Federspieler (Alperia): “Bpa strategico per filiera corta tra agricoltura e industria”

Alperia Smart Services ha partecipato a KEY – The Energy Transition Expo presentando le opportunità legate allo sviluppo dei Biomethane Purchase Agreement (BPA), accordi innovativi che collegano agricoltura, industria e produzione di energia.

“Il Biomethane Purchase Agreement in sé è già un accordo strategico molto innovativo, visto che è uno dei primi fatti ad oggi in Italia”, ha spiegato ai microfoni di GEA Markus Federspieler, responsabile Corporate & PA Clients di Alperia Smart Services. “Possiamo anche dire che il BPA è un elemento strategico in una logica di filiera corta, perché riunisce l’agricoltore, l’industria e chi produce l’energia”.

Federspieler ha poi sottolineato il valore ambientale di questo modello: “Questa filiera corta si caratterizza anche nella materia prima utilizzata, perché sono rifiuti organici locali che prima diventano energia e infine un fertilizzante. Il tutto è accompagnato da un abbattimento dell’impatto ambientale e da un vantaggio reale per le aziende, con una certa stabilizzazione dei costi. È realmente un bell’esempio che vediamo come replicabile in altre zone dove si combinano agricoltura, industria e produzione di energia”.

Infine, Federspieler ha evidenziato i tre elementi chiave che caratterizzano il modello: “Da un lato abbiamo questo framework contrattuale del BPA che ormai è una certezza, perché definisce in modo chiaro ruoli, volumi e responsabilità ed è quindi replicabile. Il secondo punto è la parte ambientale: abbiamo un’economia circolare tra chi produce e chi consuma. L’ultimo elemento è quello strategico, perché le aziende ci chiedono soluzioni per intervenire sul proprio carbon footprint, salvaguardandosi allo stesso tempo dalle forti oscillazioni del mercato. Da questo punto di vista è realmente un modello replicabile e proiettabile a stretto giro anche su altri territori italiani”.

Smith (Deloitte): “Competitività da innnovazione, gestione costi e decarbonizzazione”

“Deloitte già da diversi anni offre servizi legati all’efficientamento energetico e alle energie rinnovabili. Quest’anno abbiamo voluto valorizzare queste competenze e l’esperienza maturata: tramite la ESCo ci avviciniamo di più ai bisogni concreti, reali, quotidiani dei nostri clienti”. Così Piercarlo Smith, director di Deloitte Climate & Sustainability, spiega l’evoluzione strategica della Energy Service Company che ha rappresentato a KEY – The Energy Transition Expo.

“Sono tante le imprese italiane che oggi vedono il costo dell’energia come uno svantaggio competitivo, soprattutto quando operano sui mercati europei e internazionali. Come Deloitte conosciamo molto bene quella che è la situazione delle imprese italiane e abbiamo individuato quella che, secondo noi, è la ‘formula della competitività’, che fondamentalmente si basa su: una gestione oculata dei costi per aumentare i margini operativi; la decarbonizzazione, perché il mercato richiede sempre più prodotti a bassa impronta carbonica, e l’innovazione. Queste sono le tre grandi sfide che oggi le imprese si trovano ad affrontare e vediamo come l’efficientamento energetico rappresenti di fatto l’unico grande ‘win-win’ perché permette da un lato di ridurre i consumi e quindi ridurre i costi per le imprese, e dall’altro meno consumi energetici si traduce anche in meno emissioni, e quindi facilita il processo di decarbonizzazione delle aziende”, ha spiegato Smith a GEA.

“Il contesto geopolitico ci sta dicendo chiaramente che l’Italia, come Paese, deve rendersi il più possibile indipendente e autonomo, e questo si può raggiungere solo attraverso un grande sforzo di lavoro sul mix energetico, quindi sul diversificare. Ci aspettiamo che nei prossimi anni torni sul tavolo la questione del nucleare perché aiuterebbe l’Italia a rendersi indipendente dalle oscillazioni e dalla volatilità del mercato”.

Fornasari (Gewiss): “Transizione energetica senza punto di fine”

“Quest’anno a Key Energy stiamo presentando un ecosistema che si compone di tre parti fondamentali. La parte di mobilità elettrica: con la nostra piattaforma JOINON abbiamo un portfolio completo dalla parte di AC alla parte di DC. Quest’anno presentiamo l’estensione della parte DC, quindi non solo 30 e 60 kw e 90-180 espandibili ma anche un’estensione alla parte di 320-480, quindi riusciamo ad avere, a partire dai 3 kw in AC fino a 480 in DC un portfolio completo che si applica a qualsiasi tipo di verticale”.  Così Luca Fornasari, chief product officer di Gewiss, spiega le novità presentate a Rimini Fiera dal 4 al 6 marzo in occasione di KEY – The Energy Transition Expo.

