Aeroporto Catania riapre senza limitazioni. Ma sull’Etna nuova bocca eruttiva

Dopo settimane di cancellazioni, disagi e deviazioni per migliaia di viaggiatori, l’aeroporto di Catania riapre senza limitazioni. Lo stato di allerta per l’attività vulcanica dell’Etna passa da rosso ad arancione e consente di riaprire i settori chiusi.

La Sac, che gestisce lo scalo etneo, comunica che sono ripristinate con effetto immediato tutte le attività di volo, sia in partenza sia in arrivo. Un ritorno alla normalità che arriva dopo giorni complessi per il sistema aeroportuale siciliano, pressato dall’attività del vulcano nel pieno della stagione estiva.

La revoca delle limitazioni aeroportuali non coincide, però, con la fine dell’attività dell’Etna. L’Ingv rileva una nuova bocca eruttiva attiva in alta Valle del Bove già dall’alba. “Il flusso lavico alimentato dalla bocca situata a quota 1.900 metri ha raggiunto il fronte a quota 1.330 metri, nella zona di Rocca Capra, in Valle del Bove“, spiega l’istituto, precisando che la bocca eruttiva si trova a circa 3.100 metri. Da qui, si è sviluppato un nuovo flusso lavico, che non era visibile a causa delle nubi. Nel frattempo, l’attività esplosiva al cratere Voragine si è interrotta intorno alle 2 della notte, lasciando soltanto un “debole pennacchio di cenere circoscritto alla sommità“, registra l’Ingv. Anche il tremore vulcanico ha registrato una brusca diminuzione: a partire dall’1.30 circa, i valori, che erano elevati, sono rientrati nell’intervallo dei livelli bassi, dove continuano a mantenersi. Nessuna variazione significativa è stata rilevata dalla rete Gnss sul fronte delle deformazioni del suolo.

Il polso delle dimensioni dell’emergenza nelle ultime settimane lo danno i numeri dell’aeroporto di Comiso, chiamato a fare da valvola di sfogo per il traffico originariamente destinato a Catania. Tra il 7 e il 15 agosto, lo scalo ragusano ha gestito 324 voli e oltre 38mila passeggeri. Di questi, 228 voli, con più di 23mila passeggeri, erano stati dirottati da Catania. Si sono aggiunti ai 96 movimenti programmati, per circa 15mila passeggeri. Numeri che restituiscono la portata dello sforzo organizzativo richiesto durante uno dei periodi di maggiore pressione sul traffico aereo. “In situazioni come questa bisogna essere capaci di fare squadra, assumersi responsabilità e mettere le esigenze dei passeggeri al centro di ogni decisione”, sottolinea la presidente di Sac, Anna Quattrone, ricordando che la gestione dell’emergenza ha coinvolto anche Enac, Enav, protezione civile regionale, assessorato regionale alle Infrastrutture, forze dell’ordine, vigili del fuoco e agenzia delle Dogane. La sfida, ora, è quella di tornare alla normalità.