Governo lavora su dossier energia. Meloni ad Abu Dhabi, Pichetto sigla intesa con Arabia

Con lo stop delle forniture di gas russo da Gazprom e i prezzi alle stelle, il governo lavora sul dossier energia, con lo sguardo rivolto ancora più a Est. Gilberto Pichetto firma a Riad un memorandum quinquennale con l’Arabia Saudita per rafforzare la cooperazione su transizione e sicurezza degli approvvigionamenti, prima di accompagnare Giorgia Meloni ad Abu Dhabi, dove domani e il 16 gennaio parteciperà al World Future Energy Summit.

E’ la terza visita della premier negli Emirati Arabi Uniti dall’inizio del mandato, dopo la bilaterale di marzo 2023 e la partecipazione alla COP28 di Dubai a dicembre 2023. Nel frattempo, le relazioni tra Italia ed Emirati sono cresciute. L’energia è un tassello cruciale della cooperazione, con un approccio alla transizione che più volte la premier ha definito “pragmatico“, ispirato al principio di neutralità tecnologica. Al summit della Sustainability Week Meloni interverrà al segmento di alto livello concentrandosi, secondo quanto filtra da fonti diplomatiche, sulla strategicità delle interconnessioni per la transizione energetica ribadendo che “l’obiettivo dell’Italia è diventare lo snodo per i flussi energetici tra l’Europa e l’Africa“. Un traguardo a cui il Governo sta lavorando da più fronti, con l’attuazione del Piano Mattei e di diversi progetti infrastrutturali, come l’elettrodotto sottomarino Elmed tra Italia e Tunisia. A margine del suo intervento, il Presidente del Consiglio assisterà alla firma di un’intesa quadro per lo sviluppo di una nuova infrastruttura di produzione e distribuzione di energia verde. Con Meloni e Pichetto, sarà ad Abu Dhabi anche il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida.

La premier incontrerà ancora anche il presidente, Mohamed bin Zayed, per discutere di come sviluppare ulteriormente gli investimenti reciproci nei settori più innovativi e ad alto valore aggiunto. In agenda ci sono anche i nodi internazionali, dall’Ucraina al Medio Oriente. Meloni e bin Zayed approfondiranno le possibilità di rafforzare la cooperazione italo-emiratina nel quadro del Piano Mattei e del Processo di Roma su migrazioni e sviluppo. Gli EAU sono stati i primi a contribuire al fondo fiduciario multi-donatore creato dall’Italia presso la Banca Africana di Sviluppo.

Il memorandum firmato da Pichetto in Arabia Saudita si concentra invece sulle energie rinnovabili, la riduzione delle emissioni di metano, le interconnessioni elettriche, l’idrogeno rinnovabile e a basse emissioni, i suoi derivati di natura rinnovabile e low-carbon come l’ammoniaca, i sistemi di cattura, stoccaggio e utilizzo della CO2.  Per il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica l’Italia “consolida il suo ruolo di hub energetico e ponte tra Europa e Africa, con partenariati reciprocamente vantaggiosi basati sul ruolo strategico delle energie rinnovabili e dell’idrogeno”. L’Italia punta a essere un punto di ingresso dell’idrogeno e derivati nel mercato europeo “molto più vicino, competitivo e strategico di altre alternative sul Mare del Nord”, spiega Pichetto, annunciando un “immediato e concreto” seguito operativo del MoU con la decisione di indicare un rappresentante permanente del Ministero dell’Ambiente presso l’International Energy Forum (IEF). Un’intesa che, assicura, è “un punto di partenza e non di arrivo“, uno strumento quadro da utilizzare per rafforzare i rapporti tra i nostri Paesi e, attraverso l’Italia, tra l’Arabia Saudita e l’Europa.

Firmato Memorandum Ue-Tunisia: fra i cinque pilastri la transizione energetica green

A Tunisi l’Unione Europea e la Tunisia, concordando di attuare il pacchetto di partenariato globale annunciato congiuntamente l’11 giugno 2023, hanno firmato il memorandum d’intesa che copre cinque pilastri: stabilità macroeconomica, commercio e investimenti, transizione energetica verde, contatti interpersonali e migrazione. Sarà attuato attraverso i vari filoni di cooperazione tra l’Unione europea e la Tunisia, seguendo i regolamenti e le procedure applicabili. Presenti alla firma la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, la presidente del Consiglio italiano Giorgia Meloni e il presidente del Consiglio olandese Mark Rutte, insieme al Presidente della Tunisia Kaïs Saied. Per quanto riguarda l’energia, il partenariato energetico aiuterà la Tunisia nella transizione verso l’energia verde, riducendo i costi e creando il quadro per il commercio delle energie rinnovabili e l’integrazione con il mercato dell’Ue.