“Molto importante anche la parte di distribuzione di energia elettrica: con il nostro portfolio di quadristica QDX, tutta la parte di scatolati MSX e gestione dell’energia, che comprende anche la parte di restart, quindi per le soluzioni degli impianti più sostenibili e più efficaci, andiamo a dare tutto quello che è il core, il back bone di un impianto elettrico tradizionale e moderno”, ha poi raccontato Fornasari.

“Oggi lanciamo a Key Energy Rimini anche l’offerta di Dynamo Energy. Quindi lanciamo due prodotti che sono il Mini e il Cubo, due fotovoltaici tridimensionali che hanno quindi delle caratteristiche particolari che permettono l’utilizzo in ambiti che sono anche protetti dalla paesaggistica, quindi in ambiti di residenze storiche, di dimore storiche, per permettere la transizione energetica anche in contesti in cui questa ad oggi non può entrare. Oggi siamo in una fase di consolidamento della transizione energetica. Vediamo che c’è sempre più coscienza sia da parte dei privati che da parte di aziende del fatto che la gestione sia dell’energia elettrica che il controllo di quelli che sono i costi da un punto di vista energetico diventi una leva molto importante per il business, sia di competitività che anche di presenza sul mercato. Sicuramente è una transizione energetica che non ha un punto di fine, è un processo che è qui per rimanere. Quello che ci teniamo a fare come gruppo industriale italiano è cercare di prendere questa complessità che si inizia a vedere negli edifici, negli impianti, quindi questa integrazione di diverse tecnologie; cerchiamo di prendere questa complessità e con l’innovazione che ha caratterizzato sempre Gewiss dall’inizio del suo percorso, di andare a rendere questa complessità semplice e fruibile da parte di tutti”, ha concluso lo chief product officer di Gewiss.

Astolfi (Alperia Green Future): “Le soluzioni digitali devono creare valore misurabile”

Alperia Green Future ha partecipato a KEY – The Energy Transition Expo – illustrando la piattaforma Sybil e le nuove soluzioni integrate per l’efficienza energetica e la digitalizzazione degli impianti.

“Nel contesto attuale, notiamo una crescente attenzione da parte dei nostri clienti per lo sviluppo di soluzioni digitali che devono necessariamente avere delle caratteristiche ben definite. In primo luogo, devono generare un valore misurabile, devono potersi integrare con l’automazione esistente e devono garantire un framework solido in termini di cybersicurezza. La nostra piattaforma Sybil, pluribrevettata, risponde proprio a queste esigenze in modo concreto e integrato”, ha spiegato a GEA Giacomo Astolfi, Head of Tech Solutions & New Business di Alperia Green Future.

Astolfi ha poi illustrato i diversi ambiti di applicazione della piattaforma: “Abbiamo sviluppato soluzioni verticali in differenti segmenti del settore dell’efficienza energetica: accanto alle soluzioni per le industrie energivore, dove operiamo da oltre quindici anni, stiamo sviluppando progetti per la gestione e l’ottimizzazione di centrali di produzione di energia elettrica e termica, sistemi sempre più eterogenei basati su produzione tradizionale, fonti rinnovabili e sistemi di accumulo. Recentemente abbiamo anche ampliato la nostra presenza nel segmento dell’efficientamento energetico per grandi edifici, come Il Sole 24 Ore a Milano, e nel settore aeroportuale, con Sybil presente in cinque aeroporti italiani”.

Infine, Astolfi ha affrontato le principali barriere all’adozione di queste tecnologie digitali: “Dal nostro Osservatorio emerge che le difficoltà principali sono tre: il ritorno sull’investimento, non sempre prevedibile ex-ante; la scarsità di figure interne in grado di promuovere progetti digitali; e la cultura ancora limitata verso questi temi. In Alperia Green Future abbiamo strutturato delle proposte per superare questi ostacoli: con l’Energy Performance Contract investiamo direttamente noi assumendoci il rischio economico; con percorsi di formazione su misura supportiamo i clienti nell’up-skilling; e ci occupiamo dello sviluppo end-to-end dei progetti, garantendo performance nel lungo periodo”.

 

Granella (Dolomiti Energia): “La sfida è avere un nuovo modello di business”

Dolomiti Energia ha partecipato a KEY – The Energy Transition Expo – presentando la nuova identità del brand e la strategia per il futuro delle rinnovabili.

“È un segnale della nostra evoluzione, della nostra trasformazione da player regionale a player nazionale e vogliamo avere anche un brand che ci distingue, che sia il nostro Dna. E quindi abbiamo voluto scegliere un viola coraggioso proprio perché la sfida che abbiamo davanti è quella di avere un nuovo modello di business, in particolare per le energie rinnovabili, in cui integriamo generazione e vendita al cliente”, ha spiegato a GEA Stefano Granella, amministratore delegato e direttore generale di Dolomiti Energia.

