Zelensky a Roma vede Meloni e Mattarella. La premier: “Occidente diviso miglior regalo a Mosca”

L'Italia avvierà una produzione congiunta con Kiev nel comparto della difesa e in particolare sui droni

Un Occidente diviso e un’Europa spaccata sarebbero “il miglior regalo che potremmo fare a Mosca”. Nel bilaterale con Volodomyr Zelensky, Giorgia Meloni torna ad appellarsi all’unità non solo del Continente ma anche dell’Atlantico. In visita a Roma, il presidente ucraino dopo aver visto la premier si sposta al Quirinale per incontrare il Capo dello Stato.

Meloni ribadisce il sostegno a 360 gradi a Kiev: “un dovere e una necessità”, sottolinea, avvertendo come sia in gioco la sicurezza di tutta l’Europa. Un messaggio ribadito pochi minuti dopo da Sergio Mattarella: “L’Italia sarà sempre al fianco dell’Ucraina”, assicura il presidente della Repubblica. A Palazzo Chigi, Meloni annuncia che l’Italia avvierà una produzione congiunta con Kiev nel comparto della difesa e in particolare sui droni, settore nel quale, sottolinea, “l’Ucraina in questi anni è diventata una nazione guida”. La guerra “è cambiata”, spiega Zelensky, convinto che senza una difesa veramente solida nessuno possa “sentirsi al sicuro”. Per questo, ribadisce, “è importante l’interesse dell’Italia sul ‘Drone deal'”. Ma per il presidente i due Paesi dovrebbero lavorare insieme anche sui sistemi aggiuntivi di contraerea: “La Russia ha continuato gli attacchi anche a Pasqua con centinaia di droni Shahed, abbiamo bisogno assolutamente di sistemi aggiuntivi, di contraerea, per noi sono vitali”, si appella.

Durante l’inverno appena trascorso, particolarmente rigido, l’Italia ha fornito a Kiev caldaie industriali e generatori elettrici per far fronte ai black out dovuti ai continui attacchi russi sulle infrastrutture energetiche. Bombardare strutture civili è stato particolarmente crudele da parte della Russia, mettono in luce Zelensky e Mattarella al Colle, secondo quanto si apprende. Ora, informa la premier, l’Italia si sta concentrando sull’invio di macchinari medici, specialmente per i reparti di maternità.

L’appoggio al Paese attaccato continuerà anche per garantire l’erogazione del sostegno finanziario che è stato deciso dal Consiglio europeo, fondamentale per garantire la sopravvivenza dell’Ucraina perché “chiaramente un’eventuale crisi finanziaria di Kiev produrrebbe danni incalcolabili anche per l’intera stabilità europea”, avverte la prima ministra. Il tema, secondo quanto filtra, è stato affrontato anche nel faccia a faccia Zelensky-Mattarella.

Per Meloni, tenacia dell’Ucraina e sostegno convinto dell’Occidente sono i fattori che hanno consentito che oggi esistano le condizioni per lavorare alla pace e impedito alla Russia di “realizzare il disegno che si era prefissata”: “Invadere l’intera nazione, farla capitolare in pochi giorni, installare un governo fantoccio al posto di quello democraticamente eletto dagli ucraini”.  Zelensky ringrazia Roma per il rispetto verso l’indipendenza e l’integrità territoriale del suo Paese: “Il rispetto è importante quanto la sicurezza. Quando persone e Stati sono rispettati e la sicurezza garantita, possono esistere relazioni veramente dignitose e può essere garantita una vita normale”, scandisce. Rivolto a Mattarella, il presidente ucraino non dimentica di elogiarne la fermezza nel condannare l’aggressione russa. E chiude con un appello: “Non basta che la guerra finisca. Deve finire con una pace giusta”.