L’Italia nella morsa del maltempo. Scuole chiuse per neve e allerta per la piena di fiumi

L’Italia stretta nella morsa del maltempo almeno fino alla prossima settimana. Neve e vento continuano a imperversare sull’intera penisola, con l’allerta meteo che oggi è arancione su Emilia-Romagna e Marche e gialla su Abruzzo, Molise e su settori di Umbria, Campania e Basilicata. Per domani, l’allerta resta su Marche, Abruzzo e su settori di Emilia-Romagna, Campania e Sicilia.
Scuole chiuse in molti comuni del centro Italia con situazioni di pericolo soprattutto a Senigallia, in provincia di Ancona, dove, a causa della pioggia battente, il livello del fiume Misa è salito in mattinata per poi, fortunatamente, abbassarsi. Scuole chiuse anche all’Aquila a causa della nevicata: come comunicato dal  sindaco Pierluigi Biondi, sono stati attivati 12 mezzi del Comune con l’ausilio di 13 ditte private per ripristinare la viabilità. L’invito dell’amministrazione comunale è a mettersi in macchina solo se strettamente necessario.

In Campania la protezione civile ha prorogato fino alle 9 di domani mattina l’avviso di allerta meteo gialla solo sulle zone 1 e 3 (piana campana, Napoli, isole del Golfo, area vesuviana; penisola sorrentino-amalfitana, monti di Sarno e monti picentini). Permane la criticità idrogeologica, anche in assenza di precipitazioni, sulla fascia costiera centro-settentrionale.

Disagi in Toscana a causa delle abbondanti e forti nevicate che dalle prime ore dell’alba hanno interessato soprattutto l’entroterra, dove ha nevicato oltre i 300-400 metri di quota, in particolare sulle province di Firenze e Arezzo. Colpite la Val d’Orcia, la Valdichiana e l’Amiata, dove gli operai della provincia con le ditte specializzate sono al lavoro per limitare i disagi sulla viabilità. Inoltre, il sistema di Protezione Civile sta intervenendo a ritmo serrato a Badia Tedalda, in provincia di Arezzo, dove la neve ha raggiunto oltre 1 metro. Alcune frazioni sono isolate e senza luce, Enel sta portando gruppi elettrogeni in supporto. Criticità anche a Chiusi della Verna e Sestino. Sono stati salvati gli escursionisti in difficoltà sul Monte Falco dal Soccorso Alpino e Speleologico Toscano dopo un viaggio nella bufera di neve.  L’allerta meteo per rischio neve è stata prolungata fino alle 17 di oggi, mentre dalla mezzanotte è stata diffusa l’allerta gialla per rischio ghiaccio.

Ed è ancora allerta alta in Emilia Romagna per mareggiate, piene dei fiumi e frane. Interessato, in particolare, tutto il litorale e l’Appennino romagnolo, già colpiti nella notte dal maltempo: a causa di abbondanti piogge e nevicate, sono sorte diverse criticità, in particolare nelle province di Rimini e Forlì-Cesena. Tra i disagi dovuti al maltempo, diversi problemi alla rete elettrica nell’Appennino romagnolo e nel riminese, con oltre 5000 interruzioni in risoluzione. L’Agenzia regionale per la Sicurezza territoriale e Protezione civile, in stretto raccordo con Enel e Prefettura sta lavorando per ridurre le criticità. I vigili del fuoco dei comandi di Forlì-Cesena, Rimini e Ravenna stanno operando per numerosi soccorsi legati al maltempo. Sino ad ora, con una situazione ancora in evoluzione, sono oltre 200 gli interventi svolti. Stanotte sono state salvate due persone che erano rimaste bloccate nella propria auto a Coriano (Ravenna) a causa dell’innalzamento delle acque di un torrente. A Bologna è scattato il piano-neve con alcuni spazzaneve attivati sui colli dove le strade ieri sera sono state salate. Anche in città, dall’una fino alle 7, è stata fatta una salatura della viabilità principale e quella manuale dei marciapiedi nelle zone prioritarie previste dal Piano (scuole, fermate del Servizio ferroviario metropolitano, ponti).