In più ha approfondito le altre ragioni dietro al rebranding parlando di “un nuovo payoff, sintetizzato appunto in tre parole: rinnovabili, integrati e indipendenti. Rinnovabili perché è il nostro mestiere: noi siamo il primo produttore di sola energia rinnovabile in Italia con 1800 MW di idroelettrico, eolico e fotovoltaico. Integrati perché, appunto, uniamo la generazione alla vendita: noi serviamo oltre 800mila clienti che hanno scelto di servirsi di energia rinnovabile. Indipendenti proprio perché vogliamo essere generatori di indipendenza per i nostri clienti; quindi, offrire delle tariffe a prezzo fisso a lungo termine, che tolgono il nostro cliente dalla volatilità del mercato e quindi creano indipendenza sul mercato”.

“Abbiamo appena inaugurato l’impianto di Mondavio nelle Marche, abbiamo altri tre impianti in costruzione, eolici, nel sud Italia, altri impianti fotovoltaici in costruzione. Direi quindi che il 2026/2027 sarà costellato di tanti festeggiamenti per nuova energia rinnovabile, che è indispensabile per i nostri clienti ma soprattutto per rendere il Sistema Italia più autonomo e più energeticamente stabile, indipendentemente da quello che succede sul mercato del gas – ha specificato Granella riguardo ai progetti per il futuro -. Con Microsoft stiamo lavorando proprio per sviluppare tutta una serie di nuove soluzioni sia sul mondo reti sia sul mondo commerciale proprio per cercare di utilizzare l’intelligenza artificiale per quello che di positivo dà, ma gestendone l’impatto”.

Piano Mattei, rinnovabili e filiere: Key Energy apre i battenti alla Fiera di Rimini

Tutto pronto per la nuova edizione di ‘KEY – The Energy Transition Expo‘ in programma dal 4 al 6 marzo, alla Fiera di Rimini. L’evento, organizzato da Ieg (Italian Exhibition Group) e punto di riferimento in Europa, Africa e bacino del Mediterraneo sulla transizione energetica, si conferma la più importante piattaforma europea per le tecnologie, servizi e soluzioni integrate che stanno accelerando la decarbonizzazione. Secondo gli organizzatori, la manifestazione cresce sia in termini di partecipazione, che di estensione, che di contenuti, riflettendo la maturità di un mercato che, nonostante le incertezze del contesto attuale, si mantiene solido. Inoltre, rafforza il suo ruolo di hub globale aperto al confronto internazionale, distinguendosi dagli altri eventi fieristici dedicati all’energia per la diversificazione e completezza dell’offerta espositiva. KEY 2026 riporta il baricentro del confronto strategico in Europa, restituendole un ruolo di primo piano nella grande trasformazione in corso e valorizzandone le competenze industriali e tecnologiche, la ricerca e il patrimonio di soluzioni già disponibili per costruire un futuro sostenibile e competitivo. Sono attesi più di 1.000 brand espositori di cui il 30% dall’estero, con una presenza significativa di aziende da circa 30 Paesi. Inoltre, grazie alla collaborazione con l’Agenzia Ice e con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (Maeci), è prevista la presenza di oltre 500 hosted buyer e delegazioni da circa 50 Paesi. Presente anche una delegazione giapponese coinvolta in collaborazione con H2IT e il Clust-ER Greentech della Regione Emilia-Romagna nell’ambito della partnership sull’idrogeno fra Italia e Giappone e come follow up della Missione di Ieg all’EXPO di Osaka.

LA FINANZA A SUPPORTO DELLA TRANSIZIONE. Tema cardine di KEY 2026 è la finanza a supporto della transizione energetica con i nuovi strumenti per controllare i costi dell’energia. La manifestazione offre una panoramica completa sui nuovi modelli di investimento in rinnovabili ed efficienza e sulle soluzioni innovative per ridurre la bolletta, mettendo a confronto istituti finanziari, Epc Contractor, aziende leader italiane e internazionali, Associazioni e Istituzioni. L’attenzione alla finanza si riflette anche nell’offerta espositiva, con la presenza di un intero padiglione per la prima volta riservato ad Epc Contractor e finanza, sempre più strategici per la realizzazione di grandi impianti rinnovabili e di storage utility scale.

