Enel, Spagna e America Latina trainano crescita: utile 1,9 miliardi, Margine operativo lordo +3,6%
Buona performance del Gruppo nel primo trimestre 2026, guidance confermata. Investimenti aumentano a 2,3 miliardi (+10,9%), De Angelis: "Resta scenario prudente del Piano industriale 2026-2028"

Enel chiude il primo trimestre 2026 con i ricavi in calo del 6,7%, a 20,5 miliardi, compensati ampiamente da un Margine operativo lordo di 6 miliardi (+3,6%), grazie alle ottime performance del Gruppo sia in Spagna che in America Latina. Risultati che portano alla conferma della guidance indicata nel Piano Strategico 2026-2028, prevedendo per quest’anno di raggiungere un Eps compreso tra 0,72 e 0,74 euro.
Più che positivo anche l’utile netto, che sale a 1,94 miliardi, con un aumento di 3,9 punti percentuali sullo stesso periodo del 2025, dunque di 73 milioni in valori assoluti. Un risultato dovuto “all’andamento della gestione operativa ordinaria osservato a livello di Ebitda, al miglior contributo delle Stewardship attive nel settore dell’energia rinnovabile (Grecia, Sudafrica e Australia) e al contenimento del costo del debito, parzialmente compensato dalle maggiori imposte”, spiega l’azienda. Che migliora anche il risultato netto ordinario del Gruppo per azione, passando dallo 0,18 euro dello scorso anno agli attuali 0,20 euro.
Balzo in avanti anche degli investimenti che, al 31 marzo, si attestano a 2,3 miliardi, con un surplus del 10,9% rispetto allo scorso anno, focalizzandosi “principalmente nelle reti e nelle energie rinnovabili”. E’ di Enel Grids la migliore performance del Gruppo, con 1,58 miliardi, circa il 69 percento del totale, soprattutto in Italia, Brasile e Spagna. Enel Green Power investe 427 milioni di euro (19% del totale), grazie principalmente alle attività in Italia e Cile. A completare il quadro è Enel Commercial con “l’acquisizione di un pacchetto clienti in Spagna per un corrispettivo di 91 milioni di euro”. Cala, invece, di due punti percentuali l’Ebit, che arriva così a 3,96 miliardi.
Sul piano dell’energia elettrica, le vendite scendono del 7,2% a 59,2 Terawattora, così come quelle di gas naturale si attestano a 2,4 miliardi di metri cubi (-4%). La produzione, invece, sale di 2,4 punti a 47,80 Twh, dovuto allo 0,09 Twh delle rinnovabili (+0,49 TWh eolico; +0,40 TWh solare; -0,77 TWh idroelettrica; -0,03 TWh altre fonti rinnovabili) e al surplus del termoelettrico (1,35 Twh). “La produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili – rileva Enel – è stata ampiamente superiore rispetto a quella da fonte termoelettrica”.
“Al momento confermiamo lo scenario prudente” del Piano industriale “che copre la maggior parte dei rischi che possiamo aspettarci da ora ai prossimi due trimestri, dove inizieremo a capire meglio cosa potrebbe accadere riguardo, in particolare, alle decisioni sul sistema delle Ets a livello Ue”, spiega il Cfo, Stefano De Angelis, nella call con gli investitori. Per quanto il futuro, non ci sono solo i Data center nel mirino di Enel, che guarda a diversi mercati. “Abbiamo molte attività, per cui abbiamo molte opportunità e gli Stati Uniti sono sicuramente il nostro primo obiettivo, ma stiamo facendo offerte non vincolanti e anche nei Paesi europei di primo livello”. L’obiettivo di Enel è chiaro: “Dobbiamo guardare dove ci sono opportunità”.