Togni (Anev): “Burocrazia e processi autorizzativi rallentano la transizione energetica”

“Il nostro Paese sta restando indietro. La differenza di velocità di marcia dagli altri Paesi europei è data da una serie di elementi”. Così Simone Togni, presidente dell’Associazione nazionale energia del vento (Anev), ha spiegato a GEA, in occasione di KEY – The Energy Transition Expo a Rimini, quali sono gli aspetti che rallentano la transizione ecologica in Italia. “La burocrazia asfissiante, che nel nostro Paese rende un’autorizzazione di un impianto eolico lunga 5 anni e mezzo contro i 2 anni massimo che dovrebbe da normativa europea, è uno degli elementi. L’altro – continua Togni – è il fatto che abbiamo un sistema costituzionalmente molto garantista – e questa è una cosa positiva – ma all’interno del quale ci sono poteri, come quello del Ministero dell’Ambiente che rilascia il suo parere e quello del Ministero della cultura per quello paesaggistico, che spesso confliggono. In quel caso il processo autorizzativo, invece di risolvere la controversia in maniera autonoma, deve rimettere alla Presidenza del Consiglio queste situazioni, che oggi ammontano a molte centinaia di progetti che quindi sono fermi in attesa di risoluzione. Inoltre, si aggiunga un problema relativo ai processi autorizzativi sia di valutazione impatto ambientale, che durano anche 3 anni mentre dovrebbero durare al massimo 6 mesi, e la questione relativa alle connessioni di rete per la quale un recente D.L. bollette sta provando a mettere una soluzione. Noi speriamo che le aspettative verranno rispettate”.

Togni, riportando la visione di Anev, sottolinea che “gli impianti eolici devono essere, secondo la nostra visione, realizzati in armonia con il territorio, dove non vi sono vincoli, seguendo tutte le giuste procedure ambientali. Dicevamo prima, sono le più avanzate del mondo, quelle italiane: noi dobbiamo avere pareri da 48 enti diversi ed è giusto che sia così. Detto questo, quando un progetto arriva ad aver superato tutti gli elementi di impatto, questo impianto evidentemente deve essere realizzato”.

Sugo (AGN Energia) a Key: “Fotovoltaico è un investimento a capitale garantito”

AGN Energia ha partecipato a KEY – The Energy Transition Expo presentando un nuovo modello di utility, fatto “su misura”. A tal proposito Alessandro Sugo, director of Power & Gas Department and Energy & Efficiency ha confermato a GEA che si tratta di “un servizio su misura basandosi sull’esigenza reale del cliente, partendo dal concetto di neutralità tecnologica”. Quindi, ha aggiunto Sugo, “noi partiamo dalla nostra commodity con cui abbiamo iniziato a portare l’energia termica, in questo caso al di fuori delle grandi città, quasi 70 anni fa e ci vestiamo sopra poi un un’integrazione con l’energia elettrica che serve a tutti i clienti e con la possibilità di prodursela e stoccarla con le batterie. Quindi guardiamo realmente quello che è il fabbisogno del cliente, senza pregiudizi da un punto di vista della predominanza delle rinnovabili, della rinuncia al fossile. Il fossile, se gestito bene con le tecnologie moderne, rappresenta, come anche la stessa Unione Europea ci sta dicendo negli ultimi mesi ormai, l’alternativa per avere la continuità del servizio e rispondere alle moderne esigenze di clienti, che siano aziende o famiglie”.

A GEA, Sugo ha rilasciato anche un’opinione riguardo al contesto attuale: “È un momento in cui effettivamente, soprattutto da un punto di vista del mercato domestico, residenziale, le famiglie è come se stessero riflettendo su che cosa succede nei prossimi tempi. È indubbio che gli ultimi orientamenti, la fine di incentivi, hanno un po’ rallentato l’interesse e noi siamo qui proprio per aiutarli a comprendere che invece è una grande opportunità il fotovoltaico perché rappresenta un investimento a capitale garantito con un ritorno certo e che soprattutto mette a riparo tutti, le famiglie ma anche le imprese dai costi dell’energia.”

