
Carburanti, protesta tir si allarga. Domani Salvini incontra autotrasportatori
Non si placa e si allarga la protesta degli autotrasportatori contro il caro carburanti. A farne le spese sono soprattutto le filiere produttive al Sud, dove da giorni gli scaffali dei supermercati restano vuoti. Mancano i prodotti alimentari freschi e deperibili ma anche gli elettrodomestici: le imprese non riescono a completare le spedizioni e i punti vendita attendono i rifornimenti.
Gli autotrasportatori bloccano autostrade, collegamenti con le piattaforme logistiche e gli accessi alle città in attesa per domani del confronto a Milano con il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini. “Ho chiesto un po’ di fondi, non so cosa cosa chiediate voi, non è che domani chiudiamo la partita, ma almeno cominciamo“, dice il vicepremier in una telefonata, riportata dalla Tgr Campania, con i lavoratori in protesta. “Se allentate un po’ i problemi al traffico, male non fa“, aggiunge.
La situazione resta incandescente e “se dovesse protrarsi, rischierebbe di compromettere la regolare disponibilità dei prodotti, causando danni economici alle imprese e ulteriori disagi ai consumatori”, avverte il vice presidente di Confcommercio e presidente di Conftrasporto, Pasquale Russo.
I lavoratori del settore sono alle prese con un aumento insostenibile dei costi del carburante e dell’energia. Il gas in Europa chiude in rialzo oltre gli 88 euro per megawattora – il livello più alto da dicembre 2022 – a causa delle forniture limitate di Gnl dal Golfo, che continuano a ostacolare gli sforzi dell’Ue per ripristinare le riserve di Gas in vista dell’inverno. I prezzi del petrolio scendono invece: il Brent cede l’1,7% a 108 dollari al barile, il Wti perde l’1% a 100,4 dollari.
“Ribadiamo la necessità di interventi urgenti”, sottolinea Russo sollecitando però allo stesso tempo che venga garantita la libera circolazione delle merci e la continuità delle forniture, evitando che le conseguenze della protesta ricadano su altre imprese e sulle famiglie. “Auspichiamo che dall’incontro previsto domani con il ministro Salvini arrivino risposte concrete e immediate alle difficoltà dell’autotrasporto, creando le condizioni per una rapida rimozione dei blocchi e il ripristino della regolare distribuzione delle merci. Occorre evitare che una crisi già pesante per il settore dei trasporti si trasformi in un’emergenza per l’intera filiera commerciale e per i consumatori”.
La protesta causa difficoltà anche alla distribuzione di elettrodomestici ed elettronica di consumo. Piattaforme logistiche, strade e mezzi pesanti bloccati, insieme alla carenza di carburante, stanno impedendo il regolare rifornimento dei negozi e ostacolando le consegne ai clienti, con conseguenze economiche già rilevanti per le imprese del settore, sostiene l’Aires, l’Associazione Italiana Retailer Elettrodomestici Specializzati aderente a Confcommercio, che richiama l’attenzione sulle ricadute dei blocchi. “Il protrarsi di questa situazione compromette sia l’attività di vendita sia il servizio al consumatore, particolarmente importante per acquisti come quelli dei grandi elettrodomestici, che richiedono una consegna a domicilio”, viene precisato.
“Il fatto che i nostri prodotti non siano deperibili non significa che possano restare fermi senza conseguenze per le imprese e per i consumatori”, lamenta Andrea Scozzoli, presidente di Aires, osservando che le aziende stanno già subendo danni rilevanti negli approvvigionamenti e nelle consegne. “Ogni giorno di agitazione genera mancate vendite che peseranno sul risultato dell’anno: non possiamo dare per scontato che quanto non viene venduto oggi sarà recuperato domani”, tuona.
Il protrarsi dei blocchi al Sud rischia di trasformarsi in un danno concreto soprattutto per le imprese e le cooperative agricole, con ripercussioni sulla conservabilità dei prodotti, sulla loro commercializzazione e sui ricavi dei produttori. A preoccupare sono soprattutto le merci deperibili, che non possono attendere il ripristino della normale circolazione senza conseguenze sulla qualità e sul valore delle produzioni. “Ci auguriamo che domani si arrivi a un accordo per sospendere i blocchi e consentire la circolazione dei mezzi che trasportano merci deperibili”, afferma Cristian Maretti, presidente di Legacoop Agroalimentare. Tra le produzioni maggiormente esposte ci sono i kiwi e l’uva da tavola, oltre ai prodotti freschi come il latte, per i quali la tempestività del trasporto è determinante.