Allerta anche in Piemonte, dove la quota delle nevicate sarà prossima al suolo sulle zone di pianura tra Astigiano ed Alessandrino e dove si potranno registrare accumuli fino a 5 centimetri. Sui 300-400 metri verso il cuneese la neve potrà raggiungere gli 8-10 centimetri. Le nevicate interesseranno in modo moderato le zone montane e pedemontane comprese tra Alpi Marittime e Cozie settentrionali e qui sono attesi accumuli fino a 30-40 cm di neve fresca a fine giornata.
A Torino, ieri sera il Comune ha previsto un intervento di insalamento che ha interessato la viabilità dell’alta collina, con 11 mezzi operativi a partire dalle 21. GTT inoltre provvederà all’insalamento delle fermate del trasporto pubblico in collina. In città, sotto i 500 metri, è invece prevista pioggia. L’evolversi della situazione sarà costantemente monitorata dalla Cabina di regia Neve che adotterà gli interventi che potranno rendersi necessari.

Meteo, ciclone Thor si intensifica: week-end con temporali e vento

Pieno inverno in Italia con il freddo che si sposta anche verso le regioni meridionali: il Ciclone Thor è in piena azione e ci accompagnerà almeno fino alla fine del mese. Tanta la neve caduta in montagna, qualche incertezza in più sulle città di pianura del Nord con fiocchi timidi nascosti tra la pioggia: come mai non nevica più in modo intenso in alcune città del Nord a gennaio? Molti si saranno domandati come mai scendiamo spesso fino a temperature di 2-3°C sopra lo zero, non riusciamo ad arrivare a zero e dal cielo arriva solo una pioggia fredda. La risposta sta nel Global Warming, nel riscaldamento globale: solo negli ultimi 10 anni, in alcune città italiane, la temperatura media è aumentata almeno di 1 grado; se sottraiamo questo grado alle temperature degli ultimi giorni avremmo avuto nevicate abbondanti anche a Milano, Genova e Torino sia martedì che ieri. Antonio Sanò, direttore e fondatore del sito www.iLMeteo.it, conferma dunque questa tendenza verso un riscaldamento globale anche se, laddove l’aria fredda più pesante è ristagnata nei bassi strati, le nevicate sono arrivate anche in pianura, come avvenuto ieri al Nord-Est ed in particolare in Emilia. Ne sarebbe caduta di più senza il Global Warming.

Nelle prossime ore altra aria fredda affluirà comunque dall’Atlantico settentrionale, aria polare marittima che farà scendere la neve fino ai 300-400 metri di quota anche al Sud: questa aria fredda, a contatto con il mare ancora caldo (dopo l’estate rovente del 2022 le temperature dell’acqua sono ancora miti), formerà un vortice profondo e pericolosissimo. In serata è prevista una pressione quasi da uragano, 988 hPa, che causerà venti di tempesta sul Basso Tirreno e onde fino a 9 metri verso la Calabria tirrenica. Al momento la previsione indica un fortissimo aumento del moto ondoso in serata soprattutto verso le coste tirreniche delle province di Catanzaro, Cosenza e Vibo Valentia.

Oltre al vento e alle mareggiate sarà un venerdì nero dal punto di vista meteo con forti piogge su Isole Maggiori, Sud peninsulare ed alto versante adriatico: la neve cadrà a quote bassissime tra Romagna e Marche e fino ai 400 metri al meridione. In sintesi, in Calabria potremo avere dei blizzard di neve tipici del Canada, tantissimo vento e abbondanti nevicate. Un giorno polare anche al Sud. Nel weekend poi il vortice tempestoso risalirà verso le regioni adriatiche continuando a portare tanta neve dalle Marche fino al Molise a quote basse fino ai 200 metri, (la neve cadrà anche tra Calabria e Basilicata ma in attenuazione), poi domenica la situazione rimarrà simile con maltempo al meridione e sul settore orientale. Altrove troveremo anche delle schiarite che favoriranno però intense gelate notturne: le minime saranno intorno ai -5°C in Pianura Padana, intorno allo zero al Centro, 3-4 gradi al Sud. In sintesi il Ciclone Thor si intensificherà e ci aspetterà per un appuntamento importante lunedì 23 gennaio: 40-70 centimetri di neve fresca in Abruzzo e Marche oltre i 300 metri; se questo appuntamento venisse confermato prepariamoci ad una Big Snow adriatica, una grande nevicata tipica del mese di gennaio, nonostante il Global Warming.

