
Il verde è il colore delle relazioni tra Unione europea e Cina e le due parti mirano a guidare gli sforzi globali su clima e ambiente in nome di una transizione giusta. Al vertice a Pechino, i leader asiatici ed europei hanno rilasciato – in occasione del 50esimo anniversario dell’instaurazione delle loro relazioni e del decimo anniversario dell’adozione dell’Accordo di Parigi – una dichiarazione congiunta sulla via da seguire. Bruxelles e Pechino riconoscono che “nell’attuale situazione internazionale fluida e turbolenta, è fondamentale che tutti i Paesi, in particolare le principali economie, mantengano la continuità e la stabilità delle politiche e intensifichino gli sforzi per affrontare il cambiamento climatico”.
In questo contesto, “riconoscono che il rafforzamento della cooperazione Cina-Ue in materia di cambiamento climatico influisce sul benessere dei popoli di entrambe le parti ed è di grande e speciale importanza per il sostegno del multilateralismo e il progresso della governance climatica globale” e sottolineano che la Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (Unfccc) e l’Accordo di Parigi sono “la pietra angolare della cooperazione internazionale in materia di clima”. Cina e Ue evidenziano che “tutte le parti dovrebbero aderire al principio di responsabilità comuni ma differenziate e rispettive capacità” e attuare l’Unfccc e l’Accordo di Parigi “in modo completo, in buona fede ed efficace”. E mentre gli Stati Uniti d’America abbandonano il tema e l’impegno, Ue e Cina sottolineano che quella verde “è una parte importante” del loro partenariato, tanto che “il verde è il colore caratterizzante della cooperazione Cina-Ue” e “le due parti dispongono di solide basi e di un ampio spazio di cooperazione nel campo della transizione verde”. Dunque, non solo non gettano la spugna, ma Pechino e Bruxelles rilanciano e vogliono “dimostrare insieme la propria leadership per guidare una transizione globale giusta nel contesto dello sviluppo sostenibile e dell’eradicazione della povertà”.
In quest’ottica, nella dichiarazione congiunta spiegano di impegnarsi a “sostenere il ruolo centrale dell’Unfccc e dell’Accordo di Parigi e attuarne pienamente e fedelmente gli obiettivi e i principi”; a “rafforzare le azioni orientate ai risultati e trasformare i rispettivi obiettivi climatici in risultati tangibili attraverso politiche sistematiche e azioni e misure concrete” e a “collaborare con tutte le parti per sostenere il Brasile nell’organizzazione di una 30esima Conferenza delle Parti dell’Unfccc (Cop30) di successo e promuovere risultati ambiziosi, equi, equilibrati e inclusivi della conferenza”.
Pechino e Bruxelles si adopereranno per “accelerare la diffusione globale delle energie rinnovabili e facilitare l’accesso a tecnologie e prodotti verdi di qualità, in modo che siano disponibili, accessibili e vantaggiosi per tutti i Paesi, compresi i paesi in via di sviluppo” e per “rafforzare gli sforzi di adattamento e il supporto, al fine di accelerare un’azione rapida su larga scala e a tutti i livelli, da quello locale a quello globale”. Inoltre, le due parti mirano a “presentare prima della Cop30 i rispettivi Ndc (Contributi Nazionali per il 2035) che coprano tutti i settori economici e tutti i gas serra e siano in linea con l’obiettivo di temperatura a lungo termine dell’Accordo di Parigi” e a “rafforzare la cooperazione bilaterale in settori quali la transizione energetica, l’adattamento, la gestione e il controllo delle emissioni di metano, i mercati del carbonio e le tecnologie verdi e a basse emissioni di carbonio, per guidare insieme i rispettivi processi di transizione verde e a basse emissioni di carbonio”.
Insomma, per quanto la relazione commerciale dell’Unione con il colosso asiatico sia complessa e, come ha commentato il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, “non sostenibile” perché “sempre più unilaterale”, quella in materia ambientale e climatica mira a diventare punto di riferimento globale. La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha definito “eccellente” la cooperazione dell’Ue con la Cina sul clima. “Abbiamo un intenso dialogo su come utilizzare al meglio i nostri sistemi di scambio di quote di emissione, ad esempio. Abbiamo un interesse comune nel promuovere l’economia circolare, per trasformare i rifiuti in un tesoro. E vorremmo anche collaborare con voi per il successo della Cop30 in Brasile. Unire le forze in questa sede manderà un messaggio forte al mondo”, ha affermato nella riunione con il premier cinese, Li Qiang.