Turismo a gonfie vele nel 2026, effetto Olimpiadi. Santanchè: “100 mln presenze in 4 mesi”

Il turismo in Italia vola, spinto dai grandi eventi: la fine del Giubileo e le Olimpiadi invernali.

Dopo un 2025 di consolidamento, con occupate in media almeno 6 camere su 10 tra le disponibilità degli esercizi ricettivi, il 2026 si preannuncia in crescita: il tasso di riempimento tra gennaio e aprile è già vicino al 50% in hotel e strutture extralberghiere, trainato dalla crescita della domanda dei turisti provenienti da Germania, Francia e Svizzera. Lo rivela l’ultima indagine di Isnart per Unioncamere ed Enit nell’ambito dell’Osservatorio sull’Economia del Turismo delle Camere di commercio.

Nel biennio 2025-2026, il Giubileo ha portato un chiaro aumento di clientela nel Lazio (50% degli operatori), con un’onda lunga che ha coinvolto anche le vicine Marche e Umbria (dove il 30% degli operatori si dicono “soddisfatti” per i risultati ottenuti grazie al traino dell’evento). Per Milano-Cortina, in attesa dei dati definitivi, le prime stime segnalano un tasso tra il 70% e l’85% di camere occupate per febbraio; e prenotazioni anticipate intorno al 60% per i mesi successivi, a dimostrazione della coda lunga che i grandi eventi portano sul territorio, creando valore per le mete ospitanti.

I grandi eventi, sportivi e non, si riconfermano un enorme catalizzatore di flussi turistici ed economici e i loro effetti propulsivi si riverberano anche nella crescita delle presenze che, in base al modello predittivo del Ministero del Turismo, sono stimate in oltre 100 milioni nei primi quattro mesi del 2026” precisa la ministra del Turismo, Daniela Santanchè, ricordando che manifestazioni come le Olimpiadi o il Giubileo sono una “vetrina che aumenta la visibilità, la notorietà e l’appeal delle destinazioni italiane, nonché poderosi attrattori di investimenti e infrastrutture a beneficio di territori e comunità”.

“I grandi eventi che vedono l’Italia protagonista sulla scena internazionale in questo biennio, sono importanti occasioni di crescita per il posizionamento delle destinazioni italiane, con effetti che saranno evidenti nel medio-lungo periodo” spiega Loretta Credaro, Presidente Isnart-Istituto Nazionale Ricerche Turistiche e Culturali, “tra gli operatori si percepisce un generale clima di fiducia rispetto alla visibilità, e quindi alle prospettive di ritorno economico nei prossimi anni degli investimenti realizzati, a vantaggio di tutta la filiera turistica locale”.

“Da grandi eventi e manifestazioni ci attendiamo un ritorno turistico anche sul medio lungo periodo. Viaggiatori che in prima battuta scelgono determinate mete per seguire degli appuntamenti tornano poi negli anni successivi per visitare l’intero Paese” commenta Ivana Jelinic, AD Enit S.p.A. “L’Italia sta esprimendo tutto il suo potenziale a livello turistico, i viaggiatori internazionali scelgono sempre più le nostre destinazioni, contribuendo allo sviluppo sociale ed economico dei territori ed anche delle aree interne”.

Il 40% delle imprese impattate dall’Olimpiade invernale Milano-Cortina, in particolare, segnalano come l’evento abbia già favorito un aumento di visibilità per la propria struttura, con indubbie ricadute in termini di brand per il ‘Sistema Italia’.

Dalle indagini svolte direttamente ai turisti in vacanza da Unioncamere-Isnart, si stimano quasi 891 milioni di presenze turistiche complessive nel 2025, tra ricettività ufficiale e mercato parallelo delle abitazioni private, che attivano sui territori un impatto economico stimato in 108,8 miliardi di euro, tra spese di alloggio, ristorazione, trasporti locali e parcheggi, shopping, attività ludiche e culturali. Sale la domanda straniera, che costituisce il 48% dei flussi turistici, pari a circa 431 milioni di presenze stimate per il 2025 nelle nostre destinazioni (+0,6% sul 2024, +4,4% sul 2023). Un turismo internazionale che investe di più rispetto al passato per viaggi ed esperienze in Italia: stimati 60 miliardi di euro di spese turistiche sul luogo di vacanza (+3% sul 2024, +34% sul 2023) ed un aumento di budget per ristoranti, degustazioni e acquisti di prodotti tipici locali, musei e monumenti, eventi e divertimenti. La spesa media giornaliera rilasciata sul territorio per il turista straniero è di 72 euro per l’alloggio e 105 euro per le altre spese.

La cultura, per il quarto anno consecutivo, risulta la prima motivazione di visita degli stranieri nel nostro Paese (muove da sola il 45% di questi visitatori), seguita dal turismo enogastronomico, tra degustazioni e ristoranti di eccellenza (20%); terzo gradino del podio per il turismo outdoor.

Una curiosità: circa il 20% dei turisti stranieri ha utilizzato l’intelligenza artificiale per pianificare e organizzare la vacanza in Italia (organizzazione logistica, scelta degli itinerari e delle attività da svolgere, alloggi e ristoranti). Rispetto alle recenti vacanze a cavallo tra Natale ed Epifania, monitorate grazie alla location intelligence (analisi del traffico mobile a destinazione), è stata stimata la presenza di 5,9 milioni di turisti in Italia, dei quali 2,3 milioni stranieri (68 mila in più del Natale 2024), con una crescita più elevata nel Lazio e in Umbria e nelle mete del turismo montano di Valle d’Aosta e Trentino-Alto Adige. Sul mercato alternativo delle abitazioni private si registrano 6,7 milioni di notti prenotate tramite il portale Airbnb per soggiorni tra marzo e giugno, in leggera crescita rispetto allo scorso anno (dati tratti dal database AirDnA), cui si aggiungono altre 4 milioni di notti per i soggiorni estivi di luglio e agosto 2026.

