La corsa dei prezzi dei carburanti non si ferma. Mit: In arrivo altri 11,4 mln per trasporti

La corsa dei prezzi dei carburanti non si arresta e torna a mettere sotto pressione famiglie, imprese e trasportatori. Oggi il costo medio del self service sulla rete stradale nazionale raggiunge 2,058 euro al litro per la benzina e 2,169 euro per il gasolio. In autostrada i valori salgono rispettivamente a 2,143 e 2,240 euro al litro. Il trend conferma un aumento che prosegue ormai da tempo.

Secondo l’aggiornamento settimanale dell’Osservatorio carburanti del ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, dal 31 agosto al 6 settembre la benzina ha raggiunto una media di 2,034 euro al litro, in crescita di 18 millesimi rispetto alla settimana precedente (+0,89%). Il gasolio si è attestato invece a 2,142 euro al litro, con un incremento di 18,4 millesimi (+0,86%). Sostanzialmente stabile il Gpl, a 0,77 euro al litro.

A denunciare l’impatto dei rincari è il Codacons, secondo cui in appena un mese un pieno di gasolio sulla rete ordinaria è diventato più caro di 4,5 euro, nonostante lo sconto sulle accise. Rispetto all’8 agosto, l’aumento del diesel è di circa 9 centesimi al litro, mentre dal primo luglio il rincaro arriva a 28,5 centesimi. Per un pieno da 50 litri significa un aggravio di 14,25 euro. Anche la benzina registra aumenti significativi: 7,2 centesimi al litro in più rispetto a un mese fa e 25,2 centesimi rispetto al primo luglio, pari rispettivamente a 3,6 e 12,6 euro in più per un pieno. Per i consumatori, il taglio delle accise sul gasolio da 17 centesimi e in vigore fino al 10 settembre, non è più sufficiente. L’associazione lancia l’allarme sugli effetti a cascata dei rincari, che potrebbero riflettersi sui prezzi al dettaglio, sul potere d’acquisto e sui consumi delle famiglie.

Anche l’Unione nazionale consumatori certifica i rincari continui. Secondo il presidente Massimiliano Dona, dall’1 all’8 settembre un pieno da 50 litri è rincarato di quasi due euro. Sulla rete ordinaria l’aumento è di 1,95 euro per il gasolio e di 1,80 euro per la benzina; in autostrada di 1,80 e 1,95 euro. In alcune regioni la crescita è stata ancora più marcata: per il diesel la Sicilia registra un aumento di 2,25 euro, seguita dal Veneto con 2,10 euro e dalla Lombardia con 2,05 euro in una sola settimana.

Nel frattempo il governo interviene a sostegno del comparto dei trasporti. Entro la fine di settembre sono in arrivo altri 11,4 milioni di euro destinati alle imprese che svolgono attività di trasporto merci e persone in conto terzi. Il beneficio riguarda le imprese di autotrasporto e di trasporto passeggeri con autobus Euro V ed Euro VI.

La misura per le imprese arriva mentre il dibattito sugli sconti fiscali si intensifica. Per l’Unione nazionale consumatori, infatti, il problema non riguarda soltanto le categorie già agevolate: l’aumento dei costi di trasporto rischia di alimentare ulteriormente l’inflazione. L’obiettivo, avverte l’associazione, è “evitare che l’impennata dei carburanti si trasformi in un nuovo fronte di tensione sui prezzi durante l’autunno”.

Il decreto Energia con aiuti più mirati rispetto ai sconti sulle accise dovrebbe arrivare a fine mese. “L’impatto fortissimo della situazione internazionale e della crisi di Hormuz sul costo dei carburanti, dei fertilizzanti e delle materie prime sta pesando sui nostri cittadini e sulle nostre imprese”, ha detto ieri la premier Giorgia Meloni , in un punto stampa a Palazzo Chigi per l’incontro col primo ministro belga, Bart De Wever, chiedendo che il prossimo Consiglio europeo torni ad affrontare i temi della competitività e del costo dell’energia con “più coraggio e maggiore concretezza”.

Carburanti, vola il gasolio. Imprese: “Misure governo inefficaci”. Gestori: “Speculazioni evidenti”

Il miraggio di un sollievo economico sui carburanti per famiglie e imprese italiane si è dissolto in breve tempo. Il taglio delle accise, che avrebbe dovuto portare a una riduzione di 17 centesimi al litro, di fatto si può considerare già evaporato.

