
Dopo mesi di tensioni, il disgelo tra Giorgia Meloni e Donald Trump arriva al G7 di Evian, in Francia.
La premier ha un primo incontro di chiarimento con il presidente degli Stati Uniti già ieri sera, in occasione della cena dei leader. Niente “battute né scherzi”, riferiscono fonti diplomatiche italiane, ma un “utile scambio” per ribadire “quel principio di unità dell’Occidente che è assolutamente necessario in questo momento di grandi crisi internazionali”, principio chiarito “da entrambe le parti”.
Nei momenti di pausa, ci sono nuove occasioni di scambio: le immagini del vertice mostrano i due leader parlarsi con serenità poco prima del pranzo dedicato al Medio Oriente, in uno scambio in cui sono presenti anche il cancelliere tedesco Friedrich Merz e il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa. “Siete di nuovo amici”, esclama Costa. “Lo siamo sempre stati”, la risposta pronta di Meloni, mentre Trump lamenta, tra i sorrisi, di essere stato “abbandonato”.
Sul tavolo del vertice c’è anche la missione di pace nello Stretto di Hormuz presentata dal presidente francese Emmanuel Macron, per garantire la sicurezza della navigazione. Ieri Meloni ha confermato la disponibilità dell’Italia a partecipare con le navi cacciamine, ma solo con il mandato internazionale e dopo il via libera del Parlamento.
Sul dossier Ucraina, la posizione di Roma è quella di proporre un inviato unico dell’Ue, una “figura autorevole, investita della fiducia e del mandato di tutti gli Stati membri per portare il punto di vista dell’Europa”, aveva spiegato riferendo alle Camere in vista del consiglio europeo del 18 e 19 giugno. Su questo punto, la prima ministra aveva invocato il coordinamento tra Europa e Stati Uniti, senza concedere a Washington una “delega”, perché “in qualsiasi scenario di pace serio tra Ucraina e Russia, diverse condizioni dipendono dall’Europa, riguardano l’Europa, impattano sull’Europa ed è l’Europa a doverle negoziare”, aveva spiegato.
A margine dei lavori del G7, Meloni tiene bilaterali con il primo ministro canadese Carney e il presidente degli Emirati Arabi Uniti, Sheikh Mohamed bin Zayed Al-Nahyan. Con Ottawa il focus è l’accesso privilegiato all’Italia delle scorte di materie critiche canadesi: “Il lavoro che avete svolto è stato estremamente strategico, per questo ringrazio davvero della sua leadership”, dice la premier all’omologo canadese. I due leader continueranno a lavorare per l’adozione di un accordo quadro su difesa, infrastrutture, energia e spazio. Di Iran e Golfo la prima ministra parla con Al-Nahyan, con cui concorda sulla necessità di sostenere gli sforzi internazionali per assicurare la libertà di navigazione di Hormuz e ribadisce il pieno sostegno dell’Italia alla sicurezza della regione del Golfo. All’orizzonte, tra Italia ed Emirati, c’è un lavoro comune sulla difesa e nel quadro della collaborazione già avviata con il Piano Mattei per l’Africa.