Federspieler (Alperia): “Bpa strategico per filiera corta tra agricoltura e industria”

Alperia Smart Services ha partecipato a KEY – The Energy Transition Expo presentando le opportunità legate allo sviluppo dei Biomethane Purchase Agreement (BPA), accordi innovativi che collegano agricoltura, industria e produzione di energia.

“Il Biomethane Purchase Agreement in sé è già un accordo strategico molto innovativo, visto che è uno dei primi fatti ad oggi in Italia”, ha spiegato ai microfoni di GEA Markus Federspieler, responsabile Corporate & PA Clients di Alperia Smart Services. “Possiamo anche dire che il BPA è un elemento strategico in una logica di filiera corta, perché riunisce l’agricoltore, l’industria e chi produce l’energia”.

Federspieler ha poi sottolineato il valore ambientale di questo modello: “Questa filiera corta si caratterizza anche nella materia prima utilizzata, perché sono rifiuti organici locali che prima diventano energia e infine un fertilizzante. Il tutto è accompagnato da un abbattimento dell’impatto ambientale e da un vantaggio reale per le aziende, con una certa stabilizzazione dei costi. È realmente un bell’esempio che vediamo come replicabile in altre zone dove si combinano agricoltura, industria e produzione di energia”.

Infine, Federspieler ha evidenziato i tre elementi chiave che caratterizzano il modello: “Da un lato abbiamo questo framework contrattuale del BPA che ormai è una certezza, perché definisce in modo chiaro ruoli, volumi e responsabilità ed è quindi replicabile. Il secondo punto è la parte ambientale: abbiamo un’economia circolare tra chi produce e chi consuma. L’ultimo elemento è quello strategico, perché le aziende ci chiedono soluzioni per intervenire sul proprio carbon footprint, salvaguardandosi allo stesso tempo dalle forti oscillazioni del mercato. Da questo punto di vista è realmente un modello replicabile e proiettabile a stretto giro anche su altri territori italiani”.

Smith (Deloitte): “Competitività da innnovazione, gestione costi e decarbonizzazione”

“Deloitte già da diversi anni offre servizi legati all’efficientamento energetico e alle energie rinnovabili. Quest’anno abbiamo voluto valorizzare queste competenze e l’esperienza maturata: tramite la ESCo ci avviciniamo di più ai bisogni concreti, reali, quotidiani dei nostri clienti”. Così Piercarlo Smith, director di Deloitte Climate & Sustainability, spiega l’evoluzione strategica della Energy Service Company che ha rappresentato a KEY – The Energy Transition Expo.

“Sono tante le imprese italiane che oggi vedono il costo dell’energia come uno svantaggio competitivo, soprattutto quando operano sui mercati europei e internazionali. Come Deloitte conosciamo molto bene quella che è la situazione delle imprese italiane e abbiamo individuato quella che, secondo noi, è la ‘formula della competitività’, che fondamentalmente si basa su: una gestione oculata dei costi per aumentare i margini operativi; la decarbonizzazione, perché il mercato richiede sempre più prodotti a bassa impronta carbonica, e l’innovazione. Queste sono le tre grandi sfide che oggi le imprese si trovano ad affrontare e vediamo come l’efficientamento energetico rappresenti di fatto l’unico grande ‘win-win’ perché permette da un lato di ridurre i consumi e quindi ridurre i costi per le imprese, e dall’altro meno consumi energetici si traduce anche in meno emissioni, e quindi facilita il processo di decarbonizzazione delle aziende”, ha spiegato Smith a GEA.

“Il contesto geopolitico ci sta dicendo chiaramente che l’Italia, come Paese, deve rendersi il più possibile indipendente e autonomo, e questo si può raggiungere solo attraverso un grande sforzo di lavoro sul mix energetico, quindi sul diversificare. Ci aspettiamo che nei prossimi anni torni sul tavolo la questione del nucleare perché aiuterebbe l’Italia a rendersi indipendente dalle oscillazioni e dalla volatilità del mercato”.

