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Nell’ultimo weekend di settembre veloci temporali e aria fredda

Quello che è appena cominciato è un inizio d’autunno diverso dal solito: negli ultimi anni, alla fine di settembre, splendeva il sole ovunque e le temperature erano pienamente estive da Nord a Sud. Quest’anno qualcosa è cambiato.

Antonio Sanò, fondatore del sito www.iLMeteo.it, conferma che, dopo due anni di incontrastato dominio anche nel mese di settembre, l’Anticiclone Africano è un po’ più timido. E’ vero, l’alta pressione ed i venti meridionali stanno portando temperature oltre i 32-33°C al Sud (oggi previsti 35°C in Sicilia), ma al Centro-Nord sono state osservate frequenti perturbazioni atlantiche dal 12 settembre in poi. Tanta pioggia e numerose giornate con massime sui 20°C in Pianura Padana.

Questa anomalia fresca e piovosa al Centro-Nord Italia è comunque l’eccezione che conferma la regola: il riscaldamento globale non accenna a rallentare, anzi, nell’ultima settimana abbiamo avuto, a livello del Pianeta, un’anomalia termica di + 0.7°C rispetto a una climatologia molto recente (1991-2020), + 1,1°C rispetto al clima 1979-2000. “Un grado in più è tantissimo – dice l’esperto – un grado in più significa lunghi periodi di siccità, ondate di calore senza fine e soprattutto temporali sempre più intensi”.

In Italia ci sono, quindi, tante situazioni diverse tutte insieme: la siccità insiste ancora da mesi sulla Sicilia (nonostante qualche pioggia anche mercoledì), il caldo africano colpisce il Sud con massime fino a 35°C alla fine di settembre, i temporali violenti interessano il Centro-Nord a più riprese. E nelle prossime ore il maltempo sarà ancora protagonista su Lombardia orientale, Liguria di Levante e Triveneto; alcuni fenomeni raggiungeranno anche la Toscana. Le massime saranno sotto i 25°C al Nord, fino a 35°C in Sicilia.

Il weekend vedrà un nuovo cambiamento: nella giornata di sabato dei temporali si sposteranno dal Nord-Est (purtroppo anche sulla Romagna, colpita dalla recente alluvione), verso Toscana (purtroppo anche sulla Val di Cecina, colpita da un’altra alluvione lampo), Lazio e medio Adriatico; qualche piovasco è atteso sabato anche sul Basso Tirreno, con temperature ancora elevatissime all’estremo Sud. Tra Sicilia e Puglia toccheremo i 33-35°C.

Domenica invece il meteo cambierà, avremo la rotazione dei venti da nord e farà più freddo, o meglio, meno caldo: le temperature massime scenderanno anche al Sud sotto i 30°C mentre al Centro-Nord sarà pieno autunno, accompagnato però da tanto sole, salvo sulle regioni del Medio Adriatico che saranno grigie ed instabili con rovesci.

In sintesi, una fine di settembre originale, diversa dagli ultimi anni quando anche a Milano si registravano lunghi periodi con 28°C, a Firenze con 32°C e a Roma con 31°C.

Maltempo in Emilia Romagna, la mappa dei lavori dopo l’alluvione 2023

Circa 413 milioni di euro di lavori in corso e 405 di lavori in progettazione, mentre sono stati conclusi lavori per 133 milioni di euro. È lo stato di avanzamento degli interventi di difesa idraulica, del suolo e di bonifica stabiliti dopo l’alluvione del maggio 2023 in Emilia-Romagna nelle zone colpite di nuovo il 18 e il 19 settembre 2024. Sono i dati che emergono dall’analisi di GEA sui dati estratti dalla mappa pubblicata sul sito della Regione Emilia-Romagna con ultimo aggiornamento ad aprile 2024 (un anno dopo l’alluvione del 2023). Subito dopo l’alluvione del 2024, lo scontro tra Nello Musumeci e gli amministratori ha rimesso al centro la questione dei fondi destinati alla messa in sicurezza del territorio.

Sono stati 957 interventi in totale (290 conclusi, 272 in corso e 395 in progettazione) e sono stati realizzati dall’Agenzia regionale per la Sicurezza territoriale e la Protezione civile, dall’Agenzia interregionale per il Fiume Po e dai Consorzi di Bonifica e finanziati con ordinanze del Commissario straordinario.