 

Venerdì 20. Al nord: neve in Emilia Romagna anche in pianura poi migliora, variabile altrove con schiarite ad Ovest. Al centro: maltempo su Sardegna, Lazio ed adriatiche con neve a bassissima quota. Al sud: maltempo con neve a quote collinari, venti in rinforzo fino a tempesta con forti mareggiate entro sera.

Sabato 21. Al nord: asciutto, ma con nuvole sparse e forti gelate notturne. Al centro: maltempo sulle adriatiche con neve a bassa quota. Al sud: maltempo forte e neve in collina.

Domenica 22. Al nord: neve in Emilia, tante nubi altrove. Al centro: neve in collina specie sulle adriatiche. Al sud: instabile con neve in collina.

Lunedì 23 tanta neve sulle Adriatiche con possibile nuovo peggioramento nevoso anche verso il Nord; Ciclone Thor previsto in azione invernale fino alla fine del mese.

Il ciclone Thor incombe sull’Italia, temperature in picchiata

L’Europa si appresta a vivere una settimana tipicamente invernale. Aria polare si sta riversando su molti Stati e nel contempo il ciclone Thor dal Mare del Nord sta per fare il suo ingresso in Italia. non La giornata peggiore sarà proprio oggi. “Venti di tempesta da Libeccio – spiega Lorenzo Tedici, meteorologo del sito www.iLMeteo.it – sferzeranno con violenza le coste tirreniche, liguri e occidentali sarde provocando forti mareggiate e potenziali gravi danni alle strutture balneari”. Ma non sarà solo il vento il problema. Piogge battenti e sotto forma anche di nubifragio o temporale si abbatteranno su Toscana, Lazio, Sardegna e soprattutto sulla Campania. Il rischio idrogeologico sarà molto elevato tant’è che la protezione civile ha già diramato numerose allerte arancioni.

Pioverà diffusamente anche al Nord, specie su Lombardia, Liguria di levante e Nordest. Arriviamo quindi alla neve; nella giornata di martedì sarà diffusa al Nord fino a quote collinari e localmente potrebbe fare la sua comparsa anche in pianura, magari mista a pioggia in Lombardia ed Emilia. Altra neve scenderà sugli Appennini a partire dai 1000 metri di quota. E non è finita qui.
Nei giorni successivi il ciclone invernale Thor si muoverà dal Mar Ligure verso il Centro Italia per poi finire la sua corsa al Sud nel corso del weekend. Questo transito sul Paese farà abbassare sensibilmente le temperature che torneranno, dopo mesi e mesi di anormalità, sotto la media del periodo. Così il maltempo si concentrerà ancora sulle regioni tirreniche (mercoledì) e in Sardegna con altre piogge diffuse e nevicate però a partire dai 700 metri. Giovedì sarà ancora molto instabile con una comparsa nevosa possibile anche sulle pianure di Veneto, Lombardia ed Emilia, fino in collina in Toscana, Sardegna, Umbria.

Infine, da venerdì il ciclone Thor raggiungerà il Sud richiamando così venti gelidi dai quadranti nord-orientali. Se al Nord e sui versanti occidentali la pressione tornerà ad aumentare con il ritorno del sole, ma un clima ancora più freddo, sui settori adriatici centro-meridionali e al Sud il tempo sarà ancora molto instabile con la neve che potrebbe raggiungere addirittura le coste adriatiche.

piogge al sud/imago

Torna l’inverno: pioggia e neve, settimana di tempo instabile

La stagione invernale – fin a oggi un po’ sotto tono – sembra essersi ripresa dal torpore in cui era caduta nella seconda parte del mese di dicembre: nel weekend appena trascorso sono tornate le piogge sulle regioni centro-settentrionali, con la neve che ha nuovamente fatto capolino sulle Alpi, a tratti anche copiosa. Nel corso della settimana poi lo scenario meteorologico continuerà a mantenersi piuttosto instabile, prima, però, di una nuova, fugace, rimonta dell’anticiclone africano.

