Dal cartone animato alla pizza ‘europea’: tre scuole primarie premiate alla Camera dei Deputati

A conclusione del progetto educativo ‘Viva la Costituzione, la Costituzione è viva – Cittadini d’Europa’, realizzato da Fondazione Articolo 49 e che, nell’anno scolastico 2024/25, ha coinvolto 134 istituti, 296 classi e 5.541 alunni di tutta Italia, è stato istituito il contest dal titolo ‘Evviva i Valori!’, sostenuto da Bitron, Q8 e Accenture in qualità di partner tecnico. Gli studenti sono stati chiamati a trasformarsi in veri e propri “reporter dei valori”, esplorando e raccontando tramite articoli, interviste, disegni e giochi, in che modo principi quali pace, democrazia, libertà e uguaglianza si manifestano nella vita quotidiana, sia a livello nazionale che europeo.

Sono stati ben 600 gli elaborati pervenuti dalle 79 scuole che hanno aderito al contest, per un totale di 3.125 ragazzi coinvolti. Dopo un’attenta selezione basata sui criteri di coerenza con le finalità, originalità e qualità dei progetti, la Giuria esaminatrice formata da membri della Fondazione Articolo 49, esperti in comunicazione, educazione, rappresentanti istituzionali e partner sostenitori, ha nominato i 14 finalisti e, tra questi, solo 3 sono risultati vincitori del contest finale.

Questi ultimi sono stati premiati in occasione della cerimonia di premiazione ‘Giovani, scuola e lavoro per l’Europa che cambia’, che si è svolta il 4 giugno presso la Sala della Regina della Camera dei Deputati a Montecitorio. Le classi vincitrici hanno ricevuto 20 computer, forniti da Accenture (partner tecnico), per l’allestimento di un’aula di informatica nella propria scuola.

I progetti vincitori:

Il Quotidiano dei Valori’, realizzato dagli alunni delle classi 4A e 4B dell’Istituto comprensivo Bozzano-Centro di Brindisi. Per l’occasione, gli studenti hanno vestito i panni di giornalisti, istituendo una vera e propria redazione in ciascuna classe, all’interno della quale hanno realizzato contenuti grafici e articoli da inserire nella loro pubblicazione dal titolo ‘Il Quotidiano dei Valori’. Dando ampio spazio alla creatività e alla sensibilità dei bambini, i partecipanti hanno potuto illustrare come percepiscono e riconoscono i valori democratici nella loro quotidianità, mettendo in evidenza cosa è possibile e giusto fare per proteggerli.

L’Europa siamo noi!’, realizzato dagli alunni della classe 5A della scuola primaria San Gaetano di Roma. All’interno di un libro digitale sono state racchiuse idee, lavori di gruppo, esperienze personali e attività creative pensate e progettate per imparare a conoscere l’Unione europea.

Una valorosa famiglia”, realizzato dagli alunni della classe 2A della scuola primaria ‘San Giovanni Bosco’ di Ca’ Sabbioni in provincia di Venezia. Con grande estro e maestria i ragazzi hanno dato vita a un cartone animato, originato con disegni fatti da loro e con frasi in rima, mirato a promuovere una cittadinanza consapevole.

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Fondazione Art. 49 premia i cittadini di domani: alla Camera studenti da tutta Italia

Oltre 30.000 studenti di ogni ordine e grado coinvolti, 5 progetti educativi e 4 contest: sono i numeri dell’iniziativa realizzata da Fondazione Articolo 49 e promossa dalla piattaforma InClasse. Valori della Costituzione, corretti stili di vita, orientamento agli studi, mondo digitale e sostenibilità: questi i temi al centro dei percorsi pensati per costruire cittadini attivi e consapevoli. Questa mattina alla Camera dei Deputati si è svolto l’evento ‘In classe: giovani, scuola e lavoro per l’Europa che cambia’, realizzato in collaborazione con il Parlamento Europeo, durante il quale sono stati premiati 12 elaborati su oltre 700 ricevuti dalle scuole di tutta Italia.

Con ‘Evviva i Valori!’, contest al termine del percorso didattico del progetto ‘Viva la Costituzione, la Costituzione è Viva – Cittadini d’Europa’, sostenuto da Bitron, Q8 e Accenture Italia, gli studenti delle scuole primarie coinvolte si sono trasformati in “reporter dei valori”, esplorando, con un taglio giornalistico, in che modo principi quali pace, democrazia, libertà e uguaglianza si manifestino nella vita quotidiana. Il contest ‘Buone abitudini’, al termine del percorso didattico del progetto ‘Mi piace un mondo – Le buone abitudini cominciano da piccoli’, ha dato voce ai bambini e alle bambine valorizzando l’importanza di uno stile di vita sano e sostenibile. Tra i partner sostenitori Olio Cuore, Carni sostenibili e Roncalli Viaggi come partner tecnico.

Fra i progetti anche ‘Gea Edu, Idee per il futuro – MEET Europe: Nuove professioni e politiche di coesione’, ideato per favorire la diffusione della cultura della sostenibilità tra i più giovani. Un percorso reso possibile anche grazie al sostegno dei partner tra cui Altroconsumo, Clivet, Federacciai, iN’s Mercato e Accenture Italia. Il contest dal titolo ‘Idee per il futuro’ ha chiuso il percorso. Infine, il progetto ‘Online Onlife – Guida all’uso consapevole del digitale’, promosso da Fondazione Articolo 49 e realizzato con il patrocinio di AGCOM e Corecom, è terminato con il contest ‘Pay attenti-ON’ che ha visto i partecipanti realizzare prodotti multimediali su temi come intelligenza artificiale, fake news, identità digitale e cybersicurezza. I lavori dei ragazzi hanno dato vita a campagne di comunicazione a impatto sociale.

Le 12 scuole vincitrici (3 per ogni contest) hanno ricevuto computer per allestire le proprie aule informatiche, messi a disposizione da Accenture Italia, e buoni da utilizzare per le gite scolastiche offerti da Roncalli Viaggi.

Ruolo da protagonisti lo hanno avuto i Corecom regionali promotori del percorso educativo e in particolare: Corecom Basilicata, Corecom Lombardia, Corecom Molise, Corecom Piemonte, Corecom Puglia, Corecom Trento, e come patrocinatori i Corecom Calabria e Sicilia. I presidenti dei Corecom sono stati insigniti da Fondazione Articolo 49 del titolo di “Ambasciatore della Costituzione” per “aver contribuito a diffondere i valori della Costituzione e dell’Europa nelle scuole”. Nelle motivazioni del premio si evidenzia “il prezioso sostegno che ha permesso di radicare i progetti nei contesti scolastici e sociali, valorizzando le specificità territoriali e promuovendo la collaborazione tra scuola e istituzioni”.