Nella mappa di GEA il colore delle province indica il volume degli investimenti, mentre per i punti che indicano singoli interventi è segnalato – con colori e dimensione – il valore e lo stato di attuazione. Lo stato dei lavori si intende in corso se all’interno del Comune ci sono lavori ancora in corso. E’, invece, in progettazione se ci sono lavori in questo stato. Nel resto dei casi i lavori sono conclusi.

Il lettore può cercare quanti fondi sono stati stanziati o spesi per l’area di interesse. Le province più interessate sono state Ravenna (con 333 milioni di euro di fondi assegnati) e Forlì-Cesena (più di 265 milioni di euro assegnati). Lugo (Ravenna), Mercato Saraceno (Forlì-Cesena) e Brisighella (Ravenna) sono stati i tre comuni che hanno visto destinati più fondi: il primo e il terzo, posizionati sul corso del Lamone, hanno ricevuto 140 milioni di euro, il secondo, colpito dall’esondazione del Savio, più di 65 milioni.

Maltempo, via libera da Consiglio Ue ad aiuti all’Italia per 446 milioni

L’Unione europea si mobilita a sostegno delle popolazioni colpite dagli eventi alluvionali del 2023 e dei mesi passati. Nell’ordine, oggi sono arrivati, prima, l’ok dei Paesi membri dell’Unione europea – riuniti nel Consiglio Agricoltura e Pesca – allo stanziamento di oltre un miliardo di euro dal Fondo di solidarietà dell’Unione europea per fornire assistenza a Italia, Slovenia, Austria, Grecia e Francia, colpite da sei calamità naturali l’anno scorso, e, poi, la proposta della Commissione europea di aiuti per 119,7 milioni di euro dalla riserva agricola per sostenere direttamente gli agricoltori di Bulgaria, Germania, Estonia, Italia e Romania che hanno subito eventi climatici avversi eccezionali in primavera e all’inizio dell’estate.
Per quanto riguarda il sostegno alle calamità dell’anno scorso, il Consiglio ha precisato che “il Fondo di solidarietà dell’Unione europea sarà mobilitato per un importo totale di 1.028,54 milioni di euro in stanziamenti di impegno e di pagamento, incluso l’importo di 231,78 milioni di euro come anticipi”.

Nello specifico, l’Italia avrà la quota maggiore delle risorse, con 446,64 milioni di euro totali – 378,83 milioni di euro per le inondazioni causate da piogge estremamente intense nella regione Emilia-Romagna a maggio 2023, incluso l’importo di 94,71 milioni di euro come anticipo, e 67,81 milioni di euro per le alluvioni registrate nella regione Toscana a ottobre e novembre 2023. A seguire, la Slovenia, con 428,41 milioni di euro per le inondazioni subite ad agosto 2023, incluso l’importo di 100 milioni di euro come anticipo. La Grecia otterrà 101,53 milioni di euro per le inondazioni causate dalla tempesta mediterranea ‘Daniel’ in più posti nel centro del Paese, in particolare nella regione della Tessaglia, a settembre 2023, incluso l’importo di 25,38 milioni di euro come anticipo. Alla Francia andranno 46,76 milioni di euro per riparare i danni subiti dalle inondazioni causate dalle forti piogge nell’ex regione Nord-Pas-de-Calais a novembre 2023, incluso l’importo di 11,69 milioni di euro come anticipo. L’Austria è destinataria di 5,20 milioni di euro per far fronte ai danni registrati dopo le forti piogge nel sud ad agosto 2023. La proposta, che nel pomeriggio è stata approvata anche dalla commissione per i bilanci del Parlamento europeo, ora dovrà incassare il sì della plenaria dell’Aula tra il 7 e il 10 ottobre a Strasburgo. Una volta approvata dal Parlamento, il testo ripasserà dal Consiglio per l’ultimo ok prima di entrare in vigore e permettere l’erogazione degli aiuti finanziari ai Paesi.

