
Dazi, Tajani vola a Washington: Evitare guerra commerciale, trattativa a testa alta
Mentre l’Europa prepara le contromisure per rispondere ai Dazi annunciati da Donald Trump, a Roma il governo studia una strategia per il Paese per evitare una guerra commerciale che “non conviene a nessuno“.
Antonio Tajani vola a Washington per incontrare il segretario di Stato Marco Rubio e il rappresentante commerciale Jamieson Greer. L’obiettivo è trovare un compromesso rispetto a quel 30% di Dazi annunciati da Trump per le importazioni provenienti dai Paesi dell’ Ue a partire dal 1° agosto.
“Il Governo italiano continua a lavorare per il raggiungimento di un accordo tra Unione Europea e Stati Uniti che salvaguardi le rispettive economie e che assicuri un quadro chiaro entro il quale le nostre imprese, possano operare e continuare a produrre crescita, occupazione e benessere“, spiega la Farnesina. “Siamo in stretto contatto col commissario Sefcovic, l’ho informato della mia azione negli Usa che sarà soprattutto politica“, riferisce Tajani, ribadendo la linea italiana del “dialogo a testa alta, sapendo che ci sono possibili contromisure”. La trattativa concede ancora venti giorni: “L’Europa deve trattare tutelando gli interessi dell’industria”, ribadisce, ricordando che le guerre commerciali “non fanno bene a nessuno”.
Al suo posto al consiglio Commercio di Bruxelles c’è la sottosegretaria Maria Tripodi. “L’Italia sostiene fortemente la Commissione nell’attuale complessa fase del negoziato con gli Usa, al fine di raggiungere una soluzione alle questioni commerciali aperte che consenta di rafforzare l’unità dell’Occidente”, assicura la sottosegretaria, evidenziando la necessità di perseguire un’intesa che garantisca alle imprese la necessaria stabilità per continuare a esportare, investire, produrre ricchezza e generare occupazione. L’ampliamento della rete di accordi di libero scambio è un obiettivo strategico per l’Italia. “In questo contesto – sottolinea la sottosegretaria – la conclusione di ulteriori accordi garantisce alle nostre imprese uno spazio all’interno del quale crescere e diventare competitive a livello globale, diversificando i mercati di sbocco per le proprie merci e assicurando catene di approvvigionamento sicure per le necessarie materie prime”. In questa chiave, Tripodi ricorda l’importanza strategica del Vertice UE-Cina previsto a fine luglio, in cui sarà necessario un dialogo “franco, mirato e costruttivo con Pechino”, in un’ottica che privilegi soluzioni collaborative.
Sul tavolo di Tajani a Washington, precisa il vicepremier, non c’è solo la situazione commerciale. Tajani vedrà anche il presidente della Commissione Esteri del Senato, Jim Risch. Al centro della missione, le relazioni bilaterali e transatlantiche e le “principali sfide internazionali”, a partire dal sostegno all’Ucraina nei confronti dell’aggressione russa. “Grazie anche alla partecipazione statunitense, la Conferenza sull’Ucraina di Roma ha permesso la mobilitazione di 10 miliardi di euro di nuovi fondi e la firma di oltre 200 accordi ed intese a favore della ricostruzione dell’Ucraina”, ricorda il ministero.
Verrà discussa anche la situazione a Gaza, confermando la necessità di un immediato cessate il fuoco, la liberazione degli ostaggi, il ripristino di una piena assistenza umanitaria nella Striscia, “cui l’Italia è pronta a contribuire con l’iniziativa Food for Gaza“, si fa presente. La stabilità del Medio Oriente dipende inoltre da una soluzione pacifica della questione nucleare iraniana, rispetto alla quale il ministro degli Esteri ribadirà l’importanza di perseguire il dialogo e la diplomazia, così come la disponibilità dell’Italia a favorire il confronto tra Stati Uniti e Iran. Sulla Libia Tajani avrà un confronto con Rubio per sottolineare la necessità di un intervento politico rinnovato per stabilizzare il paese, per evitare una nuova deriva che porti a nuovi scontri militari e favorisca altre flussi di immigrazione irregolare e per contrastare il rafforzamento di organizzazioni dedite al traffico di migranti. Il tema della stabilizzazione del Libano vede invece l’Italia sostenere la necessità di non abbandonare il sostegno alla missione Unifil: secondo Tajani le capacità e la presenza delle Nazioni Unite nel Sud Libano vanno sostenute e migliorate.