“Crediamo fermamente nell’importanza di sensibilizzare le nuove generazioni sui temi della sostenibilità. Siamo orgogliosi di aver partecipato a questo progetto, che ci ha permesso di mostrare ai ragazzi come le pompe di calore elettriche, un’eccellenza Italiana, siano fondamentali nella transizione energetica necessaria per affrontare la crisi climatica. Abbiamo fatto vedere loro come la tecnologia a servizio del comfort si sia evoluta e, di conseguenza, come stiano cambiando le professioni del futuro” ha detto Claudio Carano Head of Public Affairs & Corporate Communication di Clivet SpA, che sostiene il progetto “Gea Edu, Idee per il futuro – MEET Europe: Nuove professioni e politiche di coesione”.

“Un’iniziativa eccellente a cui abbiamo dato il nostro fattivo supporto in qualità di Agenzia di Viaggi perché riteniamo e crediamo che, per fare crescere i viaggiatori di domani, una buona educazione alimentare è una perfetta base formativa per far conoscere anche i diversi sapori dal mondo. Ci piace un mondo pensare che mangiare bene come viaggiare bene sono entrambe fonti di grande benessere fisico e mentale” ha commentato Glauco Auteri, General Manager Roncalli Viaggi che sostiene i progetti “Mi piace un mondo – le buone abitudini cominciano da piccoli” e “Online, Onlife – Guida all’uso consapevole del digitale”. “Sostenere GEA EDU significa per noi investire concretamente nelle nuove generazioni”, ha dichiarato Francesca Anna Salmaso, Responsabile Marketing e Comunicazione di iN’s Mercato.

“Abbiamo scelto di sostenere un progetto in linea con i valori di Carni Sostenibili. Da sempre crediamo nell’importanza di diffondere i principi di una sana alimentazione e di promuovere stili di vita attivi. È stato fondamentale avere l’opportunità di informare i più giovani, perché con loro si gioca la grande sfida dell’educazione alimentare e della prevenzione”. hanno detto da Carni Sostenibili che sostiene il progetto “Mi piace un mondo – le buone abitudini cominciano da piccoli”.

Alla Camera scuole da tutta Italia per la premiazione dei progetti educativi di Fondazione Articolo 49

Sono stati 30.000 gli studenti italiani di ogni ordine e grado coinvolti quest’anno nei 5 progetti educativi e nei 4 contest realizzati da Fondazione articolo 49 e promossi dalla piattaforma InClasse. Valori della Costituzione, corretti stili di vita, orientamento agli studi, mondo digitale e sostenibilità: questi i temi al centro dei percorsi pensati per costruire cittadini attivi e consapevoli. La cerimonia di premiazione delle classi vincitrici – sono stati ricevuti oltre 700 elaborati – si terrà il prossimo 4 giugno, presso la Sala della Regina della Camera dei Deputati (Piazza di Monte Citorio 1, Roma), nel corso dell’evento “Giovani, scuola e lavoro per l’Europa che cambia”. L’appuntamento sarà occasione per conoscere i ragazzi e le ragazze delle classi vincitrici, nonché ascoltare gli interventi di autorevoli esponenti delle istituzioni e associazioni che patrocinano i progetti e delle aziende che li supportano. La Fondazione Articolo 49, in collaborazione con il Parlamento Europeo, promuove progetti educativi per la formazione di cittadini consapevoli e per fornire alle scuole strumenti didattici per insegnare l’Educazione Civica. Le attività sono gratuite per tutte le scuole italiane e dall’A.S. 2024/2025 anche per le scuole italiane all’estero.

I progetti educativi dell’a.s. 2024/25

  • Viva la Costituzione, la Costituzione è viva” (134 istituti, 296 classi e 5.541 alunni coinvolti): destinato alle scuole primarie, ha l’obiettivo di formare una coscienza civica fortemente radicata nei valori e nei principi protetti dalla nostra Costituzione e dalle istituzioni europee. Il progetto, sostenuto da Bitron, Q8 e Accenture (partner tecnico) è terminato con il contest “Evviva i Valori!”;
  • Mi piace un mondo” (80 istituti, 129 classi, 2.466 alunni coinvolti): dedicato alle scuole primarie, si concentra sull’educazione al benessere alimentare e ha l’obiettivo di sensibilizzare i bambini sull’importanza e necessità di adottare stili di vita sani e sostenibili, per noi e per il Pianeta. Il progetto, sostenuto da Olio Cuore, Carni sostenibili e Roncalli Viaggi (partner tecnico), è terminato con il contest “Buone abitudini”;
  • Next Step” (37 istituti, 92 classi, 1.711 alunni): progetto di orientamento agli studi, promosso da Q8 e Roncalli Viaggi (partner tecnico), coinvolge ragazzi e ragazze delle scuole secondarie di primo grado alla scoperta di sé e dei propri talenti, aiutando le famiglie ad attivare un dialogo costruttivo per effettuare una scelta del percorso di studi che meglio valorizzi le proprie inclinazioni;
  • Online Onlife” (127 istituti, 325 classi, 6.247 alunni): rivolto alle scuole secondarie di primo grado e al biennio delle scuole secondarie di secondo grado, con l’obiettivo di educare i giovani a un uso consapevole e responsabile del digitale, rafforzando la cultura della cittadinanza digitale attraverso il conseguimento del Patentino digitale. Il progetto si è chiuso con la partecipazione al contest “Pay attentiON” promosso da 8 Corecom regionali e da AGCOM;
  • Gea Edu, Idee per il futuro – MEET Europe: Nuove professioni e politiche di coesione” (112 istituti, 227 classi, 4.109 alunni): dedicato agli studenti delle scuole secondarie di secondo grado per favorire la diffusione della cultura della sostenibilità e per avvicinare i giovani alle politiche europee attraverso la conoscenza delle azioni concrete finanziate dai Fondi di coesione dell’UE. Si è concluso con il contest “Idee per il futuro”. L’iniziativa è stata sostenuta da Altroconsumo, Clivet, Federacciai, iN’s Mercato e Accenture (partner tecnico).


