Biodiversità, la strategia della Basilicata passa dalla Rete ecologica regionale

Nella giornata mondiale per la tutela della biodiversità, la Regione Basilicata ha organizzato un convegno per illustrare l’impegno dell’Ente in questo campo. “Con la Direzione Ambiente e l’Ufficio Parchi stiamo facendo un lavoro straordinario”, ha dichiarato l’assessora all’Ambiente Laura Mongiello, intervenuta in apertura dell’evento intitolato ‘Basilicata, scrigno di biodiversità tra tutela e pianificazione’, che si è tenuto al Polo bibliotecario di Potenza. In attuazione della strategia europea e di quella nazionale per la biodiversità, la declinazione lucana passa per la realizzazione della Rete ecologica regionale che “stiamo per approvare”, ha sottolineato Mongiello.

L’iniziativa, come ha spiegato Vito Orlando dell’ufficio Parchi regionale, consiste nel creare “un sistema” di aree naturali protette “collegate tra loro, per mitigare gli impatti e le interferenze dell’opera dell’uomo rispetto ai target naturalistici”. Obiettivi che l’Unione europea ha fissato nella tutela del 30% dell’ambiente forestale e marino, e rispetto ai quali in Lucania “abbiamo già raggiunto il 28 % di superficie protetta, di cui l’8% a tutela rigorosa”, ha sottolineato Mariella Ranieri, altra funzionaria dell’ufficio parchi, aggiungendo che “il risultato, ormai prossimo, del 30% verrà raggiunto con l’ampliamento delle aree protette esistenti e con l’istituzione dell’Area marina protetta di Maratea che è in approvazione al ministero dell’Ambiente”. Proprio queste zone a protezione speciale hanno un ruolo fondamentale per Antonella Logiurato, figura guida del team all’Ufficio Parchi, che ha sottolineato come “solo nella aree protette sono stati raggiunti gli obiettivi di tutela della biodiversità”.

Biodiversità che, secondo il direttore generale del dipartimento Ambiente della Regione Canio Santariero, è “un filo che lega il più piccolo dei batteri alla maestosa aquila reale che solca i cieli”, creando una “rete in cui ogni elemento sostiene l’altro”. E ricalcando questo schema, la strategia della Basilicata è creare rete tra i vari soggetti preposti alla tutela dell’ambiente. Tra questi i due parchi nazionali e i tre regionali che insistono sul territorio lucano.

Il ruolo dei parchi, secondo Antonio Tisci che guida quello nazionale dell’Appennino lucano, non è quello di perpetrare “l’idea di un ambientalismo ideologico e di una biodiversità astratta”, quanto piuttosto quello di “tutelare la biodiversità non come un museo da fotografare ma per quello che è, ovvero il prodotto delle modifiche e della gestione dell’uomo”. Il senso dell’intervento di Tisci ha riecheggiato in quello del collega Giovanni Mianulli, Presidente del Parco regionale della Murgia Materana, secondo il quale “la tutela non può passare dal diniego su tutto, ma deve puntare alla valorizzazione del territorio”. La strada, ha proseguito il dirigente nel suo intervento, è consentire le attività antropiche all’interno ma “con regole ben definite”, per renderle compatibili con la conservazione e la tutela della biodiversità. Un esempio, secondo lo stesso responsabile del Parco della Murgia Materana “sono le pratiche agricole che si fanno nel parco e che possono raccontare la nostra storia e fare prodotti di qualità, a differenza dell’agricoltura condotta fuori dai parchi, che ha l’obiettivo di produrre per produrre”. L’idea di rete promossa dalla Basilicata, partita dall’obiettivo di mettere insieme vari soggetti pubblici, può quindi allargarsi al settore privato.

Basilicata al voto: i programmi green dei tre candidati alla presidenza

Basilicata al voto per eleggere il suo nuovo presidente e il Consiglio regionale domenica 21 e lunedì 22 aprile. Tre i candidati a governare la Regione per i prossimi anni. Si tratta di Vito Bardi, Piero Marrese e Eugenio Follia. Bardi, presidente uscente in cerca della riconferma, è appoggiato dalla coalizione di centrodestra composta da Forza Italia, Fratelli d’Italia, Lega, UdC-Democrazia Cristiana, Noi moderati. Lo sostengono anche Azione, Italia Viva, Orgoglio lucano e la lista civica La Vera Basilicata. Per il centrosinistra il candidato è Marrese, presidente della Provincia di Matera, sostenuto da Partito democratico, Movimento 5 stelle, Alleanza Verdi-Sinistra, e anche dalle liste Basilicata Unita e Basilicata Casa Comune. Terzo e ultimo candidato Eustachio Follia, sostenuto da Volt Basilicata. Nei programmi dei tre candidati un occhio particolare è riservato a infrastrutture, ambiente e sviluppo del territorio. Di seguito i punti principali.

