
L’Italia non si ferma, revocato lo sciopero dei trasportatori inizialmente proclamato dal 25 al 29 maggio. L’annuncio è arrivato direttamente dai sindacati e dalle associazioni di categoria dopo l’incontro avuto venerdì pomeriggio a Palazzo Chigi con il governo, convocato per affrontare la grave crisi del settore. Le tensioni geopolitiche internazionali e l’innalzamento dei costi petroliferi hanno infatti colpito duramente il comparto. Le associazioni hanno evidenziato il rischio concreto di chiusura per le piccole imprese e la perdita di molti posti di lavoro. Per questo hanno chiesto interventi urgenti per garantire la liquidità e difendere il sistema economico nazionale.
Per il governo, al tavolo, erano presenti la premier Giorgia Meloni e i ministri Matteo Salvini, Giancarlo Giorgetti, Adolfo Urso, Tommaso Foti, oltre a Edoardo Rixi e Alfredo Mantovano. È intervenuto anche Stefano Caldoro, consigliere per i rapporti con le parti sociali. Per i trasportatori, invece, hanno preso parte i rappresentanti delle sigle Anita, Assotir, Cna Fita, Confartigianato Trasporti, Confcooperative Lavoro e Servizi, Fai, Fedit, Fiap, Legacoop Produzione Servizi, Sna Casartigiani, Trasportounito e Unatras. L’esecutivo ha messo sul tavolo trecento milioni di euro complessivi per recuperare i venti centesimi del taglio delle accise. Questa misura è entrata direttamente nel decreto legge sul tavolo del consiglio dei ministri. Il provvedimento rafforza quanto già previsto dal decreto numero trentatré del 2026 e stanzia duecento milioni che si sommano ai cento milioni già deliberati a marzo sotto forma di credito d’imposta.
Sul fronte fiscale si sono ridotti i termini per la formazione del silenzio assenso per i crediti d’imposta. Il nuovo limite è passato a trenta giorni rispetto ai sessanta giorni precedenti. Il meccanismo diventa operativo a partire dal prossimo primo ottobre, a condizione che le imprese inoltrino la richiesta per via telematica. Il governo si è impegnato inoltre a valutare una sospensione temporanea dei versamenti per alcune imposte e contributi. Il blocco è stato fissato da giugno a luglio per alleggerire il carico fiscale sulle imprese in difficoltà.
L’esecutivo ha garantito anche un monitoraggio sul legame tra il taglio generale delle accise per i consumatori e il credito d’imposta per gli autotrasportatori. I ministri si sono impegnati infine a ricostituire la Consulta generale per l’autotrasporto. Questo organismo stabile affronta i temi regolatori, la sicurezza e l’organizzazione del comparto.
Soddisfatto il viceministro delle Infrastrutture, Rixi: “Trecento milioni per dare risposte agli autotrasportatori, un aiuto concreto grazie al lavoro del ministro Salvini e della squadra di governo, un segnale di attenzione verso migliaia di imprese e di lavoratori del settore”.
“L’incontro è andato molto bene. Il governo ha accolto in parte le nostre richieste – commenta Andrea Laguardia, direttore di Legacoop – il ministro Giorgetti immagina un automatismo di ristoro per il settore dell’autotrasporto ogni qualvolta che vengono tagliate le accise per i consumatori”. Apprezzamento anche da Sergio Lo Monte, coordinatore di Unatras: “Le condizioni proposte dalla Premier vanno incontro alle richieste della categoria. Le condizioni sono già abbastanza soddisfacenti, non accolgono la totalità delle richieste ma diciamo che siamo sulla strada giusta”.
Unatras conferma ufficialmente la revoca del fermo nazionale dei servizi e sigla il blocco delle proteste. Si raggiunge così un’intesa sulle questioni economiche con l’ottenimento di misure prioritarie che entrano nel provvedimento d’urgenza. Il presidente di Unatras, Paolo Uggè, rivendica il valore delle decisioni unitarie: “Ancora una volta emerge come l’unità della categoria, anche se faticosamente raggiunta, paga. È stata infatti la condivisione della quasi totalità delle federazioni rappresentative del settore a portare l’esecutivo a dare risposte concrete alle richieste della categoria”.
Contro il caro prezzi, il consiglio dei ministri stanzia anche 100 milioni per l’acquisto di fertilizzanti e gasolio agricolo. “Il Governo continua a dare sostegni concreti al settore primario e ai cittadini”, rivendica il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, ricordando che gli agricoltori italiani in questi mesi hanno dovuto far fronte ai rincari dovuti al blocco dello stretto di Hormuz. “Questo blocco ha comportato un aumento rilevante del prezzo dei fertilizzanti e del gasolio agricolo. Oggi rafforziamo la risposta a questi aumenti stanziando 100 milioni di euro per il loro acquisto. Riconosciamo un credito di imposta del 30% per i fertilizzanti, finanziato con 40 milioni di euro, per i mesi di marzo, aprile e maggio”, aggiunge il ministro.
La misura si aggiunge allo stop ai dazi sui fertilizzanti decisa a Bruxelles e che fa seguito alla richiesta avanzata dall’Italia nell’Agrifish di gennaio. “Rafforziamo inoltre – spiega Lollobrigida – la risposta all’aumento dei prezzi del gasolio agricolo finanziando il credito di imposta del 20%, già riconosciuto a marzo, con ulteriori 60 milioni di euro sempre per i mesi di marzo, aprile e maggio. Queste misure alleviano le difficoltà a cui le imprese agricole hanno dovuto far fronte in questi mesi, scongiurando ricadute sui cittadini e sul loro carrello della spesa”.