I più recenti dati rilevati dall’Osservatorio sui prezzi del Mimit, questa mattina, confermano una tensione costante: la benzina in modalità self service viaggia ormai a 1,994 euro al litro (in salita dai 1,992 euro di ieri), mentre il gasolio self in città si attesta a 2,099 euro al litro (rispetto ai 2,093 euro), tornando a sfiorare la soglia psicologica dei 2,100 euro. Sulla rete autostradale i rincari si fanno ancora più pesanti, con il gasolio che ha raggiunto i 2,173 euro al litro e la benzina self che tocca quota 2,073 euro al litro.

L’analisi del Codacons, che ha messo a confronto i listini del 27 luglio con quelli di oggi, 18 agosto, conferma la gravità della situazione: “I prezzi non solo tornano ai valori del 4 agosto, ma quelli della benzina superano – sia in autostrada che su rete ordinaria – i livelli del 27 luglio, prima del varo dello sconto fiscale che ha interessato solo il gasolio”. Sulla rete ordinaria, la benzina è passata da 1,982 a 1,994 euro al litro. Per quanto riguarda il gasolio, il taglio delle accise ha permesso di contenere i listini solo parzialmente: sulla rete ordinaria il risparmio effettivo è di circa 4,3 euro a pieno, a fronte degli 8,5 euro teorici derivanti dal taglio di 17 centesimi. “I prezzi alla pompa sono tornati su livelli di piena emergenza”, conclude l’associazione, che chiede un’estensione del taglio delle accise anche alla benzina per non gravare sul controesodo estivo.

E’ una situazione che fa sobbalzare il mondo produttivo, che denuncia l’inefficacia delle misure attuali. Gino Sciotto, presidente nazionale della Fapi, avverte: “Il prezzo del gasolio è tornato ai livelli registrati prima degli effetti delle misure adottate dal Governo. La dinamica dei prezzi sta rapidamente assorbendo il beneficio”. Secondo Sciotto, il rischio concreto è che il costo del diesel pesi in maniera insostenibile su piccole imprese, autotrasporto e artigianato. Sulla stessa linea il presidente di Confimprenditori, Stefano Ruvolo, che definisce i provvedimenti governativi “del tutto inefficaci”, avvertendo che la situazione rischia di tradursi in una perdita di investimenti e occupazione.

Sul tema interviene anche Alessandro Zavalloni, segretario nazionale di Fegica, che punta il dito contro le dinamiche internazionali: “Che ci sia una speculazione è evidente. Il problema della formazione del prezzo è fuori controllo: nessuno ha i parametri per stabilire se un prezzo sia equo o meno, poiché non esiste un controllo reale sui sistemi di riferimento come il Platts”. Secondo Fegica, anche i recenti controlli della Guardia di Finanza sono insufficienti: “Sono interventi che definirei meno che palliativi. Più che altro un elemento mediatico che consente a chi governa di dare l’idea di esercitare un controllo che, in realtà, nessuno ha”. Zavalloni conclude con un monito alla politica, colpevole di occuparsi della questione solo durante le emergenze e mai “in tempo di pace”, quando sarebbe possibile intervenire strutturalmente.

Sulla vicenda irrompe anche il senatore Mario Turco (M5s), che parla di “fallimento” dell’esecutivo. Per il vicepresidente M5s, il taglio di 17 centesimi è stato già “completamente bruciato” e le misure adottate finora sono da considerarsi mere soluzioni propagandistiche. Turco lancia l’allarme anche sul fronte energetico, citando il rialzo del gas a 63 euro/MWh, che prelude a nuove stangate in bolletta. “Meloni non può continuare a governare con decreti tampone”, aggiunge Turco, che invoca interventi strutturali sui prezzi, sostegni alle imprese e un’iniziativa europea risolutiva. In assenza di azioni concrete, conclude il pentastellato, “la responsabilità politica dell’imminente stangata autunnale sarà da attribuire direttamente alla premier”.

Confindustria avvisa: “Rincari frenano Pil”. Meloni vede Giorgetti su accise mobili

Gli effetti della guerra in Iran continuano a mordere la carne viva dei cittadini. Soprattutto il prezzo dei carburanti è il vero assillo dei consumatori, in particolare in questa stagione estiva, nel pieno del periodo delle partenze per le vacanze. Almeno chi può permettersele.