Fornasari (Gewiss): “Transizione energetica senza punto di fine”

“Quest’anno a Key Energy stiamo presentando un ecosistema che si compone di tre parti fondamentali. La parte di mobilità elettrica: con la nostra piattaforma JOINON abbiamo un portfolio completo dalla parte di AC alla parte di DC. Quest’anno presentiamo l’estensione della parte DC, quindi non solo 30 e 60 kw e 90-180 espandibili ma anche un’estensione alla parte di 320-480, quindi riusciamo ad avere, a partire dai 3 kw in AC fino a 480 in DC un portfolio completo che si applica a qualsiasi tipo di verticale”.  Così Luca Fornasari, chief product officer di Gewiss, spiega le novità presentate a Rimini Fiera dal 4 al 6 marzo in occasione di KEY – The Energy Transition Expo.

“Molto importante anche la parte di distribuzione di energia elettrica: con il nostro portfolio di quadristica QDX, tutta la parte di scatolati MSX e gestione dell’energia, che comprende anche la parte di restart, quindi per le soluzioni degli impianti più sostenibili e più efficaci, andiamo a dare tutto quello che è il core, il back bone di un impianto elettrico tradizionale e moderno”, ha poi raccontato Fornasari.

“Oggi lanciamo a Key Energy Rimini anche l’offerta di Dynamo Energy. Quindi lanciamo due prodotti che sono il Mini e il Cubo, due fotovoltaici tridimensionali che hanno quindi delle caratteristiche particolari che permettono l’utilizzo in ambiti che sono anche protetti dalla paesaggistica, quindi in ambiti di residenze storiche, di dimore storiche, per permettere la transizione energetica anche in contesti in cui questa ad oggi non può entrare. Oggi siamo in una fase di consolidamento della transizione energetica. Vediamo che c’è sempre più coscienza sia da parte dei privati che da parte di aziende del fatto che la gestione sia dell’energia elettrica che il controllo di quelli che sono i costi da un punto di vista energetico diventi una leva molto importante per il business, sia di competitività che anche di presenza sul mercato. Sicuramente è una transizione energetica che non ha un punto di fine, è un processo che è qui per rimanere. Quello che ci teniamo a fare come gruppo industriale italiano è cercare di prendere questa complessità che si inizia a vedere negli edifici, negli impianti, quindi questa integrazione di diverse tecnologie; cerchiamo di prendere questa complessità e con l’innovazione che ha caratterizzato sempre Gewiss dall’inizio del suo percorso, di andare a rendere questa complessità semplice e fruibile da parte di tutti”, ha concluso lo chief product officer di Gewiss.

Astolfi (Alperia Green Future): “Le soluzioni digitali devono creare valore misurabile”

Alperia Green Future ha partecipato a KEY – The Energy Transition Expo – illustrando la piattaforma Sybil e le nuove soluzioni integrate per l’efficienza energetica e la digitalizzazione degli impianti.

“Nel contesto attuale, notiamo una crescente attenzione da parte dei nostri clienti per lo sviluppo di soluzioni digitali che devono necessariamente avere delle caratteristiche ben definite. In primo luogo, devono generare un valore misurabile, devono potersi integrare con l’automazione esistente e devono garantire un framework solido in termini di cybersicurezza. La nostra piattaforma Sybil, pluribrevettata, risponde proprio a queste esigenze in modo concreto e integrato”, ha spiegato a GEA Giacomo Astolfi, Head of Tech Solutions & New Business di Alperia Green Future.