NUOVO LAYOUT PER RACCONTARE LA FILIERA DELL’ENERGIA. Per l’edizione 2026, KEY ha ampliato la superficie espositiva, raggiungendo circa 125mila mq lordi e occupando quasi interamente il quartiere fieristico di Rimini con 24 padiglioni, divisi in sette aree tematiche: solare, eolico, idrogeno, efficienza energetica, energy storage, e-mobility e Sustainable City. Il settore riservato al solare ha registrato la crescita maggiore, confermando la solidità del mercato e la maturità di questa tecnologia, con un’espansione significativa degli spazi dedicati ad EPC Contractor, all’agrivoltaico e alle aziende che si occupano di sistemi di fissaggio e montaggio degli impianti. In aumento anche la superficie riservata all’eolico, al cui interno è confermato il focus Su.port – Sustainable Ports for Energy Transition dedicato al ruolo dei porti come hub logistici per l’assemblaggio e la manutenzione dei parchi flottanti e per lo stoccaggio e il trasporto di idrogeno. Potenziata e riorganizzata l’area per l’efficienza energetica, pilastro di KEY nel suo ruolo di abilitatore della transizione, con una visione trasversale sulla decarbonizzazione sia in ambito industriale che dell’ambiente costruito. Nei padiglioni riservati a questo settore, si inserisce il nuovo progetto HOME — Healthy, Optimized, Measured, Efficient di KEY 2026, uno spazio educativo e culturale che riprodurrà un edificio 100% smart, efficiente e sostenibile, per scoprire come vengono progettati, realizzati e misurati edifici sani ed energeticamente intelligenti.

LA COOPERAZIONE CON L’AFRICA. In linea con le priorità del Piano Mattei e con la crescente centralità del continente africano per la transizione energetica globale e nelle politiche energetiche e industriali europee, KEY mira a rafforzare la cooperazione con l’Africa connettendo imprese, istituzioni e investitori per favorire la nascita di nuove sinergie. Due eventi a cura di Res4Africa, in programma il 5 e il 6 marzo, saranno dedicati all’autosufficienza energetica del continente. Inoltre, l’area Africa Investment HUB – novità di KEY 2026 – accoglierà Associazioni africane di settore provenienti da Egitto, Algeria, Marocco, Tunisia, Costa d’Avorio, Senegal e Sudafrica, configurandosi come spazio dedicato al networking e agli incontri di business. In occasione della manifestazione e nell’ambito della collaborazione fra KEY e Piantando – B Corp che avvia, finanzia e monitora progetti ad alto impatto sociale e ambientale – saranno installati tre lampioni solari in un villaggio del Malawi.

RIGORE SCIENTIFICO: IL PALINSESTO CONVEGNISTICO. Con un programma composto da oltre 150 eventi di alta qualità, rigorosi e basati su dati ed evidenze scientifiche, di cui 90 a cura del suo Comitato Tecnico Scientifico, KEY si conferma spazio di confronto aperto e strategico dove mettere a sistema competenze, know-how e best practice per accompagnare la transizione energetica. Fra gli eventi in programma, tornano il ‘Key Energy Summit‘ e il ForumTech di Italia Solare. Giovedì 5 marzo sarà presentato il ‘Rapporto sullo stato della sostenibilità energetica nella filiera delle costruzioni’ in collaborazione con Federcostruzioni. Inoltre Key ed Elemens cureranno il convegno Epc e finanza: la nuova fase delle rinnovabili per connettere banche ed Epc Contractor, con l’obiettivo di favorire nuovi modelli di collaborazione e ridurre le barriere esistenti alla realizzazione degli impianti rinnovabili. Lo stesso giorno è in programma l’evento ‘Energia e Innovazione: la Cooperazione Internazionale del MASE per la Transizione Energetica’ organizzato dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, con United Nations Development Programme (UNDP) e UN Environment Programme (UNEP).

L’INNOVATION DISTRICT. Innovazione e competenze sostenibili tornano protagoniste dell’Innovation District, percorso di open innovation che promuove l’innovazione di prodotto e servizio, connettendo giovani realtà imprenditoriali, aziende consolidate e investitori. L’area accoglie 32 Start-up e PMI innovative selezionate a seguito di una Call for Start-up, e ospita l’iniziativa Green Jobs & Skills favorendo l’incontro fra domanda e offerta di lavoro. Mercoledì 4 marzo il ‘Premio Innovation Lorenzo Cagnoni‘ sarà consegnato a sette espositori per i loro progetti più innovativi, uno per ogni categoria merceologica della manifestazione.

KEY CHOICE – Unlock the future of Ppa. Alla vigilia di KEY, martedì 3 marzo al Palacongressi di Rimini, è in programma KEY CHOICE – Unlock the future of Ppa, l’evento B2B organizzato da Ieg in collaborazione con Elemens che offre una visione completa delle opportunità e delle sfide legate alla transizione energetica, fornendo un aggiornamento tecnico e strategico, anche alla luce delle più recenti normative.