VITO BARDI. Nato a Potenza nel 1951, Bardi, già vicecomandante generale della Guardia di Finanza, è il presidente della Regione Basilicata dal 2019 e cerca la rielezione. Dalla sua parte un campo larghissimo, composto da tutte le forze di centrodestra e dai partiti di Calenda e Renzi. Nel programma ampio spazio e infrastrutture e agricoltura, perché, spiega, “questa Regione ha bisogno di cura, la stessa che mettono i nostri imprenditori agricoli sul territorio e colmare i deficit infrastrutturali per incrementare ulteriormente lo sviluppo imprenditoriale della Basilicata”. Sul fronte delle infrastrutture per ridurre le distanze prevede i seguenti progetti: Galleria Tolve, Alta Velocità, Transcollinare Matera-Maratea, SS7 più sicura per Matera, Eliporti a supporto del turismo, delle imprese e della sanità, Piano per viabilità provinciale e locale. Per quanto riguarda agricoltura e territorio, Bardi prevede il potenziamento dei distretti dell’agroalimentare, la valorizzazione della filiera alimentare e vantaggi per le aree rurali contro lo spopolamento, il tutto accompagnando la transizione ecologica. Senza dimenticare reti idriche più efficienti, migliore utilizzo degli invasi, nuovi piani di protezione civile, Piano paesaggistico, Piano regionale sul dissesto idrogeologico e aggiornamento dei piani di assestamento forestale. E se prevede azioni per l’innovazione digitale, lo stesso fa per l’autosufficienza energetica, punto nevralgico per la regione, pensando a comunità energetiche nelle aree industriali, autonomia energetica per l’acquedotto lucano, valorizzazione dell’idroelettrico e Banca dell’energia. Per quanto riguarda il lavoro, Bardi prevede di sostenere l’area industriale di Melfi.

PIERO MARRESE. Presidente della Provincia di Matera e sindaco di Montalbano Jonico, Marrese è il candidato del centrosinistra e del Movimento 5 Stelle alle regionali. Nato nel 1980 a Policoro, fra gli impegni del suo programma spicca quello sull’Agenda 2030 per un futuro sostenibile: “Vogliamo promuovere il raggiungimento degli obiettivi e la piena diffusione dell’Agenda 2030 nel sistema regionale Lucano. L’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite, riconoscendone il carattere universale e innovativo per coniugare la lotta alle diseguaglianze e la transizione ecologica per raggiungere la piena sostenibilità ambientale, economica e sociale, informando ad essa il Programma di mandato 2020-2025. Con le nostre politiche ci impegniamo a concorrere all’attuazione dei 17 obiettivi e a costruire un innovativo e trasparente sistema di monitoraggio sui progressi per ciascun obiettivo. Con il nuovo Patto per il Lavoro e per il Clima declineremo obiettivi condivisi e impegni reciproci che insieme alle rappresentanze istituzionali e sociali assumeremo”. Per quanto riguarda l’ambiente, le parole chiave sono ‘Conversione ecologica’, ‘Transizione’ e ‘Blue Economy’. Il piano prevede la rigenerazione ambientale, la transizione ecologica ed energetica, biodiversità e turismo sostenibile, adeguamento della rete idrica regionale, realizzazione di infrastrutture per il riciclo, digitalizzazione e innovazione in agricoltura. Proprio per quanto riguarda l’agricoltura, il programma di Marrese si propone di affrontare l’invecchiamento della popolazione agricola, promuovere la sostenibilità ambientale e la gestione e efficiente delle risorse idriche, valorizzare i prodotti tipici attraverso innovazione e formazione. Anche per lui, punto nevralgico per i prossimi anni sono le infrastrutture, con la necessità di migliorare i collegamenti, di ridurre il tempo di percorrenza e accessibilità delle aree interne e di soluzioni progettuali pragmatiche e finanziariamente sostenibili. Sulla situazione occupazionale, spiega, “vogliamo adottare un piano straordinario per il lavoro, che possa dare risposte immediate sulle grandi crisi che oggi attraversano la Basilicata, a cominciare dalla necessità di salvaguardare il lavoro in Stellantis e nell’indotto. Il piano conterrà anche un approfondimento specifico sul rimboschimento e la forestazione, con i quali potremo contemporaneamente offrire migliaia di nuove assunzioni e rendere la nostra regione all’avanguardia nazionale sulla sostenibilità ambientale”.

