Il taglio delle accise sui carburanti è stato varato in consiglio dei ministri il 18 marzo e scadrà il 7 aprile. Ma il governo lavora a una proroga, presumibilmente di altri venti giorni, che finirà sul tavolo di una nuova riunione dell’esecutivo venerdì 3 aprile alle 10.
In queste ore, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti cerca le coperture. L’obiettivo è una conferma dello sconto di 24 centesimi in vigore dal 19 marzo scorso. La durata del provvedimento dipenderà dalle risorse che il Mef riuscirà a reperire: serviranno tra i 500 e i 600 milioni di euro, considerando che il primo decreto è stato finanziato con 400 milioni, a cui si sono aggiunti 100 milioni per il credito d’imposta da destinare agli autotrasportatori.
I prezzi dei carburanti restano alti. L’osservatorio sui prezzi dei carburanti dei Mimit questa mattina registrava il prezzo medio dei carburanti in modalità ‘self service’ lungo la rete stradale nazionale a 1,754 €/l per la benzina e 2,076 €/l per il gasolio. Sulla rete autostradale, invece, il prezzo medio self è di 1,821 €/l per la benzina e 2,142 €/l per il gasolio. Nel corso della giornata, però, il Mit ha reso noto che, a seguito del tavolo convocato da Matteo Salvini lo scorso 25 marzo, le concessionarie autostradali hanno “accolto l’appello del ministro” facendo partire l’iter che porterà nei prossimi giorni alla riduzione del prezzo di vendita al pubblico dei carburanti di 5 centesimi di euro al litro nelle aree di servizio sulla rete di competenza per 20 giorni. Il vicepremier è già al lavoro per convocare nuovamente le compagnie petrolifere ed evitare ulteriori speculazioni.
Le imprese, che già si leccano le ferite dei mesi trascorsi, lanciano un grido d’aiuto a Bruxelles: “Siamo consapevoli delle difficoltà del bilancio pubblico e del tema accise, ma dobbiamo essere chiari, se i conflitti attuali persisteranno, l’Italia non potrà farcela da sola”, spiega il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, lasciando il tavolo al Mimit su Transizione 5.0.
Le associazioni dei consumatori si dicono preoccupate anche per le festività pasquali: “Gli italiani che si sposteranno in auto dovranno prepararsi alla stangata”, avverte il Codacons, rilevando che il gasolio costa oggi il 29% in più rispetto alle feste di Pasqua del 2025, pari ad un aumento di 47 centesimi al litro e una maggiore spesa da +23,5 euro a pieno. La benzina, che ha beneficiato del riordino delle accise, costa invece in media il 2,4% in più rispetto alla Pasqua del 2025. La proroga del taglio delle accise è una misura “inevitabile”, insiste il Codacons, considerando che alla scadenza dello sconto fiscale e senza interventi il gasolio al self schizzerà immediatamente sopra i 2,3 euro al litro, arrivando a 2,4 euro in autostrada.
“Si rischia di mettere in ginocchio imprese, famiglie e, soprattutto, l’intera economia italiana ed europea”, denuncia il presidente nazionale della Fapi, Gino Sciotto, che chiede al governo di “immaginare un percorso comune con i partner dell’Unione Europea per fronteggiare una crisi energetica senza precedenti”. Pensa a misure eccezionali, analoghe a quelle messe in campo con il Pnrr: “La pandemia energetica rischia di colpire duramente partite Iva e imprese che, in una condizione così difficile, non possono che confidare nell’intervento del Governo, attraverso il taglio delle accise ma anche con strumenti di sostegno capaci di calmierare il prezzo di beni e servizi”, insiste.
“Anche Draghi andava di proroga in proroga”, ricorda Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori (Unc), che chiede, in deroga all’allineamento chiesto dall’Ue, di abbassare le accise in modo differenziato tra benzina e gasolio. “Il taglio del gasolio deve passare da 20 ad almeno 40 cent se si vuole che si collochi stabilmente sotto i 2 euro anche in autostrada”, scandisce.
Assoutenti domanda poi di intervenire nuovamente anche a favore dell’autotrasporto. Perché gli effetti dei rincari dei carburanti si sono visti sui prezzi al dettaglio che a marzo, secondo l’Istat, sono aumentati del +0,5% in un solo mese. Rispetto a fine febbraio il gasolio, nonostante il taglio delle accise, costa il 20,5% in più, e senza lo sconto fiscale il rialzo sarebbe addirittura del +34,6%, quasi 60 centesimi di più (59,7 cent) su ogni litro di diesel, pari ad una maggiore spesa da quasi +30 euro a pieno. Numeri che, per il presidente Gabriele Melluso, dimostrano come “la proroga del taglio delle accise, unitamente a sgravi in favore degli autotrasportatori, siano l’unica strada percorribile per evitare conseguenze catastrofiche sui prezzi al dettaglio e sulle tasche delle famiglie”.