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Snam, crescono ricavi e investimenti. Scornajenchi: “Italia avanti su stoccaggi, Ue in ritardo”

Snam chiude il primo semestre 2026 con risultati solidi e conferma gli obiettivi finanziari per l’anno, migliorando anche la previsione sull’indebitamento netto. Il gruppo guidato dall’amministratore delegato Agostino Scornajenchi ha registrato ricavi totali per 2.026 milioni di euro, in aumento del 6,3% rispetto allo stesso periodo del 2025 (+9,3% escludendo gli effetti one-off), mentre l’Ebitda si è attestato a 1.572 milioni, in crescita del 5,4% (+9,2% al netto degli effetti straordinari). L’utile netto adjusted, pari a 733 milioni di euro, risulta in aumento del 2,8%. A sostenere la performance sono stati soprattutto i ricavi regolati del business infrastrutture gas, saliti a 1.808 milioni di euro (+4,4%), grazie alla crescita della Rab, agli investimenti realizzati e all’ampliamento del perimetro con l’ingresso di asset come il terminale Fsru di Ravenna e Olt (Offshore Lng Toscana).

Gli investimenti rappresentano uno dei pilastri della strategia di Snam. Nel semestre sono ammontati a 1.613 milioni di euro, in aumento di 491 milioni rispetto al primo semestre 2025, principalmente per effetto dell’acquisizione del controllo di Olt e del rafforzamento delle attività nel biometano. Gli investimenti tecnici si sono concentrati soprattutto sul trasporto del gas, con 780 milioni di euro, mentre lo stoccaggio ha assorbito 106 milioni e la rigassificazione 26 milioni. Sul fronte energetico, Snam conferma il ruolo centrale del gas nel sistema italiano. Nel primo semestre la domanda nazionale è salita dello 0,4% a 33,08 miliardi di metri cubi, sostenuta soprattutto dal settore termoelettrico (+4,1%) per la minore produzione idroelettrica e la maggiore richiesta di elettricità.

Proprio il ruolo del gas come elemento di flessibilità del sistema è uno dei temi sottolineati dall’ad. “Durante la settimana più calda di giugno abbiamo osservato una significativa riduzione della produzione eolica, un fenomeno piuttosto tipico nelle condizioni di ondate di calore prolungate. Allo stesso tempo, la domanda di elettricità è rimasta sostenuta, anche a causa del maggiore fabbisogno legato al raffrescamento degli ambienti. La generazione elettrica da gas è intervenuta per colmare il divario. In alcune settimane la produzione da gas è quasi raddoppiata, compensando di fatto la minore produzione da fonte eolica”, ha spiegato Scornajenchi.

La domanda di gas non sta cambiando soltanto in termini di volumi complessivi, ma sta diventando anche sempre più volatile. Al di là dei livelli medi di consumo, esistono infatti periodi in cui il gas viene richiesto con brevissimo preavviso e in quantità significative, per compensare le oscillazioni nella produzione proveniente da altre fonti energetiche”. La sicurezza degli approvvigionamenti resta il tema principale in un mercato europeo molto esposto alle tensioni geopolitiche. Il Gnl ha assunto un ruolo sempre più rilevante: nel primo semestre ha rappresentato il 32% dei flussi complessivi in ingresso e le importazioni italiane di gas liquefatto hanno raggiunto 10,5 miliardi di metri cubi, in crescita del 5% rispetto allo stesso periodo del 2025. “Il Gnl si è trasformato da fonte complementare di approvvigionamento a pilastro strutturale della sicurezza energetica italiana, rafforzando in modo significativo la flessibilità, la resilienza e la diversificazione del sistema gas del Paese”, ha sottolineato Scornajenchi. “L’Italia occupa una posizione unica in Europa: dispone di cinque punti di ingresso tramite gasdotto e 5 terminal di rigassificazione, di fonti di approvvigionamento diversificate e di una forte interconnessione sia con il Nord Africa sia con l’Europa centrale”.

Anche sul fronte degli stoccaggi l’Italia parte da una posizione più favorevole rispetto alla media europea. La capacità gestita da Snam, inclusa la riserva strategica, è pari a 18,2 miliardi di metri cubi. A fine luglio il livello di riempimento ha raggiunto il 75%, contro il 55% della media europea. “Attraverso un approccio proattivo e una stretta collaborazione con le istituzioni e con il regolatore, Snam ha creato le condizioni per un riempimento tempestivo ed efficiente degli stoccaggi di gas in vista dell’inverno – ha dichiarato Scornajenchi -. Grazie alla diversificazione delle fonti, alla disponibilità di capacità di stoccaggio e alla flessibilità delle infrastrutture, oggi l’Italia si trova in una posizione migliore rispetto a molti altri Paesi europei. Ora è il momento che anche gli altri partner europei accelerino su questo fronte, perché gran parte dell’Europa continua a rimanere indietro”. Gli stoccaggi “restano una condizione necessaria ma non sufficiente: contano allo stesso modo la continuità delle forniture, la capacità di rigassificazione e la flessibilità della rete”, spiega l’ad.

Sul fronte geopolitico, Snam peraltro conferma che gli asset del gruppo non hanno registrato impatti materiali dalle tensioni in Medio Oriente: i volumi rigassificati nel semestre non hanno risentito della chiusura temporanea dello Stretto di Hormuz e i carichi mancanti dal Qatar sono stati sostituiti. “Finora in Italia non abbiamo registrato alcuna interruzione fisica dei flussi di gas – conferma Scornajenchi – tutti i volumi provenienti dal Qatar interessati da cause di forza maggiore sono stati efficacemente sostituiti con carichi provenienti da altre aree geografiche, soprattutto dagli Stati Uniti”.