Astolfi ha poi illustrato i diversi ambiti di applicazione della piattaforma: “Abbiamo sviluppato soluzioni verticali in differenti segmenti del settore dell’efficienza energetica: accanto alle soluzioni per le industrie energivore, dove operiamo da oltre quindici anni, stiamo sviluppando progetti per la gestione e l’ottimizzazione di centrali di produzione di energia elettrica e termica, sistemi sempre più eterogenei basati su produzione tradizionale, fonti rinnovabili e sistemi di accumulo. Recentemente abbiamo anche ampliato la nostra presenza nel segmento dell’efficientamento energetico per grandi edifici, come Il Sole 24 Ore a Milano, e nel settore aeroportuale, con Sybil presente in cinque aeroporti italiani”.

Infine, Astolfi ha affrontato le principali barriere all’adozione di queste tecnologie digitali: “Dal nostro Osservatorio emerge che le difficoltà principali sono tre: il ritorno sull’investimento, non sempre prevedibile ex-ante; la scarsità di figure interne in grado di promuovere progetti digitali; e la cultura ancora limitata verso questi temi. In Alperia Green Future abbiamo strutturato delle proposte per superare questi ostacoli: con l’Energy Performance Contract investiamo direttamente noi assumendoci il rischio economico; con percorsi di formazione su misura supportiamo i clienti nell’up-skilling; e ci occupiamo dello sviluppo end-to-end dei progetti, garantendo performance nel lungo periodo”.

 

Granella (Dolomiti Energia): “La sfida è avere un nuovo modello di business”

Dolomiti Energia ha partecipato a KEY – The Energy Transition Expo – presentando la nuova identità del brand e la strategia per il futuro delle rinnovabili.

“È un segnale della nostra evoluzione, della nostra trasformazione da player regionale a player nazionale e vogliamo avere anche un brand che ci distingue, che sia il nostro Dna. E quindi abbiamo voluto scegliere un viola coraggioso proprio perché la sfida che abbiamo davanti è quella di avere un nuovo modello di business, in particolare per le energie rinnovabili, in cui integriamo generazione e vendita al cliente”, ha spiegato a GEA Stefano Granella, amministratore delegato e direttore generale di Dolomiti Energia.

In più ha approfondito le altre ragioni dietro al rebranding parlando di “un nuovo payoff, sintetizzato appunto in tre parole: rinnovabili, integrati e indipendenti. Rinnovabili perché è il nostro mestiere: noi siamo il primo produttore di sola energia rinnovabile in Italia con 1800 MW di idroelettrico, eolico e fotovoltaico. Integrati perché, appunto, uniamo la generazione alla vendita: noi serviamo oltre 800mila clienti che hanno scelto di servirsi di energia rinnovabile. Indipendenti proprio perché vogliamo essere generatori di indipendenza per i nostri clienti; quindi, offrire delle tariffe a prezzo fisso a lungo termine, che tolgono il nostro cliente dalla volatilità del mercato e quindi creano indipendenza sul mercato”.

“Abbiamo appena inaugurato l’impianto di Mondavio nelle Marche, abbiamo altri tre impianti in costruzione, eolici, nel sud Italia, altri impianti fotovoltaici in costruzione. Direi quindi che il 2026/2027 sarà costellato di tanti festeggiamenti per nuova energia rinnovabile, che è indispensabile per i nostri clienti ma soprattutto per rendere il Sistema Italia più autonomo e più energeticamente stabile, indipendentemente da quello che succede sul mercato del gas – ha specificato Granella riguardo ai progetti per il futuro -. Con Microsoft stiamo lavorando proprio per sviluppare tutta una serie di nuove soluzioni sia sul mondo reti sia sul mondo commerciale proprio per cercare di utilizzare l’intelligenza artificiale per quello che di positivo dà, ma gestendone l’impatto”.