Per quanto riguarda gli aiuti al settore agricolo, l’esecutivo Ue ha proposto di stanziare di stanziare 10,9 milioni di euro alla Bulgaria, 46,5 milioni di euro alla Germania, 3,3 milioni di euro all’Estonia, 37,4 milioni di euro all’Italia e 21,6 milioni di euro alla Romania per contribuire “a compensare gli agricoltori di questi Paesi che hanno perso parte della loro produzione e, di conseguenza, parte del loro reddito. Gli importi presentati oggi sono un segno della solidarietà dell’Ue con gli agricoltori colpiti, che può essere integrata fino al 200% con fondi nazionali”. La proposta della Commissione ora sarà discussa con tutti gli Stati membri, prima che decidano sulla sua approvazione durante la riunione del Comitato per l’organizzazione comune dei mercati agricoli del 7 ottobre. Una volta adottati, le autorità nazionali dovranno distribuire questo aiuto entro il 30 aprile 2025 e garantire che gli agricoltori siano i beneficiari finali. Gli Stati membri interessati dovranno inoltre notificare alla Commissione entro il 31 dicembre 2024 i dettagli dell’attuazione delle misure, in particolare i criteri utilizzati per determinare la concessione di aiuti individuali, l’impatto previsto della misura, le previsioni di pagamenti suddivisi per mese fino alla fine di aprile e il livello di sostegno aggiuntivo da fornire.

La notifica dovrebbe anche includere le azioni intraprese per evitare distorsioni della concorrenza e sovracompensazioni. Va ricordato che tale forma di sostegno è possibile perché la politica agricola comune (Pac) 2023-2027 include una riserva agricola di almeno 450 milioni di euro all’anno per far fronte a perturbazioni del mercato o eventi eccezionali che incidono sulla produzione o sulla distribuzione. Per attivarla, gli Stati membri devono inviare alla Commissione una relazione che giustifichi le loro richieste di risarcimento e dimostri la loro valutazione dei danni subiti dall’evento meteorologico eccezionale o dalle misure sanitarie. Per quanto riguarda l’Italia, la Commissione ha evidenziato che, nella prima metà del 2024, sono state registrate “temperature insolitamente calde e condizioni di siccità di portata senza precedenti nella parte meridionale dell’Italia continentale e nelle isole” e “ciò ha influito sulla produzione di frutta e verdura, vino e seminativi”.

Maltempo, Cdm per stato emergenza E-R e Marche: 20 mln per prime necessità

Lo stato d’emergenza sarà deliberato in Consiglio dei ministri sabato e non sarà solo per l’Emilia Romagna, ma anche per le Marche, piegate dai nubifragi del 18, 19 e 20 settembre. In programma, almeno per l’Emilia Romagna, ci saranno 20 milioni di euro da stanziare subito per far fronte alle prime necessità e per il ripristino dei servizi essenziali. Poi arriveranno nuovi fondi, dopo le ricognizioni successive all’emergenza. Così Giorgia Meloni mette un punto alle polemiche che negli ultimi due giorni hanno avuto più spazio dei danni subiti dalla popolazione.

La premier presiede una riunione in videocollegamento con la Regione Emilia Romagna. Con lei, il ministro per la protezione civile, Nello Musumeci, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, la governatrice facente funzioni Irene Priolo, il capo dipartimento della Protezione civile Fabio Ciciliano e il commissario straordinario di Governo alla ricostruzione post alluvione del 2023, Francesco Paolo Figliuolo.

Meloni ribadisce la solidarietà del governo ai cittadini e si informa sulla situazione degli sfollati e sull’andamento dei soccorsi. I due dispersi della frazione di Bagnacavallo, sembra non ci siano. “La popolazione è stata allertata e ha risposto al completo“, riferisce il sindaco del Comune, Matteo Giacomoni. Gli sfollati al momento sono circa 2.500, la gran parte in via precauzionale, nei territori colpiti, dove tecnici e imprese stanno già lavorando per ripristinare gli argini. Infatti, non si registrano più fuoriuscite d’acqua su Senio e Lamone, mentre le previsioni meteo virano verso un deciso miglioramento, con i prossimi tre giorni di tempo sereno.

Intanto, Musumeci si sgancia dalle accuse di aver soffiato sul fuoco delle polemiche (“non credo di averle alimentate”, dice), ma continua a precisare che la ricostruzione e la prevenzione sono due momenti diversi e spettano a enti diversi. Il generale Figliuolo ha competenze sulla ricostruzione post alluvione del 2023, ricorda, assicurando che “verrà completata“. Quanto ai grandi lavori che servono perché gli allagamenti non si ripetano, come le casse di contenimento, quelli spetterebbero alla Regione, che ha ricevuto, secondo il ministro mezzo miliardo in circa dieci anni. Inoltre, la pianificazione richiede una “intensa collaborazione tra Regione e Stato“: “Molto spesso la prevenzione infrastrutturale non si può fare per mancanza di risorse, nel caso dell’Emilia Romagna il tema non si pone. Chiediamo alla Regione di sederci non per indagare, ma per capire perché si continua a essere in emergenza – scandisce – e se un fiume esonda per 3-4 volte, vuol dire che l’intervento non basta“.

