1 Maggio, Mattarella: “E’ tempo di visione, non di misure di corto respiro”

Il Primo Maggio celebra la Festa del Lavoro, che è “fondamento essenziale della nostra convivenza, del nostro progredire,per la nostra vita democratica”. Sono queste le parole usate dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che ha scelto lo stabilimento Piaggio di Pontedera per onorare la ricorrenza.

Il capo dello Stato ricorda l’inventiva della nostra classe imprenditoriale usando gli esempi della Vespa e della Lambretta: eccellenze del genio italiano ancora oggi simbolo mondiale di creatività, eleganza, meccanica e del lavoro, ovviamente. Lo stesso lavoro che “plasma il nostro essere e il nostro futuro, contribuisce a far mettere radici, a renderci artefici, protagonisti, responsabili della società che lasciamo a figli e nipoti”. Ma che oggi vive una fase difficile, anzi di trasformazione (dettata anche dall’accelerazione tecnologica) che “in questo cambiamento d’epoca rischia di condurre anche a forme di una sua svalutazione, da prevenire e scongiurare”, avverte Mattarella.

C’è un punto, però, su cui batte con enfasi anche nell’inflessione il presidente. Quello delle morti sul lavoro: “Un tributo inaccettabile”, le definisce. Ragion per cui ricorda che l’impegno al loro contrasto “resta un impegno, un dovere che non consente rinunce o distinguo”.

Mattarella mette in luce come guerre, conflitti e tensioni geopolitiche rendano fragile l’economia internazionale, perciò rivolge il pensiero verso Bruxelles: “E’ tempo di visione, non di misure di corto respiro, di procedere, con coraggio, sulla strada dell’integrazione europea”. Chiede di “eliminare al più presto le barriere che ancora impediscono una compiuta unione dei nostri mercati interni” visto che “per produttività e capacità di innovazione registriamo in Europa un deficit competitivo”. Plaude al regolamento per il Made in Ue, ma “bisogna orientare gli investimenti nei settori più strategici e con il maggiore potenziale di crescita”.

La crescita economica e il lavoro sono due facce della stessa medaglia, del resto. “L’industria è pilastro per l’Italia”, sottolinea il capo dello Stato, che allo stesso tempo dice: “Per essere attori e non piatti curatori di un’eredità passata, sappiamo che non serve attardarsi a misurare sterilmente la realtà sulle immagini rimandate dallo specchietto retrovisore ma occorre guardare avanti”.

Agire sui vulnus che ancora bloccano la crescita, almeno in Italia. Lo scarso ascolto dei giovani, visto che è “ancora troppo alta l’età di ingresso nel mercato del lavoro”. Poi la parità di genere, su cui “resta consistente il gap da colmare rispetto alla media europea”.

Ovviamente c’è la sfida dell’Intelligenza artificiale nel discorso di Mattarella, cui assistono la ministra del Lavoro, Maria Elvira Calderone, i vertici toscani di Confindustria, le istituzioni di Regione, Comune e Provincia di Pontedera. “E’ la nuova frontiera con cui dobbiamo misurarci, nella riaffermazione dei valori che ispirano la nostra comunità”, dice citando anche Carlo Cattaneo per ricordare a tutti che in ogni innovazione al centro resta la persona.

Il presidente della Repubblica dedica un altro pensiero ai sindacati, alla loro capacità di fare squadra uniti – forse nella speranza che accada più spesso -, perché “il dialogo sociale non deve mai interrompersi”.

L’ultimo messaggio che Mattarella consegna da Pontedera è rivolto ai giovani, a quelli che a Roma affollano Piazza San Giovanni per il concertone di Cgil, Cisl e Uil, ma anche a chi “il lavoro lo sta cercando, a chi lo difende, a chi cerca di superare le barriere del lavoro povero e precario”. Tre parole che racchiudono tutto: “Buon Primo Maggio”.

Via libera al Decreto Lavoro prima dell’1 maggio. Meloni: “Stanziato quasi 1 miliardo”

Salario giusto per donne, giovani e per lo sviluppo occupazionale della Zes unica, in modo da ridurre i divari territoriali del Paese. Come da tradizione, ormai, alla vigilia dell’1 maggio, il governo vara in consiglio dei ministri un provvedimento dedicato al lavoro. E, entro la fine della settimana, varerà anche il Piano Casa, misura dedicata anche al mondo dell’occupazione.