DPE – INTERNATIONAL ELECTRICITY EXPO. In concomitanza con KEY, torna anche la nuova edizione di DPE – International Electricity Expo, la manifestazione organizzata da Italian Exhibition Group in collaborazione con l’Associazione Generazione Distribuita – Motori, Componenti, Gruppi Elettrogeni federata Anima Confindustria – e Federazione Anie, dedicata all’ecosistema della generazione, trasmissione, distribuzione, sicurezza e automazione elettrica.

A Rimini si apre Ecomondo: sul tavolo crisi climatica, economia circolare e transizione green

Nonostante lo sciopero dei treni che ha complicato gli arrivi, alla Fiera di Rimini si è aperta la 27esima edizione di Ecomondo, la manifestazione internazionale sulla transizione green e sulla circular economy organizzata da Italian Exhibition Group (IEG), che fino all’8 novembre animerà 166.000 metri quadrati di esposizione. Oltre 1600 i brand espositori, 72 le organizzazioni, istituzioni e associazioni di settore a livello globale presenti, 100 i paesi rappresentati dai buyer e oltre 200 gli incontri e i convegni previsti dal programma. Come ha ricordato Maurizio Renzo Ermeti, presidente di IEG, durante il taglio del nastro si tratta della “più grande manifestazione mai realizzata nella Fiera di Rimini”.

Saranno quattro giorni intensi, durante i quali sul piatto ci sarà una panoramica completa e aggiornata sulle ultime innovazioni, tendenze e sfide nel campo della sostenibilità ambientale. Ecomondo è “un osservatorio privilegiato sull’economia nazionale”, ha ricordato in apertura il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, perché qui “c’è l’Italia vincente della transizione ecologica, naturalmente rivolta alla decarbonizzazione, all’efficienza, all’uso ragionato delle risorse naturali, all’innovazione nella produzione”. Sugli obiettivi climatici, ha ricordato Pichetto, non si torna indietro, ma “abbiamo bisogno della grande energia che proviene dalla green economy italiana e da modelli vincenti come quelli del riciclo, che continueremo a difendere in ogni sede”.

Gli occhi, quindi, sono puntati anche a Rimini sul mondo delle imprese italiane e sulle loro potenzialità per diventare leader della transizione ecologica e digitale. Imprese, ha sottolineato Fabrizio Lobasso, vicedirettore generale per la Promozione del Sistema Paese e direttore centrale per l’internazionalizzazione economica del ministero Affari Esteri e Cooperazione Internazionale, che sono “in grado di portare sui mercati qualità e innovazione verso gli obiettivi globali di sostenibilità e di diventare risorsa per il percorso di altri Paesi nello scenario internazionale”.

In mattinata si sono aperti anche gli Stati Generali della Green Economy, promossi dal Consiglio Nazionale della Green Economy e dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, in collaborazione con il Ministero dell’Ambiente e la Commissione Europea. Il quadro aggiornato sui progressi e le sfide dell’Italia in settori chiave come decarbonizzazione, economia circolare ed efficienza energetica registra una riduzione delle emissioni di CO₂ di oltre il 6%, un Paese leader nell’economia circolare (3,6 euro di PIL per ogni kg di risorsa consumata), produzione biologica in crescita, ma anche sfide aperte, come il progressivo aumento del consumo di suolo e la mobilità sostenibile. Il 6 novembre parteciperanno alla sessione di apertura del mattino (alle 10 in Sala Neri 1), il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso e, in collegamento video, il presidente della Commissione ambiente, sanità e sicurezza alimentare al Parlamento Europeo, Antonio Decaro. Nell’ambito del dialogo sul Grean Deal e sulle opportunità per le imprese europee interverranno Luca Dal Fabbro, presidente del gruppo Iren, Marco Codognola, ad di Itelyum, Nicola Lanzetta, direttore Italia di Enel, Fabrizio Palermo ad di Acea.

Molti i temi al centro della discussione a Ecomondo: si va dal monitoraggio dei cambiamenti climatici alla Blue Economy, dal recupero degli scarti tessili alle strategie per un’industria sostenibile, dalla finanza green alla comunicazione della transizione ecologica. In mezzo si svolgerà la quarta edizione del Forum Africa Green Growth (7 novembre), che si concentra sulle opportunità di sviluppo sostenibile nel continente africano. Con la partecipazione del Ministero degli Affari Esteri e RES4Africa, il Forum esplora le possibilità di cooperazione nei settori dell’acqua, dell’energia, dell’agroalimentare e della bioeconomia circolare. Spazio anche al Premio Lorenzo Cagnoni per l’Innovazione Green, assegnato alla tecnologia più all’avanguardia nei diversi settori espositivi​.