Per il secondo semestre il quadro resta caratterizzato da volatilità dei prezzi ed evoluzione geopolitica. La società conferma per il 2026 investimenti complessivi per 2,8 miliardi di euro, un Ebitda adjusted di circa 3,1 miliardi e un utile netto adjusted superiore a 1,45 miliardi.

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Snam, ricavi per 1 mld e investimenti triplicati. Stoccaggi gas al sicuro per l’inverno

L’Italia può smettere di preoccuparsi per le forniture di gas: il livello degli stoccaggi aumenta di giorno in giorno – grazie a condizioni climatiche più favorevoli ad aprile – e i carichi di Gnl sfumati con la crisi in Medio Oriente sono già stati sostituiti. Lo dice chiaro e tondo Luca Passa, chief financial officer di Snam, presentando i risultati finanziari al primo trimestre. “Finora in Italia non abbiamo osservato alcuna interruzione fisica dei flussi di gas, con tutte le relative spedizioni di marzo consegnate come previsto. Ad aprile, i volumi dal Qatar interessati dalla causa di forza maggiore sono stati efficacemente sostituiti da carichi provenienti da aree geografiche alternative. La capacità aggiuntiva di Gnl sta rafforzando in modo significativo la sicurezza energetica del Paese grazie alla diversificazione delle fonti di approvvigionamento, aspetto particolarmente importante nell’attuale contesto geopolitico“, spiega Passa.

Snam ha dunque comunicato che, a seguito delle ultime aste, la capacità allocata per il prossimo inverno ha consentito di raggiungere l’obiettivo di riempire gli stoccaggi italiani ad almeno il 90%. In totale sono stati allocati circa 17,5 miliardi di metri cubi su una capacità nazionale di poco superiore a 19 miliardi di metri cubi, tenendo conto sia del gas già stoccato sia dei volumi contrattualizzati.

A fine aprile, il livello di riempimento degli stoccaggi ha raggiunto il 50% e al momento la piattaforma Gie segnala una quota superiore al 53%, ben 20 punti percentuali sopra la media europea. “Il riempimento degli stoccaggi rimane un tema chiave in Europa guardando ai prossimi mesi e, in questo contesto, abbiamo accelerato proattivamente le iniezioni nei nostri impianti di stoccaggio, assicurando i volumi necessari per la prossima stagione invernale” conferma Passa.

Nel primo trimestre, i flussi di Gnl sono aumentati del 17,3% rispetto al 2025, a 5,31 miliardi di metri cubi, mentre dai gasdotti sono passati 10,29 miliardi di metri cubi (+4,9%). Snam precisa inoltre che i volumi rigassificati tra Piombino, Panigaglia, Ravenna e Livorno “non hanno risentito della chiusura temporanea dello Stretto di Hormuz” e sono stati pari a 2,34 miliardi di metri cubi (+1,18 miliardi di metri cubi rispetto al primo trimestre 2025), mentre sono state effettuate 26 discariche da navi metaniere, a fronte di 14 discariche effettuate nel primo trimestre 2025. anche per quanto riguarda gli asset internazionali, la società conferma che “non si registrano discontinuità o criticità di rilievo”, anche grazie “alle continue azioni di diversificazione delle fonti di approvvigionamento e agli investimenti per la sicurezza delle forniture”.

Le buone notizie arrivano anche dai conti. I ricavi nel periodo gennaio-marzo sono saliti a 999 milioni di euro (+3% e +8,8% escludendo l’effetto one-off del deflatore 2025) mentre l’Ebitda si attesta a 775 milioni di euro (+1,8%), riflettendo la crescita dei ricavi regolati e le variazioni di perimetro, in parte assorbite dai maggiori ammortamenti, che si traduce in un utile netto adjusted di 375 milioni di euro (+1,6%). Gli investimenti totali sono quasi triplicati a 991 milioni (da 361) soprattutto nei business delle infrastrutture gas (rigassificazione e trasporto) e del business del biometano. Il 19% degli investimenti è allineato alla Tassonomia europea e il 56% ai Sustainable Development Goals. L’utile netto scivola però a 292 milioni di euro dai 491 del primo trimestre dello scorso anno (-40,5%) e l’indebitamento finanziario netto sale a 18,5 miliardi di euro, a seguito degli investimenti di periodo, del pagamento dell’acconto sul dividendo, di operazioni M&A (acquisizione del controllo di OLT) e del rifinanziamento del debito.

Sul vistoso calo dell’utile netto si sono concentrati gli investitori, con il titolo a Piazza Affari che cede lo 0,96%, in controtendenza al listino milanese (+1%).

Dati, sottolinea la relazione di Snam, che sono pienamente in linea con la guidance annuale. Confermati tutti gli obiettivi finanziari, con investimenti pari a 2,8 miliardi di euro, Ebitda adjusted pari a circa 3,1 miliardi, utile netto adjusted superiore a 1,45 miliardi e indebitamento netto a circa 19 miliardi.

In un contesto globale altamente volatile – commenta l’amministratore delegato di Snam, Agostino Scornajenchi abbiamo registrato un ottimo avvio del 2026, grazie a solidi risultati operativi, una gestione finanziaria disciplinata e un quadro regolatorio altamente visibile. Abbiamo continuato a dare attuazione al nostro piano di investimenti per rafforzare la sicurezza energetica dell’Italia e promuovere l’integrazione energetica, mirando a garantire almeno il 90% dell’obiettivo di riempimento degli stoccaggi tramite le ultime aste e continuando a investire per diversificare le fonti di approvvigionamento di gas“.