Di cantieri, dopo l’alluvione del 2023, ne abbiamo realizzati, programmati e avviati a centinaia – risponde Priolo -. Ci hanno permesso di contenere i danni“. Ora, però, chiede opere straordinarie, quelle indicate nei Piani speciali, per “uscire dalla logica dell’emergenza ed entrare in quella della prevenzione, una priorità per tutto il Paese“. E queste, insiste, “spetta al Governo finanziarle”.

Scintille governo-E-R. Musumeci: Come hanno speso mezzo miliardo? Priolo: Ministro specula

La polemica politica s’infila nelle crepe della disperazione e della paura. Si fa spazio, fino a prenderselo tutto, anche quello della cronaca nera. Succede così che con i campi, le case, le aziende dell’Emilia Romagna allagate ancora una volta, anche con due dispersi, aleggia lo spettro della campagna elettorale.

Non mi faccio trascinare dalle polemiche“, chiarisce il ministro della protezione civile, Nello Musumeci. Ma la butta lì: “Qualcuno vorrebbe alimentarle, magari sotto la spinta emotiva delle Regionali“. Organizza a Palazzo Chigi una conferenza stampa con il viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Galeazzo Bignami, per assicurare la collaborazione del governo, dirsi pronto a portare in consiglio dei ministri la richiesta di stato d’emergenza (quando e se verrà presentata dalla Regione) e puntualizzare che la prevenzione è di competenza regionale. L’Emilia Romagna, in 10 anni, ha ricevuto dai governi che si sono avvicendati oltre mezzo miliardo di euro: “Quello che accade è frutto di ciò che abbiamo o non abbiamo fatto e se non attrezzi il territorio, poi l’alluvione arriva. Con oltre mezzo miliardo, penso abbiano messo in sicurezza una parte del territorio, ci si dica quale, per poter programmare i nuovi interventi“, aggiunge.

Musumeci ricorda che secondo i dati dell’Ispra l’Emilia Romagna è tra le regioni che maggiormente hanno consumato suolo negli ultimi decenni e che cementificare significa “facilitare l’effetto ruscellamento quando piove abbondantemente, perché l’acqua non viene assorbita“. Il ministro non intende incolpare il commissario Francesco Paolo Figliuolo, che va avanti “con grande senso di responsabilità“. Non tutto il denaro a sua disposizione è stato speso e questo non perché non ci sia stata programmazione, ma perché “dall’altra parte non sono state definite le richieste di chi e come si deve intervenire, i piani speciali li redige il commissario, ma li realizza l’ente Regione“, insiste.

Parole agghiaccianti per la presidente ad interim, Irene Priolo, che chiede a Figliuolo di dissociarsi dalle dichiarazioni di Musumeci. Trova insolito che si faccia una conferenza stampa per evidenziare i problemi di una gestione quando l’emergenza è in corso e per individuare in modo “poco istituzionale” le responsabilità attribuendole a enti locali e Regioni, dimenticandosi che “noi stessi stiamo continuando a gestire cantieri e interventi e che il Governo ha fatto la scelta gestire per il tramite del commissario Figliuolo l’emergenza del 2023″, denuncia. Mentre si tenta di salvare vite umane, quella conferenza stampa “l’ho ritenuta speculazione politica“, tuona, dicendosi “molto stupita“.

Di “sciacallaggio politico” parla la segretaria del Pd Elly Schlein, mentre gli amministratori dell’Emilia-Romagna, sottolinea, “hanno passato la notte a gestire l’emergenza, organizzare soccorsi e sostenere la popolazione“. Ricorda la visita di Giorgia Meloni un anno fa nei territori alluvionati della Romagna come “una inutile passerella, con gli stivali nel fango a promettere 100% di ristori a famiglie e imprese che non sono mai arrivati”. Mancano le risorse, insiste la segretaria, i poteri sono stati concentrati su un commissario che ha la struttura a Roma, e “adesso scaricano responsabilità e problemi sugli amministratori locali. Prima ancora che ridicolo è indecente“, chiosa.