I quattro contest
A completamento dei percorsi educativi, Fondazione Articolo 49, attraverso la sua piattaforma InClasse, ha previsto quattro contest finali legati alle rispettive iniziative proposte nelle scuole. Ragazzi e ragazze, grazie all’aiuto dei propri insegnanti, si sono cimentati in progetti concreti legati ai rispettivi ambiti di riferimento:

  • “Evviva i Valori!” (sono stati 600 gli elaborati inviati dalle 79 scuole che hanno partecipato al contest, per un totale di 3.125 studenti coinvolti e 14 progetti arrivati alla fase finale): i bambini sono stati chiamati a trasformarsi in veri e propri “reporter dei valori”, esplorando e raccontando in che modo principi quali pace, democrazia, libertà e uguaglianza si manifestano nella vita quotidiana, sia a livello nazionale che europeo, attraverso articoli, interviste, disegni e giochi. Premio: ogni classe vincitrice riceverà 20 computer, forniti da Accenture (partner tecnico), per l’allestimento di un’aula di informatica nella propria scuola;
  • “Buone abitudini” (23 scuole, 31 classi e 775 alunni coinvolti): ha dato voce ai bambini e alle bambine, valorizzando l’importanza di uno stile di vita sano e sostenibile. Gli studenti hanno sviluppato un nuovo episodio delle avventure di Nella&Bombo, mascotte del progetto, raccontando i corretti stili di vita alimentari attraverso diverse modalità creative, come fumetti, video animati, e-book interattivi e storyboard teatrali. Premio: tre coupon del valore di 1.500 euro ciascuno, da spendere in gite di istruzione per la classe o la scuola forniti da Roncalli Viaggi (partner tecnico);
  • “Pay attenti-ON” (12 scuole, 22 classi e 550 alunni coinvolti): i partecipanti hanno realizzato prodotti multimediali su temi come intelligenza artificiale, fake news, identità digitale e cybersicurezza, dando vita a vere e proprie campagne di comunicazione a impatto sociale. Premio: tre buoni viaggio del valore di 1.500 euro ciascuno, utilizzabili per gite scolastiche, forniti da Roncalli Viaggi (partner tecnico);
  • “Idee per il futuro” (11 istituti scolastici, 14 classi e 350 alunni coinvolti): i ragazzi sono stati invitati a individuare un problema di sostenibilità locale e proporre soluzioni concrete e innovative. I progetti sono stati raccontati attraverso articoli, video, infografiche o altri prodotti multimediali, con un taglio giornalistico e divulgativo. Premio: 15 computer forniti da Accenture (partner tecnico), per l’allestimento di un’aula informatica.


La Giuria e i criteri di selezione
Una Giuria esaminatrice formata da membri della Fondazione Articolo 49, esperti in comunicazione, educazione, rappresentanti istituzionali e partner sostenitori, ha valutato i progetti secondo criteri di coerenza con le finalità, originalità e qualità dell’elaborato, valorizzando idee concrete legate al vissuto quotidiano degli studenti.

I 12 progetti vincitori (3 per ognuno dei 4 progetti educativi) saranno premiati nella prestigiosa sede della Camera dei Deputati il prossimo 4 giugno: un momento simbolico e concreto per avvicinare i giovani alle istituzioni e per consegnare ai presenti i premi di Ambasciatori della Costituzione. Qui il link al dettaglio dell’iniziativa: InClasse – Giovani, scuola e lavoro per l’Europa che cambia.

“Giovani, scuola e lavoro per l’Europa che cambia”, è organizzato in collaborazione con il Parlamento europeo e l’AGCOM – Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni.

I progetti educativi della Fondazione Articolo 49 e degli eventi ad essi collegati godono del patrocinio della Commissione europea, della Camera dei Deputati, del Senato della Repubblica, del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, della Banca d’Italia e di: Regione Abruzzo, Regione Basilicata, Regione Calabria, Regione Campania, Regione Emilia-Romagna, Regione Lazio, Regione Liguria, Regione Lombardia, Regione Marche, Regione Molise, Regione Piemonte, Regione Puglia, Regione autonoma della Sardegna, Regione Toscana, Regione autonoma Valle d’Aosta, Regione Veneto, AGID – Agenzia per l’Italia Digitale, Consiglio Nazionale delle Ricerche, Dipartimento di Filosofia e Scienze dell’Educazione dell’Università di Torino, INPS, ANCI, ASviS, Guardia di Finanza e Symbola.

Media partner: Eunews, Gea – Green Economy Agency e L’Infografica.

Per maggiori informazioni: www.articolo49.it, www.inclasse.net.

Fondazione Articolo 49: “Italia quinta in Europa per abbandono scolastico”

Secondo la Strategia 2030 dell’Unione Europea, l’abbandono precoce di istruzione o formazione, con al massimo un titolo secondario inferiore, dovrebbe ridursi al 9%. L’Italia, però, è oggi uno dei 10 Paesi che non rispetta questo limite. Il nostro Paese, infatti, è quinto in negativo nell’Unione europea con un tasso del 10,5% di abbandono scolastico, dietro a Romania, Spagna, Germania e Ungheria. Questo quanto emerge da un’analisi del Centro Studi della Fondazione Art. 49 presentata in occasione dell’evento ‘InClasse: radici per il futuro – Imparare, comprendere, partecipare, per crescere cittadini consapevoli’ che si è svolto oggi a Roma.

ABBANDONO SCOLASTICO: SITUAZIONE ITALIA. Non solo l’Italia come Paese non rispetta gli obiettivi Ue ma anche al suo interno ci sono grandi divari: secondo la rielaborazione di Fondazione Art.49 su dati regionali Eurostat, 11 regioni italiane su 21 (considerando nel conteggio la provincia autonoma di Bolzano e Trento) sono al momento fortemente non in linea con gli obiettivi. In particolare, Sardegna e Sicilia sono le regioni peggiori con rispettivamente una percentuale di abbandono scolastico del 17,3% e 17,1%, seguite dalla provincia autonoma di Bolzano (16,2%). Le due isole sono anche le due regioni tra le 20 peggiori nell’Unione europea: la Sardegna è 14° e la Sicilia 17°. Male anche la Campania con il 16%. Tra le regioni migliori, invece, quelle del centro Italia: l’Umbria ha la performance migliore con il 5,6%, seguita dal 6,1% di Lazio e Marche.

