
(L’immagine di apertura è un frame del video postato dalla Casa Bianca sul suo account X @WhiteHouse)
La scelta del luogo è significativa: il presidente Usa, Donald Trump, ha firmato il memorandum d’intesa con l’Iran durante la cena a Versailles, organizzata dal presidente francese, Emmanuel Macron, al termine del G7. La Casa Bianca ha pubblicato sui social il video della firma, nel quale si vedere il segretario di Stato, Marco Rubio, porgere al repubblicano il documento e la penna. Trump, seduto tra Macron e la moglie Brigitte, dopo aver siglato il testo lo riconsegna tra gli applausi dei presenti. Teheran ha confermato la firma, pubblicando le immagini del presidente iraniano Masoud Pezeshkian che tiene in mano un documento scritto in farsi, con quelle che sembrano essere le firme sue e di Trump in calce.
Ancora non è chiaro se la cerimonia ufficiale di firma, prevista domani in Svizzera si svolgerà. Il primo ministro pakistano, Shehbaz Sharif, ha cancellato su X il post nel quale annunciava la firma dell’accordo, spiegando che Islamabad, insieme al Qatar, avrebbe ospitato la cerimonia venerdì, per aprire di fatto i colloqui tecnici. Sharif ha poi ripubblicato il post senza la parte relativa alla Svizzera. Come riporta Al Jazeera, il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, ha dichiarato che, poiché il documento è stato firmato digitalmente, non ci sarà alcuna cerimonia di firma fisica in Svizzera ma che le squadre negoziali si riuniranno comunque a Ginevra venerdì per i negoziati di follow-up.
“La firma di questo accordo ai massimi livelli dei rispettivi governi – scrive su X Sharif – dimostra l’impegno di entrambe le parti a favore di una risoluzione diplomatica del conflitto. Il Memorandum d’intesa di Islamabad entrerà in vigore con effetto immediato e, come primo passo, la Repubblica Islamica dell’Iran riaprirà immediatamente lo Stretto di Hormuz, mentre gli Stati Uniti d’America revocheranno immediatamente il blocco navale”.
Il memorandum di intesa prevede, tra le altre cose, la cessazione immediatamente delle ostilità su tutti i fronti, Libano compreso, il rispetto reciproco della sovranità e dell’integrità territoriale, la revoca del blocco navale Usa dei porti iraniani e il passaggio sicuro delle navi mercantili attraverso lo Stretto di Hormuz per 30 giorni, oltre all’mpegno della Repubblica islamica a non produrre mai armi nucleari. Al momento, però, le due parti concordano che “l’Iran manterrà lo status quo sul suo programma nucleare e gli Stati Uniti non imporranno nuove sanzioni all’Iran né rafforzeranno la propria presenza militare nella regione”.