Piano Mattei, rinnovabili e filiere: Key Energy apre i battenti alla Fiera di Rimini

Tutto pronto per la nuova edizione di ‘KEY – The Energy Transition Expo‘ in programma dal 4 al 6 marzo, alla Fiera di Rimini. L’evento, organizzato da Ieg (Italian Exhibition Group) e punto di riferimento in Europa, Africa e bacino del Mediterraneo sulla transizione energetica, si conferma la più importante piattaforma europea per le tecnologie, servizi e soluzioni integrate che stanno accelerando la decarbonizzazione. Secondo gli organizzatori, la manifestazione cresce sia in termini di partecipazione, che di estensione, che di contenuti, riflettendo la maturità di un mercato che, nonostante le incertezze del contesto attuale, si mantiene solido. Inoltre, rafforza il suo ruolo di hub globale aperto al confronto internazionale, distinguendosi dagli altri eventi fieristici dedicati all’energia per la diversificazione e completezza dell’offerta espositiva. KEY 2026 riporta il baricentro del confronto strategico in Europa, restituendole un ruolo di primo piano nella grande trasformazione in corso e valorizzandone le competenze industriali e tecnologiche, la ricerca e il patrimonio di soluzioni già disponibili per costruire un futuro sostenibile e competitivo. Sono attesi più di 1.000 brand espositori di cui il 30% dall’estero, con una presenza significativa di aziende da circa 30 Paesi. Inoltre, grazie alla collaborazione con l’Agenzia Ice e con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (Maeci), è prevista la presenza di oltre 500 hosted buyer e delegazioni da circa 50 Paesi. Presente anche una delegazione giapponese coinvolta in collaborazione con H2IT e il Clust-ER Greentech della Regione Emilia-Romagna nell’ambito della partnership sull’idrogeno fra Italia e Giappone e come follow up della Missione di Ieg all’EXPO di Osaka.

LA FINANZA A SUPPORTO DELLA TRANSIZIONE. Tema cardine di KEY 2026 è la finanza a supporto della transizione energetica con i nuovi strumenti per controllare i costi dell’energia. La manifestazione offre una panoramica completa sui nuovi modelli di investimento in rinnovabili ed efficienza e sulle soluzioni innovative per ridurre la bolletta, mettendo a confronto istituti finanziari, Epc Contractor, aziende leader italiane e internazionali, Associazioni e Istituzioni. L’attenzione alla finanza si riflette anche nell’offerta espositiva, con la presenza di un intero padiglione per la prima volta riservato ad Epc Contractor e finanza, sempre più strategici per la realizzazione di grandi impianti rinnovabili e di storage utility scale.

NUOVO LAYOUT PER RACCONTARE LA FILIERA DELL’ENERGIA. Per l’edizione 2026, KEY ha ampliato la superficie espositiva, raggiungendo circa 125mila mq lordi e occupando quasi interamente il quartiere fieristico di Rimini con 24 padiglioni, divisi in sette aree tematiche: solare, eolico, idrogeno, efficienza energetica, energy storage, e-mobility e Sustainable City. Il settore riservato al solare ha registrato la crescita maggiore, confermando la solidità del mercato e la maturità di questa tecnologia, con un’espansione significativa degli spazi dedicati ad EPC Contractor, all’agrivoltaico e alle aziende che si occupano di sistemi di fissaggio e montaggio degli impianti. In aumento anche la superficie riservata all’eolico, al cui interno è confermato il focus Su.port – Sustainable Ports for Energy Transition dedicato al ruolo dei porti come hub logistici per l’assemblaggio e la manutenzione dei parchi flottanti e per lo stoccaggio e il trasporto di idrogeno. Potenziata e riorganizzata l’area per l’efficienza energetica, pilastro di KEY nel suo ruolo di abilitatore della transizione, con una visione trasversale sulla decarbonizzazione sia in ambito industriale che dell’ambiente costruito. Nei padiglioni riservati a questo settore, si inserisce il nuovo progetto HOME — Healthy, Optimized, Measured, Efficient di KEY 2026, uno spazio educativo e culturale che riprodurrà un edificio 100% smart, efficiente e sostenibile, per scoprire come vengono progettati, realizzati e misurati edifici sani ed energeticamente intelligenti.

