Ft: “Teheran pronta a colpire l’Europa in caso di nuova escalation”. Nato: “Preparati ad affrontare qualsiasi minaccia”
Per il quotidiano economico le forze iraniane avrebbero valutato la possibilità di attacchi contro obiettivi Usa nell'area sudorientale della regione, da Cipro alla Bulgaria

I negoziati per porre fine alla guerra tra Stati Uniti e Iran rimangono in una fase di stallo, dopo che il presidente americano Donald Trump ha dichiarato che non sono in corso né programmati colloqui e ha ribadito che il blocco marittimo statunitense contro Teheran resta in vigore. Soltanto lunedì il tycoon aveva annunciato – smentito a stretto giro da Teheran – che era in corso un dialogo con i Pasdaran. Per il Qatar i mediatori attendono un accordo bilaterale tra Iran e Oman sullo Stretto di Hormuz prima di riprendere i colloqui più ampi tra Teheran e Washington.
Dopo la scadenza dei 60 giorni di tregua – conclusi lunedì – la situazione in Medioriente resta caldissima. A gettare benzina sul fuoco è, ancora una volta il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, che sul suo social network Truth ha pubblicato una cartina geografica, nella quale è stato cerchiato lo Stretto di Hormuz e, sopra, compare la scritta ‘Nuovo territorio Usa’. Una provocazione che ha scatenato la replica immediata di Teheran: “Presto la sua illusione riguardo allo Stretto di Hormuz verrà corretta, oppure saremo noi a correggere le illusioni di quest’uomo”, ha scritto su X il viceministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi ripubblicando il post del repubblicano.
Nel frattempo, il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf ha accusato gli Stati Uniti di “fare pressione” su Teheran per ottenere concessioni. “Gli americani pensano che esercitando maggiore pressione sull’Iran otterranno concessioni che non erano previste dall’accordo”, ha affermato.
La tensione resta altissima, anche alla luce delle indiscrezioni pubblicate dal Financial Times. Secondo fonti interne, l’Iran sarebbe pronto a colpire obiettivi militari in Europa nel caso in cui Trump intensificasse la guerra. Per il quotidiano economico le forze iraniane avrebbero valutato la possibilità di attacchi contro obiettivi statunitensi nell’Europa sudorientale, inclusa la Bulgaria, che il mese scorso ha autorizzato l’utilizzo della base aerea di Bezmer da parte di aerei cisterna statunitensi. Secondo le fonti anche Cipro potrebbe essere tra gli obiettivi. Un’altra fonte ha dichiarato che l’Iran non porrà “alcun limite” alla sua risposta a un’azione militare statunitense. “Questo è anche un messaggio all’Europa: può ricevere missili, quindi dovrebbe sapere quale posizione deve assumere in questa guerra”, ha affermato una fonte interna al Ft. “Un errore molto grave, come colpire le nostre infrastrutture, potrebbe far sì che la guerra si estenda oltre la regione e raggiunga l’Europa”, ha aggiunto. Ma la Nato è pronta ad affrontare qualsiasi minaccia e adotterebbe le misure necessarie per difendere tutti i suoi membri, riferisce un funzionario dell’Alleanza. “Il nostro assetto di deterrenza e difesa è forte ed efficace”, afferma, citando quattro episodi in cui la difesa aerea della Nato ha intercettato missili lanciati dall’Iran verso la Turchia, a riprova delle capacità dell’alleanza.
E da Teheran arriva anche un avvertimento ai Paesi del Golfo. Ali Abdollahi, capo di stato maggiore delle forze armate iraniane, ha messo in guardia gli stati della regione dal fornire assistenza all’esercito statunitense, affermando che nulla è “nascosto ai nostri occhi”. In una dichiarazione diffusa dall’agenzia di stampa iraniana Fars, Abdollahi ha affermato che la presenza di così tanti velivoli militari, in particolare aerei cisterna, nelle basi regionali sarebbe difficile da spiegare senza che i paesi ospitanti ne siano a conoscenza. “Avvertiamo: qualsiasi aiuto e agevolazione all’esercito aggressivo statunitense equivale a una partecipazione alle forze militari Usa”, ha dichiarato Abdollahi.