 

Si apre Ecomondo: a Rimini oltre 200 appuntamenti per la transizione green e l’economia circolare

Oltre 200 appuntamenti – di cui 25 internazionali – distribuiti in quattro giornate, una superficie espositiva lorda di 166.000 mq, operatori da oltre 100 Paesi e di 72 organizzazioni, istituzioni e associazioni di settore a livello globale. Ma anche 650 buyer provenienti da 65 Paesi del Nord Africa, Europa, Nord America, America Latina, con un notevole incremento di presenze dall’Asia. L’obiettivo? Una panoramica completa e aggiornata sulle ultime innovazioni, tendenze e sfide nel campo della sostenibilità ambientale. Si apre a Rimini il 5 novembre Ecomondo 2024, l’ormai tradizionale evento di Italian Exhibition Group, che porta sulla Riviera Romagnola una 27esima edizione dal layout rinnovato e ampliato, riflettendo la crescente importanza della transizione ecologica e dell’economia circolare.

Il taglio del nastro avverrà alle 10.30 presso l’Innovation Arena, nell’area sud. Parteciperanno, oltre al ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, anche Maurizio Renzo Ermeti, presidente di Italian Exhibition Group, Anna Montini, assessora alla Transizione Ecologica (Ambiente, Sviluppo Sostenibile, Pianificazione e Cura del Verde Pubblico), Blu Economy, Statistica del Comune di Rimini, Irene Priolo, presidente facente funzioni della Regione Emilia-Romagna, Fabio Fava, presidente del comitato tecnico scientifico di Ecomondo, Fabrizio Lobasso, vicedirettore generale per la Promozione del sistema Paese e direttore centrale per l’internazionalizzazione economica del Ministero Affari Esteri e Cooperazione Internazionale.

Il 5 novembre alle 11.15 il Sala Neri, si aprirà anche la 13esima edizione anche gli Stati generali della Green economy, dedicati a ‘L’economia di domani: il Green Deal all’avvio della nuova legislatura europea’. Sono promossi dal Consiglio Nazionale, composto da 66 organizzazioni di imprese della green economy in Italia, in collaborazione con il Mase, con i patrocini della Commissione europea e del Mimit. Interverranno, tra gli altri, il ministro Pichetto, Irene Priolo, Fabrizia Lapercorella (vice segretaria generale dell’Ocse), Edo Ronchi (presidente della Fondazione per lo sviluppo sostenibile) e i deputati Chiara Braga e Mauro Rotelli. Il 6 novembre parteciperanno alla sessione di apertura del mattino (alle 10 in Sala Neri 1), il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso e, in collegamento video, il presidente della Commissione ambiente, sanità e sicurezza alimentare al Parlamento Europeo, Antonio Decaro. Nell’ambito del dialogo sul Grean Deal e sulle opportunità per le imprese europee interverranno Luca Dal Fabbro, presidente del gruppo Iren, Marco Codognola, ad di Itelyum, Nicola Lanzetta, direttore Italia di Enel, Fabrizio Palermo ad di Acea.

Molti i temi al centro della discussione a Ecomondo: si va dal monitoraggio dei cambiamenti climatici alla Blue Economy, dal recupero degli scarti tessili alle strategie per un’industria sostenibile, dalla finanza green alla comunicazione della transizione ecologica. In mezzo si svolgerà la quarta edizione del Forum Africa Green Growth (7 novembre), che si concentra sulle opportunità di sviluppo sostenibile nel continente africano. Con la partecipazione del Ministero degli Affari Esteri e RES4Africa, il Forum esplora le possibilità di cooperazione nei settori dell’acqua, dell’energia, dell’agroalimentare e della bioeconomia circolare. Spazio anche al Premio Lorenzo Cagnoni per l’Innovazione Green, assegnato alla tecnologia più all’avanguardia nei diversi settori espositivi​.

rinnovabili

La produzione di elettricità da rinnovabili in Germania è doppia rispetto all’Italia

Mercoledì 28 febbraio si apre a Rimini la seconda edizione di Key-The Energy Transition Expo, evento di riferimento in Sud Europa, Africa e bacino del Mediterraneo per il mercato delle rinnovabili e della transizione energetica, organizzato da Italian Exhibition Group. Lo spazio espositivo coprirà oltre 60.000 mq, coinvolgendo 16 padiglioni. Numerosi i convegni, i seminari e i dibattiti strategici, che discuteranno davanti a numeri record in Europa per le rinnovabili, riassunti dalla stessa fiera.