ABBANDONO SCOLASTICO: L’ITALIA IN EUROPA. Se diamo uno sguardo più ampio, l’Italia al momento è quinta in negativo nell’Unione europea con un tasso del 10,5% dietro a Romania, Spagna, Germania e Ungheria. 11 Paesi sono sopra al target massimo del 9% fissato dalla Strategia 2030 dell’Ue. Al di sotto del target (e quindi in linea con gli standard Ue) troviamo paesi come Portogallo, Francia, Belgio e Irlanda, che si posiziona al terzo posto con un 4%. Al secondo posto la Grecia con un 3,7%, a pari merito con la Polonia, mentre la prima in classifica è la Croazia con solo il 2% di abbandono scolastico.

ABBANDONO SCOLASTICO: QUANTO INVESTONO I PAESI UE IN ISTRUZIONE? Per dare un contesto a questi dati è utile vedere anche quanto incide in proporzione al Pil la spesa generale dedicata all’istruzione nei vari Paesi dell’Unione europea. Ecco allora che l’Italia anche in questa classifica è il quinto peggior Paese (con solo un 4,1% di PIL investito per l’educazione nei Paesi europei), dietro solo a Irlanda, Romania, Grecia e Bulgaria. La Svezia (7,1%), il Belgio (6,3%) e l’Estonia (5,8%) sul podio dei Paesi che investono una percentuale di PIL maggiore per l’educazione. “I dati italiani, secondo questa analisi, non sono buoni e la rotta è tutta da invertire – dicono da Fondazione Articolo 49 -. In questo senso, anche quest’anno, come gli anni passati, inauguriamo una serie di progetti di educazione civica per le scuole che si pongono proprio l’obiettivo di supportare il sistema scolastico attraverso iniziative che possano catturare l’attenzione dei giovani, sempre in un’ottica di formazione scolastica e civica perché gli adulti di domani abbiano non solo un’istruzione adeguata ma siano anche cittadini partecipi e informati”.

I PROGETTI INCLASSE – RADICI PER IL FUTURO. Sono 5 i progetti presentati oggi e dedicati ai ragazzi delle scuole primarie e secondarie di ogni ordine e grado. Next Step è un progetto per i ragazzi delle scuole secondarie di primo grado che, nell’ambito delle 30 ore annuali di attività previsti dalle Linee Guida Ministeriali sull’orientamento, si propone di creare un percorso alla scoperta della propria identità, delle proprie passioni e talenti, proprio in vista della scelta degli studi futuri. Con Mi piace un mondo, dedicato alle scuole primarie, il focus è sui più piccoli e sull’educazione al benessere alimentare, formando le future generazioni rispetto all’importanza di una sana alimentazione e di corretti stili di vita, perseguendo l’idea di benessere circolare suggerita dagli obiettivi dell’Agenda ONU 2030. Con Viva la Costituzione, la Costituzione è viva c’è la volontà di avvicinare bambini e bambine al valore della Costituzione e ai principi che questa protegge, affrontando i temi della cittadinanza e della partecipazione attiva con un respiro non solo nazionale, ma comunitario. Il progetto nasce infatti per attivare questo percorso di consapevolezza nei più piccoli: uno stimolo necessario e un dovere civico, che aiuta la comunità educante, gli studenti e le loro famiglie ad amare la nostra Carta e renderla viva ogni giorno. Con Gea Edu – Idee per il futuro – Meet Europe, grazie all’agenzia di stampa Gea, si parlerà alle nuove generazioni attraverso un progetto educativo nazionale che porta nelle scuole la cultura della sostenibilità, formando cittadini nativi “green”. Giunto alla terza annualità, il progetto quest’anno è dedicato alla transizione ecologica, le professioni green e le politiche di coesione europea. Infine, con Online, Onlife si è voluto creare un progetto didattico per il conseguimento del patentino digitale. Il progetto, promosso dai Co.re.com insieme a Fondazione Art. 49, con il sostegno dell’Agcom, propone un percorso di alfabetizzazione digitale, offrendo alle scuole uno strumento integrato secondo i principi di sussidiarietà orizzontale. Basato su un approccio esperienziale e suddiviso in moduli, il percorso si concluderà con l’emissione per i ragazzi del Patentino Digitale. Durante l’evento sono stati anche presentati gli Ambasciatori della Costituzione che, attraverso le testimonianze e il dialogo con i rappresentanti delle Istituzioni europee, hanno l’obiettivo di raccontare ai giovani nelle scuole cosa fa l’Europa per loro.

L’evento è stato organizzato in collaborazione con l’Ufficio di collegamento del Parlamento Europeo (EPLO) e con il patrocinio della Camera dei Deputati, del Senato della Repubblica, della Rappresentanza della Commissione Europea in Italia, della Regione Puglia e della Regione Sardegna.

Cds sospende parere su liceo Made in Italy. Mim: Nessuno stop

La valutazione è ancora interlocutoria e non definitiva. Ma di fatto il Consiglio di Stato sospende il parere richiesto dal ministero dell’Istruzione e del Merito sul Liceo del Made in Italy.
Non ci sarà alcuno ‘stop‘”, assicura il Mim, parlando di distorsione della realtà. “Nella giornata di oggi è pervenuto il parere della Conferenza Stato-Regioni, che è pienamente favorevole. Peraltro, nel parere del CDS non vengono poste osservazioni rilevanti“, osserva il ministero.

Uno degli errori procedurali segnalati dal Consiglio di Stato, infatti, è stata la mancata presentazione del parere preventivo della Conferenza unificata, senza il quale sarebbe stato proceduralmente impossibile esprimersi, rilevano il presidente Paolo Troiano, l’estensore del documento redatto nell’adunanza del 27 agosto scorso Sandro Menichelli, e la segretaria Alessandra Colucci. Il parere dell’unificata è stato reso oggi, 12 settembre, in agenda come da ordine del giorno.

Altre perplessità sono relative al Regolamento sul quadro orario degli insegnamenti e degli specifici risultati di apprendimento e al “supporto al potenziamento e all’ampliamento dell’offerta formativa”, in quanto, si legge, “non si comprende la misura in cui le parole ‘potenziamento’ e ‘ampliamento’ godano di significativi tratti differenziativi“.