Antonio Sanò, direttore e fondatore del sito www.ilmeteo.it, comunica che nella giornata di martedì 10 gennaio qualche pioggia sarà ancora possibile sulle regioni meridionali peninsulari e sulla Sicilia; altrove invece lo scenario meteorologico andrà via via stabilizzandosi, anche se le temperature subiranno un calo nel corso delle ore notturne a causa dei forti venti dai quadranti settentrionali. Su Lazio, Campania e Calabria e su tutto il medio e basso Adriatico soffieranno furiosi venti dapprima di Ponente e Libeccio poi di Maestrale con raffiche fino a quasi 100 km/h.

A metà settimana infine è atteso il ritorno dell’anticiclone africano, che conquisterà lo spazio perduto, distendendosi sul bacino del Mediterraneo e garantendo così una maggiore stabilità atmosferica con temperature in aumento specie nei valori massimi. Ma non durerà a lungo.

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Meteo, Italia divisa in due: pioggia e neve al Centro-Nord, previsti 26 gradi in Sicilia

Un treno di perturbazioni verso l’Italia. Dopo il passaggio di un fronte di maltempo responsabile anche di timide nevicate in Pianura Padana, ecco che una nuova depressione è in agguato verso il nostro Paese, seguita poi da un’altra perturbazione tra giovedì pomeriggio e sabato. Lorenzo Tedici, meteorologo del sito www.iLMeteo.it, sintetizza questi passaggi con poche parole: “Rischio allagamenti per il versante tirrenico”. Nelle prossime quattro giornate sono attese infatti piogge persistenti soprattutto dalla Toscana alla Campania, con accumuli che localmente potrebbero superare i 100 mm, in altre parole 100 litri per metro quadrato. Dato che queste precipitazioni impatteranno su zone già colpite dal maltempo da più di un mese, ecco che torna a salire il rischio idrogeologico e idraulico per alcuni bacini.

“Nel dettaglio, per le prossime ore – afferma il meteorologo – sono attese piogge a tratti anche intense tra Campania, Basilicata e Calabria ma non escludiamo fenomeni significativi anche tra Lazio e Toscana; dopo una breve tregua attesa nella notte, domani arriveranno altre precipitazioni, specie dal pomeriggio, a iniziare dalla Sardegna verso le aree prospicienti il Mar Ligure e il Tirreno centro settentrionale. Avremo quindi una seconda parte del giovedì molto instabile dalle Alpi fino al Lazio: in pratica il maltempo colpirà il centro-nord con nevicate oltre i 500-700 metri sulla catena alpina ma con qualche fiocco che potrebbe scendere tranquillo fino in pianura sul Basso Piemonte. Sugli Appennini invece è purtroppo previsto un sensibile aumento delle temperature con lo zero termico che salirà in modo sorprendente oltre i 2500 metri! Da segnalare infatti il repentino e sensibile aumento delle temperature atteso da domani con un clima quasi estivo al Sud, dove sono previsti ben 26°C in Sicilia; anche al Nord il gelo gradualmente lascerà spazio a condizioni più miti”.

Il treno delle perturbazioni continuerà però la sua lunga marcia anche venerdì, quando le piogge cadranno ancora sul Nord-Est e sulla fascia tirrenica, fino a lambire la Campania. “Avremo gli ombrelli aperti su gran parte dell’Italia – conclude Lorenzo Tedici – pronti però a chiuderli da sabato pomeriggio, quando gradualmente i nuvoloni grigi e l’instabilità verranno allontanati dall’arrivo di un possente anticiclone. Da domenica 18 dicembre, con una settimana di anticipo, potremo scartare un grande e bellissimo dono natalizio da parte del Meteo: il ritorno del sole e di condizioni più miti dopo un lungo periodo perturbato, grigio, noioso e su alcune zone italiane anche particolarmente gelido”.
Nel dettaglio oggi tante nubi ma asciutto al Nord, piogge diffuse al Centro, specie sul versante tirrenico, mentre al Sud ci saranno piogge forti specie in Campania, Calabria e Basilicata.

