Schiavon (Caffè Borbone): “Sostenibilità impegno non solo da raccontare, ma da misurare”

“La responsabilità dei torrefattori è importante: come viene prodotto il caffè e che tipo di impatto ha questa produzione, ma anche dettagli più semplici, come quanto concime viene usato, cosa si fa della potatura, quanto viene prodotto per ettaro, le comunità che ci lavorano. Questo è un impegno che in Borbone abbiamo preso, perché queste cose non possono essere solo raccontate, vanno misurate e vanno rendicontate. Bisogna capire che effetto abbiamo, che impatto abbiamo, che cosa riusciamo a fare e darsi sempre degli obiettivi progressivi per poter fare sempre meglio in questa direzione. Questo è un aspetto: l’origine da dove viene il caffè. Poi abbiamo molti altri: i progetti devono essere misurati e auditati, ovvero rendicontati in modo robusto e solido perché l’altra best practice, infatti, è raccontarli nel modo corretto. Se lo vuoi raccontare devi dire cose vere, senza trasformarlo in un meccanismo di promozione della marca, ma in un racconto del nostro impegno”. Così ha raccontato a GEA marco Schiavon, amministratore Delegato di Caffè Borbone, e come esempio dell’impegno dell’azienda in materia di produzione sostenibile ha aggiunto: “Circa la metà dei nostri volumi del monoporzionato sono cialde in carta. Le cialde in carta contengono 7 grammi di caffè e sono composte da due strati di carta. Queste possono essere smaltite nell’umido domestico in Italia; in altri Paesi dove non c’è l’umido, è comunque un prodotto compostabile. Questo è un impegno: per questo aspetto, il prodotto è correttamente riciclabile nella sostanza organica di casa”.