Parigi trova il suo ‘mare’: dal 2025 sarà possibile nuotare nella Senna

Fa parte dell'”eredità” promessa al termine dei Giochi Olimpici del 2024: il Municipio di Parigi ha presentato i primi siti di balneazione nella Senna per il 2025, frutto degli sforzi dello Stato e delle autorità locali per ripulire il fiume. Domenica mattina, i turisti che passeggiavano lungo le pittoresche banchine tra la riva destra e l’Ile Saint-Louis hanno assistito a uno spettacolo insolito: al posto dei bateau-mouche c’erano canoe, kayak e nuotatori nel fiume. Tra loro anche due deputati di Anne Hidalgo, la sindaca socialista di Parigi, presente per annunciare i primi siti balneari autorizzati sulla Senna nella regione dell’Ile-de-France. “Promessa mantenuta. Ora nuotiamo nella Senna ed è solo l’inizio“, ha dichiarato la prima cittadina della capitale, che aveva fatto di questo impegno, assunto nel 2016, un pilastro della candidatura per l’organizzazione dei Giochi Olimpici, vinta l’anno successivo. In realtà di tratta di una promessa che ha più di trent’anni, visto che a cavallo degli anni ’90 il suo predecessore Jacques Chirac, prima di essere eletto capo di Stato, l’aveva già fatta, promettendo di fare lui stesso un tuffo “davanti ai testimoni”.

Oltre al “Bras Marie”, situato molto vicino all’Hôtel de Ville, le rive di Grenelle (15° arrondissement) e Bercy (12° arrondissement) saranno attrezzate con aree di balneazione sicure, secondo il municipio. “Le zone sorvegliate saranno delimitate da boe e da un pontone per l’accesso, con aree per cambiarsi, fare la doccia e riporre gli effetti personali sulle banchine“, spiega il municipio.
Per garantire la sicurezza dei bagnanti, i vari attori pubblici (autorità portuale di Haropa, Voies navigables de France, polizia e prefetture regionali) e privati (bateaux-mouche, navi da carico) coinvolti stanno ancora lavorando per limitare o addirittura vietare la navigazione fluviale in prossimità dei siti, secondo il Comune. Come Pont Marie, il sito di Grenelle sarà costruito su un braccio della Senna, tagliato dall’Ile aux Cygnes, in un punto in cui il passaggio delle barche è meno intenso. Il terzo sito, in prossimità di un ponte pedonale che attraversa il fiume sotto il Parc de Bercy, potrebbe richiedere “ulteriori protezioni” come barriere.

Il nuoto nella Senna, già praticato sotto l’Ancien Régime, è stato vietato a Parigi esattamente un secolo fa (1923) da un decreto prefettizio, e una pattuglia fluviale è costantemente di guardia per impedire i tuffi. “Per il momento, non si può nuotare nella Senna senza autorizzazione“, ha sottolineato il primo deputato Emmanuel Grégoire. Dovremo aspettare ancora un po’. Cioè subito dopo i Giochi Olimpici, che segneranno il ricongiungimento del nuoto con il fiume: le gare di triathlon e di nuoto in acque libere partiranno dal ponte Alexandre-III, che collega il Grand Palais agli Invalides.

Dal 2016, lo Stato e le autorità locali della regione parigina hanno investito circa 1,4 miliardi di euro per rendere balneabili i fiumi Senna e Marna. Sono in fase di completamento diversi progetti per ridurre la quantità di acque reflue scaricate nel fiume durante le tempeste o per ripulirle, per garantire che l’acqua sia di qualità sufficiente per rispettare le normative europee. Le ultime analisi sulla qualità dell’acqua in termini di normative, che si concentrano su due batteri, l’escherichia coli e gli enterococchi, mostrano livelli “sufficienti” o “eccellenti”, assicura il municipio. Per quanto riguarda i rifiuti, in particolare la plastica, è stato recentemente lanciato un appello per trovare l’innovazione tecnologica più appropriata per raccoglierli dal fiume.