La Tunisia e l’Unione Europea sono consapevoli del potenziale della Tunisia nel campo delle energie rinnovabili e, nell’interesse comune di garantire una maggiore sicurezza della produzione e dell’approvvigionamento energetico tra le due parti, stanno lavorando per concludere un partenariato strategico nel settore dell’energia, rafforzando così la crescita verde e la creazione di posti di lavoro“, si legge nel capitolo sulla transizione energetica verde. L’impegno delle due parti si basa sull’attuazione degli impegni assunti nell’ambito dell’Accordo di Parigi, in particolare sul contributo e la strategia nazionale di Tunisi “per uno sviluppo a zero emissioni di carbonio e resiliente al clima entro il 2050, nei settori della mitigazione e dell’adattamento ai cambiamenti climatici“. Tra gli obiettivi c’è il rafforzamento della “produzione di idrogeno rinnovabile e dei suoi derivati“, della cooperazione “sulle catene di approvvigionamento per le tecnologie energetiche pulite e la produzione di energia in modo reciprocamente vantaggioso“. Questi obiettivi “richiedono la mobilitazione su larga scala di strumenti finanziari mirati, comprese le garanzie, accompagnati da riforme adeguate che portino a un quadro normativo favorevole, trasparente, stabile e prevedibile, per attrarre gli investimenti e lo sviluppo commerciale nel settore delle energie rinnovabili in Tunisia“, in vista della firma dell’accordo sulla sovvenzione concessa nell’ambito dello Strumento europeo di interconnessione da 307 milioni di euro e dell’introduzione del meccanismo di aggiustamento delle frontiere per il carbonio (Cbam). Le parti hanno concordato che l’attuazione del partenariato “dovrebbe basarsi su una tabella di marcia elaborata congiuntamente“, per aiutare la Tunisia a produrre energia rinnovabile, “migliorando le prestazioni dei servizi pubblici e delle imprese pubbliche attive nel settore energetico, semplificando le procedure amministrative, mettendo in atto gli strumenti e i regolamenti necessari per integrare la Tunisia nel commercio internazionale di energia rinnovabile e più in generale, riformando il quadro normativo del settore energetico“.

Nel pilastro sull’economia e commercio sono incluse anche agricoltura, economia circolare e transizione digitale. “Le parti si adoperano per rafforzare il loro partenariato nel campo della gestione sostenibile dell’acqua al fine di garantire l’accesso ad acqua potabile di qualità, di adoperarsi per un’irrigazione agricola sostenibile, anche attraverso l’uso di acqua non convenzionale (acqua piovana, acqua salmastra e acque reflue trattate) e di sviluppare infrastrutture strategiche per la gestione e il trasferimento dell’acqua“, si legge nel test. La cooperazione si basa sull’agricoltura sostenibile, la resilienza dei sistemi alimentari e sicurezza alimentare, “anche a vantaggio del rafforzamento dei sistemi cerealicoli e di alcuni prodotti agricoli, in particolare nell’ambito di negoziati da concordare“. Sul piano dell’economia circolare, Ue e Tunisia “si adoperano per rafforzare la loro cooperazione nella transizione verso un’economia circolare a basse emissioni di carbonio basata sull’uso efficiente delle risorse“, che comprenderà “la gestione sostenibile dei rifiuti, anche attraverso partenariati pubblico-privato“. Infine sulla transizione digitale le due parti hanno concordato di rafforzare “le capacità, la cooperazione tecnologica, il finanziamento e i progetti comuni“. Tra i progetti di cooperazione c’è quello del cavo digitale sottomarino ‘Medusa’ per la connessione ad alta velocità, ma anche la possibilità di rendere la Tunisia un “hub per la fornitura di connettività Internet ad altre parti del continente africano“. Sarà analizzata la possibilità che il Paese partecipi al Programma Europa Digitale e, “più in generale, a qualsiasi iniziativa europea nel campo dell’innovazione e della digitalizzazione“.