Milano-Cortina, Fs punta su intermodalità e sostenibilità: previsti 100mila passeggeri

Ingente la mole di investimenti, pensati dal Gruppo Fs per migliorare il patrimonio infrastrutturale del Paese, anche oltre l’evento sportivo, che vedrà l’Italia protagonista con tre regioni coinvolte: Lombardia, Veneto e Trentino-Alto Adige. In Lombardia, Rete Ferroviaria Italiana, in coordinamento con il MIT, ha programmato investimenti per 341 milioni di euro destinati al potenziamento delle aree olimpiche, attraverso interventi su stazioni, accessibilità, manutenzione e sicurezza della rete. Tra Veneto e Trentino-Alto Adige, si aggiungono 303 milioni di euro finalizzati alla riqualificazione, all’elettrificazione e al rafforzamento dei collegamenti strategici, con l’obiettivo di assicurare la continuità dei servizi durante i Giochi e di lasciare un’eredità infrastrutturale duratura ai territori coinvolti.

“Per Milano-Cortina 2026 come Gruppo FS abbiamo messo in campo un grande lavoro sul fronte ferroviario: Rfi ha ristrutturato dieci stazioni nei territori interessati da queste Olimpiadi diffuse e Trenitalia si prepara a gestire flussi superiori ai 100mila passeggeri”, spiega Giuseppe Inchingolo, Chief Corporate Affairs, Communication & Sustainability Officer di Fs. “Dal punto di vista degli investimenti, parliamo di 341 milioni di euro in Lombardia e 303 milioni tra Trentino e Veneto, a cui si affianca un importante contributo del trasporto su gomma, con circa 500 bus di Busitalia al giorno diretti verso le principali destinazioni in tutta Italia”, aggiunge.

Le stazioni, poi, assumono il ruolo di veri e propri hub di gestione, con assistenza ai passeggeri, diffusione delle informazioni, indirizzamento dei flussi e il coordinamento tra diverse modalità di trasporto. Rfi metterà a disposizione della Fondazione Milano-Cortina 2026 spazi e aree dedicate, progettati per supportare in modo efficace la gestione dei flussi e le attività di assistenza. Sono previsti due hub di interscambio nelle stazioni di Tirano e Ponte nelle Alpi, nodi strategici per il passaggio dal treno agli autobus diretti verso le venues olimpiche. Inoltre, nelle giornate più simboliche, come la cerimonia di chiusura dei Giochi Olimpici e quella di apertura dei Giochi Paralimpici, sarà inoltre attivato un hub di interscambio anche presso la stazione di Verona Porta Nuova. In stazioni chiave come Venezia Mestre, Trento, Verona Porta Nuova, Tirano, Ponte nelle Alpi e Valdaora, poi, saranno allestiti spazi dedicati a infodesk, aree per lo staff e punti informativi.

Un impegno si inserisce in un più ampio percorso di potenziamento delle stazioni situate nelle aree olimpiche, sostenuto da un investimento complessivo di 145 milioni di euro. Trenitalia sta potenziando i propri servizi ferroviari in vista dei Giochi Olimpici e Paralimpici Milano-Cortina 2026, offrendo soluzioni dedicate per atleti, staff, famiglie e pubblico. Sono stati potenziati i collegamenti di Alta Velocità e del Regionale, affiancati da soluzioni intermodali integrate “treno+bus”. Inoltre, nei weekend dal 7 febbraio al 15 marzo 2026, Frecciarossa raggiungerà Malpensa Aeroporto con collegamenti diretti tra Milano e Venezia/Udine.

In collaborazione con la Regione Veneto, sarà anche rafforzato il servizio dei treni regionali, con un FOCUS sulla stazione di Ponte nelle Alpi. A queste iniziative si aggiungono oltre 40 treni charter esclusivi, disponibili sia nei giorni di gara sia durante le cerimonie di chiusura olimpica e di apertura paralimpica, con un particolare potenziamento dei collegamenti verso Verona e dei relativi rientri.

Tra gli sforzi dell’azienda “c’è poi il lavoro straordinario di Anas, probabilmente il più complesso, che ha visto la realizzazione di nuove gallerie e nuovi viadotti per rendere questi territori sempre più accessibili”, dice ancora Inchingolo. “Quello che stiamo costruendo è un’eredità concreta e duratura: grazie alle Olimpiadi, territori e località stanno rafforzando la propria attrattività turistica, Milano consolida il suo ruolo internazionale e le aree montane vivono una nuova fase di valorizzazione. È stato un grande lavoro di squadra: abbiamo rispettato i tempi, siamo pronti e dimostrato di essere un’eccellenza”.

Milano-Cortina e la sostenibilità: 100% energia rinnovabile, misurata anche l’impronta idrica

I Giochi Olimpici e Paralimpici Milano Cortina 2026, che iniziano domani 6 febbraio con la cerimonia di apertura a San Siro, a Milano, mirano ad essere in linea con i principi dell’Agenda Olimpica 2020+5. L’approccio alla sostenibilità, confermano dalla Fondazione Milano-Cortina, è strettamente legato al Modello Diffuso dei Giochi, che prevede la distribuzione degli eventi su un territorio ampio, migliorando la sostenibilità ma aumentando le sfide logistiche, trasportistiche e di comunicazione rispetto a un modello concentrato. Questo approccio mira a valorizzare più località, riducendo le nuove costruzioni. Di fatto, il Comitato Organizzatore è responsabile dell’organizzazione dell’evento e non della realizzazione delle infrastrutture. Ciononostante, confermano che l’85% delle sedi di gara è costituito da impianti esistenti o temporanei, riducendo la necessità di nuove costruzioni e, di conseguenza, l’impatto climatico.

“Le sedi temporanee sono progettate per essere smontate e ripristinate dopo i Giochi, nel pieno rispetto dei territori che le ospitano”, fanno sapere della Fondazione. Quasi il 100% di energia elettrica è proveniente da fonti rinnovabili certificate in tutte le venue. Per ridurre sprechi e impatto ambientale, il Comitato ha scelto di contenere al minimo gli acquisti privilegiando il noleggio e sviluppando un Piano di Riuso per i beni mobili acquistati. Verranno riutilizzate circa 20.000 attrezzature e arredi provenienti dai Giochi di Parigi 2024, evitando nuova produzione e prolungando il ciclo di vita dei materiali. L’approccio agli acquisti include anche la scelta di beni logistici e attrezzature medicali di seconda mano, purché in ottime condizioni, per ridurre gli sprechi e l’impatto lungo l’intero ciclo di vita dei materiali.

