Fs torna in utile nel 2025 di 30 milioni, record di ricavi (17,3 miliardi) e investimenti

Approvato il bilancio al 31 dicembre, Margine operativo lordo a 2,4 miliardi (+6%). Donnarumma: "Passaggio significativo nel percorso di crescita, i risultati confermano la solidità del modello industriale"

Il Gruppo Fs chiude in 2025 con il ritorno all’utile per 30 milioni di euro e il record di ricavi e investimenti. Il Cda approva il bilancio al 31 dicembre scorso, che segna “un passaggio significativo nel percorso di crescita”, come dice l’ad e direttore generale, Stefano Donnarumma.

Entrando nel dettaglio, i ricavi operativi aumentano di 4 punti percentuali su base annua, arrivando a 17,3 miliardi di euro. “Un risultato particolarmente rilevante che conferma la solidità del nostro modello industriale anche in una fase di massima accelerazione degli investimenti e di profonda trasformazione del Gruppo”, spiega il manager. I ricavi da servizi di trasporto salgono a 9,2 miliardi di euro (sia in ambito nazionale che internazionale), così come si registrano incrementi anche in quelli dai servizi passeggeri su ferro (+312 milioni), nel trasporto passeggeri su gomma (+169 milioni) e nel trasporto merci su ferro (+2 milioni). È di oltre il 10%, addirittura, il miglioramento dei ricavi da servizi di infrastruttura, che arrivano a 5,1 miliardi. In calo di 231 milioni, invece, gli altri ricavi operativi, che in totale arrivano a 3 miliardi, una variazione “dovuta prevalentemente alla presenza nel 2024 dei ricavi derivanti dall’operazione di vendita dello scalo Milano Farini e San Cristoforo e all’effetto della variazione area di consolidamento, cui si contrappone l’iscrizione, nell’esercizio corrente, di maggiori contributi a favore del Gestore della rete ferroviaria”, spiega la società.

Da record, però, gli investimenti, che toccano quota 18,3 miliardi di euro, il 4% in più rispetto all’anno precedente. “Il livello più alto mai raggiunto”, sottolinea ancora Donnarumma. Inoltre, circa 16 miliardi di euro risultato consuntivati per il Pnrr, raggiungendo tutte le milestone europee previste. Fs mette in luce pure un altro dato, quello relativo alla quota di anticipi ai fornitori in ambito infrastrutturale, che scende di oltre il 90% arrivando a 83 milioni di euro in valori assoluti: “A dimostrazione dell’avanzato stato realizzativo su molte delle grandi opere”. Il 98% degli investimenti è sviluppato in Italia, con quasi 12 miliardi di euro per infrastrutture ferroviarie, circa 4 miliardi per quelle stradali e il resto principalmente al trasporto passeggeri. “Questo andamento si inserisce in una traiettoria di sviluppo coerente con il Piano Strategico 2025–2029, che prevede oltre 100 miliardi di euro di investimenti per sostenere la modernizzazione delle infrastrutture, migliorare la qualità del servizio, rafforzare la sostenibilità e consolidare la presenza internazionale”, prosegue l’amministratore delegato.

Nel 2025, poi, i costi operativi sono stati di 14,9 miliardi (+4%) e la solidità finanziaria resta elevata con un patrimonio netto di 41,8 miliardi. In questo scenario il Margine operativo lordo arriva a circa 2,4 miliardi di euro (+6%) e migliora di 700 milioni rispetto al 2024 anche la posizione finanziaria netta, che al 31 dicembre scorso è risultata di 12,8 miliardi. Bene anche l’occupazione con 8.515 assunzioni effettuate.

Territorio positivo, infine, per i criteri di sostenibilità ambientale, perché nel 2025 il Gruppo Fs riduce di un ulteriore 15 percento le emissioni dirette e indirette legate all’energia acquistata (circa 1,87 milioni di tonnellate di Co2 equivalente) rispetto all’anno precedente, che diventa addirittura -27% in confronto al 2019. Una strategia integrata con la gestione responsabile dell’acqua, che ha portato lo scorso anno a effettuare 16 milioni di metri cubi prelievi idrici, in diminuzione del 6% in un anno e del 21% rispetto al 2019. Bene anche l’impegno per lo sviluppo dell’economia circolare, una quota di rifiuti differenziati-recuperati del 94,7%, cioè 1,3 punti percentuali in più in soli 12 mesi.