Nel 2023 Germania, Spagna e Portogallo hanno generato energia elettrica rinnovabile per oltre il 50% della produzione nazionale. In Germania, le rinnovabili hanno fornito circa 260 TWh (quota record del 59,7% sulla produzione elettrica annuale), con una crescita di circa il 7,2% rispetto al 2022, grazie soprattutto ad eolico (32%) e fotovoltaico (12%). In particolare, il fotovoltaico ha aggiunto 14 GW, superando l´obiettivo fissato dal governo. In Spagna, le rinnovabili hanno consentito di raggiungere quasi 135 TWh (il 50,4% del mix elettrico complessivo nazionale), con l´eolico (23,3%), il fotovoltaico (14%) e l´idroelettrico (9,5%) a fare da traino. In Portogallo, il 61% della domanda di energia nel 2023 è stato coperto dalle rinnovabili, con la produzione complessiva di 31,2 Terawattora. Secondo l´ultimo European Electricity Review di Ember, nel 2023 in Europa i combustibili fossili sono poi scesi del 19% al livello più basso mai registrato, pari a meno di un terzo della produzione di elettricità dell´Ue. E le rinnovabili sono salite alla quota record del 44%, superando per la prima volta il 40%, con l’eolico e il solare che hanno toccato la cifra record del 27% dell´elettricità europea nel 2023 (rispetto al 23% del 2022). La produzione combinata eolica e solare è aumentata di un record di 90 TWh e la capacità installata di 73 GW.

In Italia – si legge nel report di Key2024 – a fine 2023 c´erano 5.431 richieste di connessione alla rete in alta tensione per grandi impianti da fonti rinnovabili, per complessivi 328 GW, di cui la maggior parte (43% e 141 GW) relativi al fotovoltaico. Le iniziative realmente pronte a partire ammontano a 166 per 6,1 GW. Secondo le rilevazioni di Terna, considerando tutte le fonti rinnovabili, nel 2023 ci sono state nuove attivazioni per circa 5,8 GW (+2,7 GW rispetto al 2022), dopo le nuove attivazioni pari a 1 GW nel 2021 e i circa 3 GW del 2022. Inoltre, circa 6 GW hanno ottenuto la cosiddetta Soluzione Tecnica Minima Definitiva di connessione alla rete elettrica nazionale. Passando ai consumi, sempre in base ai dati diffusi da Terna, nel 2023 c’è stato un calo del 2,8% in Italia rispetto al 2022, attestatisi a 306,1 miliardi di kWh. Le rinnovabili hanno coperto complessivamente il 36,8% della domanda (dal 31% del 2022), registrando comunque una crescita rilevante della produzione rinnovabile (+15,4%), raggiungendo il record del 43,8%. A livello territoriale la variazione della domanda elettrica è risultata ovunque in diminuzione: -4% al Nord, -2% al Centro e -0,9% al Sud e nelle Isole. La domanda italiana poi è stata soddisfatta per l´83,3% con produzione nazionale e per la quota restante (16,7%) dal saldo dell´energia scambiata con l´estero. Questo perché la produzione nazionale netta (257 miliardi di kWh) è risultata in diminuzione del 6,4% rispetto al 2022 a causa del crollo di produzione da gas. Infatti sono risultati in crescita l’idrico (+36,1), l´eolico (+15,1%) e il fotovoltaico (+10,6%), mentre si è segnalata una flessione di termico (-17,4%) e geotermico (-1,9%). In un confronto europeo, anche nel 2024, resta infine una netta differenza tra il nostro Paese e quelli vicini. Secondo l’ultimo aggiornamento di Energy-Charts, da inizio anno la quota di energia elettrica da fonti rinnovabili in Germania è pari al 62,5%, mentre quella italiana è ferma al 31,1%. La percentuale è del 59,4% in Spagna, del 29% in Francia (dove gran parte della produzione deriva dal nucleare), del 57,4% in Svizzera e dell’81,1% in Austria. L’indipendenza energetica tricolore è ancora lontana.

spiagge

Le spiagge di Rimini sposano il green: Ma i turisti si adattano poco

La spiaggia di Rimini, dal boom degli anni Sessanta ad oggi, ne ha fatta di strada in tema di sensibilità ambientale. Anche perché il mare e la sabbia e la loro tutela danno da ‘mangiare’ a migliaia di famiglie, tra gestori di stabilimenti balneari e ristoratori. GEA ne ha parlato con Mauro Vanni, presidente della cooperativa bagnini di Rimini, presidente nazionale di Confartigianato imprese demaniali e gestore del Bagno 62. Innanzitutto serve un quadro d’insieme: sui 15 km di costa riminese si trovano 240 stabilimenti balneari, 160 a sud del porto, che fa da spartiacque, e 80 a nord. E praticamente tutti i gestori, da 20 anni a questa parte, hanno mostrato interesse alle tematiche ambientali e della sostenibilità.

