasse e assistenzialismo, noi di Forza Italia crediamo nella libertà d’impresa. Più mercato e meno vincoli: è così che la nostra economia crea vero lavoro”, invece le parole di Alessandro Cattaneo.