ONDATA DI CALDO

In Europa 61mila morti per il caldo nell’estate del 2022: Italia più colpita

E’ sempre più alto il legame tra ondate di calore e mortalità. Sarebbero infatti oltre 61mila le vittime in Europa attribuibili alle alte temperature nell’estate del 2022: tra queste, il triste primato spetta all’Italia, con 18.010 persone uccise dal caldo. Sullo sfondo del riscaldamento globale, lo scorso anno il continente europeo ha vissuto un’intensa serie di ondate di calore che hanno battuto i record di temperatura, con l’estate più calda mai registrata che ha provocato siccità e incendi boschivi. L’Eurostat, l’ufficio statistico dell’Unione Europea, aveva già segnalato un eccesso di mortalità insolitamente elevato, ma la quota di mortalità attribuibile al caldo non era stata finora quantificata. Ora è certo: gli scienziati dell’Istituto nazionale francese di sanità (Inserm) e dell’Istituto di salute globale di Barcellona (ISGlobal) hanno ottenuto i dati di temperatura e mortalità per il periodo 2015-2022 in 823 regioni di 35 paesi europei, ovvero una popolazione totale di oltre 543 milioni di persone.

Secondo il loro studio, pubblicato su Nature Medicine, tra il 30 maggio e il 4 settembre 2022 ci sarebbero stati 61.672 decessi correlati al caldo in Europa. Durante questo periodo, tra il 18 e il 24 luglio, si è verificata un’ondata di caldo particolarmente intensa, a cui sono stati associati un totale di 11.637 decessi. “È un numero di decessi altissimo”, ha commentato Hicham Achebak, ricercatore dell’Inserm e coautore dello studio. “Conoscevamo gli effetti del caldo sulla mortalità con il precedente del 2003, ma con questa analisi vediamo che c’è ancora molto lavoro da fare per proteggere le popolazioni“. L’eccesso di mortalità nell’estate del 2003, durante la quale l’Europa ha sperimentato una delle più grandi ondate di calore della sua storia, aveva infatti superato la cifra di 70mila morti in Europa. Tuttavia, è difficile fare un confronto, poiché le metodologie variano tra le due stime.

Per quanto riguarda l’estate 2022, scomponendo per Paese, la Francia ha registrato l’incremento di temperatura più elevato rispetto alle medie stagionali, con +2,43ºC sopra i valori medi del periodo 1991-2020, seguita dalla Svizzera (+2,30ºC) , Italia (+2.28ºC), Ungheria (+2.13ºC) e Spagna (+2.11ºC). Ma in termini assoluti, il Paese con il maggior numero di vittime è stato l’Italia, con 18.010 morti, seguita da Spagna (11.324) e Germania (8.173). La Francia arriva al 4° posto, con 4.807 morti. Lo studio specifica che la stragrande maggioranza dei decessi si è concentrata nelle persone di età pari o superiore a 80 anni. Inoltre, la mortalità attribuibile al calore è stata del 63% più alta nelle donne che negli uomini. Questa maggiore vulnerabilità si è osservata soprattutto tra gli ultraottantenni, con un tasso di mortalità superiore del 27% a quello degli uomini. L’Europa è ancora il continente che sta vivendo il maggior riscaldamento globale, fino a 1°C in più rispetto alla media. In questo contesto, le stime effettuate dai gruppi di ricerca suggeriscono che, in assenza di una risposta efficace, il continente dovrà affrontare una media di oltre 68mila morti in più ogni estate entro il 2030 e oltre 94mila entro il 2040. “Queste previsioni si basano sull’attuale livello di vulnerabilità e sulle temperature future“, ha spiegato Hicham Achebak. “Se adottiamo misure molto efficaci, la vulnerabilità può essere ridotta“. “Lo studio dimostra che le strategie di prevenzione del caldo devono essere rivalutate, tenendo conto in particolare del genere e dell’età“, ha reagito Chloe Brimicombe, ricercatrice climatica dell’Università di Graz (Austria), in una nota del Science Media Center del Regno Unito. Emerge dallo studio “un’urgente necessità di proteggere le popolazioni più vulnerabili”, ha sottolineato anche Raquel Nunes, docente all’Università di Warwick (Inghilterra).

