La produzione industriale italiana torna a salire oltre le stime dopo 26 mesi di calo

Il taglio continuo dei tassi e un calo degli ordini meno forte spinge la produzione industriale italiana a battere un colpo. Ad aprile segna un balzo dell’1% rispetto a marzo, superando le previsioni di una crescita zero. Inoltre, dopo 26 mesi consecutivi di calo tendenziale, si registra un +0,3% anno su anno. Nella media del periodo febbraio-aprile – evidenzia l’Istat – l’incremento del livello della produzione è dello 0,4% rispetto ai tre mesi precedenti. Mese su mese, buon andamento per beni di consumo (+1,8%), strumentali (+0,8%) e intermedi (+0,2%).

A livello tendenziale energia +1,8% e beni di consumo +1,1%. Calano, invece, i beni intermedi (-0,4%) ei beni strumentali (-0,7%). In particolare i settori di attività economica che registrano gli incrementi tendenziali maggiori sono l’industria del legno, della carta e stampa (+4,7%), la fornitura di energia elettrica, gas, vapore ed aria (+4,3%) e la fabbricazione di computer e prodotti di elettronica (+3,3%). Le flessioni più ampie si registrano nella produzione di prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici (-11%), nella fabbricazione di mezzi di trasporto (-9,5%) e nella fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (-5,0%). “Ad aprile l’indice destagionalizzato della produzione industriale registra un incremento congiunturale (+1,0%); si osserva una moderata crescita anche su base trimestrale (+0,4%).

“Anche oggi l’ Istat certifica il disastro delle politiche industriali del Governo Meloni. Non sarà certo il primo mese di flebile aumento della produzione industriale su base annua, ovvero aprile 2025, a cancellare l’immane gravità del record storico di 26 mesi precedenti di crollo della produzione stessa. Del resto i conti più importanti si fanno annualmente”, commentano in una nota i parlamentari M5S delle Commissioni bilancio, finanze e attività produttive di Camera e Senato. “La storia è nota: provvedimenti fallimentari o impalpabili come Transizione 5.0 o l’Ires premiale costituiti micidiali concause del peggior periodo industriale della storia italiana”, concludono i pentastellati. “La produzione industriale riparte dopo due anni di contrazione, e questo grazie alle politiche del governo Meloni. ritrovata linfa del nostro tessuto produttivo dopo due anni in cui la sinistra ha colto ogni occasione per mettere i bastoni tra le ruote al nostro esercizio senza peraltro riuscirsi. Appare ovvio che sia solo un inizio ma significativo sicuramente in cui va sottolineata la ritrovata capacità dell’Italia governata dalla destra con misure tese a sostenere imprese, famiglie, lavoratori ed artigiani”, replica il senatore di Fratelli d’Italia, Matteo Gelmetti, componente la Commissione Bilancio a Palazzo Madama.

Sul fronte sindacale, per il segretario confederale della Cisl Giorgio Graziani, “questo segnale positivo, pur contenuto, può rappresentare, pur in uno scenario di incertezza dovuto alle politiche americane sui dazi e ai conflitti in corso, un punto di svolta importante per il nostro sistema manifatturiero”. Ora però “serve urgentemente un Patto per l’Industria – prosegue Graziani – che coinvolga istituzioni, parti sociali e imprese in una strategia condivisa che trasforma la possibile ripresa in crescita strutturale, attraverso investimenti mirati in ricerca, digitalizzazione e transizione verde, affrontando il gap competitivo rispetto alla media europea negli investimenti industriali, valorizzando il potenziale del Mezzogiorno come risorsa strategica nazionale, accompagnando le transizioni senza sacrificare l’occupazione, investendo massicciamente in formazione e riqualificazione professionale”.

Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha invece usato la risoluzione della crisi de La Perla per commentare il dato diffuso da Istat. “Pochi credevano” al salvataggio “perché la materia era estremamente complessa”, ma “è importante che questo coincida proprio oggi coi segnali positivi per la ripresa industriale del Paese. E’ importante che accada proprio oggi che un’icona così significativa del Made in Italy ha una prospettiva di rilancio industriale importante grazie a investitori internazionali”, ha concluso.

INFOGRAFICA INTERATTIVA Eurostat, ad aprile produzione industriale area Euro cala dello 0,1%

Secondo le prime stime di Eurostat, nell’aprile 2024, rispetto a marzo 2024, la produzione industriale destagionalizzata è diminuita dello 0,1% nell’area dell’euro ed è aumentata dello 0,5% nell’Ue . Nel marzo 2024, la produzione industriale è cresciuta dello 0,5% nell’area dell’euro ed è rimasta stabile nell’Ue. Nell’aprile 2024, rispetto all’aprile 2023, la produzione industriale è diminuita del 3,0% nell’area dell’euro e del 2,0% nell’Ue . Nell’infografica INTERATTIVA di GEA è indicato l’andamento della produzione negli ultimi anni.