Ad oggi, l’osservatorio dei prezzi del Mimit registra un nuovo incremento in modalità ‘self service’ lungo la rete stradale nazionale, dove la benzina arriva a quota 1,968 euro al litro e il gasolio a 2,161 euro. Va anche peggio sulle autostrade: 2,059 euro al litro per la benzina e 2,228 euro per il gasolio. Senza contare che l’energia non accenna a scendere, mettendo in seria difficoltà famiglie e imprese. Tutti campanelli d’allarme che il Centro studi di Confindustria trasforma, insieme agli altri dati, in un allarme sulla crescita, perché “inizia male il terzo trimestre” del 2026.

Il rischio, molto concreto secondo gli industriali, è che “dopo aver già frenato il Pil italiano nel secondo trimestre, gli impatti della guerra si allungano ora anche sul terzo. L’inflazione resterà alta per un po’ e il canale del credito si sta irrigidendo. L’industria perde colpi dopo mesi di shock e gli investimenti frenano. I servizi si stabilizzano, grazie al rapi, do recupero del turismo estero, ma non crescono”. Il quadro è preoccupante, perché rallentano anche gli investimenti delle aziende: “Nonostante l’aumento finora moderato dei tassi (3,67% a maggio, da 3,33% a febbraio), i prestiti alle imprese accelerano (+3,5% annuo); però, sono alimentati dalla domanda di liquidità per le bollette energetiche, meno per investimenti”.

In questo scenario, però, Elettricità Futura ci tiene a rimarcare un punto che non è di poco conto. “Lo studio, concentrandosi sugli effetti dei rialzi di petrolio e gas in seguito alla crisi Hormuz e alle ricadute sull’economia italiana, riporta che ‘i prestiti alle imprese accelerano (+3,5% annuo)’ segnalando che essi ‘sono alimentati dalla domanda di liquidità per le bollette energetiche’. Il riferimento alle bollette è fuorviante, in quanto equivoco”, perché “non sono neppure citate nello studio e non sono al centro della crisi congiunturale che è invece influenzata dal rialzo delle materie prime. Parlare genericamente di bollette, che l’opinione pubblica associa per lo più alla spesa elettrica, rischia di alimentare confusione e disinformazione”, ammonisce Ef.

Le opposizioni attaccano il governo che non ha più rinnovato la misura del taglio delle accise, ma anzi aspetta l’attivazione del meccanismo delle accise mobili, che è automatico dopo un periodo di due mesi di osservazione delle oscillazioni dei prezzi. “Secondo Confesercenti il rincaro dei carburanti a luglio e agosto determina una maggiore spesa per le famiglie di 700 milioni di euro – attaccano dal Pd Francesco Boccia, Chiara Braga e Nicola Zingaretti -. Di fronte ai rincari in tutta Italia e prezzi che hanno ormai abbondantemente superato i due euro il governo si è arreso, ha gettato la spugna. Non sa come muoversi ed è in totale imbarazzo”. Duro anche Giuseppe Conte: “Incredibile, lasciano ancora gli italiani soli – punge il leader M5S -. Sono usciti dal Consiglio dei ministri a mani vuote: zero interventi sui prezzi dei carburanti che schizzano oltre 2 euro al litro”.

La risposta di Palazzo Chigi è ‘work in progress’, nel senso che, come riferiscono fonti di governo, la premier, Giorgia Meloni, ha avuto oggi un confronto con il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, sulla situazione economica generale, con un focus specifico proprio sui carburanti. “L’esecutivo – viene riferito – sta approfondendo le possibili iniziative da adottare, anche con riferimento all’eventuale attivazione del meccanismo delle accise mobili”.

In effetti in Cdm un provvedimento sul tema c’era, ma si tratta della riforma del sistema degli impianti, inserito nel ddl Concorrenza. Una misura molto attesa dagli operatori del settore, che finalmente esultano “dopo essere stati vilipesi e additati alla pubblica opinione come dei ‘furbetti’ e i veri ed unici responsabili delle speculazioni e dei prezzi dei carburanti più alti d’Europa”, fanno sapere Faib Confesercenti e Fegica. “E’ un successo politico che una categoria di lavoratori e di piccolissime imprese hanno saputo conquistare”.

Una soddisfazione condivisa anche dal ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, che sottolinea: “La riforma introduce regole più certe e maggiori tutele per i gestori. Vogliamo – conclude – una rete più efficiente e moderna”.