Per domani, giovedì 15, sono previste piogge diffuse al Nord e neve in pianura sul Piemonte dal pomeriggio; pioggia in arrivo al Centro e, al Sud, schiarite con temperature miti, qualche pioggia in Campania. Per venerdì 16, invece, maltempo specie al Nord-Est con neve sulle Alpi e piogge diffuse al Centro; al Sud ci sarà un parziale peggioramento con locali piogge in Campania, sole altrove.
Tendenza per questi giorni è di perturbazione fino a sabato, poi tornerà gradualmente l’alta pressione per più giorni.

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Meteo, arrivano piogge e neve sul Ponte dell’Immacolata

Inverno pieno con gelo oltralpe, clima mite ed oltre la media termica del periodo in Italia. Continua in questi giorni una situazione abbastanza estrema, con il freddo gelido confinato subito oltralpe, dalla Svizzera all’Austria, fino ovviamente alla Scandinavia passando per Germania, Francia ed Isole Britanniche; di contro si registrano massime di 19-22°C sull’Italia centro meridionale. In altre parole si ha una netta linea di confine tra l’Europa che gela e il nostro paese che vive una fase quasi primaverile. Lorenzo Tedici, meteorologo del sito www.iLMeteo.it, conferma infatti che in Italia le temperature sono oltre la media del periodo, ad esclusione della fredda Pianura Padana, interessata da nebbie ed inversione termica. Ma in Europa è tutto il contrario: le temperature massime di Parigi e Londra, anche nei prossimi giorni, stenteranno a superare i 2-3°C in pieno giorno, così come Berlino con qualche fiocco bianco e termometro fisso sugli zero. Oslo e Stoccolma toccheranno ancora i -6/-8°C a pranzo, così come la capitale svizzera che faticherà a diventare ‘positiva’ e continuerà a registrare valori negativi, cioè sottozero.

In Italia si sta vivendo una fase relativamente mite, ma siamo appesi ad un filo: siamo al limite tra il gelo e il caldo anomalo; una normale e blanda perturbazione potrebbe far scendere le masse d’aria gelida, presenti oltralpe, verso il nostro Paese, causando le prime vere nevicate in Pianura Padana.
E’ quello che potrebbe accadere già giovedì 8 dicembre in serata, quando un ciclone sul Mar Ligure potrebbe causare nevicate ‘da rovesciamento’ sul Basso Piemonte: in altre parole l’aria fredda in quota si rovescerebbe nei bassi strati, a causa dell’intensità delle precipitazioni, favorendo nevicate localmente anche in pianura o a quote di bassa collina.

Nel dettaglio, per quanto riguarda le previsioni, sono previste ancora delle piogge al Centro, poi da domani anche il Nord-Ovest vivrà un graduale peggioramento delle condizioni meteo dal pomeriggio. Il Ponte dell’Immacolata potrebbe iniziare benino e finire benino, il problema è che sia venerdì sia sabato saranno due giornate perturbate con piogge diffuse, più intense in Liguria, Toscana e Triveneto; e al di là di qualche fiocco in Pianura Padana, la neve tornerà abbondante soprattutto sulle Alpi. Infine, attenzione anche al vento che nel weekend soffierà teso o forte in particolare al Centro-Sud. Insomma un Ponte dell’Immacolata compromesso ma in grado di regalare anche momenti asciutti e a tratti soleggiati specie al Sud ed al Nord-Ovest.

NEL DETTAGLIO
Mercoledì 7. Al nord: nebbie in pianura con clima freddo, sole sui monti. Al centro: qualche pioggia in Toscana ed Umbria. Al sud: tempo stabile e caldo per il periodo.
Giovedì 8. Al nord: piogge sparse dalla sera, neve localmente in pianura sul Basso Piemonte. Al centro: piogge verso le regioni tirreniche. Al sud: bel tempo e clima caldo per il periodo.
Venerdì 9. Al nord: maltempo con neve fino ai 400 metri sulle Alpi. Al centro: piogge diffuse. Al sud: piogge in arrivo in Campania, soleggiato altrove.
Tendenza. Ciclone nel weekend con crollo termico, piogge e venti tesi; migliora domenica, specie al Nord-Ovest.

