Trump minaccia l’Ue: “Tariffe al 100% a chi introduce la Digital Tax”

L'intervento arriva all'indomani della decisione preliminare Ue di designare Aws e Microsoft Azure come gatekeeper nel Digital Markets Act

Torna la minaccia della guerra dei dazi tra Stati Uniti e Unione europea. Il presidente americano Donald Trump lancia un duro avvertimento ai Paesi dell’Unione, intenzionati a introdurre la Digital Tax a carico delle grandi aziende tecnologiche statunitensi, minacciando l’imposizione immediata di tariffe del 100% su tutte le merci esportate negli Usa.

In un messaggio pubblicato su Truth, il tycoon afferma che “qualsiasi Paese che imponga tale imposta sarà immediatamente soggetto a un dazio del 100% su tutte le merci spedite negli Stati Uniti”, precisando che la misura prevarrà su ogni accordo commerciale già siglato o in corso di attuazione. Una presa di posizione che rischia di compromettere la tregua commerciale costruita negli ultimi mesi nei rapporti transatlantici.

L’intervento della Casa Bianca arriva all’indomani della decisione preliminare della Commissione europea di designare Amazon Web Services (Aws) e Microsoft Azure come “gatekeeper” nell’ambito del Digital Markets Act. La qualifica comporta nuovi obblighi in materia di interoperabilità, portabilità dei dati e concorrenza, con un significativo aumento degli oneri regolatori per i due colossi americani. Le principali associazioni del commercio statunitensi hanno definito la scelta europea un provvedimento discriminatorio nei confronti delle imprese Usa, sottolineando il paradosso di una stretta regolatoria proprio mentre Bruxelles e Washington stavano consolidando un’intesa per la riduzione delle barriere commerciali.

Ieri il Consiglio dell’Unione europea ha approvato in via definitiva i regolamenti che danno attuazione agli impegni assunti con la dichiarazione congiunta Ue-Usa del 21 agosto 2025. Le nuove norme eliminano i dazi europei residui sui beni industriali statunitensi, introducono contingenti tariffari agevolati per alcuni prodotti agricoli e ittici americani e prorogano la sospensione dei dazi sulle importazioni di astici. L’intesa prevede inoltre meccanismi di salvaguardia che consentono alla Commissione europea di sospendere rapidamente le preferenze tariffarie nel caso in cui Washington non rispetti gli impegni assunti o introduca misure discriminatorie. Il regolamento principale resterà in vigore fino alla fine del 2029, quando Bruxelles ne valuterà l’impatto economico complessivo.

La minaccia di Trump arriva su un asse economico che resta il più rilevante al mondo. L’Unione europea e gli Stati Uniti rappresentano infatti la più importante relazione bilaterale commerciale e di investimento globale: insieme concentrano circa il 30% degli scambi mondiali di beni e servizi e il 43% del Pil mondiale. Negli ultimi dieci anni il valore degli scambi transatlantici di beni e servizi è raddoppiato, superando nel 2025 i 1.700 miliardi di euro. A sostenere questa integrazione contribuiscono anche gli investimenti reciproci: nel 2024 le imprese europee e americane detenevano nei rispettivi mercati oltre 4.800 miliardi di euro di investimenti.

Da Bruxelles, intanto, la Commissione ribadisce la volontà di mantenere fede agli accordi. “Un accordo è un accordo”, ha dichiarato un portavoce, sottolineando che l’Unione sta rispettando gli impegni assunti sia sul fronte dell’azzeramento dei dazi sui beni industriali statunitensi sia su quello energetico. Dopo l’intesa del 2025, infatti, gli Stati Uniti sono diventati il principale fornitore di gas naturale liquefatto dell’Ue grazie al forte incremento delle importazioni.

La minaccia del presidente americano rischia ora di riaprire un conflitto commerciale proprio mentre le due sponde dell’Atlantico puntavano ad ampliare la cooperazione e a individuare nuovi settori nei quali ridurre ulteriormente le tariffe.