Nel percorso del liceo, poi, è previsto l’insegnamento, nella lingua straniera 1, dei contenuti di un’altra disciplina (CLIL) caratterizzante il percorso liceale. Un insegnamento che si sviluppa nel terzo, quarto e quinto anno di corso, “per almeno un terzo del monte ore annuale della disciplina individuata”. Secondo il Consiglio di Stato, in considerazione del considerevole numero di ore riservate a questo specifico insegnamento e della platea, necessariamente ampia, di professori che dovranno impartirlo, “potrebbero emergere profili problematici“. Bisognerebbe accompagnare i docenti con una specifica formazione sull’insegnamento in lingua inglese delle discipline non linguistiche (CLIL), quindi i giudici chiedono di “chiarire se questa oggettiva esigenza formativa che dovrà essere realizzata a favore del corpo docente non sia tale da tradursi in un’eventuale vulnus della prospettata neutralità finanziaria“.

Nasce ‘School of Sustainability’, un nuovo modello educativo che parte dai banchi di scuola

Photo Credit: School of Sustainability

 

La risposta educativa alla questione ambientale della scuola ha un nome e una mission specifica: School of Sustainability, la nuova iniziativa promossa da Bolton Hope Foundation e Future Education Modena che mira a trasformare l’apprendimento partendo dal tema più importante per il futuro dei giovani, l’ambiente e la sostenibilità. In un’Europa sempre più orientata alla transizione ecologica indicata dal Green Deal, School of Sustainability non si propone soltanto come modello didattico innovativo ma offre una cornice per dare alla nuova generazione di studentesse e studenti gli strumenti e le competenze per generare cambiamento.

Lo sviluppo di questa iniziativa avviene a seguito della pubblicazione del nuovo Quadro di competenze per l’educazione alla sostenibilità dell’Unione europea, il “GreenComp”, diventato il punto di riferimento per le traiettorie di lavoro in ambito educativo finalizzate a sviluppare le abilità e le attitudini più importanti per chi trascorrerà la maggior parte della vita all’interno di un mondo che si muove verso la direzione della transizione ecologica. Appropriazione dei valori legati alla sostenibilità ambientale, sviluppo del pensiero critico e sistemico, “capacità di immaginare futuri possibili” (future thinking) e capacità di azione multilivello (dal singolo alla collettività): sono queste le competenze di una educazione all’ambiente moderna ed efficace.

D’altra parte, è indubbio che le sfide ambientali di oggi richiedono competenze elevate, e quindi nuovi cittadini capaci di affrontare la complessità del contesto socio-economico contemporaneo caratterizzato da una sempre maggiore ricerca della sostenibilità all’interno dei contesti domestici, sociali e produttivi. Proprio per questo il sistema educativo deve favorire lo sviluppo di forti capacità analitiche e la propensione a cercare soluzioni: queste competenze sono al centro dell’iniziativa School of Sustainability. Future Education Modena, con il supporto di Bolton Hope Foundation, ha messo a punto un modello educativo innovativo che si poggia su 3 pilastri: il rigore scientifico e metodologico, l’intelligenza collettiva e uno scenario di riflessione basato sulle opportunità di cambiamento e sulla ricerca di soluzioni possibili.

Questo nuovo modello educativo vuole stimolare la scoperta dei principali temi ambientali e al contempo favorire la propensione all’azione da parte delle ragazze e dei ragazzi. Partendo dalla condivisione del sapere scientifico, i giovani possono appropriarsi della tematica affrontata esplorandola all’interno del contesto territoriale della propria scuola e della propria città, interagendo con esso e progettando soluzioni creative ai problemi individuati. Se il tema è la qualità dell’aria, ad esempio, l’azione degli studenti può partire dall’analisi del proprio contesto di vita, esaminando i dati disponibili, intervistando tecnici ed esperti, ragionando collettivamente e sviluppando idee per migliorare la situazione esistente.

Se invece l’argomento da affrontare è il processo di transizione energetica, l’attività può basarsi sulla valutazione dello stato di fatto all’interno dell’edificio scolastico oppure ragionando sulla scala della singola abitazione o del quartiere. Lo studio delle buone pratiche sempre più diffuse nell’ambito delle riqualificazioni energetiche degli edifici e delle comunità energetiche diventa il punto di partenza per proporre soluzioni concrete, sviluppate attraverso incontri mirati e lavori di gruppo, con un output che potrà essere messo a disposizione dei decisori pubblici e privati attivi nel contesto locale. Studentesse e studenti diventano quindi attori protagonisti del processo di transizione ecologica: è nelle sue ambizioni, un cambio di paradigma che finalmente pone al centro della transizione le generazioni più giovani, che possono passare dalla richiesta di risposte alla crisi ambientale alla proposta di soluzioni applicabili per il proprio territorio.

L’iniziativa è rivolta principalmente alle scuole secondarie di I grado. L’approccio pratico e partecipato in modo collettivo consente inoltre di contrastare la climate change anxiety, di sviluppare un senso di responsabilità personale e collettiva verso l’ambiente e la consapevolezza del proprio ruolo per tutelare la salute della società e del pianeta. School of Sustainability coinvolge gli insegnanti in un percorso di formazione che si declina attraverso una delle 4 traiettorie tematiche offerte: per ciascuna, si propone un percorso didattico che parte dalle conoscenze scientifiche necessarie per comprendere l’argomento, fino ad arrivare all’azione progettuale finalizzata al miglioramento del contesto locale in cui le scuole si trovano a vivere. L’iniziativa favorisce così la nascita di una community nazionale di scuole per lo scambio di esperienze, il supporto reciproco e la condivisione dei risultati ottenuti dalle diverse classi.

All’interno di School of Sustainability le comunità (dei docenti e delle scuole partecipanti), diventano il luogo in cui si sviluppano analisi e si generano proposte per trasformare concretamente il rispettivo contesto di vita. I numeri: 4 Track tematiche, traiettorie strategiche relative ai principali temi della transizione ecologica, transizione energetica degli edifici, città verdi e valorizzazione degli ecosistemi urbani, pianificazione e clima locale, per riprogettare gli spazi urbani con interventi naturalistici, miglioramento della qualità dell’aria; 20 Unità Didattiche, per declinare in modo approfondito le basi scientifiche necessarie al processo di transizione; 4 Challenge, sfide progettuali legate alle track tematiche che le scuole utilizzano come traccia per generare impatto: Progetti Attivi sui territori, con una visione di sistema del contesto locale e una modalità partecipativa finalizzata a coinvolgere decisori pubblici e privati, a partire dalle Amministrazioni Pubbliche Locali; 70 classi coinvolte, 60 workshop in presenza in alcuni contesti specifici del territorio nazionale (Piemonte, Emilia-Romagna, Campania e Puglia) per stimolare la discussione nella classe e promuovere l’approccio concreto e positivo alla risoluzione dei problemi ambientali.