Per il deputato di Avs Angelo Bonelli la conferenza di Musumeci sancisce il fallimento del governo, perché chiarisce che il piano sul dissesto idrogeologico è “fermo da cinque mesi al Ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica in attesa di via libera“. Affermazione che se confermata “sarebbe gravissima“: “Il rimpallo di responsabilità con Pichetto Fratin, mentre l’Emilia Romagna è sott’acqua, è inaccettabile e imbarazzante“, scandisce, affermando che oggi Musumeci “si è posto all’opposizione del suo stesso governo“.

Maltempo, la grande burrasca colpisce il nord: Milano sott’acqua, 66 isolati in Piemonte

La grande burrasca è arrivata e ha colpito tutto il nord Italia, causando frane, allagamenti e lasciando intere frazioni isolate.

PIEMONTE. La situazione più critica si è verificata in Piemonte e, in modo particolare in Valsusa. L’esondazione in più punti del torrente Gerardo ha fatto saltare 2 ponti a Mattie, nel Torinese: uno in corrispondenza della borgata Combe, che è rimasta isolata con 22 persone, l’altro in borgata Giordani. Criticità anche in corrispondenza dell’agriturismo Mulino di Mattie, dove si sono rotti gli argini e l’acqua ha portato via la strada di accesso. Sempre in Valsusa è rimasta isolata la borgata Santa Petronilla di Bussoleno per caduta di materiale sulla strada di accesso. A Bardonecchia è stato evacuato un gruppo di ospiti del rifugio Scarfiotti, rimasto isolato per una frana.
A Perosa Argentina, in Val Chisone, sono esondati rii minori che hanno parzialmente invaso la sp23, chiusa a Pinasca e da Perosa a Fenestrelle. Chiuse anche per piccole esondazioni le sp 261, 207, 255, nonché la ss 26 in Val d’Aosta. Nelle Valli di Lanzo la Stura ha superato a Mezzenile il livello di pericolo idraulico del torrente, a Lanzo e Cantoira superato il livello di guardia. Complessivamente le persone isolate sono 66 di cui 24 a Mattie per la caduta di 2 ponti, 40 a Roure per la chiusura della strada, 2 a Mezzenile. Una persona risulta dispersa in Valle Orco.

LOMBARDIA. Allagamenti e traffico in tilt anche a Milano, dove nel primo pomeriggio è esondato anche il Seveso. La vasca di esondazione ha limitato i danni. A causa del superamento della soglia critica del Lambro, sono state evacuate le comunità Ceas e Exodus. Il fiume ha allagato il quartiere Ponte Lambro e si è riversato nel cortile delle case popolari. Nel capoluogo lombardo è prevista l’allerta arancione fino alle 9 di venerdì mattina. “Le vasche di laminazione e lo scolmatore di Nord/Ovest – ha detto Gianluca Comazzi, assessore al Territorio e Sistemi verdi di Regione Lombardia – hanno ridotto sensibilmente l’impatto di questi fenomeni, evitando il verificarsi di situazioni emergenziali”. Allagata anche la sede di Radio Popolare, che è stata costretta a interrompere le trasmissioni e a ‘trasferirle’ in diretta su Instagram.

A Milano sono stati impiegati 50 vigili del fuoco. Oltre 100 gli interventi portati a termine, la maggior parte dei quali ha riguardato il soccorso ad automobilisti in panne all’interno dei sottopassaggi in via Silla, via Cassala e viale Rubicone, la rimozione di alberi pericolanti e il prosciugamento di aree allegate. A Peschiera Borromeo sono stati soccorsi dai vigili del fuoco un uomo e una donna, entrambi disabili, bloccati dall’acqua che aveva invaso la loro abitazione.

LIGURIA. In Liguria, in particolare a Andora, Albenga, Finale Ligure e Alassio quattro squadre sono intervenute per allagamenti di scantinati, frane e rimozione di alberi pericolanti. In mattinata è stata riaperta l’autostrada A10, con l’istituzione di uno scambio di carreggiata dopo il casello di Imperia Est in direzione Francia. Riattivata anche la linea ferroviaria tra Finale Ligure e Loano. Alle 13 si è chiusa l’allerta arancione sul ponente e sul centro della regione e alle 18 anche quella gialla. Proprio in Liguria, come riferisce Coldiretti, il maltempo ha causato danni per milioni di euro alle coltivazioni.