La gestione dei rifiuti rappresenta un altro pilastro: tutte le venue saranno dotate di sistemi avanzati di raccolta differenziata, con l’obiettivo di raggiungere il 70% di differenziata e, all’interno di questa quota, l’80% di riciclo degli imballaggi. È prevista inoltre una raccolta dedicata delle bottiglie in PET per garantire un vero processo ‘bottle to bottle’, in cui le bottiglie recuperate vengono trasformate in nuove bottiglie per bevande. Nella ristorazione, si punta a ridurre il più possibile il monouso e ad adottare soluzioni circolari. Sul fronte alimentare, l’obiettivo è recuperare o riciclare il 100% del cibo in eccesso, destinando le eccedenze a enti non profit e istituzioni locali. In questo, Fondazione Milano Cortina 2026 ha siglato un accordo di collaborazione con Fondazione Banco Alimentare ETS per le regioni Lombardia e Veneto e con TrentinoSolidale ODV per la Val di Fiemme, con l’obiettivo di promuovere il recupero del cibo non consumato nelle attività di ristorazione delle venue dei Giochi, ridurre lo spreco alimentare e rendere le eccedenze disponibili alle persone in situazione di fragilità.

Fondazione Milano Cortina 2026 utilizzerà una flotta con circa il 20% di auto in meno rispetto alle edizioni precedenti (Torino 2006). La flotta includerà il 21% di veicoli completamente elettrici e farà ampio uso di diesel HVO per ridurre le emissioni di CO2. Saranno attuate politiche di car pooling per utilizzare un numero inferiore di auto per le esigenze di spostamento dei dipendenti della Fondazione. Impact 2026, lanciata nel febbraio 2024 dalla Fondazione Milano Cortina 2026 insieme a Fondazione Brodolini e Yunus Sports Hub, promuove l’ingresso nella supply chain dei Giochi di imprese dell’Economia Sociale e Solidale, microimprese e PMI. L’obiettivo è orientare gli acquisti verso fornitori ad alto impatto sociale e favorire pratiche etiche, sostenibili e inclusive.

Altro aspetto fondamentale è l’inclusione sociale. Il progetto Adaptive Winter Sport, sviluppato con CIP, FISG e FISIP, mira a rendere gli sport invernali più accessibili, attraverso corsi educativi, campi di allenamento, formazione di nuovi istruttori, supporto alle associazioni e fornitura di attrezzature per futuri atleti con disabilità. Parallelamente, la Fondazione Milano Cortina (Gen26) porta in Italia il programma educativo paralimpico ‘I’mPOSSIBLE’, lanciato a marzo 2025 con P&G, che offre gratuitamente a insegnanti risorse didattiche, video e lesson plan per educare all’inclusione, alla diversità e al coraggio attraverso le storie degli atleti paralimpici. Fondazione ha pubblicato la prima edizione italiana delle Portrayal Guidelines del CIO che offre indicazioni preziose per promuovere una rappresentazione di genere equa e rispettosa nelle comunicazioni legate ai Giochi. Per i Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026 il 47% delle quote sarà riservato alle atlete, un vero record per la storia dei Giochi. Inoltre, il programma olimpico vedrà ben 50 eventi femminili, con nuove discipline che si aggiungono per rendere davvero protagonista lo sport al femminile.

Per la prima volta nella storia dei Giochi invernali e dopo l’esperienza innovativa di Parigi 2024 durante i Giochi estivi, verrà misurata anche l’impronta idrica dell’evento. Le Torce di Milano Cortina 2026, chiamate ‘Essential’ sono state progettate secondo criteri stringenti di economia circolare e sono certificate ReMade in Italy. Questa certificazione garantisce trasparenza ed evita il rischio di greenwashing, attestando la reale sostenibilità dei materiali impiegati. Le componenti principali includono alluminio riciclato al 90%, un polimero XL Extralight con il 69% di riciclato, acciaio black coil con il 21% di riciclato per il deflettore della fiamma e ottone riciclato al 90% per la valvola interna. Il risultato è che oltre il 60% del peso complessivo delle torce è dato da materiali provenienti da riciclo, rispettando così la conformità rispetto agli obiettivi di circolarità che erano stati fissati.

 

A Parigi sfila Kévin Germanier: il ‘Frankenstein’ dell’upcycling

Photo credit: AFP

 

Sulle passerelle di Parigi sfila un rivoluzionario dell’upcycling, lo stilista svizzero Kévin Germanier.

Maestro delle perle e del colore, il designer appartiene alla giovane generazione di stilisti che dalle Olimpiadi si stanno affermando nella nuova scena della moda parigina. Recupera, ricicla, ricuce, crea qualcosa di totalmente nuovo e inaspettato dagli scarti: “Nel mondo della moda ci piace che tutto sia ‘slick’ (immacolato), ma io mi vedo un po’ come Frankenstein, che sperimenta e armeggia con i suoi piccoli trucchi”, spiega il 32enne. Il suo stile è regressivo, giocoso e colorato. Pompon giganti, perline e padronanza dell’alta moda. È su questo nome in ascesa, amato da redattori e fashionisti, che la costumista delle Olimpiadi di Parigi di quest’estate, Daphné Bürki, ha puntato per la cerimonia di chiusura.