Provvedimenti che sono un “tassello” di una strategia più ampia che ha come obiettivo quello di sostenere la creazione di “occupazione stabile e di qualità”, spiega in conferenza stampa Giorgia Meloni. Misure che sono un modo “per ringraziare gli italiani che ogni giorno contribuiscono con il loro lavoro a fare grande la nostra nazione”, scandisce.

Il decreto legge stanzia quasi un miliardo di euro (934 milioni) per il rinnovo di alcuni “importanti ed efficaci” incentivi occupazionali, riferisce la premier, con una novità importante: “A quegli incentivi si potrà accedere solo ed esclusivamente se si riconosce e si applica ai propri lavoratori quello che noi definiamo il salario giusto”. Ovvero, il trattamento economico complessivo che viene percepito dal lavoratore. Non composto solo dal salario orario, ma da tutti gli elementi economici che concorrono a formare il contratto in favore del lavoratore. Perché, precisa la presidente del Consiglio, “in caso dell’introduzione di un salario minimo orario rischieremmo di costruire non un ulteriore parametro di garanzia ma per paradosso un parametro sostitutivo di un ammontare complessivo che oggi i contratti rappresentano e costruiscono rischiando di rivedere a ribasso i diritti dei lavoratori”. Questo significa dunque che chi sottoscrive dei contratti e sottopaga i lavoratori, non avrà diritto agli incentivi: “Con questo decreto noi diciamo da una parte sì al salario giusto, dall’altra anche sì a una contrattazione”, rivendica Meloni.

 

Il nuovo Decreto è il risultato di un “confronto ampio e di una profonda riflessione politica, supportato da un’importante dotazione di risorse finanziarie”, assicura la ministra del Lavoro Marina Elvira Calderone. L’obiettivo è quello di non “leggere il libro dalla fine”, ovvero non limitarsi a guardare solo il dato finale, ma valutare ogni singolo aspetto di un contratto e pesare ogni intervento. La scelta politica è chiara: legare gli incentivi previsti dal decreto ai contratti collettivi nazionali (CCNL) sottoscritti dalle organizzazioni datoriali e sindacali comparativamente più rappresentative. “Non ci si ferma però alla sigla: per definire il concetto di ‘salario giusto’, il governo fa riferimento al trattamento economico complessivo garantito dal contratto”. E in effetti, conferma Meloni, le interlocuzioni con le parti sociali sono “costanti” anche se “non ufficiali”.

Interventi significativi, sottolinea la ministra per la Famiglia Eugenia Roccella, sono quelli dedicati alle donne: “Abbiamo introdotto uno sgravio contributivo per le aziende che mettono in campo strumenti per la conciliazione tra lavoro e vita familiare e abbiamo proprio a questo scopo reso operativa una certificazione per le aziende e le organizzazioni”. I congedi parentali coperti all’80%, ad esempio, sono stati portati a tre mesi: “E’ una misura molto concreta, molto economica, perché per un lavoratore che guadagna 35.000 euro l’anno, vale un beneficio di circa 4.000 euro”, spiega Meloni.

 

Per tutto il 2026 sono stati introdotti esoneri contributivi fino al 100% per le assunzioni a tempo indeterminato: fino a 650 euro al mese, che salgono a 800 euro per le donne residenti nelle regioni della Zes unica per il Mezzogiorno, con durata massima di 24 mesi. E’ previsto un limite di spesa di 26,5 milioni di euro per l’anno 2026, di 63,7 milioni di euro per l’anno 2027 e di 51,3 milioni di euro per il 2028. Per gli under 35, con il bonus giovani e il bonus Zes c’è un esonero totale dal versamento dei contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro privati, con esclusione di quelli dovuti all’Inail, fino a 500 euro al mese per lavoratore e fino a 650 euro se nell’ambito della Zes. Per questo, sono stanziati 109,7 milioni di euro per il 2026, 252,4 milioni per il 2027 e 135,4 milioni per il 2028, più altri 26 milioni di euro per il 2026, pari a 60 milioni di euro per il 2027 e 34 milioni per il 2028 per la Zes. Per la stabilizzazione dei rapporti a termine, ci sono incentivi per trasformare contratti brevi in rapporti a tempo indeterminato, in particolare per i giovani alla prima occupazione stabile, anche in questo caso è riconosciuto un sgravio contributivo fino a 500 euro al mese.