EUSTACHIO FOLLIA. Outsider delle elezioni, Follia corre per Volt, partito paneuropeo. Follia, 53enne giornalista professionista, è stato capo ufficio stampa del Comune di Matera e dal 2005 è è responsabile dell’area comunicazione e stampa dell’Acquedotto Lucano. Nel suo programma spiega che “nella Lucania dei tesori perduti, la politica ed il governo della regione devono innanzitutto rispettare il luogo: ascoltare il suo genius loci per restituire valore al suo ineguagliabile patrimonio fatto di storia, di cultura, di paesaggio e di tutte le risorse in esso comprese, dall’acqua alla terra e ai boschi”. Per quanto riguarda agricoltura e forestazione, per Volt è necessario recuperare i terreni abbandonati attraverso la creazione della Banca della terra e migliorare la qualità delle produzioni forestali e l’efficienza delle filiere foresta-legno e foresta-energia. Anche per Follia, centrali le infrastrutture con collegamenti stradali e ferroviari e la realizzazione di ciclovie, “per una mobilità a zero emissioni anche a scopi turistici e ricreativi”.

La Basilicata spinge sulla transizione energetica: 21/22 novembre evento a Rotondella

L’obiettivo è quello di fare il grande salto in direzione decarbonizzazione, valorizzando “il nostro territorio” e impiegando “nel modo migliore le risorse di cui disponiamo”. Vito Bardi, governatore della Basilicata conta molto sulla prima conferenza ‘Strategia energetica e traiettorie di sviluppo’, promossa dall’assessorato all’Ambiente, territorio ed energia in collaborazione con Enea e Feem, in programma il 21 e 22 novembre al centro ricerche della Trisaia di Rotondella. Perché l’agenda del governo regionale è intensa e le risorse sul piatto sono tante. Tra queste, ha ricordato l’assessore all’Ambiente, territorio ed energia Cosimo Latronico, i 90 milioni di euro “per andare incontro alle famiglie che, in mancanza di gas, desiderano dotarsi di un impianto autonomo”, ma anche 18 milioni destinati al bando sulla produzione di idrogeno, “rispetto al quale abbiamo già selezionato le prime tre pratiche e abbiamo chiesto al ministero dell’Ambiente di consentirci di scorrere la graduatoria con le altre tre pratiche che valgono ulteriori 32 milioni di euro”. Progetti che, ha ricordato durante la presentazione, “darebbero un grande impulso allo sviluppo delle rinnovabili”.

L’ambizione è quella di “diventare un hub energetico per le rinnovabili”, in primo luogo come “produttori”, cominciando con il bando – che dovrebbe essere portato in giunta a breve – dedicato ai Comuni, ha spiegato Latronico, che “vogliono realizzare uno studio di fattibilità sulle Comunità energetiche e passare, quindi, dalla teoria alla pratica”.

La Basilicata, inoltre, è al lavoro sul percorso sulla decarbonizzazione, insieme a Fondazione Mattei, ENEA, università e altri players che operano sul territorio, ha ricordato l’assessore l’Ambiente, “per l’importante questione legata ai crediti di carbonio derivanti dai nostri boschi e dalle nostre foreste, fabbriche d’aria naturale indispensabili per la loro capacità di catturare il carbonio”. Foreste come “nuovi strumenti di finanza creativa da impiegare per rafforzare la transizione energetica valorizzando la bioenergia”.

Latronico ha ricordato che “l’evento in programma il 21 e 22 novembre ricade nel sessantesimo anniversario della fondazione dell’Enea, tra i principali centri di ricerca del Mezzogiorno d’Italia che dobbiamo ulteriormente potenziare e rilanciare”.

Una conferenza che punta proprio ad analizzare i punti di forza “del nostro sistema e a immaginare gli scenari futuri. L’energia derivante dalle nostre risorse naturali deve di certo contribuire al fabbisogno energetico del Paese, ma soprattutto deve rientrare in una strategia di sviluppo dei nostri territori e delle nostre comunità”.