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Meteo, allerta alluvioni al Sud: tregua lunedì poi maltempo

Il mese di novembre, in modo improvviso e dopo un’estate infinita, sta mostrando caratteristiche prettamente autunnali con cicloni a ripetizione. Dopo il passaggio del ciclone Poppea, uno dei più forti degli ultimi decenni con una pressione profonda 985 hPa tipica di un uragano, altri cicloni sono in arrivo. Andrea Garbinato, Responsabile Redazione del sito www.iLMeteo.it, mette in guardia le regioni meridionali. I prossimi cicloni colpiranno soprattutto queste zone, ad iniziare dal weekend, mentre su gran parte del Centro Nord il tempo sarà stabile e soleggiato. Il primo ciclone porterà un graduale blando peggioramento già da domani sulla Sardegna poi verso le regioni tirreniche in serata. Da sabato la pressione scenderà fino a circa 1010 hPa (niente in confronto ai 985 hPa raggiunti da Poppea) e spingerà piogge diffuse verso Basso Lazio e tutto il Sud, in intensificazione dalla serata sulle regioni ioniche.

Questo nuovo minimo di 1010 hPa, come detto molto meno intenso di Poppea, riuscirà comunque a generare venti forti a rotazione ciclonica: i venti infatti saranno spinti dall’elevato gradiente barico tra l’occhio sulla Sicilia e l’anticiclone presente sulla Pianura Padana di 1030 hPa; con elevato gradiente barico intendiamo proprio la forte differenza pressoria di 20 hPa (o millibar che è equivalente), in questo caso tra Nord e Sud Italia, che causerà appunto un sensibile rinforzo dei venti fino a burrasca dai quadranti settentrionali nel weekend.

In sintesi, già sabato avremo piogge e venti di burrasca al Sud e su parte del Centro; ma il peggioramento più marcato di questo primo ciclone (ne arriverà poi un altro purtroppo) è previsto tra sabato sera e domenica, quando oltre 150 millimetri di pioggia potrebbero cadere tra Basilicata, Calabria ionica e Sicilia orientale. La situazione è seria, il rischio alluvionale alto in quanto i terreni sono già saturi dopo le continue piogge delle ultime settimane novembrine. Dopo una tregua prevista per lunedì 28 novembre, purtroppo, un secondo ciclone potrebbe arrivare sempre sulle stesse zone da martedì a venerdì, coinvolgendo tutto il Sud e parte del medio adriatico con altri bidoni da 50 litri: martedì sono attesi infatti altri 100 millimetri di pioggia in Sicilia poi in estensione graduale al resto del meridione.

NEL DETTAGLIO
Giovedì 24. Al Nord: sereno salvo qualche nebbia notturna. Al Centro: sereno salvo qualche nebbia isolata. Al Sud: ancora rovesci sul basso Tirreno, soleggiato altrove.
Venerdì 25. Al Nord: nebbie notturne poi parziale aumento delle nubi. Al Centro: peggioramento sulla Sardegna poi verso le regioni tirreniche dal pomeriggio. Al Sud: tempo più soleggiato poi in peggioramento serale.
Sabato 26. Al Nord: sole ma freddo al mattino. Al Centro: piogge diffuse, meno su Toscana e Sardegna. Al Sud: rovesci diffusi sul basso Tirreno in estensione alle regioni ioniche ed in intensificazione serale. Venti in rinforzo a rotazione ciclonica.
Tendenza: domenica bel tempo al Centro Nord, piogge diffuse al Sud localmente molto forti sui settori ionici; tempo asciutto lunedì 28 novembre poi nuovo ciclone sull’Italia.