Coinvolte le scuole di città e comuni delle province di Bari, Bergamo, Brescia, Caserta, Cuneo, Foggia, Genova, Lecce, Modena, Napoli, Padova, Parma, Reggio Emilia, Torino, Trento; 4 incontri con esperti di settore capaci di condividere esperienze personali e progetti di rilevanza nazionale sui temi affrontati, trasmettere determinazione e passione per ispirare l’azione degli studenti e orientarli nella scelta del loro percorso formativo; 2 modelli di valutazione: dello sviluppo della professionalità dei docenti e della crescita degli studenti in termini di consapevolezza e competenze; 181 insegnanti coinvolti nel processo formativo, nelle unità didattiche complete o nei percorsi brevi, di ispirazione.

L’iniziativa si sviluppa su tutto il territorio nazionale, con libera adesione delle scuole interessate a partecipare. School of Sustainability intende affrontare la sostenibilità in modo interdisciplinare, approcciare i temi partendo dallo studio analitico delle principali questioni ambientali del nostro tempo, arrivando allo svolgimento di attività di gruppo per lo sviluppo di soluzioni per il proprio territorio. All’interno di questo percorso ci si occupa dello studio del contesto locale, dell’analisi del territorio e della specifica problematica, e si arriva allo sviluppo di progetti proposti dagli studenti stessi. Questo approccio favorisce il coinvolgimento di tutti, la condivisione, l’apprendimento e lo sviluppo di un’intelligenza collettiva che stimola un processo di crescita collettiva e individuale. L’altro aspetto determinante è lo sviluppo di competenze specifiche in ambito scientifico, attraverso l’analisi dei dati, lo studio sul campo della situazione esistente, l’adozione di un metodo di lavoro pratico e collettivo.

Sviluppo di competenze e creazione di impatto sociale sono i due obiettivi centrali di School of Sustainability. Da una parte l’iniziativa si propone di coniugare l’acquisizione di conoscenze e competenze connesse alla dimensione della sostenibilità con lo svolgimento di “compiti di realtà” che simulano le attività svolte dai tecnici del settore (adattate in ogni ordine di scuola). Dall’altra si creano sinergie all’interno dei territori favorendo il contatto e la collaborazione tra la scuola e gli enti locali, i decisori privati e la cittadinanza, a vari livelli. Per questo, alla fine del percorso non saranno solo le studentesse e gli studenti ad aver acquisito capacità e a essere cresciuti, ma anche la società stessa.

Lezione nei boschi: l’esperienza scandinava degli asili all’aperto

Con qualsiasi tempo, i bambini trascorrono la giornata correndo nei boschi o costruendo capanne, e alcuni fanno anche un pisolino all’aperto: nel Nord Europa, la scuola per i più piccoli si fa spesso all’aperto. Nella foresta, seduti su un telone sul terreno innevato, Agnes e i suoi amici, di cinque anni e poco più, allineano bastoncini di legno per una lezione di matematica improvvisata. “Usiamo pezzi di legno per mostrare loro che si può usare qualsiasi cosa in natura per fare matematica“, spiega la loro insegnante, Lisa Byström. È una scena, per noi italiani, improbabile: i bambini tagliano i pezzi di legno con grandi coltelli, ma questo non desta alcuna preoccupazione. “A scuola si siederanno con un foglio di carta e una penna, ma qui pensiamo che possano farlo in modo più divertente“, spiega l’insegnante.

In Svezia, come in Danimarca, la scuola non è obbligatoria fino all’età di sei anni e questo metodo di prescolarizzazione è molto apprezzato dai genitori, che sono felici che i loro figli imparino a capire la natura. “Al giorno d’oggi la tecnologia è quasi ovunque, quindi per me è necessario andare nella natura fin da piccoli per imparare come comportarsi e rispettare l’ambiente“, dice Andreas Pegado, uno degli assistenti all’infanzia la cui figlia frequenta l’asilo.

Ogni giorno i bambini pranzano intorno a un fuoco di legna su piccole panche, a meno che non piova troppo e debbano rientrare. Dopo, i piccoli dormono all’aperto nei sacchi a pelo, anche quando la temperatura scende ben al di sotto dello zero. “Prendono molta aria fresca, dormono più a lungo e meglio“, dice Johanna Karlsson, direttrice dello stabilimento ‘Ur&Skur’ (letteralmente ‘In tutte le stagioni’), che non si lascia spaventare dai 5°C.

Nella vicina Danimarca, molti asili urbani utilizzano ‘autobus forestali’ che ogni mattina portano le classi dal marciapiede alla campagna. Ogni giorno, ad esempio, un gruppo di Stenurten, uno dei 78 asili su mezzo migliaio di Copenaghen che offre queste escursioni quotidiane, parte dal quartiere di Nørrebro, nel centro della città, per un viaggio di 30 minuti. Lì, accanto a una casetta dove possono ripararsi, un grande campo che si affaccia sul bosco permette loro di variare l’apprendimento e sviluppare l’autonomia.

Tutti indossano una tuta da sci, sia i bambini che gli adulti. Un detto nordico dice che non esiste il cattivo tempo, ma solo un cattivo abbigliamento. Stare all’aperto tutto il giorno, anche quando ci sono -10°C? I professionisti concordano sul fatto che i bambini piccoli che trascorrono del tempo all’aperto stanno meglio e hanno meno probabilità di ammalarsi. Negli anni ’20, un medico islandese consigliava di far dormire i bambini all’aperto per rafforzare il loro sistema immunitario, un’abitudine che da allora è stata adottata in tutto il Nord Europa senza essere rinnegata dalla classe medica. Uno studio britannico pubblicato nel 2018 sul British Educational Research Journal suggerisce che insegnare ai bambini piccoli a stare all’aperto migliora le capacità di collaborazione, incoraggiandoli a lavorare con gli altri, soprattutto attraverso il gioco.