“Come Enea siamo molto contenti di ospitare un evento della portata di questa prima conferenza Energia e Ambiente nel nostro centro di Trisaia che da oltre 30 anni concentra le proprie attività di ricerca e sviluppo tecnologico sui temi della green economy, della decarbonizzazione e della transizione energetica. Si tratta di temi di forte attualità anche per la Regione Basilicata e di cui l’ENEA può costituire un interlocutore privilegiato per la loro attuazione in ambito regionale” ha sottolineato Giacobbe Braccio, Responsabile della Divisione Bioenergia, Bioraffineria e Chimica Verde dell’Enea. “Questa iniziativa – ha aggiunto – rientra pienamente in quelle che sono le nostre attività e i nostri obiettivi nel più ampio contesto della transizione energetica e della sostenibilità che ci vedono impegnati con progetti a livello nazionale ed europeo”.

Potenza la città meno cara d’Italia. Il governatore Bardi: “Tutto merito del gas gratis ai cittadini”

A gennaio l’inflazione è aumentata annualmente del 10% rispetto allo stesso mese del 2022, un dato inferiore alla stima preliminare diffusa da Istat nei giorni scorsi. A livello territoriale l’inflazione più marcata si registra nelle Isole (+11,7%, in lieve rallentamento da +13,9% di dicembre), a cui segue il Nord-Ovest (+10%, da +11,4% del mese precedente). Tassi inferiori alla media nazionale si registrano invece nel Sud (+9,9%, da +11,7%), nel Nord-Est (+9,7%, da +11,5%) e nel Centro (+9,6%, da +11%). Nei capoluoghi delle regioni e delle province autonome e nei Comuni non capoluoghi di regione con più di 150mila abitanti – precisa l’istituto di statistica – l’inflazione più elevata si osserva a Catania (+12,6%), Genova (+11,8%) e Palermo (+11,7%), mentre le variazioni tendenziali più contenute si registrano ad Aosta (+7,6%) e all’ultimo posto c’è Potenza (+7,5%).

Il capoluogo della Basilicata, secondo l’Unione Nazionale Consumatori, è la più virtuosa d’Italia, con una spesa aggiuntiva per una famiglia media da 2,3 componenti pari a “solo” 1481 euro, che arriva a 1613 euro per una di 3 persone. Niente in confronto a Bolzano Bolzano, dove l’inflazione pari a +10,4%, pur essendo la decima più alta d’Italia, si traduce nella maggior spesa aggiuntiva, equivalente, in media, a 2764 euro su base annua, ma che sale a 3647 euro per una famiglia di 3 persone. Al secondo posto – nella top ten dei rincari stilata da Unc – Milano, dove il rialzo dei prezzi del 10,8%, la settima inflazione più elevata, determina un incremento di spesa annuo pari a 2932 euro per una famiglia tipo, +3505 euro per una famiglia di 3 componenti. Sul gradino più basso del podio Genova che con +11,8%, la seconda maggiore inflazione, ha una spesa supplementare pari a 2572 euro annui per una famiglia media da 2,3 componenti, ma che arriva a 3320 euro per una da tre. Più del doppio dei rincari di Potenza. A favorire la virtuosità della Basilicata è stata la scelta del governatore Vito Bardi di azzerare le bollette del gas per le famiglie lucane.

Presidente, si aspettava di vedere Potenza in testa alla classifica delle città meno care d’Italia?

“Siamo felici del dato dell’inflazione a Potenza e in Basilicata, anche se ovviamente l’inflazione è ancora troppo alta a livello nazionale. La nostra misura sul ‘gas gratis a tutti i lucani’ ha sicuramente contribuito e questi numeri confermano la caratterizzazione sociale della nostra scelta senza precedenti e senza eguali in Europa”.

Infatti solo la Germania ha pagato la bolletta ai tedeschi a dicembre… Secondo voi è possibile estendere lo sgravio anche nella bolletta della luce?

“Il nostro obiettivo adesso è estendere questi benefici alle imprese e poi dedicarci ad applicare la medesima filosofia ad acqua ed energia elettrica. Servirà un po’ di tempo, ma la Basilicata produce idrocarburi per tutto il paese, energia da fonti rinnovabili che finisce tutta nel GSE, dà l’acqua alle regioni limitrofe e quindi i cittadini devono avere dei benefici tangibili e diretti da queste risorse naturali. Ci stiamo lavorando, già in sede di bilancio”.

Ma quanto è costato il provvedimento?

“L’intervento prevede uno stanziamento di 60 milioni per il 2022 e 200 milioni per il 2023 e 2024. La misura durerà 9 anni”.

Ultima domanda: come ha fatto a conciliare il contributo col bilancio regionale?
“Abbiamo utilizzato le risorse derivanti dalle compensazioni ambientali legate alle attività estrattive delle compagnie energetiche”.