 

Dal suo insediamento, ribadisce la premier, si è raggiunto il record di numero di occupati in Italia, “il tasso di occupazione femminile non è mai stato così alto, la disoccupazione sia giovanile che generale è ai minimi da sempre”. La prima ministra chiarisce che ad aumentare è stato soprattutto il lavoro stabile, è diminuita la precarietà, è cresciuta la percentuale del Lavoro full time, è diminuita quella del part time e i numeri ISTAT certificano che “rispetto all’inizio della legislatura noi abbiamo quasi 1,2 milioni di occupati in più e oltre 550 mila precari in meno”. A tre giorni dall’1 maggio, scandisce Meloni, “oggi più di ieri l’Italia è una repubblica fondata sul lavoro”.

Ponte del 25 aprile traballante: migliora il meteo al Centro-Sud, piogge al Nord

Un 24 aprile simile ad un 24 dicembre: sembra la Vigilia di Natale con le montagne innevate da Nord a Sud, localmente anche le colline, con temperature tipiche invernali e con cieli grigi su gran parte del Paese. Lorenzo Tedici, meteorologo del sito www.iLMeteo.it, conferma la presenza di un nocciolo freddo svedese su gran parte dell’Italia con maltempo di stampo invernale e neve a bassa quota per il periodo sulle Dolomiti e sugli Appennini. Solo al Nord-Ovest si respira aria serena con ampie schiarite, minime frizzanti, ma temperature massime in ripresa oltre i 15°C.

Nel dettaglio, le prossime ore vedranno lo scivolamento del nocciolo freddo svedese verso il Sud dove le temperature caleranno di almeno 10 gradi: le precipitazioni bagneranno in modo diffuso le regioni centrali, il Nord-Est (in particolare l’Emilia Romagna) ed il Sud tirrenico. Altrove troveremo anche dei momenti asciutti, seppur in un contesto piuttosto variabile. La festa della Liberazione ci libererà anche dal freddo su tutta l’Italia: le minime saranno ancora frizzanti, localmente vicine ai 3-5°C in pianura, ma le massime saliranno anche di 8-9°C rispetto alla ‘pseudo’ vigilia di Natale. Dal punto di vista degli ombrelli, dovremo aprirli soprattutto nel pomeriggio sulle regioni centrali tirreniche, localmente anche in Campania e sulle zone alpine e prealpine.

Da venerdì l’Italia entrerà su un Ponte (del 25 aprile) traballante: al Nord-Ovest inizierà una fase perturbata a causa di una perturbazione ‘normanna’, centrata sulla Normandia, mentre al Sud tornerà la Primavera. Al Centro venerdì sarà simile al giovedì. Le temperature inizieranno comunque a risalire verso i valori normali del periodo su tutto il Paese. Il weekend vedrà dunque il Ponte del 25 traballare al Nord-Ovest con frequenti piogge e il ritorno della neve sulle Alpi occidentali oltre i 1500-1600 metri. Tornerà il maltempo. Altrove le condizioni meteo saranno invece migliori con speranze convinte di un cielo azzurro e di un termometro mite su buona parte del Centro-Sud.

In sintesi, il freddo finirà il 25 aprile, con la Liberazione dalla massa d’aria polare che ha fatto toccare valori record per il periodo: anomalie climatiche di 12°C in meno nella terza decade di Aprile non si registravano da almeno 30 anni su alcune zone del Piemonte e della Lombardia. Dal 25 aprile tutto cambierà, resterà solo la minaccia della pioggia intensa sulle regioni nord occidentali durante il weekend, ma in un contesto decisamente più mite trascinato dai venti di Scirocco.

Infine, per il Primo Maggio, parliamo di un’altra situazione traballante: fino al 30 aprile potrebbe tornare il sole ovunque, per la Festa dei Lavoratori è previsto al momento un peggioramento diffuso ma, data la distanza temporale, non vogliamo rovinare la Festa a chi lavora tutto l’anno e attendiamo qualche giorno prima di emettere una previsione affidabile ed eventualmente perturbata.