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Meteo, autunno capovolto: solo al Sud cieli grigi e piogge

L’autunno è tornato, ma questa volta si è capovolto. Piove tanto solo al Sud e, dopo quasi un anno di siccità, mancano ancora piogge significative al Nord. Le perturbazioni atlantiche, e lo spostamento rapido delle basse pressioni verso Sud, generano intense celle temporalesche verso le coste tirreniche italiane, come alla fine dell’estate: in Pianura Padana e sulle Alpi la pioggia e la neve cadono con il contagocce. Antonio Sanò, direttore e fondatore del sito www.iLMeteo.it, con ferma dunque che dobbiamo prepararci a cieli grigi e piogge sparse per un’altra settimana ma, tranne una breve parentesi tra il 21 e il 22 novembre, i fenomeni interesseranno solo il centro-sud.

Nelle prossime ore è attesa una nuova perturbazione che porterà piogge dalla Toscana alla Calabria, interessando quindi tutta la fascia tirrenica; non mancheranno dei piovaschi anche in Sardegna e localmente sul Triveneto, ma il contesto instabile interesserà soprattutto i versanti occidentali del centro-sud.

Il sabato, con l’approfondimento di una nuova bassa pressione, sono previste altre piogge e locali forti rovesci specie verso il sud, in locale risalita sul versante adriatico fino all’Emilia Romagna. Infine la domenica sarà ventosa con un rinforzo di Maestrale e residui fenomeni al meridione, a tratti anche forti tra Calabria e Puglia.

Tra lunedì sera e martedì mattina si approfondirà un nuovo ciclone sul Golfo Ligure, ancora più profondo e intenso con una pressione anche inferiore a 990 hPa; questo ciclone si sposterà martedì 22 dalla Liguria fino al Veneto andando a formare una VL, una Venezia Low, una Bassa Pressione di maltempo in grado di portare tante piogge sulle regioni centromeridionali e al Nord Est. V il calo delle temperature non si esclude che la neve possa far la sua comparsa fin sulle alte colline, in particolare sul Triveneto.

Il ciclone del 22 novembre potrebbe causare venti di tempesta fino a 90 km/h con onde alte 6 metri e mareggiate dapprima sulle coste sarde e poi verso le tirreniche centromeridionali.

Bomba d’acqua sulle Marche: 10 vittime e centinaia di sfollati

L’ondata di maltempo che ha investito le Marche è stata più violenta del previsto. Nella notte è esondato il fiume Misa a Senigallia, dieci persone hanno perso la vita tra acqua e fango, quattro sono ancora disperse e tra loro ci sono due bimbi. Centinaia gli sfollati.

Sul posto il capo della protezione civile, Fabrizio Curcio, per fare il punto della situazione con le forze e le strutture impegnate sul territorio. Sono circa 200 i vigili del fuoco al lavoro, con sezioni operative in rinforzo arrivate da Veneto, Emilia Romagna e Abruzzo. Nelle ore notturne hanno salvato decine di persone che si erano rifugiate sui tetti e sugli alberi. Centocinquanta sono stati gli interventi di soccorso per prestare assistenza alla popolazione.

“In questo momento le forze sono concentrate nella zona di Senigallia, la zona più critica, poi ad Ancona, Pesaro”, riferisce il portavoce dei vigili del fuoco, Luca Cari, che conferma che la situazione meteo, in mattinata, è migliorata: “C’è il sole e questo favorisce le operazioni perché l’acqua si ritira naturalmente”, afferma.

“Rabbia, tanta rabbia e tanto dolore per le persone, che stanno perdendo beni e soprattutto affetti familiari. Oltre a ciò, la consapevolezza che eventi meteo come quello, che sta colpendo le Marche, possono ripetersi già nelle prossime ore in altre zone d’Italia”, tuona Francesco Vincenzi, Presidente dell’Anbi. “Nessuno ora dica di non sapere, perché sono anni, che lo denunciamo in sintonia con la scienza, accrescendo l’allarme nei mesi scorsi: il territorio italiano è alla merce’ dei cambiamenti climatici e dell’estremizzazione degli eventi meteo dopo anni di mancati investimenti nella sicurezza idrogeologica dei territori”.