Durante i nove mesi di preparazione top-secret per il costume del ‘Voyageur d’oro‘, che è saltato dal tetto dello Stade de France con una tuta d’oro, Kévin Germanier dice di aver vissuto “l’esperienza di una vita”. Vogue lo ha definito “il costume più impressionante della cerimonia”. Gli utenti di Internet si sono scatenati su questa sagoma di una creatura volante, in parte vespa, in parte zanzara, in parte fuoco d’artificio. C

ome il resto della sua generazione, per convinzione ma anche per necessità, lo stilista ha fatto una religione dell’upcycling: l’utilizzo di scarti di tessuto, materiali di magazzino e altri articoli invenduti. Tutto è iniziato durante un corso di formazione a Hong Kong, con sacchetti di perle “troppo vicini alla finestra che si erano scoloriti al sole”, racconta Kévin Germanier. “L’upcycling non è andare in un negozio vintage e ricavare qualcosa da una maglietta, ma è ricavare qualcosa dalla spazzatura”, osserva.

Lo svizzero, nato a Granges nel Canton Vallese, è cresciuto con le gonne della madre e della nonna, notando già che “quando c’è un buco si cuce un fiore piuttosto che andare a comprarne uno nuovo”. Incoraggiato dalla famiglia, si è iscritto alla prestigiosa scuola Central Saint Martins di Londra. “Tutti i miei progetti erano neri, grigi e beige e, per la mia collezione di laurea, dato che non avevo nulla da perdere poiché sapevo già che mi aspettava un lavoro da Vuitton, mi sono detto: tutto deve brillare”, racconta. “È una gag”, dice ridendo. “È importante essere spiritosi e anticonformisti in questo settore”, insiste lo stilista, sottolineando che ”fa abiti con piume e paillettes. Non stiamo curando una malattia, quindi va tutto bene”. Parigino d’adozione, “molto vicino ai numeri come tutti gli svizzeri”, coltiva tuttavia la sua cultura imprenditoriale con metodo, e il successo lo ha portato nei guardaroba di Lady Gaga e Taylor Swift. “La moda è prima di tutto un business, ed è importante trovare il prodotto che andrà a ruba, quindi un profumo, una piccola borsa o un foulard”, scandisce. Il suo best-seller è una piccola borsa baguette multicolore con una tracolla di perle, molto pop. Assunto da LVMH per rovistare nelle scorte e riciclare i rifiuti attraverso un progetto “tenuto segreto”, l’ambizioso designer, che sogna un posto di direttore artistico da Dior, ripete che è entrando in questo tipo di casa “che si possono davvero cambiare le cose”. “Non so se sia il mio destino, ma finché creo – avverte Kévin Germanier -, farà parte del mio processo, e quando mi divertirò meno, smetterò”.

Parigi 2024, la Senna è di nuovo inquinata: a rischio le gare di triathlon. Test sospesi

Non è bastato il milione e mezzo di euro speso per migliorare la qualità dell’acqua e renderla balneabile: la Senna non ha retto due giorni di piogge e il suo livello di inquinamento è tale che, dopo quella di domenica, anche la sessione di lunedì degli allenamenti del triathlon è stata sospesa. Ma il Comitato organizzatore dei Giochi olimpici di Parigi rassicura: “Le gare di martedì e mercoledì si terranno”.

Dopo una riunione tra lo stesso comitato, le autorità locali e Météo-France, la Federazione internazionale di triathlon ha così preso la “decisione di annullare la parte di nuoto del triathlon di familiarizzazione” prevista per lunedì mattina, come il giorno precedente, perché i “livelli di qualità dell’acqua (…) non offrono sufficienti garanzie”. La colpa? Della “pioggia caduta su Parigi” venerdì, durante la cerimonia di apertura, e sabato.

Non è chiaro quale sia il livello di batteri E.Coli ed enterococchi riscontrato nella Senna, ma dal momento che “la priorità è la salute degli atleti”, si è scelto di non farli scendere in acqua. Evidentemente la soglia di sicurezza è stata superata. La decisione di permettere o meno agli atleti di nuotare nel fiume viene presa la sera prima dell’evento sulla base di una serie di fattori, tra cui le analisi della qualità dell’acqua effettuate il giorno precedente, che richiedono 24 ore per emettere il loro verdetto. Se la qualità dell’acqua fosse insufficiente il giorno 1, gli organizzatori hanno previsto dei “giorni di emergenza” per rinviare gli eventi.

Il triathlon è la prima disciplina olimpica a svolgersi nella Senna, prima del nuoto in acque libere nella seconda settimana delle Olimpiadi di Parigi. L’evento di triathlon individuale maschile dovrebbe iniziare martedì alle 8, prima dell’individuale femminile mercoledì alla stessa ora. Non ci sarà quindi una ricognizione preventiva del percorso di nuoto nel fiume, a partire dal ponte Alexandre-III. E questo in un momento in cui la portata della Senna, ingrossata dalle piogge delle ultime settimane, è tre volte superiore al suo livello estivo abituale (oltre 400 m3/secondo lunedì mattina, rispetto ai 100-150 in tempi normali).

Gli organizzatori sono “fiduciosi che la qualità dell’acqua tornerà al di sotto dei limiti prima dell’inizio delle gare di triathlon del 30 luglio”, cioè martedì, “viste le previsioni meteo per le prossime 36 ore”. “Domani la situazione tornerà alla normalità”, ha assicurato la sindaca di Parigi Anne Hidalgo a France Bleu Paris, sottolineando che “la pioggia di venerdì è stata eccezionale”. Ma attenzione ai temporali in vista della gara di mercoledì. Martedì sera sono previste forti piogge che si sposteranno dal centro della Francia alla regione parigina, rischiando quindi di compromettere di nuovo la qualità del fiume.

Si tratta del momento della verità per gli organizzatori delle Olimpiadi di Parigi: lo Stato e le autorità locali hanno investito 1,4 miliardi di euro per rendere la Senna e il suo principale affluente, la Marna, balneabili per le Olimpiadi e poi per il grande pubblico. “È grazie a tutti questi investimenti che la situazione si sta ripristinando molto rapidamente”, ha ribadito la sindaca.

A causa delle forti piogge, la qualità dell’acqua della Senna è stata scarsa per gran parte del mese di giugno, ma da allora è migliorata: le analisi della qualità dell’acqua sono state recentemente conformi agli standard sanitari per sei giorni su sette, dal 17 al 23 luglio.