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Arriva la settimana di Cerbero: attesi picchi di 45 gradi in Sardegna. Bollino rosso in 8 città

Il fine settimana appena trascorso ci ha dato una assaggio di quello che ci attenderà nei prossimi giorni. Nel corso della settimana appena iniziata, infatti, il caldo sarà il protagonista assoluto: l‘anticiclone africano Cerbero è pronto a infiammare l’Italia con punte massime di temperature ben oltre i 40°C, e non è escluso che qualche record possa essere abbattuto. Questa ondata di calore proveniente dal cuore del deserto africano poi durerà almeno per altri 7 giorni: l’estate, insomma, entra nel vivo.

Antonio Sanò, fondatore del sito www.iLMeteo.it spiega che si sta preparando la seconda ondata di calore di questa stagione estiva 2023. “Nella mitologia – dice – Cerbero è il cane-mostro a tre teste cantato da Dante nella sua Divina Commedia e posto a guardia degli Inferi: ebbene, l’anticiclone africano distribuirà l’intensità del caldo in maniera diversa su tre zone d’Italia, rappresentate metaforicamente dalle tre teste: la prima zona è quella del Sud e delle Isole Maggiori; la seconda zona è rappresentata dall’Italia centrale, soprattutto la fascia tirrenica; la terza zona è il Nord”.

Già da oggi è attesa una pulsazione di questa importante figura atmosferica, una bolla rovente in risalita dal Nord Africa, con valori di circa 28-32°C alla quota isobarica di 850 hPa (circa 1550 metri d’altezza); solitamente viene presa la misura a questa quota in quanto le masse d’aria sono libere di muoversi nell’atmosfera conservando le loro caratteristiche senza subire condizionamenti esterni (dal mare, dalle montagne etc.).

Nei prossimi giorni sono previsti picchi massimi di temperatura fino a 35-37°C sulle pianure del Nord, fino a 38°C e al Centro, e addirittura fin sopra i 42°C sulle due isole maggiori. La giornata più rovente potrebbe essere quella di mercoledì 12 luglio quando, in alcune località della Sardegna, potrebbero addirittura toccarsi i 45°C, se non oltre. Il record assoluto di temperatura massima in Italia è attualmente di 48,8°C, registrato nell’agosto 2021 in provincia di Siracusa; insomma, si rischia di battere un valore ritenuto quasi inarrivabile solo fino a pochi anni fa.

Saranno otto domani le città italiane da bollino rosso (livello 3, il massimo) a causa dell’ondata di calore che si è abbattuta sull’Italia. Si tratta di Firenze, Perugia, Roma, Latina, Frosinone, Rieti, Bolzano e Torino. Il giorno successivo le città con il livello più alto di caldo scenderanno a sette: Bologna, Firenze, Perugia, Rieti, Roma, Frosinone e Latina.

Nel corso delle ore notturne poi non andrà certamente meglio, anzi: umidità alle stelle (afa) e valori che non scenderanno al di sotto dei 22/23°C su gran parte del Paese. In meteorologia, infatti, si parla di notti tropicali proprio quando le temperature minime non scendono mai a livelli inferiori ai 20°C.

Da giovedì 13 luglio, l’alta pressione perderà un po’ della sua forza sulle regioni del Nord: l’ingresso di correnti d’aria più instabili in quota pilotate da una depressione centrata sulle isole britanniche potrebbe fungere da innesco per lo scoppio di qualche forte temporale specie sulla Lombardia e poi sul Triveneto. Sul resto d’Italia invece ancora spazio all’anticiclone col suo carico di caldissima stabilità atmosferica.

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Avanza l’anticiclone Cerbero: attesi picchi di temperatura di 45°C

Sarà davvero tosta la seconda ondata di calore di questa prima parte di Estate e sarà l’anticiclone africano Cerbero a farla arrivare sull’Italia. Prima del suo arrivo, però, ci saranno gli ultimi temporali, anche molto forti, sulle regioni settentrionali.