VALLE D’AOSTA. Il maltempo che ha colpito il nord Italia ha causato danni anche in Valle d’Aosta. Al momento è stato segnalato una caduta massi sulla statale 26 nel comune di Montjovet. Sono state chiuse le strade per Valnontey e Lillaz e la strada regionale per Cogne all’altezza di Lexert. Esondazioni localizzate in zona Cretaz, nel comune di Cogne..

VENETO. Situazione difficile anche in Veneto dove, dalla serata di mercoledì sono più di 100 gli interventi di soccorso portati a termine dai vigili del fuoco, la maggior parte per allagamenti e messa in sicurezza di alberi pericolanti. Criticità segnalate a Rosolina e nel medio Polesine.

La protezione civile ha confermato per venerdì 6 settembre allerta arancione nel nodo idraulico di Milano, nella zona Laghi e Prealpi Varesine, Lario e Prealpi occidentali, Orobie bergamasche. Allerta gialla, invece, nel resto della Lombardia, in Veneto, Campania, Friuli Venezia Giulia, Puglia e Valle d’Aosta.

Giovedì nero di fine estate: fenomeni estremi e crollo termico

Ventiquattro ore di maltempo estremo: oltre 150 litri di pioggia per metro quadrato in poche ore, temporali con raffiche impetuose, alluvioni lampo. Uno scenario da giovedì nero.

Una perturbazione atlantica, entrata dalla Francia, sta portando e porterà fenomeni estremi in giornata, conferma Andrea Garbinato, responsabile redazione del sito iLMeteo.it .

Nelle prossime ore piogge torrenziali e nubifragi continueranno a colpire il Nord-Ovest ed il versante tirrenico centro-settentrionale con situazioni complesse dal punto di vista idraulico ed idrogeologico.
Dal pomeriggio i fenomeni intensi si estenderanno anche verso il Nord-Est dove risulteranno violenti. Si prevedono accumuli di pioggia superiori ai 150 mm al Nord, non solo a ridosso dei rilievi alpini ma anche in pianura; lungo le coste l’elevata temperatura del mare favorirà la recrudescenza dei fenomeni, pioverà molto forte. Prudenza dunque nelle prossime ore su tutto il Nord, sulle regioni tirreniche del Centro e in Campania: qui si avranno le situazione più forti, in un contesto di instabilità molto accesa.

Sono previsti anche venti di downburst, le raffiche orizzontali associate ai temporali più vivaci: queste raffiche potranno raggiungere i 90-100 km/h. Di conseguenza, le temperature massime caleranno anche di 10°C, con valori che stenteranno a salire oltre i 20°C su alcune zone di pianura del Nord-Ovest.

La causa di questo maltempo estremo è da associare allo scontro di masse d’aria molto diverse, l’aria polare del ciclone atlantico partito dall’Islanda e l’aria subtropicale presente sul nostro Paese dopo settimane di Anticiclone Caronte. L’alta pressione nordafricana Caronte ha fatto accumulare enormi quantità di calore e di umidità, non solo sulla terraferma ma anche all’interno dei mari.

La quantità di calore e di vapore acqueo favorirà ancora nel corso delle prossime ore piogge torrenziali e violente, favorite lungo le coste dalla temperatura del mare italiano che a settembre è, in modo anomalo ed eccezionale, ancora sui 28°C.

La perturbazione sarà veloce: venerdì 6 settembre il ciclone tornerà indietro verso la Spagna. Sabato sarà una giornata di sole quasi ovunque, addirittura con massime di stampo africano al Centro-Sud, poi da domenica pomeriggio il maltempo tornerà. E dalla prossima settimana, dopo la forte burrasca di fine estate, il clima sarà quasi autunnale su gran parte del Paese, soprattutto al Nord, ma localmente anche al Centro-Sud con valori termici sotto la media del periodo.

Nuova ondata di maltempo sull’Italia. Barca a vela affonda in Sicilia, una vittima e 6 dispersi

E’ di un morto, sei dispersi e 15 persone messe in salvo il bilancio di quanto accaduto poco prima delle 5 di questa mattina a largo delle coste di Porticello, nel comune di Bagheria (Palermo) dove una barca a vela battente bandiera britannica è affondata, a causa di una burrasca che si è abbattuta sulla zona. A coordinare le operazioni di soccorso è la guardia costiera. L’imbarcazione si trova a circa 50 metri di profondità e i sommozzatori dei vigili del fuoco stanno perlustrando la zona. In arrivo sul posto da Sassari e Napoli sommozzatori speleo per la ricerca all’interno dell’imbarcazione affondata. Sul posto sommozzatori, motobarca ed elicottero del reparto volo di Catania per la ricerca dei dispersi. Recuperate nelle prime fasi 15 persone finite in acqua. Il primo corpo recuperato all’esterno del relitto è quello di un uomo.