Tutto è partito nel 2003 con Agenda 21 – spiega Vanni -, in quell’occasione la Provincia di Rimini fece promozione e investimenti per rendere le spiagge più ecologiche. Si cominciò con la raccolta differenziata dei rifiuti, con un progetto di Hera (multiservizi dell’Emilia Romagna, ndr): pratica che dura ancora oggi ed è seguita da tutti gli affiliati. Vennero quindi distribuiti a tutti i Bagni i raccoglitori per recuperare vetro, carta e plastica e da allora non si è più smesso. Poi il Comune di Rimini propose di rendere accessibili tutti gli stabilimenti, eliminando le barriere architettoniche“. In questo caso furono costruite passerelle fino alla battigia e realizzati ingressi e bagni per le persone diversamente abili. Poi sempre nei primi anni 2000 iniziò a diffondersi la pratica dell’installazione di pannelli fotovoltaici, grazie ai finanziamenti della Provincia di Rimini, per sfruttare energia pulita e risparmiare sulla bolletta.

Più recentemente invece – prosegue Vanni – alcuni di noi hanno anche applicato riduttori di flusso nei rubinetti per risparmiare acqua. E sempre in tema idrico diversi stabilimenti fanno la raccolta delle acque reflue grigie, cioè quelle di docce e lavandini, per riutilizzarle per irrigare il verde o come acqua per gli scarichi del bagno“. Infine, come ulteriore servizio al cliente, sono state realizzate cabine e tabelle informative per non vedenti.

Tutte queste iniziative, a distanza di quasi 20 anni dalla loro prima applicazione, hanno poi portato benefici anche dal punto di vista economico? Una domanda che si porta dietro una risposta immediata: “I pannelli fotovoltaici, l’illuminazione con lampade a led e la raccolta delle acque reflue hanno portato a un risparmio notevole – spiega Vanni -. E pure la raccolta differenziata portò i suoi benefici anche perché all’inizio della sperimentazione il Comune di Rimini fece uno sconto del 5% sulla tassa per la raccolta rifiuti a tutti quelli che si adeguavano. Insomma, gli investimenti fatti sono stati ampiamenti ripagati“.

C’è sensibilità sull’uso di particolari materiali per sedie, sdraio o ombrelloni anche se, spiega Vanni, “alcuni esperimenti non hanno avuto successo, penso ad esempio agli ombrelloni in paglia. In questo particolare settore servono infatti materiali resistenti, che reggano l’usura; ma so che alcuni bagnini hanno invece posizionato pedane amovibili realizzate in materiali vegetali come l’ulivo. Ma più in generale quasi tutti gli stabilimenti hanno arredi in legno, materiale ecologico per eccellenza; certo questo richiede una maggiore cura“.

Vanni spiega che gli stabilimenti che seguono tutte le linee di Agenda 21 sono circa 5 o 6, mentre sono una cinquantina (quindi poco meno di un quinto) quelli che hanno installato pannelli fotovoltaici. Sono invece una decina quelli che riutilizzano le acque grigie, mentre sul fronte della differenziata e della piena accessibilità alla spiaggia, tutti si sono adeguati.
Ma i villeggianti dimostrano una sensibilità green? “Il cliente in generale è distratto – annota Vanni – soprattutto quello italiano; apparentemente gradisce iniziative di questo genere, ma poi si adatta poco. Alcuni sono più attenti, penso ad esempio agli stranieri, ma molti in vacanza non vogliono limitazioni, non vogliono pensieri. Pensi ad esempio che ad ogni ombrellone è applicato un posacenere, ma non sa quanti mozziconi di sigaretta troviamo sotto i lettini…“.

Infine, la nota dolente: la ‘Bolkestein’, vale a dire la direttiva europea del 2006, recepita dall’Italia nel 2010, ma mai applicata. Ma ora il governo ha deciso che le spiagge (demanio pubblico) dal 2024 dovranno essere date in concessione solo attraverso bandi pubblici. Questo potrebbe frenare i gestori di stabilimenti dal fare investimenti green: “Noi viviamo in questo limbo da decenni – conclude Vanni – nonostante tutto nel tempo abbiamo migliorato sempre di più i servizi, ma ancora adesso il settore non esprime tutto il suo potenziale. Chi ha ristrutturato, ha mostrato attenzione al green, ma servono politiche a sostegno del comparto. Quando abbiamo acquistato i primi pannelli solari, costavano l’ira di dio e non duravano tantissimo, ora invece sono più performanti. La sostenibilità ambientale ha anche un costo economico, quindi in futuro, da parte di chi ci amministra, serviranno certezze e sostegni per continuare sulla strada tracciata e dalla quale non si può tornare indietro“.