LA COOPERAZIONE CON L’AFRICA. In linea con le priorità del Piano Mattei e con la crescente centralità del continente africano per la transizione energetica globale e nelle politiche energetiche e industriali europee, KEY mira a rafforzare la cooperazione con l’Africa connettendo imprese, istituzioni e investitori per favorire la nascita di nuove sinergie. Due eventi a cura di Res4Africa, in programma il 5 e il 6 marzo, saranno dedicati all’autosufficienza energetica del continente. Inoltre, l’area Africa Investment HUB – novità di KEY 2026 – accoglierà Associazioni africane di settore provenienti da Egitto, Algeria, Marocco, Tunisia, Costa d’Avorio, Senegal e Sudafrica, configurandosi come spazio dedicato al networking e agli incontri di business. In occasione della manifestazione e nell’ambito della collaborazione fra KEY e Piantando – B Corp che avvia, finanzia e monitora progetti ad alto impatto sociale e ambientale – saranno installati tre lampioni solari in un villaggio del Malawi.

RIGORE SCIENTIFICO: IL PALINSESTO CONVEGNISTICO. Con un programma composto da oltre 150 eventi di alta qualità, rigorosi e basati su dati ed evidenze scientifiche, di cui 90 a cura del suo Comitato Tecnico Scientifico, KEY si conferma spazio di confronto aperto e strategico dove mettere a sistema competenze, know-how e best practice per accompagnare la transizione energetica. Fra gli eventi in programma, tornano il ‘Key Energy Summit‘ e il ForumTech di Italia Solare. Giovedì 5 marzo sarà presentato il ‘Rapporto sullo stato della sostenibilità energetica nella filiera delle costruzioni’ in collaborazione con Federcostruzioni. Inoltre Key ed Elemens cureranno il convegno Epc e finanza: la nuova fase delle rinnovabili per connettere banche ed Epc Contractor, con l’obiettivo di favorire nuovi modelli di collaborazione e ridurre le barriere esistenti alla realizzazione degli impianti rinnovabili. Lo stesso giorno è in programma l’evento ‘Energia e Innovazione: la Cooperazione Internazionale del MASE per la Transizione Energetica’ organizzato dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, con United Nations Development Programme (UNDP) e UN Environment Programme (UNEP).

L’INNOVATION DISTRICT. Innovazione e competenze sostenibili tornano protagoniste dell’Innovation District, percorso di open innovation che promuove l’innovazione di prodotto e servizio, connettendo giovani realtà imprenditoriali, aziende consolidate e investitori. L’area accoglie 32 Start-up e PMI innovative selezionate a seguito di una Call for Start-up, e ospita l’iniziativa Green Jobs & Skills favorendo l’incontro fra domanda e offerta di lavoro. Mercoledì 4 marzo il ‘Premio Innovation Lorenzo Cagnoni‘ sarà consegnato a sette espositori per i loro progetti più innovativi, uno per ogni categoria merceologica della manifestazione.

KEY CHOICE – Unlock the future of Ppa. Alla vigilia di KEY, martedì 3 marzo al Palacongressi di Rimini, è in programma KEY CHOICE – Unlock the future of Ppa, l’evento B2B organizzato da Ieg in collaborazione con Elemens che offre una visione completa delle opportunità e delle sfide legate alla transizione energetica, fornendo un aggiornamento tecnico e strategico, anche alla luce delle più recenti normative.

DPE – INTERNATIONAL ELECTRICITY EXPO. In concomitanza con KEY, torna anche la nuova edizione di DPE – International Electricity Expo, la manifestazione organizzata da Italian Exhibition Group in collaborazione con l’Associazione Generazione Distribuita – Motori, Componenti, Gruppi Elettrogeni federata Anima Confindustria – e Federazione Anie, dedicata all’ecosistema della generazione, trasmissione, distribuzione, sicurezza e automazione elettrica.