Sabotaggio sulla rete ferroviaria SNCF in Francia: trasporti nel caos

Sabotaggio a poche ore dalla cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici di Parigi: le ferrovie francesi hanno subito un “massiccio attacco” nella notte tra giovedì e venerdì che ha gravemente interrotto la circolazione dei suoi treni con il rischio di linee bloccate per “l’intero fine settimana”, lasciando 800.000 viaggiatori in attesa, compresi gli atleti. I cavi in ​​fibra ottica che correvano nelle canalette situate vicino ai binari e che garantivano la trasmissione delle informazioni di sicurezza per i conducenti (semafori rossi, interruttori, ecc.) sono stati tagliati e incendiati in diversi punti della rete, provocando un enorme caos già all’alba di venerdì. La linea TGV Atlantique, che collega Parigi alla Bretagna nell’ovest del Paese, ma anche nel sud-ovest, è stata la più colpita.

Nessun treno ha potuto circolare in entrambe le direzioni fino al primo pomeriggio e una cinquantina di essi sono stati soppressi. Il traffico ferroviario è poi ripreso, ma con un solo treno su tre in circolazione. Sulla linea ad alta velocità verso l’est della Francia circolano tutti i treni, ma con un’ora e mezza di ritardo. Verso nord, infine, i ritardi si aggirano intorno ad un’ora e alcuni treni sono stati soppressi. Eurostar, la compagnia che serve Parigi, Lille, Bruxelles, Londra e Amsterdam, tra gli altri, è stata costretta a cancellare un quarto dei suoi treni nella giornata di oggi, e lo stesso è previsto per sabato e domenica. “Le persone più colpite oggi sono gli 800.000 viaggiatori attesi questo fine settimana… è stato preso di mira il grande crossover verso le vacanze piuttosto che Olimpiadi“, ha affermato il ministro dei Trasporti Patrice Vergriete. In serata, Sncf ha fatto sapere che sabato due TGV su tre circoleranno sull’asse Bretagna e Sud-Ovest, l’80% sull’asse Nord, tutti con ritardi da una a due ore, e il traffico sarà normale sulla linea ad alta velocità Est. La compagnia francese ha assicurato che “saranno garantiti tutti i trasporti delle squadre e degli accreditati per le Olimpiadi“, precisando che “in questa fase, il traffico resterà interrotto domenica sull’asse Nord e dovrebbe migliorare sull’asse Atlantico per i rientri del fine settimana“.
Un atto doloso è stato però sventato” sulla linea Alta Velocità Sud-Est. I ferrovieri che effettuavano operazioni di manutenzione durante la notte hanno avvistato persone avvisando la gendarmeria, mettendole in fuga”, ha dichiarato il direttore generale della SNCF Jean-Pierre Farandou.

La Procura di Parigi ha aperto un’inchiesta su deterioramento di beni che potrebbero ledere gli interessi fondamentali della Nazione, attacchi ad un sistema automatizzato di trattamento dei dati da parte di una banda organizzata e di un’associazione criminale allo scopo di commettere questi delitti e crimini. “Tutti gli elementi dimostrano chiaramente che si tratta di volontarietà: la concomitanza (…); furgoni ritrovati con persone in fuga (…); ordigni incendiari rinvenuti sul posto“, ha affermato il ministro dimissionario Patrice Vergriete . Si tratta di un “atto criminale scandaloso” che “ovviamente condanno fermamente”, ha insistito. Un sabotaggio simile è avvenuto l’anno scorso in Germania, o sull’LGV Est, nel gennaio 2023.

Il primo ministro del governo dimissionario Gabriel Attal ha invitato “alla prudenza”. “L’indagine sta partendo, invito tutti a fare attenzione. Quello che sappiamo, quello che vediamo, è che questa operazione è stata preparata, coordinata, che sono stati presi di mira i punti chiave, il che dimostra una forma di conoscenza della rete per sapere dove andare a colpire“, ha indicato il capo del governo dimissionario. Il presidente Emmanuel Macron, intercettato dai giornalisti sulla scalinata dell’Eliseo, ha dichiarato che non avrebbe commentato il sabotaggio. “Tutti i nostri servizi di intelligence e le forze di sicurezza interna sono mobilitati per rintracciare, trovare e ovviamente punire i colpevoli“, ha ribadito Attal.

Il modus operandi – incendio doloso degli impianti – assomiglia a quello utilizzato in passato dall’estrema sinistra, stima una fonte di sicurezza. Ma secondo una fonte vicina alla vicenda, al momento non c’è nulla che supporti la tesi del coinvolgimento del movimento. I servizi stanno attualmente studiando tutte le ipotesi.

L’attacco è avvenuto a poche ore dalla cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici a Parigi, quando molti viaggiatori progettavano di convergere nella capitale. Quattro treni hanno trasportato gli atleti per la cerimonia di apertura: due sono riusciti ad arrivare, un altro ha subito ritardo e “la squadra che viaggiava sull’ultimo sarà riposizionata su un altro treno”, hanno precisato la SNCF. Il sito di car pooling BlablaCar ha dichiarato di aver registrato un aumento delle prenotazioni per questo venerdì del 150% rispetto al traffico previsto. Alla stazione di Montparnasse a Parigi, le varie sale della stazione erano affollate di viaggiatori scontenti, alcuni in lacrime. Alla stazione del TGV dell’aeroporto Parigi-Charles-de-Gaulle, decine di passeggeri esaminano con ansia i tavoli delle partenze di questa piattaforma di collegamento. La SNCF ha promesso che i 90.000 bambini trasportati questo fine settimana grazie al programma di sostegno della SNCF avranno la priorità per essere trasportati in sicurezza.

A nove giorni dalle Olimpiadi la Senna è balneabile: nuotata storica della sindaca di Parigi

Con gli occhialini, una muta corta e un grande sorriso, la sindaca di Parigi Anne Hidalgo ha mantenuto la sua promessa e ha fatto un tuffo nella Senna in compagnia di Tony Estanguet, presidente del Comitato organizzatore delle Olimpiadi di Parigi. Una nuotata che vuole essere prima di tutto rassicurante sulle condizioni del fiume a nove giorni dai Giochi Olimpici. Sole splendente, temperatura dell’acqua di 20°C, batteri e flusso ridotti: tutti i pianeti si sono allineati per questa storica nuotata, più di cento anni dopo il decreto prefettizio del 1923 che vietava il nuoto nella Senna.

