Stellantis, utile netto in calo del 70% nel 2024. Ma il gruppo guarda avanti: “Stime positive per 2025”

Nell'anno in corso saranno lanciati 10 nuovi prodotti e l'intelligenza artificiale sarà al centro della trasformazione digitale

Un 2024 “di forti contrasti per l’azienda, con risultati al di sotto del nostro potenziale“, un anno “di cui non siamo orgogliosi” ma un 2025 con una guidance finanziariadi crescita positiva dei ricavi netti“. John Elkann, presidente di Stellantis, guarda già al futuro perché i dati economici dello scorso anno – pur essendo coerenti “con le previsioni finanziarie aggiornate” di settembre – non sono buoni. L’utile netto è sceso a 5,5 miliardi di euro, in calo del 70%, quello operativo rettificato di a 8,6 miliardi di euro (-64% con un margine AOI del 5,5%). Calano anche i ricavi, pari a 156,9 miliardi di euro, segnando -17% rispetto al 2023. Le consegne sono diminuite del 12% a livello globale – sono state 5,4 milioni – “per gap temporanei nella gamma prodotti e azioni di riduzione delle scorte ormai completate“, fa sapere il gruppo nella nota con cui ha presentato i conti. “Dati drammatici“, commenta il vicepremier Matteo Salvini che, durante l’incontro con la stampa estera, punta il dito contro l’Europa. “Non occorreva uno scienziato – attacca il leader della Lega – per capire che il suicidio imposto da Bruxelles nel nome dell’auto elettrica avrebbe avuto morti e feriti tra gli operai, tra gli ingegneri, non tra i politici“.

In questo 2025 Elkann punta tutto sugli elementi di forza, cioè sul lancio di dieci nuovi prodotti, di “nuove piattaforme e modelli multi-energy” e sulla “produzione di batterie per veicoli elettrici attraverso le nostre joint venture” oltre all’operatività della “partnership con Leapmotor International”. Insomma, si lavora “con energia e determinazione protesi al futuro” e “siamo fermamente intenzionati a guadagnare quote di mercato e a migliorare le performance finanziarie nel corso del 2025”. Per il presidente di Stellantis – che dopo l’addio del ceo Carlos Tavares ha assunto la guida del comitato esecutivo ad interim – le parole chiave saranno “crescita“, “redditività” e “fiducia“. Nel futuro, spazio anche all’intelligenza artificiale che “è al centro della trasformazione digitale di Stellantis, che sta promuovendo progressi in diversi settori con partner di alto livello”.

Fondamentale sarà la scelta del nuovo amministratore delegato il cui processo di nomina, assicura Stellantis, “è in corso e si concluderà entro la prima metà del 2025”. “Abbiamo eccellenti candidati, sia esterni sia interni – spiega Elkann dopo aver ringraziato Tavares – e le conversazioni che stiamo avendo sono molto incoraggianti per noi, per avere il miglior ceo possibile“.

Nei 90 giorni trascorsi dall’inizio della transizione nella leadership – il comitato esecutivo ad interim “ha intrapreso azioni rapide e decisive per migliorare le prestazioni e la redditività dell’azienda“. Si va dalla gestione delle scorte – in modo particolare il superamento degli obiettivi di riduzione di quelle dei concessionari statunitensi – all’utilizzo “al meglio” delle flessibilità disponibili nell’ambito delle normative sulla CO2 per mitigare i rischi, “continuando nel contempo a ridurre le emissioni“. Il gruppo procede anche verso “l’innalzamento del dialogo” con i governi e le autorità di regolamentazione sulle questioni chiave del settore”.

Sul piatto ci sono anche due questioni dirimenti, al di qua e al di là dell’Atlantico. La prima è quella dei dazi voluti dal presidente Usa Donald Trump. “Stiamo valutando diversi scenari“, ma “è ancora presto” per dire quale si realizzerà, spiega Elkann, e “quali effetti ci potrebbero essere per Stellantis. Noi siamo pronti“. Il gruppo ha “sostenuto con forza la politica del presidente Trump di rilanciare la produzione americana“, tanto da avere annunciato ingenti investimenti subito dopo il giuramento del repubblicano. Sul campo europeo, invece, si gioca la partita sulle normative legate alle emissioni, tema fondamentale del Dialogo strategico sul settore automobilistico in corso a Bruxelles. Norme, spiega il presidente Stellantis, “dure e contradditorie“, intorno alle quali “stiamo discutendo approfonditamente con la Commissione europea per capire quale sarà la direzione da seguire per quanto riguarda il 2035 e oltre“.