A Rimini si apre Ecomondo: sul tavolo crisi climatica, economia circolare e transizione green

Nonostante lo sciopero dei treni che ha complicato gli arrivi, alla Fiera di Rimini si è aperta la 27esima edizione di Ecomondo, la manifestazione internazionale sulla transizione green e sulla circular economy organizzata da Italian Exhibition Group (IEG), che fino all’8 novembre animerà 166.000 metri quadrati di esposizione. Oltre 1600 i brand espositori, 72 le organizzazioni, istituzioni e associazioni di settore a livello globale presenti, 100 i paesi rappresentati dai buyer e oltre 200 gli incontri e i convegni previsti dal programma. Come ha ricordato Maurizio Renzo Ermeti, presidente di IEG, durante il taglio del nastro si tratta della “più grande manifestazione mai realizzata nella Fiera di Rimini”.

Saranno quattro giorni intensi, durante i quali sul piatto ci sarà una panoramica completa e aggiornata sulle ultime innovazioni, tendenze e sfide nel campo della sostenibilità ambientale. Ecomondo è “un osservatorio privilegiato sull’economia nazionale”, ha ricordato in apertura il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, perché qui “c’è l’Italia vincente della transizione ecologica, naturalmente rivolta alla decarbonizzazione, all’efficienza, all’uso ragionato delle risorse naturali, all’innovazione nella produzione”. Sugli obiettivi climatici, ha ricordato Pichetto, non si torna indietro, ma “abbiamo bisogno della grande energia che proviene dalla green economy italiana e da modelli vincenti come quelli del riciclo, che continueremo a difendere in ogni sede”.

Gli occhi, quindi, sono puntati anche a Rimini sul mondo delle imprese italiane e sulle loro potenzialità per diventare leader della transizione ecologica e digitale. Imprese, ha sottolineato Fabrizio Lobasso, vicedirettore generale per la Promozione del Sistema Paese e direttore centrale per l’internazionalizzazione economica del ministero Affari Esteri e Cooperazione Internazionale, che sono “in grado di portare sui mercati qualità e innovazione verso gli obiettivi globali di sostenibilità e di diventare risorsa per il percorso di altri Paesi nello scenario internazionale”.

In mattinata si sono aperti anche gli Stati Generali della Green Economy, promossi dal Consiglio Nazionale della Green Economy e dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, in collaborazione con il Ministero dell’Ambiente e la Commissione Europea. Il quadro aggiornato sui progressi e le sfide dell’Italia in settori chiave come decarbonizzazione, economia circolare ed efficienza energetica registra una riduzione delle emissioni di CO₂ di oltre il 6%, un Paese leader nell’economia circolare (3,6 euro di PIL per ogni kg di risorsa consumata), produzione biologica in crescita, ma anche sfide aperte, come il progressivo aumento del consumo di suolo e la mobilità sostenibile. Il 6 novembre parteciperanno alla sessione di apertura del mattino (alle 10 in Sala Neri 1), il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso e, in collegamento video, il presidente della Commissione ambiente, sanità e sicurezza alimentare al Parlamento Europeo, Antonio Decaro. Nell’ambito del dialogo sul Grean Deal e sulle opportunità per le imprese europee interverranno Luca Dal Fabbro, presidente del gruppo Iren, Marco Codognola, ad di Itelyum, Nicola Lanzetta, direttore Italia di Enel, Fabrizio Palermo ad di Acea.

Molti i temi al centro della discussione a Ecomondo: si va dal monitoraggio dei cambiamenti climatici alla Blue Economy, dal recupero degli scarti tessili alle strategie per un’industria sostenibile, dalla finanza green alla comunicazione della transizione ecologica. In mezzo si svolgerà la quarta edizione del Forum Africa Green Growth (7 novembre), che si concentra sulle opportunità di sviluppo sostenibile nel continente africano. Con la partecipazione del Ministero degli Affari Esteri e RES4Africa, il Forum esplora le possibilità di cooperazione nei settori dell’acqua, dell’energia, dell’agroalimentare e della bioeconomia circolare. Spazio anche al Premio Lorenzo Cagnoni per l’Innovazione Green, assegnato alla tecnologia più all’avanguardia nei diversi settori espositivi​.