A pochi passi dall’Hôtel de Ville, la sindaco della città ospitante, il presidente del Cojo e il prefetto della regione Ile-de-France, Marc Guillaume, si sono tuffati nell’acqua verde opaca alle 10.00 del mattino prima di una nuotata di 100 metri. Accanto a loro Pierre Rabadan, vicesindaco di Parigi con delega allo sport, alle Olimpiadi e alla Senna, e sul ponte di Sully centinaia di spettatori. 100 metri sono tutt’altro che scontati. La Senna è la grande protagonista dei Giochi del 2024 e il suo risanamento è stato uno dei pilastri della candidatura di Parigi.

È un “giorno da sogno”, ha detto Hidalgo dopo qualche minuto di nuoto, “la promessa è stata mantenuta”. “È stato un grande lavoro, c’era una dimensione tecnica, le infrastrutture da collegare, tutte le barche… e ce l’abbiamo fatta”. “I Giochi sono stati un acceleratore” e questa nuotata segnerà “una pietra miliare“, ha continuato la prima cittadina. “È così, la Senna è balneabile e le gare di triathlon e di maratona di nuoto potranno avere luogo”, le ha fatto eco Estanguet. Per il presidente del Cojo, questa nuotata è “anche il simbolo dell’ambizione di Parigi 2024 di essere allo stesso tempo Giochi spettacolari e Giochi responsabili e utili che lasceranno un’eredità”.

Dal 2016, lo Stato e le autorità locali della regione parigina hanno investito 1,4 miliardi di euro per rendere balneabili la Senna e il suo principale affluente, la Marna. Potenziamento degli impianti di trattamento delle acque reflue, collegamento delle chiatte alla rete fognaria, raccolta dei rifiuti plastici: il piano ha prodotto anche cinque grandi opere, tra cui un bacino di raccolta delle acque piovane e reflue vicino alla Gare d’Austerlitz, una vera e propria cattedrale sotterranea scavata nel centro di Parigi. Questo bacino ha funzionato due volte durante le tempeste di giugno e luglio. Ha impedito lo sversamento di 15.000 m3 nella Senna, cosa “che avrebbe avuto un effetto deleterio sulla qualità dell’acqua per diversi giorni”, ha dichiarato Samuel Colin-Canivez, responsabile dei grandi lavori per la rete delle acque reflue.

Per gli organizzatori si avvicina il momento della verità: dopo la cerimonia di apertura del 26 luglio, le gare di triathlon (30 e 31 luglio, 5 agosto), maratona di nuoto (8 e 9 agosto) e paratriathlon (1 e 2 settembre) dovranno svolgersi nella Senna. In caso di forti piogge, l’acqua non trattata potrebbe essere scaricata nel fiume, un fenomeno che le strutture di ritenzione inaugurate poco prima dei Giochi sono state progettate per evitare. Il piano B prevede il rinvio degli eventi di qualche giorno, mentre il piano C mira a spostare la maratona di nuoto a Vaires-sur-Marne (Seine-et-Marne). “Restiamo calmi come sempre, oggi il rischio è molto, molto basso”, ha cercato di rassicurare Estanguet. “Conosciamo tutti le acque leggermente inquinate, perché praticamente ovunque nuotiamo abbiamo questo problema”, ha commentato Dorian Coninx, campione del mondo di triathlon 2023, in videoconferenza, precisando che in caso di problemi “c’è anche un giorno di contingenza previsto per rinviare la gara“.

Nelle ultime due settimane, nonostante il flusso d’acqua nella Senna sia ancora elevato come sempre (circa 400 m3/secondo martedì), il che ha un effetto negativo sulla qualità dell’acqua, il municipio e la prefettura regionale hanno annunciato risultati batteriologici generalmente positivi. Secondo gli ultimi due campionamenti effettuati il 26 giugno e il 4 luglio dalla ONG Surfrider sul percorso olimpico, i livelli di E.Coli e di enterococchi, i due batteri fecali misurati per determinare se la balneazione fosse consentita o meno, erano conformi agli standard fissati dalle federazioni internazionali degli sport interessati. Marc Valmassoni, coordinatore di Surfrider per la salute e l’acqua, ha dichiarato all’AFP: “L’acqua è attualmente idonea alla balneazione, anche se si rammarica del fatto che le autorità non abbiano tenuto conto del contenuto chimico”. Il ministro dello Sport Amélie Oudéa Castera, che aveva anticipato di qualche giorno l’appello nuotando nel fiume di nascosto sabato mattina, ha dichiarato di non aver avuto “alcun effetto collaterale”. “Sto molto bene, sono in ottima forma, siamo pronti, la Senna sarà balneabile”, ha assicurato al quotidiano L’Union. Mercoledì Hidalgo ha reso omaggio a Jacques Chirac, che da sindaco della capitale nel 1990 aveva promesso ai parigini che le acque della Senna si sarebbero aperte a loro. Ciò avverrà nell’estate del 2025 sul ramo di Marie, così come a Bercy e sul ramo di Grenelle, dove i parigini potranno nuotare.

Le Olimpiadi di Parigi cedono: sì all’utilizzo di aria condizionata nel villaggio

Un anno e mezzo fa la sindaca di Parigi Anne Hidalgo e gli organizzatori delle Olimpiadi avevano proclamato che non ci sarebbe stata aria condizionata nel Villaggio Olimpico. A meno di tre settimane dall’arrivo delle prime delegazioni, verranno installate circa 2.500 unità di climatizzazione temporanee.