INFOGRAFICA INTERATTIVA Carburanti, Mimit: prezzo gasolio corre più di benzina

Nella mappa INTERATTIVA di GEA vengono mostrati i prezzi medi del carburante regione per regione. Si può scegliere quale tipologia di carburante visualizzare e fare così un confronto tra le varie regioni. I dati sono quelli del Ministero delle imprese e del Made in Italy che vengono rilasciati ogni giorno. Fuori dalle autostrade la benzina aumenta in tutte le regioni, con l’Alto Adige che resta la zona più cara d’Italia, con la super a 1,912 euro/litro, mentre i prezzi più bassi per la benzina sono sempre nelle Marche, in salita a 1,845 euro/litro.

INFOGRAFICA INTERATTIVA Carburanti, prezzi settimanali di benzina e gasolio in aumento

Nell’infografica INTERATTIVA di GEA, l’andamento del prezzo settimanale di benzina e diesel in Italia. Dal 24 al 30 giugno, secondo l’aggiornamento dell’Osservatorio carburanti del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica (Mase), il prezzo della benzina è aumentato a 1,859 euro al litro rispetto alla precedente settimana (+14,11 millesimi, +0,76%) mentre il gasolio è balzato a 1,737 euro/litro (+21,71 millesimi, +1,26%).

INFOGRAFICA INTERATTIVA Carburanti, continua la crescita dei prezzi di benzina e diesel

Nella mappa INTERATTIVA di GEA vengono mostrati i prezzi medi del carburante regione per regione. Si può scegliere quale tipologia di carburante visualizzare e fare così un confronto tra le varie regioni. I dati sono quelli del Ministero delle imprese e del Made in Italy che vengono rilasciati ogni giorno. Fuori dalle autostrade, l’Alto Adige resta la zona più cara d’Italia, con la benzina a 1,900 euro/litro, mentre i prezzi più bassi per la benzina sono sempre nelle Marche, in crescita a 1,836 euro/litro.

INFOGRAFICA INTERATTIVA Carburanti, prezzi benzina e diesel tornano ad aumentare

Nella mappa INTERATTIVA di GEA vengono mostrati i prezzi medi del carburante regione per regione. Si può scegliere quale tipologia di carburante visualizzare e fare così un confronto tra le varie regioni. I dati sono quelli del Ministero delle imprese e del Made in Italy che vengono rilasciati ogni giorno. Fuori dalle autostrade, l’Alto Adige resta la zona più cara d’Italia, con la benzina che sale a 1,890 euro/litro, mentre i prezzi più bassi per la benzina sono sempre nelle Marche, in crescita a 1,823 euro/litro.

INFOGRAFICA INTERATTIVA Carburanti, Mimit: Prezzi benzina e diesel restano fermi

Nella mappa INTERATTIVA di GEA vengono mostrati i prezzi medi del carburante regione per regione. Si può scegliere quale tipologia di carburante visualizzare e fare così un confronto tra le varie regioni. I dati sono quelli del Ministero delle imprese e del Made in Italy che vengono rilasciati ogni giorno. Fuori dalle autostrade, l’Alto Adige resta la zona più cara d’Italia, con la benzina stabile a 1,888 euro/litro, mentre i prezzi più bassi per la benzina sono sempre nelle Marche, fermi a 1,822 euro/litro.

benzina diesel

INFOGRAFICA INTERATTIVA Carburanti, Mimit: Prezzi benzina e diesel restano stabili

Nella mappa INTERATTIVA di GEA vengono mostrati i prezzi medi del carburante regione per regione. Si può scegliere quale tipologia di carburante visualizzare e fare così un confronto tra le varie regioni. I dati sono quelli del Ministero delle imprese e del Made in Italy che vengono rilasciati ogni giorno. Fuori dalle autostrade, l’Alto Adige resta la zona più cara d’Italia, con la benzina stabile a 1,888 euro/litro, mentre i prezzi più bassi per la benzina sono sempre nelle Marche, in lieve aumento a 1,822 euro/litro.

benzina diesel

INFOGRAFICA INTERATTIVA Carburanti, continua il calo dei prezzi benzina e diesel in Italia

Nella mappa INTERATTIVA di GEA vengono mostrati i prezzi medi del carburante regione per regione. Si può scegliere quale tipologia di carburante visualizzare e fare così un confronto tra le varie regioni. I dati sono quelli del Ministero delle imprese e del Made in Italy che vengono rilasciati ogni giorno. Fuori dalle autostrade, l’Alto Adige resta la zona più cara d’Italia, con la benzina in calo a 1,904 euro/litro, mentre i prezzi più bassi per la benzina sono sempre nelle Marche, in calo a 1,838 euro/litro.