La strategia dell’Ue contro i tumori causati dall’inquinamento

Le politiche europee in direzione ‘inquinamento zero’ possono contribuire notevolmente a ridurre il numero dei tumori – e dei decessi – causati da fattori ambientali. Ne è certa l’Agenzia europea per l’Ambiente, che nel rapporto ‘Sconfiggere il cancro: il ruolo dell’ambiente in Europa’ evidenzia come il 10% di tutti i casi di cancro nel Vecchio Continente siano causati proprio dall’inquinamento.

Il piano europeo di lotta contro il cancro riconosce il ruolo dei rischi ambientali e professionali nel favorire l’insorgenza di tumori e le potenzialità insite in strategie efficaci di prevenzione per salvare vite umane. In linea con questo obiettivo, il Piano d’azione per l’inquinamento zero, del maggio 2021, si pone come obiettivo quello di ridurre l’inquinamento atmosferico e idrico, e quindi l’esposizione umana all’inquinamento ambientale nonché gli effetti sulla salute, tra cui l’incidenza dei tumori di origine ambientale e professionale. L’Unione europea ha già adottato misure rigorose in materia di inquinamento atmosferico e ha previsto revisioni della direttiva per allineare meglio gli standard di qualità dell’aria ai più recenti orientamenti in materia a cura dell’Organizzazione mondiale della sanità.

In particolare, la strategia in materia di sostanze chimiche sostenibili, pubblicata a ottobre 2020, mira a vietare l’uso nei prodotti delle sostanze più nocive, incluse quelle che provocano il cancro, e a promuovere il ricorso a sostanze chimiche che siano sicure e sostenibili fin dalla progettazione.

Per quanto riguarda il radon, la direttiva sulle norme fondamentali di sicurezza ha introdotto requisiti giuridicamente vincolanti per la protezione dall’esposizione a fonti di radiazioni naturali, imponendo agli Stati membri di istituire piani d’azione nazionali per questa sostanza. Altri interventi includono il coordinamento degli sforzi europei per combattere il fumo passivo e la sensibilizzazione in merito ai pericoli posti dai raggi ultravioletti.

L’inquinamento uccide e causa tumori

Quasi il 10% di tutti i tumori in Europa è causato dall’inquinamento in tutte le sue forme. Lo annuncia l’AEA, l’Agenzia europea dell’ambiente, nel rapporto ‘Sconfiggere il cancro: il ruolo dell’ambiente in Europa’, dal quale emerge come in cima alla lista dei fattori determinanti ci siano l’esposizione all’inquinamento atmosferico, al fumo passivo, al radon, ai raggi ultravioletti, all’amianto, a determinate sostanze chimiche e ad altri inquinanti.

Con circa 3 milioni di nuove diagnosi e 1,3 milioni di decessi ogni anno in tutta l’Unione Europea, il cancro ha ripercussioni pesantissime sulla società. Anche i costi economici, stimati in circa 178 miliardi di euro nel solo 2018, sono enormi.

Lo studio, però, lancia un segnale di speranza. È possibile, infatti, ridurre la maggior parte di questi fattori di rischio oncologico di tipo ambientale e professionale prevenendo l’inquinamento e modificando i comportamenti collettivi e individuali. Diminuire l’esposizione a questi rischi, spiega l’Agenzia, rappresenta una soluzione efficace, anche in termini di costi, per ridurre i casi di tumore e i relativi decessi. Il piano di azione dell’Ue per la riduzione dell’inquinamento e la strategia in materia di sostanze chimiche sostenibili, spiega Hans Bruyninckx, direttore esecutivo dell’AEA, “contribuirebbe a ridurre sensibilmente i casi tumore, rappresentando un investimento efficace per il benessere dei nostri cittadini“.

Con l’obiettivo ‘inquinamento zero’ del Green Deal europeo – spiega il commissario Ue per l’Ambiente, Virginijus Sinkevičius – possiamo fare progressi efficaci in termini di costi nella prevenzione del cancro diminuendo l’esposizione agli inquinanti nocivi. Ciò che è meglio per l’ambiente è meglio anche per noi“.

In particolare, dal rapporto emerge come l’inquinamento atmosferico sia correlato all’1 % circa di tutti i casi di cancro in Europa e provoca circa il 2% dei decessi complessivi ascrivibili a tale malattia. Quest’ultimo dato sale al 9 % se si considerano solo i tumori ai polmoni.

Anche il radon e i raggi ultravioletti contribuiscono in misura significativa all’incidenza dei tumori in Europa, dove l’esposizione al radon in ambienti chiusi è correlata al 2 % di tutti i casi di cancro e al 10 % dei casi di tumore ai polmoni, mentre le radiazioni ultraviolette naturali potrebbero essere la causa del 4 % del totale dei casi oncologici. Negli ultimi decenni, in particolare, l’incidenza del melanoma, una grave forma di cancro della pelle, è aumentata in tutto il continente.

L’esposizione al fumo passivo può aumentare il rischio generale d’insorgenza di tumori fino al 16 % nelle persone che non hanno mai fumato. Il 31 % circa degli europei è esposto al fumo ambientale da tabacco in casa, sul lavoro, nel tempo libero, negli istituti scolastici o in ambienti pubblici.

Inoltre, alcune sostanze chimiche utilizzate nei luoghi di lavoro europei e rilasciate nell’ambiente sono cancerogene e contribuiscono a provocare tumori. È noto o si sospetta che molte di queste sostanze – tra cui il piombo, l’arsenico, il cromo, il cadmio, l’acrilammide, i pesticidi, il bisfenolo A nonché le sostanze per- e polifluoroalchiliche (PFAS) – causino il cancro a livello di diversi organi.

Tutte le forme di amianto sono noti agenti cancerogeni, associati al mesotelioma e a tumori polmonari, della laringe e delle ovaie. Sebbene l’Ue l’abbia vietato nel 2005, l’amianto è ancora presente in edifici e infrastrutture, con conseguente esposizione dei lavoratori impegnati in attività di ristrutturazione e demolizione. Inoltre, i tumori continuano a manifestarsi molti anni dopo l’esposizione; secondo le stime, l’amianto è responsabile del 55-88 % dei tumori ai polmoni di origine professionale.