Enel lancia progetto ‘Energie per la scuola’: ponte tra lavoro e formazione

Un programma formativo che promuova un ‘ponte’ tra imprese e scuola, favorendo un efficace inserimento degli studenti nel mondo del lavoro. E’ questo l’obiettivo del progetto ‘Energie per la scuola’ presentato da Enel, per fornire ai giovani le competenze utili per abbracciare le nuove professioni della transizione energetica e aprire così un percorso professionale nelle aziende della filiera elettrica, una volta portato a compimento il ciclo di studi. “Vogliamo dare una risposta concreta al problema del disallineamento tra domanda e offerta di professionalità tecniche e fornire una formazione in linea con le necessità della transizione energetica, anche in vista delle opportunità offerte dal Pnrr”, spiega il direttore di Enel Italia, Nicola Lanzetta.

“Energie per la scuola rappresenta una straordinaria occasione di crescita per il Paese a più livelli – aggiunge -: per i giovani, a cui è garantita la possibilità di accedere al mondo del lavoro con un una qualifica spendibile; per le scuole, in grado di migliorare la propria offerta formativa rendendola al passo con le richieste del mercato; infine, per le stesse aziende della filiera elettrica, che, attraverso il programma, possono avvalersi di personale specializzato al fine di realizzare progetti a beneficio di tutti”.

Dopo un primo avvio sperimentale nel 2022 che ha interessato 11 istituti, 8 aziende e creato le condizioni per l’assunzione di 100 ragazzi, quest’anno il progetto viene ampliato coinvolgendo più di 500 giovani, oltre 60 scuole in tutta Italia e 25 tra imprese e consorzi. “Le grandi aziende come la nostra hanno una responsabilità in più, perché quando si opera nel sistema bisogna fare due cose: anticipare i trend, ma anche contenere il sistema nella sua completezza. Questa iniziativa è straordinaria, perché integra il mondo del lavoro e quella della formazione, ma si inquadra in una strategia più ampia”, dice l’amministratore delegato di E-Distribuzione, Vincenzo Ranieri. ‘Energie per la scuola’ è infatti rivolto agli allievi dell’ultimo anno degli istituti tecnici e professionali, consentendo loro di acquisire le conoscenze e le abilità tecniche necessarie per svolgere i lavori maggiormente richiesti dalle aziende della filiera elettrica ed essere così assunti nelle imprese fornitrici di Enel subito dopo aver conseguito il diploma.

“Il mondo del lavoro è profondamente cambiato post pandemia, abbiamo abbandonato i canoni classici di un lavoro vecchio stile, da svolgere in un luogo definito e con orari e giorni della settimana ben definiti. Quello che le persone vogliono adesso è un lavoro sostenibile”, sottolinea la responsabile People and organization Italia di Enel, Francesca Valente. Spiegando che “la formazione è un potente abilitatore naturale di benessere, inclusione e crescita”, oltre che “un asset strategico” per l’azienda. ‘Energie per la scuola’ è caratterizzato da un approccio didattico innovativo che permette ai ragazzi di consolidare le conoscenze acquisite sui banchi attraverso l’esperienza pratica, in piena sicurezza, seguendo corsi ad alta specializzazione erogati dalla scuola in collaborazione con istituti di formazione certificati.

Ischia, parla Musumeci: “Non esiste prevenzione senza strumenti di previsione”

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Nell’Aula della Camera si è svolta la seduta dedicata all’informativa urgente del ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare, Nello Musumeci, sui tragici eventi accaduti a Ischia nei giorni scorsi (il bollettino emesso dalla Regione Campania prevedeva allerta arancione per il 25, così come per il 26 per rischio idrogeologico), quando in 24 ore sono caduti 20 mm di pioggia, dei quali oltre cento in due ore.

Musumeci  ha raccontato gli eventi attraverso i numeri: “Otto persone morte, quattro dispersi e cinque feriti, di cui uno in modo grave e attualmente ricoverato presso l’ospedale Cardarelli di Napoli“, innanzitutto. Nel frattempo, i soccorritori hanno recuperato i corpi senza vita di altre tre persone: sale dunque a undici il numero delle vittime.
Poi, le strutture: “Al momento, sono stati effettuati 272 controlli sulle 900 unità abitative danneggiate: risultano 45 strutture danneggiate e inagibili, 56 agibili ma esposte a rischi,162 strutture agibili e 191 presentano criticità gravi; 290 sfollati hanno trovato sistemazione in alberghi o simili“. Nei prossimi giorni verranno ultimati tutti controlli sui 900 edifici interessati dagli eventi “e si potrà disporre di una migliore definizione dei confini della zona rossa“, ha aggiunto il ministro Nello Musumeci. Il quale ha ricordato che, all’indomani della tragedia di Ischia, la premier Giorgia Meloni “mi ha dato il mandato di costituire un gruppo di lavoro interministeriale allargato alla conferenza delle Regioni, all’unione delle Province e all’Anci. Il gruppo dovrà elaborare delle proposte per semplificare le disordinate e disarmanti procedure per la mitigazione del rischio non solo idrogeologico.  Si tratta di un obiettivo ambizioso e non semplice e ci va coraggio per raggiungerlo“.

Il Piano nazionale di adattamento al cambiamento climatico “è stato avviato nel 2016 presso il ministero dell’Ambiente, ma da allora – nonostante sia stato presentato informalmente nel 2018 – la Commissione per l’autorizzazione ambientale non ha dato il proprio parere definitivo. Il paradosso è che quando il Piano sarà varato sarà già superato perché è una materia che si evolve con velocità impressionante“, ha poi spiegato il ministro nel corso della sua audizione. Con una riflessione a margine: “Quanto accaduto a Ischia ci obbliga ad approfondire con urgenza il tema delle cause e delle molte questioni” legate a “un sistema normativo e amministrativo integrato ed efficiente sulla prevenzione deli rischi. Quali sono i possibili rimedi? Innanzitutto una strategia che consenta di agire dove ci sono le urgenze e che ha come presupposto essenziale un quadro completo della prevenzione del rischio. Non si può immaginare la prevenzione senza uno strumento di previsione. Questo strumento – ha aggiunto – ci dice quali sono i territori vulnerabili e quale rischi e si chiama Piano nazionale di adattamento al cambiamento climatico”.
Il ministro sottolinea infine che, “per i suoi profili di natura etica, giuridica, ambientale ed economica, il fenomeno dell’abusivismo edilizio non può essere più eluso”; rispetto invece alla situazione delle scuole, risultano chiusi fino al 4 dicembre gli istituti scolastici di Casamicciola e Lacco Ameno; si sta valutando la didattica a distanza e la necessità, espressa dai sindaci, di trovare una linea comune sull’apertura degli istituti scolastici.