 

Si apre Ecomondo: a Rimini oltre 200 appuntamenti per la transizione green e l’economia circolare

Oltre 200 appuntamenti – di cui 25 internazionali – distribuiti in quattro giornate, una superficie espositiva lorda di 166.000 mq, operatori da oltre 100 Paesi e di 72 organizzazioni, istituzioni e associazioni di settore a livello globale. Ma anche 650 buyer provenienti da 65 Paesi del Nord Africa, Europa, Nord America, America Latina, con un notevole incremento di presenze dall’Asia. L’obiettivo? Una panoramica completa e aggiornata sulle ultime innovazioni, tendenze e sfide nel campo della sostenibilità ambientale. Si apre a Rimini il 5 novembre Ecomondo 2024, l’ormai tradizionale evento di Italian Exhibition Group, che porta sulla Riviera Romagnola una 27esima edizione dal layout rinnovato e ampliato, riflettendo la crescente importanza della transizione ecologica e dell’economia circolare.

Il taglio del nastro avverrà alle 10.30 presso l’Innovation Arena, nell’area sud. Parteciperanno, oltre al ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, anche Maurizio Renzo Ermeti, presidente di Italian Exhibition Group, Anna Montini, assessora alla Transizione Ecologica (Ambiente, Sviluppo Sostenibile, Pianificazione e Cura del Verde Pubblico), Blu Economy, Statistica del Comune di Rimini, Irene Priolo, presidente facente funzioni della Regione Emilia-Romagna, Fabio Fava, presidente del comitato tecnico scientifico di Ecomondo, Fabrizio Lobasso, vicedirettore generale per la Promozione del sistema Paese e direttore centrale per l’internazionalizzazione economica del Ministero Affari Esteri e Cooperazione Internazionale.

Il 5 novembre alle 11.15 il Sala Neri, si aprirà anche la 13esima edizione anche gli Stati generali della Green economy, dedicati a ‘L’economia di domani: il Green Deal all’avvio della nuova legislatura europea’. Sono promossi dal Consiglio Nazionale, composto da 66 organizzazioni di imprese della green economy in Italia, in collaborazione con il Mase, con i patrocini della Commissione europea e del Mimit. Interverranno, tra gli altri, il ministro Pichetto, Irene Priolo, Fabrizia Lapercorella (vice segretaria generale dell’Ocse), Edo Ronchi (presidente della Fondazione per lo sviluppo sostenibile) e i deputati Chiara Braga e Mauro Rotelli. Il 6 novembre parteciperanno alla sessione di apertura del mattino (alle 10 in Sala Neri 1), il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso e, in collegamento video, il presidente della Commissione ambiente, sanità e sicurezza alimentare al Parlamento Europeo, Antonio Decaro. Nell’ambito del dialogo sul Grean Deal e sulle opportunità per le imprese europee interverranno Luca Dal Fabbro, presidente del gruppo Iren, Marco Codognola, ad di Itelyum, Nicola Lanzetta, direttore Italia di Enel, Fabrizio Palermo ad di Acea.

Molti i temi al centro della discussione a Ecomondo: si va dal monitoraggio dei cambiamenti climatici alla Blue Economy, dal recupero degli scarti tessili alle strategie per un’industria sostenibile, dalla finanza green alla comunicazione della transizione ecologica. In mezzo si svolgerà la quarta edizione del Forum Africa Green Growth (7 novembre), che si concentra sulle opportunità di sviluppo sostenibile nel continente africano. Con la partecipazione del Ministero degli Affari Esteri e RES4Africa, il Forum esplora le possibilità di cooperazione nei settori dell’acqua, dell’energia, dell’agroalimentare e della bioeconomia circolare. Spazio anche al Premio Lorenzo Cagnoni per l’Innovazione Green, assegnato alla tecnologia più all’avanguardia nei diversi settori espositivi​.