Oggi è una giornata critica in molte zone del paese. E’ scattata, infatti, l’allerta arancione in Emilia Romagna, in particolare lungo la costa ferrarese e quella romagnola, nella collina emiliana centrale, nella pianura bolognese, nella collina bolognese e nella pianura ferrarese. Allerta gialla, invece, su buona parte del resto della penisola.

Un vortice carico di maltempo, infatti, sta causando tanti temporali – con rischio nubifragi e grandinate – su molte delle nostre regioni; poi tornerà un redivivo anticiclone africano. Antonio Sanò, fondatore del sito www.iLMeteo.it, conferma che tra oggi e martedì 20 agosto il passaggio di un ciclone alimentato da correnti instabili in discesa dal Nord Europa provocherà non poche precipitazioni su molte regioni dell’Italia.

Come capita spesso con questo genere di configurazione, l’ingresso delle correnti fresche in quota destabilizzerà l’atmosfera favorendo la formazione di piogge e temporali dapprima al Nord Est, in estensione poi martedì anche alle regioni del Sud.
Visti i forti contrasti tra masse d’aria diverse non si possono escludere fenomeni estremi a livello locale, come nubifragi e grandinate in particolare sulla Romagna e sulle Marche.

Da mercoledì 21, dopo il passaggio del ciclone, una vasta area di alta pressione di origine subtropicale guadagnerà nuovamente lo spazio perduto. Insomma, torna il famigerato anticiclone africano, direttamente dal deserto del Sahara, che si espanderà su buona parte del bacino del Mediterraneo. Oltre ad una maggior stabilità atmosferica con tanto sole, si attende anche un deciso aumento delle temperature con punte massime fin verso i 30/35°C su Sicilia, Calabria e Puglia.

 

Caldo con le ore contate: dal weekend piogge e crollo termico anche di 10 gradi

Tra domani, sabato 17, e domenica, 18 agosto, il caldo anticiclone subirà un primo, pesante, attacco temporalesco. Il caldo rovente, fuori norma e prolungato che sta attanagliando l’Italia ormai da diverse settimane ha i giorni contati e, come già accaduto in passato, il rischio ora è quello degli eventi meteo estremi a causa dello “scontro” tra masse d’aria completamente diverse che proprio sul nostro Paese troveranno il loro campo di battaglia. Antonio Sanò, fondatore del sito www.iLMeteo.it, comunica che almeno fino alla giornata di sabato 17 agosto avremo ancora tanto sole e caldo con le temperature che saliranno ben oltre le medie storiche con punte fin verso i 38-40 gradi specie al Centro Sud e sulle due Isole Maggiori. Tuttavia col passare delle ore aumenterà l’instabilità a partire dai settori alpini con i primi temporali in estensione poi alle vicine pianure di Piemonte e Lombardia.

Con il caldo aumenta l’energia potenziale in gioco a causa di una maggiore evaporazione dai mari e soprattutto i contrasti termici vengono particolarmente esaltati creando un mix micidiale per lo sviluppo di imponenti celle temporalesche, alte anche fino a 10/15 km. E’ proprio ciò che accadrà nel corso di domenica 18, quando una pericolosa perturbazione in discesa dal Nord Europa si allungherà verso l’Italia, richiamando aria fresca e instabile in quota, la quale riuscirà a scalfire la cupola anticiclonica.

Il maltempo si farà sentire inizialmente sulle regioni del Nord e poi anche su buona parte del Centro (specie settori tirrenici) fino alla Campania; vista la tanta energia in gioco e l’irruenza la perturbazione irromperà sull’Italia non escludiamo la genesi di temporali particolarmente violenti, con elevato rischio di grandinate e in alcuni casi, più rari, anche di tornado. Nel contempo, le temperature potranno calare fino a 10°C rispetto ai giorni scorsi, soprattutto al Nord e sulle regioni centrali.