Nell’arco di poche ore, afferma il presidente  dell’Ordine dei Geologi delle Marche, Piero Farabollini, contattato da GEA, è caduta la metà della pioggia che cadrebbe in una zona costiera in un anno intero: “Noi non siamo preparati per smaltire questo surplus di acqua che arriva. Dobbiamo ragionare – aggiunge -in termini di adattamento climatico, argomento che finora ha avuto poca presa sul territorio, dobbiamo fare una manutenzione seria”.

(Photocredit: Anbi)

Pakistan

Pakistan sotto scacco dei monsoni. Da Onu aiuti per 160 mln

Sono stati intensificati gli sforzi per aiutare decine di milioni di pakistani colpiti dalle incessanti piogge monsoniche che da giugno hanno sommerso un terzo del Paese e ucciso più di 1.100 persone. Il primo ministro Shehbaz Sharif l’ha definita “la peggiore alluvione della storia del Pakistan” e ha stimato che saranno necessari almeno 10 miliardi di dollari per riparare i danni nel Paese. “Prometto solennemente che ogni centesimo (degli aiuti internazionali, ndr) sarà speso in modo trasparente. Ogni centesimo andrà a chi ne ha bisogno“, ha aggiunto.

Da parte sua, il ministro della Pianificazione e dello Sviluppo Ahsan Iqbal ha dichiarato all’Afp che “sono stati causati ingenti danni alle infrastrutture, soprattutto nei settori delle telecomunicazioni, delle strade, dell’agricoltura e dei mezzi di sussistenza“. Le piogge hanno distrutto o gravemente danneggiato più di un milione di case e devastato vaste aree agricole vitali per l’economia del Paese.

Le alluvioni sono arrivate nel momento peggiore per il Pakistan, che aveva già chiesto aiuto internazionale per la sua economia in difficoltà. Il governo ha dichiarato lo stato di emergenza e ha chiesto il sostegno della comunità internazionale. Intanto le Nazioni Unite e il governo pakistano hanno lanciato un piano di risposta urgente per 160 milioni di dollari per aiutare le vittime delle catastrofiche inondazioni che hanno colpito il Paese. Il denaro finanzierà un piano d’emergenza per i prossimi sei mesi per fornire servizi sanitari di base, cibo, acqua e alloggi ai 5,2 milioni di persone più colpite dalle storiche piogge monsoniche, ha dichiarato Jens Laerke, portavoce dell’Ufficio delle Nazioni Unite per gli Affari Umanitari (OCHA), durante il regolare briefing delle Nazioni Unite a Ginevra. Gli aiuti dovrebbero anche contribuire a prevenire le epidemie di colera, ad esempio, e fornire pacchi alimentari alle madri e ai loro bambini. Lunedì il Fondo Monetario Internazionale (FMI) ha approvato la ripresa di un programma di sostegno finanziario a lungo negoziato e vitale per il Paese, annunciando l’erogazione di un pacchetto di 1,1 miliardi di dollari.

Le autorità e le agenzie umanitarie stanno lottando per accelerare la consegna degli aiuti agli oltre 33 milioni di persone, ovvero un pakistano su sette, colpiti dalle inondazioni. Il compito è difficile, perché le acque alluvionali hanno spazzato via molte strade e ponti, lasciando alcune aree completamente isolate. Nel sud e nell’ovest non è quasi rimasta terra asciutta e gli sfollati sono costretti ad accalcarsi sulle strade principali o sulle ferrovie per sfuggire alle pianure alluvionali. Nelle aree montuose settentrionali, le autorità stanno ancora cercando di raggiungere i villaggi più remoti, dove potrebbe aumentare il bilancio delle vittime.

I funzionari pakistani attribuiscono la colpa del tempo devastante al cambiamento climatico, affermando che il loro Paese sta subendo le conseguenze di pratiche ambientali irresponsabili in altre parti del mondo. “Vedere la devastazione sul terreno è davvero sconvolgente“, ha dichiarato lunedì all’Afp il ministro per i Cambiamenti climatici Sherry Rehman, riferendosi a una “crisi di proporzioni inimmaginabili“.

(Photo credits: Asif HASSAN / AFP)