Questa è la storia di una promessa non mantenuta. Una promessa fatta in linea con il desiderio degli organizzatori di ospitare Giochi “verdi e sostenibili“, che ha finito per sciogliersi al sole.
È la realtà contro l’ideologia. È molto virtuoso volere un villaggio olimpico senza aria condizionata in piena estate, ma le prestazioni degli atleti sono legate al loro stato di forma e al loro recupero. E anche questo conta“, ha riassunto un alto esponente del movimento olimpico per l’AFP. Nel febbraio 2023, la sindaca di Parigi Anne Hidalgo (PS), presidente di Solideo (Société de livraison des ouvrages olympiques, responsabile delle strutture permanenti), ha escluso la possibilità di utilizzare tali attrezzature, anche per un periodo limitato durante i Giochi Olimpici. “Non ce ne sarà bisogno. Ho molto rispetto per il comfort degli atleti, ma penso molto di più alla sopravvivenza dell’umanità“, aveva dichiarato a France Info.

Il Villaggio Olimpico costruito da Solideo ha edifici in grado di garantire una differenza di temperatura di -6 gradi rispetto all’esterno. Gli organizzatori hanno ritenuto che ciò fosse sufficiente, anche in caso di ondata di calore, con temperature che hanno superato i 40 gradi per diversi giorni, e oltre i 25 gradi di notte. È stato inoltre aggiunto un sistema di “pavimento reversibile“, che fa circolare l’aria fredda attraverso il pavimento, abbinato a ventilatori installati nelle stanze. Ma. nonostante ciò, la maggior parte dei Comitati Olimpici Nazionali ha espresso più volte i propri timori al Comitato Organizzatore, chiedendo che venisse concessa un’aria condizionata temporanea. “Questo è stato un tema caldo durante le riunioni per due o tre volte. C’è stata una richiesta insistente“, conferma un alto esponente del movimento olimpico.

Il Cojo ha ceduto e ha dovuto accettare l’idea di offrire alle delegazioni la possibilità di noleggiare unità di condizionamento dell’aria durante i Giochi, al costo di circa 300 euro per quindici giorni, secondo il catalogo delle opzioni consultato dall’AFP. Il risultato? Un’ondata di acquisti, con 2.500 unità ordinate sulle 7.000 stanze utilizzate per ospitare quasi 14.250 persone, come ha detto martedì Augustin Tran Van Chau, vicedirettore del villaggio, durante una visita riservata alla stampa. “L’obiettivo era proprio quello di soddisfare questa esigenza estremamente specifica, per gli atleti che stanno disputando la partita o la gara della loro vita“, ha spiegato. Questo comporterà un’enorme pressione sulle bollette energetiche se tutte queste apparecchiature inizieranno a funzionare contemporaneamente.

Sebbene sia attualmente impossibile prevedere le temperature che prevarranno durante i Giochi Olimpici (26 luglio-11 agosto), il 28 giugno Météo-France ha previsto che “condizioni più calde del normale sono leggermente più probabili” per luglio, agosto e settembre. Per limitare l’uso di questi condizionatori, gli organizzatori hanno consigliato alle delegazioni di utilizzarne solo uno “per alloggio“, ha spiegato Augustin Tran Van Chau, ma non c’è alcuna garanzia in merito. La ciliegina sulla torta è che le delegazioni possono anche portare i propri condizionatori d’aria, ma si consiglia di utilizzare unità di “classe A“, ha detto il vice direttore. Tuttavia, secondo un rapporto sull’aria condizionata dell’Agenzia francese per l’ambiente e la gestione dell’energia (Ademe), “la classe A è l’unità di condizionamento mobile meno efficiente attualmente ammessa sul mercato“. E sottolinea che “c’è un pregiudizio cognitivo, perché le persone potrebbero pensare a priori che un prodotto classificato A sia efficiente dal punto di vista energetico“.

Rapporto avverte: “Alle Olimpiadi di Parigi pericolo caldo intenso, rischi per gli atleti”

Un nuovo rapporto redatto da scienziati del clima e atleti mette in guardia dai pericoli delle temperature estreme durante le Olimpiadi di Parigi di quest’estate. “Il caldo intenso durante le Olimpiadi di Parigi di luglio e agosto 2024 potrebbe causare il collasso o addirittura la morte di alcuni atleti“, avverte il rapporto Rings of fire, redatto dall’Ong Climate Central, da accademici britannici di Portsmouth e da 11 atleti olimpici. Le Olimpiadi di Parigi si svolgeranno dal 26 luglio all’11 agosto. Negli ultimi anni, la città è stata colpita da forti ondate di calore. La scorsa estate, più di 5.000 persone sono morte in Francia a causa del caldo, secondo i dati di Santé publique France. Uno studio pubblicato a maggio su Lancet Planet Health ha rivelato che Parigi ha il più alto tasso di decessi dovuti al caldo tra 854 città europee, a causa della sua densa popolazione e della mancanza di spazi verdi. Il rapporto Rings of Fire invita gli organizzatori di grandi competizioni, come i Giochi o la Coppa del Mondo di calcio, che di solito si tengono in piena estate nell’emisfero settentrionale, a ripensare il loro calendario.

Lo studio incoraggia inoltre i comitati organizzatori a migliorare i piani di reidratazione e raffreddamento per gli atleti e i tifosi per evitare il rischio di un colpo di calore. Più che le alte temperature, è l’incessante pioggia a preoccupare gli organizzatori, con acquazzoni regolari a maggio e giugno che hanno causato correnti insolitamente forti nella Senna e una scarsa qualità dell’acqua. Gli organizzatori di Parigi 2024 affermano di aver previsto una certa flessibilità nel programma, in modo da poter spostare eventi come la maratona o il triathlon per evitare i picchi di calore di mezzogiorno. Ma gli spettatori si riuniranno per lo più in tribune temporanee che non saranno ombreggiate, mentre il Villaggio Olimpico è stato costruito senza aria condizionata per ridurre l’impronta di carbonio. Secondo lo studio, un numero crescente di sportivi ha chiesto che i loro programmi vengano adattati per tenere conto delle limitazioni fisiche associate all’aumento delle temperature causato dal riscaldamento globale. “Nel periodo precedente ai Giochi del 2024, l’interruzione del sonno indotta dal caldo è stata citata come una delle principali preoccupazioni per gli atleti, soprattutto a causa della mancanza di aria condizionata nel Villaggio Olimpico“, si legge nel rapporto. Alle squadre olimpiche è stata offerta l’opportunità di installare unità di condizionamento portatili nei loro alloggi, cosa che molte hanno accettato.