Entrando nel dettaglio, oggi, 16 agosto, al Nord temporali su Alpi e Prealpi, in estensione verso le pianure. Al Centro piogge e temporali sulle Marche e al Sud soleggiato e caldo. Domani, 17 agosto, al Nord: dal sole ai temporali; al Centro temporali sparsi e al Sud: instabile sui settori montuosi peninsulari. Domenica 18 al Nord temporali e piogge anche intensi; al Centro diffusamente instabile e al Sud: peggiora dal pomeriggio sulla Campania. La tendenza registrata è di perturbazione verso il Centro-Sud, mentre al Nord tornano condizioni di tempo più stabile e soleggiato.

Da Heineken a Campari: il maltempo primaverile ha frenato brindisi e utili

“Ci aspettiamo che su base annuale la nostra capacità di espandere il margine lordo sia influenzata da alcune condizioni temporaneamente sfavorevoli (come il meteo avverso che impatta gli aperitivi con elevata marginalità e l’effetto del rinnovo dei contratti dell’agave) generando da un lato un mix delle vendite svantaggioso dall’altro uno spostamento dei benefici attesi relativi ai costi di produzione nel prossimo anno. Per il medio termine, rimaniamo fiduciosi sulla nostra capacità di mantenere uno slancio positivo dei brand e una crescita profittevole con costante espansione del margine operativo”. Matteo Fantacchiotti, da poco Chief Executive Officer del gruppo Campari, non si nasconde presentando i conti del primo semestre. Il maltempo influisce sui drink e quindi anche sui bilanci. “Di solito i grandi eventi sportivi come l’europeo di calcio hanno un impatto positivo, ma il clima è stato significativamente al di sotto delle medie di lungo periodo e dell’anno scorso, con un impatto sulla nostra attività”, ha dichiarato anche l’amministratore delegato di Heineken, Dolf van den Brink.

Ora si parla di siccità e di ondate di calore ma in Europa almeno, fino a all’inizio dell’estate sembrava di stare quasi in autunno.
I volumi di vendita della birra in Europa, per quanto riguarda il colosso olandese, sono aumentati dello 0,6% nel primo semestre, a fronte però di un aumento previsto del 2%, con l’Europa settentrionale e occidentale più colpita. Nelle Americhe, le vendite sono salite dell’1,1% rispetto a un +3,1% previsto dagli analisti, grazie alla crescita in Brasile e in Messico ma appesantite dal calo delle spedizioni ai grossisti negli Stati Uniti.

Campari ha comunque registrato nei primi sei mesi del 2024 una crescita organica del +3,8% nelle vendite nette, in accelerazione soprattutto nel secondo trimestre (+6,9%). Una crescita guidata da una continua forza degli aperitivi grazie a Campari e Aperol, soprattutto nelle Americhe e in Germania, mentre il resto dell’area Emea – Europa, Medio Oriente e Africa – è stata appunto penalizzata dal meteo particolarmente avverso sugli aperitivi ad alta marginalità.

Il titolo Heineken ha perso il 10% questa settimana alla Borsa di Amsterdam, mentre le azioni Campari dopo una sbandata a oltre -7% hanno terminato la seduta odierna a -2,8% dopo aver comunque lasciato sul terreno il 33% nell’ultimo anno. Non solo il clima però sta impattando sui bilanci dei grandi gruppi di drinks, spirits e liquori. Le aziende fanno i conti con i super rincari di materie prime alimentari, con un’inflazione rallentata ma sempre presente e con un calo degli alcolici mondiali, figlia di una campagna mediatica avversa e della ricerca di una dieta diversa. Infatti anche Diageo, proprietaria della Guinness, ha registrato un calo del 4,8% nei profitti annuali e oggi perde il 5% in Borsa. Il principale produttore di alcolici al mondo, reduce da numerosi ritocchi ai prezzi di vendita, aveva poco tempo fa annunciato pure una perdita di quote di mercato nel suo bacino commerciale più grande, gli Stati Uniti. L’azienda che produce anche il whisky Johnnie Walker e il gin Tanqueray ha affermato che il calo del suo utile operativo organico annuale è dovuto in gran parte a un calo del 21,1% delle vendite in America Latina e nei Caraibi, una regione redditizia per l’azienda. Ma nel complesso anche i ricavi netti del gruppo sono stati leggermente peggiori del previsto, con un calo organico dello 0,6%.