
“Siamo stati derubati per anni e ora smetteremo di esserlo. No, non mi piegherò affatto, né sull’alluminio, né sull’acciaio, né sulle auto”. E, forse, nemmeno sul vino e sui superalcolici europei. Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, annuncia che sui dazi non farà marcia indietro e torna a minacciare il Vecchio Continente, all’indomani dell’entrata in vigore delle imposte del 25% su acciaio e alluminio, a cui l’Ue ha risposto con ulteriori tasse su alcuni prodotti statunitensi. Insomma, giorno dopo giorno l’asticella è sempre più alta.
L’ultima minaccia, in ordine di tempo, è relativa a una tariffa del 200% “su tutti i vini, champagne, e prodotti alcolici in produzione in Francia e in altri Paesi dell’Ue”, ha annunciato Trump. La ‘colpa’ dell’Europa – “una delle autorità fiscali e tariffarie più ostili e abusive al mondo” – è quella di aver introdotto una tassa “sgradevole” del 50% sul whisky Usa. Un’imposta che, “se non verrà rimossa immediatamente” farà scattare la rappresaglia statunitense.
“Non cederemo alle minacce e proteggeremo sempre le nostre industrie”, ha affermato il ministro del Commercio estero francese, Laurent Saint-Martin, deplorando la “prepotenza” di Trump nella “guerra commerciale che ha scelto di scatenare”.
E da Città del Capo, in Sudafrica, dove si trova in visita istituzionale, è arrivata la replica della presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen. “Non ci piacciono i dazi – ha detto – perché pensiamo che siano tasse e che siano un male per gli affari e per i consumatori. Abbiamo sempre detto che allo stesso tempo difenderemo i nostri interessi, lo abbiamo stabilito e dimostrato. Ma allo stesso tempo voglio anche sottolineare che siamo aperti ai negoziati”. Venerdì, infatti, il commissario per il Commercio, Maroš Šefčovič, “avrà una telefonata” con la sua controparte negli Stati Uniti “esattamente su questo tema”.
Intanto, lato italiano, una delegazione tecnica, in stretto collegamento con la Commissione europea, è al lavoro a Washington sul tema dei dazi. Il 21 marzo, ha ricordato il vicepremier Antonio Tajani “presenteremo a Roma le idee del governo per sostenere le imprese sul piano del commercio internazionale, visto che siamo la quarta potenza commerciale mondiale”. Per tutte le associazioni di categoria, i dazi al 200% su vino e alcolici metterebbero a rischio un export del settore pari a quasi 2 miliardi – circa 4,9 miliardi in Europa – ma l’invito è alla prudenza. Confagricoltura auspica che la mossa di Trump sia “una provocazione”, mentre per Cia-Agricoltori Italiani si rischia “un salto nel buio”.