La triatleta indiana Pragnya Mohan, citata nel rapporto, ha detto di aver lasciato il suo Paese per sfuggire alle alte temperature. “Con il cambiamento climatico, il caldo è aumentato notevolmente“, ha dichiarato Pragnya Mohan alla stampa. “Non posso allenarmi nel mio Paese. Questo è uno dei motivi per cui mi sono trasferita nel Regno Unito“. Ai Giochi di Tokyo, considerati i più caldi mai registrati, le temperature superavano regolarmente i 30° con un’umidità dell’80%. Gli organizzatori hanno spostato le gare di marcia e le due maratone a 800 km a nord della capitale giapponese nella speranza di un clima più fresco. Nonostante una serie di misure anti-calore, tra cui stazioni di nebulizzazione, molti atleti hanno sofferto, come il tennista russo Daniil Medvedev, che si è chiesto ad alta voce sul campo se non stesse per morire. Dopo Tokyo, il presidente dell’Associazione Internazionale delle Federazioni di Atletica Leggera, Sebastian Coe, che ha scritto una prefazione al rapporto, ha avvertito che gareggiare in “condizioni climatiche molto rigide” era la “nuova normalità“.

Addio al gasolio: solo energia da fonti rinnovabili per le Olimpiadi di Parigi

Neanche una goccia di gasolio”: sia allo Stade de France che al Vélodrome National, i Giochi Olimpici di Parigi saranno illuminati e alimentati da energia elettrica proveniente da fonti rinnovabili, rompendo con le abitudini di consumo di gasolio delle grandi competizioni sportive. È un fatto poco noto che i grandi eventi sportivi e culturali utilizzano quasi sempre generatori alimentati a gasolio per soddisfare le principali esigenze energetiche: trasmissioni televisive, schermi, illuminazione, ecc. “La sera di una partita di calcio si consumano 4.000 litri di gasolio e si immettono nell’atmosfera 12 tonnellate di CO2 equivalente”, ha dichiarato all’AFP Nicolas Perrin, direttore per Parigi dell’Enedis, il gestore della rete pubblica di distribuzione elettrica. Tuttavia, Enedis sottolinea che l’organizzazione delle Olimpiadi di Parigi vuole “cambiare il paradigma”: la regola sarà quella di utilizzare la rete elettrica negli stadi olimpici per l’alimentazione principale, e non i generatori. Questi ultimi saranno presenti, ma verranno accesi solo come “ultima risorsa”.

Questo impegno rientra nell’obiettivo più ampio di dimezzare le emissioni dirette e indirette di gas serra di questi Giochi, rispetto a quelli di Londra e Rio. Per eliminare l’uso dei generatori nelle 42 sedi olimpiche e nelle 19 sedi paralimpiche, Enedis ha stanziato 100 milioni di euro per investimenti in 8.000 interventi e progetti di connessione o messa in sicurezza della rete elettrica. “Per garantire la massima qualità, abbiamo proposto di raddoppiare la fornitura in modo da avere due punti di consegna per ogni sito”, spiega Nicolas Perrin. In questo modo, sono stati potenziati siti storicamente collegati ma la cui fornitura non era sufficientemente dimensionata, come lo Stade de France o il Vélodrome national di Montigny-le-Bretonneux (Yvelines).

Non possiamo permetterci un’interruzione di corrente per una gara di 100 metri in 9,58 secondi”, sottolinea Damien Pillac, responsabile dell’energia per Parigi-2024, riferendosi al record del giamaicano Usain Bolt. A Montigny, ai piedi della pista ciclistica di 250 metri, ‘Jeannie’ si sentirà meno sola: la centrale principale, intitolata alla campionessa di ciclismo Jeannie Longo, sarà integrata da una seconda centrale temporanea. Allo Stade de France, la seconda sottostazione sarà mantenuta anche dopo i Giochi Olimpici. L’obiettivo è sfruttare la “vetrina di Parigi-2024” per “aiutare il mondo degli eventi a fare il passo di collegarsi alla rete” e “abbandonare l’uso massiccio di generatori”, sottolinea Marc Fleury, direttore di Enedis Yvelines.

In termini pratici, il sistema è progettato in modo che “se avessimo un problema con il sistema normale (la sottostazione principale), il sito passerebbe a una fornitura di emergenza” (la seconda sottostazione), spiega Nicolas Perrin. In tutti i siti, Paris-2024 ha previsto una “terza linea di sicurezza che utilizza dei generatori, ma questi entreranno in funzione solo se gli schemi 1 e 2 non saranno più operativi”, cioè “una probabilità quasi nulla”, sottolinea Enedis, che sostiene che la sua rete è sicura al “99,9%”.

Enedis ha portato la sua rete anche nei siti temporanei, nelle aree di celebrazione, nelle fiaccole, ecc. fornendo “terminali per eventi”. Queste cassette di alimentazione retrattili nel terreno possono essere utilizzate in occasione di grandi eventi pubblici, come sfilate di moda o concerti. L’evento equestre di fondo nel parco del Castello di Versailles, troppo lontano dalla rete, sarà alimentato da un generatore a emissioni zero, una sorta di grande batteria elettrica trasportata da un camion.

Un’ultima novità: i Giochi promettono di essere alimentati da “energia rinnovabile al 100%”, grazie a una partnership con la società elettrica francese EDF. Poiché la rete non è in grado di risalire all’origine dell’elettricità, i volumi consumati dai Giochi saranno coperti da garanzie di provenienza da otto parchi eolici e solari, che certificheranno l’immissione in rete di una quantità equivalente di elettricità verde. Nella terra dell’atomo, questa scelta di energia verde si spiega con il contesto della candidatura di Parigi nel 2015. All’epoca si parlava di smantellare i reattori nucleari piuttosto che di costruirne di nuovi, come vorrebbe fare oggi il governo francese.