
Conferma degli investimenti nel nostro Paese, rilancio di Pomigliano e Cassino, nessuna delocalizzazione per Atessa. E, nel frattempo, un “dialogo franco” con le istituzioni e tutti gli attori sociali per trovare “soluzioni creative” al costo del lavoro e dell’energia, che in Italia rappresentano “problemi importanti”. Il ceo di Stellantis Antonio Filosa, in audizione presso le Commissioni riunite Attività produttive della Camera e Industria del Senato, presenta ‘FaSTLAne 2030′, il piano strategico quinquennale da 60 miliardi di euro e oltre 60 lanci tra il 2026 e il 2030, che punta a migliorare la competitività – e la redditività – del gruppo. Nel suo lungo intervento, l’ad prova a tracciare la rotta, cominciando da un punto fermo: da un anno a questa parte – cioè da quando ha assunto l’incarico alla guida di Stellantis – “abbiamo invertito la rotta”, naturalmente rispetto all’era di Carlos Tavares, “anteponendo la qualità alle efficienze ‘a tutti i costi’ e tornando a puntare sulla forza dei nostri prodotti”.
Ma non solo. Il ceo sottolinea la “coraggiosa inversione di strategia”, cioè il ridimensionamento degli obiettivi legati all’elettrico, che “ci è costata cara: 25 miliardi di euro di oneri straordinari. Imprimere un cambiamento così profondo è stato molto difficile, doloroso, ma necessario per metterci nelle condizioni di ripartire con rinnovata fiducia ed energia”.
Dall’inversione di rotta al piede sull’acceleratore. I numeri snocciolati da Filosa sono lusinghieri. Nel primo trimestre 2026 le immatricolazioni sono cresciute del 12%, grazie soprattutto al contributo di Nord America ed Europa. Il Vecchio Continente dal 2019 ha perso circa 3 milioni di veicoli venduti, “che non pensiamo di recuperare nei prossimi anni” ma “rimarrà al centro della strategia globale”. I risultati “incoraggianti registrati in questa prima parte dell’anno” in Italia confermano “la nostra serietà e sono il frutto di un dialogo costante e costruttivo con i sindacati, la filiera e i rappresentanti del Governo”, assicura Filosa. Nel nostro Paese le vendite di tutti i marchi ‘tradizionali’ di Stellantis sono aumentate del 7%; considerando anche Leapmotor l’aumento è del 15%. Lato investimenti, nei prossimi 5 anni il gruppo prevede di investire altri 5 miliardi di euro in ricerca e innovazione nel nostro Paese e la filiera italiana “è un altro pilastro della nostra nuova strategia”. Le basi finanziarie sono “solide, capaci di proteggerci dalla volatilità del contesto internazionale”, grazie “anche alla liquidità di quasi 45 miliardi di euro di cui oggi disponiamo”.
Sollecitato dagli interventi dei parlamentari presenti in audizione, Filosa chiarisce le specificità di ciascun sito, rimarcando che “abbiamo mantenuto gli impegni del ‘Piano Italia’ presentato qui lo scorso anno da Elkann. In molti casi andremo anche oltre”. Cassino e Maserati, assicura “non sono in vendita”. Il piano dello stabilimento laziale non è ancora stato dettagliato, perché sono in corso trattative con due partner “che possono portare a noi tecnologia, sviluppo e una serie di eccellenti idee”. Il Tridente, invece “andrà a completare la nostra strategia globale e si confermerà icona italiana di stile ed eleganza”. Entro la fine dell’anno il gruppo presenterà un piano ad hoc per il lancio del marchio di lusso. Filosa conferma per Pomigliano la prima piattaforma e-car, da cui dovrebbero uscire due modelli sotto i 15mila euro, “ma spero tre”, dice l’ad. A Mirafiori dallo scorso novembre è iniziata la produzione della nuova Fiat 500 ibrida, “che ha determinato un significativo aumento della produzione, oltre il 100% rispetto all’anno scorso”. L’investimento ad Atessa sarà di 1 miliardo di euro nei prossimi 5 anni per la nascita della “prossima generazione di veicoli commerciali di grandi dimensioni” e per iniziative legate all’intelligenza artificiale. Qui, dice, “non vendiamo e non delocalizziamo”. A Termoli, infine, dopo l’addio al progetto della Gigafactory, “con il senso di responsabilità che sentiamo nei confronti dei colleghi, abbiamo deciso di investire su due cose: i cambi eDCT e i motori GSE”.
Ciò che serve, ora, rimarca Filosa, è agire sul costo dell’energia, per il quale chiede “risposte davvero straordinarie e urgenti” e sul costo del lavoro, introducendo “meccanismi di flessibilità in linea con le esigenze operative contemporanee, come è stato fatto in Spagna”.
Soddisfatto il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, secondo il quale il piano di Stellantis “restituisce centralità all’Italia nei progetti di sviluppo sul piano europeo e globale”. Meno entusiasti i sindacati. Per la Fiom, quanto emerso dall’audizione di Filosa è “la conferma di una situazione ancora molto critica, destinata a rimanere tale”.