Rispetto alla macchina dei soccorsi, Musumeci ha riferito che questi ultimi sono stati “immediati.  Sono intervenuti: il corpo nazionale dei vigili del fuoco (unità già presenti sull’isola e cento unità accorse, 40 mezzi operativi, 1 unità di comando locale, 2 moduli Sapr, 1 carro faro e 1 carro carburante; l’aeronautica militare, con un elicottero HH139 con capacità notturne Sar; l’esercito italiano, con un elicottero CH47 con capacità SAR; la capitaneria di porto, con la nave Gregoretti posizionata nelle acque antistanti l’isola di Ischia; le forze dell’ordine: circa 200 unità; la sanità pubblica con 44 unità; l’ENEL con 10 unità di personale; la Colonna Mobile del Volontariato di Protezione Civile della Regione Campania con 104 unità, 3 unità cinofile, 3 escavatori grandi, 3 bob-cat, 9 idrovore, mezzi per trasporto personale, 12 pick-up, 4 torri faro“. Nei giorni successivi, “si sono resi disponibili ulteriori uomini e mezzi del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco per un totale di 200 uomini e 100 mezzi, con droni, autocarri e mezzi di movimento terra operativi sull’isola; della Croce Rossa Italiana per il proseguimento delle attività, richieste dalle autorità locali, con 15 operatori e 5 mezzi, con la disponibilità di ulteriori mezzi di movimento terra; della Capitaneria di porto per un totale di 93 uomini e 5 mezzi a supporto nelle acque antistanti l’isola di Ischia con battelli attualmente in ricognizione“. Per gestire la situazione di emergenza e coordinare le operazioni, sono stati attivati il Centro coordinamento soccorsi presso la Prefettura di Napoli e i Centri operativi comunali presso i Comuni di Casamicciola Terme, Forio e Lacco Ameno.

Il ministro Musumeci non ha lasciato spazio a interpretazioni quando ha affermato che: “Non c’è prevenzione senza danno di previsione. Per affrontare il tema è necessario definire un quadro regolatorio che preveda anche poteri sostitutivi e sanzionatori in caso di inerzia da parte dei soggetti attuatori. Servono inoltre un quadro aggiornato delle risorse disponibili e delle responsabilità“, nonché “la semplificazione del quadro procedurale e regolatorio” e “il rafforzamento della capacità amministrativa delle strutture tecniche responsabili degli interventi”. Inoltre, il ministro ha sottolineato la necessità di avere “una sede centrale di conoscenza degli interventi” per il loro “coordinamento”, sulla base del “modello della struttura di missione di Italia Sicura”.

Scuola

Scuola e piano Mite. Sindacati: -1 grado? Ok, ma edifici fatiscenti

Il piano Cingolani non risparmia la scuola: in inverno le aule dovranno essere riscaldate con un grado in meno, nonostante le norme anti-Covid invitino a tenere le finestre aperte per il ricambio di aria.

Da settimane abbiamo lanciato l’allarme rispetto a quello che si sarebbe poi messo in evidenza: serrare le fila sui comportamenti da tenere nei mesi freddi. Può stare nella logica delle cose abbassare le temperature di un grado in tutti gli edifici pubblici e privati. Ciò che mi sconcerta però è la non presa di coscienza che bisognava intervenire in estate con gli impianti di purificazione dell’aria, si poteva fare, i sistemi avrebbero messo in sicurezza le aule senza dover tenere le finestre aperte“, spiega a GEA Ivana Barbacci, segretaria generale di Cisl Scuola. Ridurre i gradi in classe, osserva, non è un dramma, “ma se la cosa si combina con le finestre aperte la condizione diventa insalubre. Le scuole non hanno mai esagerato in termini di temperature, c’è una sorta di abitudine a risparmiare. Ma le linee guida mi disarmano, dobbiamo recuperare, dobbiamo dare mandato a province e comuni a provvedere sugli impianti di aerazione“, insiste.

Dalle misure del Piano elaborato dal Mite sono escluse tutte le “utenze sensibili”, tra le quali ricadono anche ospedali e case di ricovero, ma non la scuola. Eppure “è una priorità, dovrebbe essere un luogo da privilegiare. Perché è stata esclusa?” chiede Alessandro Rapezzi, segretario nazionale Flc Cgil.

Il tema sarà domani alle 10 sul tavolo del confronto tra i sindacati, il ministro Patrizio Bianchi e le forze politiche, “ne parleremo – assicura la segretaria di Cisl Scuola – anche per dare un’agenda completa a chi si appresta a governare“. “Tutto quello che è intervenuto per gli edifici privati andrebbe fatto per l’edilizia scolastica, che ha bisogno di essere ammodernata – ripete Barbacci -. Abbiamo 42mila edifici, mettere impianti fotovoltaici su tutti i tetti, coibentare i muri e cambiare gli infissi creerebbe un risparmio energetico per la collettività, non solo per chi è nella Scuola“, osserva.

L’idea dei pannelli solari l’aveva lanciata mesi fa il presidente dell’Anp, Associazione Nazionale Presidi, Antonello Giannelli: “Questo contribuirebbe al saldo energetico nazionale. Alcune scuole li hanno già, ma se l’operazione si fa a tappeto avremo un bel po’ di energia in più“, afferma. Sul piano non ha obiezioni: “È doveroso per tutti abbassare di un grado la temperatura, tutti dobbiamo fare la nostra parte“. Ma solleva una questione, che è la madre dei problemi: “La verità è che non abbiamo mai efficientato gli edifici pubblici e che spesso gli impianti consumano più di quanto forniscono. Il parco edilizio è vetusto e fatiscente, gli edifici in buone condizioni sono sicuramente in minoranza, le scuole sono delle strutture molto poco efficienti“.  Sul punto trova il pieno accordo di Rapezzi: “Chiaramente per la scuola non si è fatto nulla negli anni. Noi fin da subito, da maggio 2020, quando si è riaperto dopo la prima pandemia, abbiamo chiesto l’impegno del governo per gli edifici. Non so valutare se l’aerazione sia un tema, sicuramente molti edifici hanno bisogno di un intervento a prescindere“, scandisce. Poi si rivolge al Governo: “Dicono di aver messo tanti soldi, vorremmo capire come sono stati spesi in materia di edilizia scolastica“.