
Conto salato per le catastrofi naturali: perdite salgono a 310 miliardi di dollari nel 2024
Le perdite economiche causate da disastri naturali dovrebbero raggiungere i 310 miliardi di dollari (294 miliardi di euro) nel 2024 a livello mondiale, con un aumento del 6% rispetto al 2023. A fare una stima è il gruppo Swiss Re, secondo cui i danni coperti dagli assicuratori dovrebbero raggiungere i 135 miliardi di dollari, in aumento del 17% rispetto a un anno fa, con gli uragani Helene e Milton che hanno fatto lievitare il conto. “È il quinto anno consecutivo che i costi per gli assicuratori superano la soglia dei 100 miliardi di dollari”, dice Balz Grollimund, responsabile della copertura catastrofale di Swiss Re. Questo aumento dei costi è attribuibile in parte alla concentrazione dei beni da assicurare nelle aree urbane e all’aumento dei costi di ricostruzione, ma “anche il cambiamento climatico sta giocando un ruolo crescente”, spiega l’esperto.
Swiss Re, che agisce come assicuratore per gli assicuratori, ha rilevato in particolare i crescenti costi per le compagnie assicurative a causa delle inondazioni, con perdite assicurate dall’inizio dell’anno che ammontano finora a quasi 13 miliardi di dollari, sotto il peso delle alluvioni in Europa e negli Emirati Arabi Uniti. Se si aggiungono quelli che gli assicuratori chiamano “disastri causati dall’uomo”, come gli incidenti industriali, le perdite economiche nel 2024 dovrebbero raggiungere i 320 miliardi di dollari, con gli assicuratori che copriranno 144 miliardi di dollari, secondo questa prima stima di Swiss Re. Soltanto le perdite assicurate per gli uragani Helene e Milton, che hanno colpito la Florida a fine settembre e inizio ottobre, sono attualmente inferiori ai 50 miliardi di dollari.
A dare un pezzo alle catastrofi naturali è anche il riassicuratore Munich Re, secondo il quale i cicloni tropicali nell’Atlantico settentrionale e nel Pacifico nord-occidentale hanno causato circa 133 miliardi di dollari di perdite totali, di cui 51 miliardi assicurati. Queste cifre sono ben al di sopra delle medie degli ultimi 10 anni, che si attestano a 89,2 miliardi di dollari di perdite, di cui 35,1 miliardi assicurati. Secondo il riassicuratore, le perdite per il 2024 sono tra le più alte del decennio, dopo quelle del 2017. A fine settembre, l’uragano Helene si è abbattuto sulla Florida con venti di 225 km/h, provocando piogge e inondazioni record, causando 200 morti e perdite stimate in 56 miliardi di dollari, diventando così la catastrofe più costosa dell’anno, di cui 16 miliardi assicurati.
La causa, spiega Munich Re, è da ricercare nelle “temperature eccezionalmente elevate della superficie del mare che hanno intensificato le tempeste, sottolineando ancora una volta l’impatto del cambiamento climatico”. Le temperature record registrate nel Nord Atlantico e nel Golfo del Messico nel 2024 hanno portato a una rapida intensificazione dei cicloni. Ad esempio, Milton, che ha colpito la Florida in ottobre, è passato da tempesta tropicale a uragano di categoria 5 in un solo giorno. Questo uragano ha causato perdite totali stimate in circa 38 miliardi di dollari, di cui 25 miliardi assicurati, rendendolo “la tempesta più costosa dell’anno per gli assicuratori”, secondo Munich Re.