Andrea Garbinato, responsabile redazione del sito www.iLMeteo.it avvisa che nella giornata odierna l’atmosfera sarà ancora instabile sulle regioni settentrionali a causa delle correnti instabili atlantiche pilotate da una semi permanente depressione attiva tra Islanda, Regno Unito e Scandinavia. I temporali, già presenti, continueranno a formarsi non solo in montagna, ma anche in pianura fino a fine giornata. Nel frattempo l’anticiclone africano Cerbero inizierà a invadere la Sardegna con i primi 40°C sulle zone interne meridionali dell’Isola.

Da venerdì Cerbero avanzerà ulteriormente verso il nostro Paese, così l’atmosfera tornerà stabile su tutte le regioni e il sole avrà modo di splendere quasi indisturbato in un cielo con poche nuvole. Per almeno sette giorni sull’Italia il sole sarà prevalente, ma occasionalmente sui confini alpini potranno scoppiare isolati temporali di calore, seppur di breve durata.

Ma le protagoniste dei prossimi giorni saranno le temperature, massime e minime. L’anticiclone africano Cerbero trasporterà masse d’aria caldissima provenienti direttamente dal deserto del Sahara. Il bersaglio principale sarà la Sardegna dove, a partire dal weekend, i valori massimi di temperatura supereranno i 40°C (fino a 45°C) sulle zone interne, specie meridionali. Farà caldissimo anche sul resto d’Italia: al Centro, per esempio, tra domenica e lunedì si raggiungeranno i 37-38°C a Firenze e a Roma, 37°C anche al Nord come a Milano, Padova, Bologna, Pavia, Ferrara e oltre 40°C anche in Sicilia. Caldo importante anche sul resto del Sud.

Se farà caldissimo di giorno, di notte sarà l’afa a far sudare gli italiani; infatti, le correnti africane, attraversando il mar Mediterraneo, si caricheranno di umidità rendendo il clima afoso. Questa è una situazione di disagio fisico da non sottovalutare, soprattutto per le persone fragili, come anziani e bambini. L’anticiclone Cerbero potrebbe non durare così poco: infatti, quanto meno per tutta la prossima settimana continuerà a infiammare l’Italia, perdendo energia soltanto al Nord dove i valori termici, soprattutto da mercoledì 12 luglio, potrebbero calare di qualche grado.

Blitz Ultima generazione a Firenze: salsa di pomodoro sui corpi davanti al Battistero

Nuovo blitz di Ultima generazione al Battistero di Firenze. Questa mattina, intorno alle 11.15, cinque attivisti si sono fermati in piazza del Duomo, versandosi addosso salsa di pomodoro  e protestando per i ritardi nella lotta al cambiamento climatico. L’azione, fanno sapere dal movimento a difesa del clima, aveva come obiettivo esprimere solidarietà per Ester e Guido, i due attivisti che nell’estate 2022 si sono incollati al basamento della statua di Laocoonte presso i Musei Vaticani e il 12 giugno scorso sono stati condannati a 9 mesi di reclusione e al pagamento di una multa di 1.500 euro ciascuno (con sospensione di entrambe le sanzioni), cui si aggiunge il risarcimento di 28.000 euro di danni. “Papa Francesco ha scritto nell’Enciclica Laudato Si’: ‘Desidero esprimere riconoscenza, incoraggiare e ringraziare tutti coloro che stanno lavorando per garantire la protezione della casa che condividiamo. Meritano una gratitudine speciale quanti lottano per risolvere le drammatiche conseguenze del degrado ambientale’. E qual è questa riconoscenza? Qual è questa gratitudine speciale? È una condanna da parte del tribunale del Vaticano”, ha dichiarato Corso, presente in piazza.

I cinque attivisti hanno srotolato uno striscione con la scritta ‘Non Paghiamo Il Fossile’ e hanno letto alcuni brani proprio dell’Enciclica Laudato Si’ di Papa Francesco, che contiene riferimenti alla crisi climatica e all’urgenza di agire. All’arrivo della polizia municipale uno di loro si è messo a sedere davanti al Battistero rifiutando di alzarsi. Alla fine è stato prelevato dagli agenti. Dai primi accertamenti sembra sia stato imbrattato il selciato davanti al Battistero, ma non l’edificio.  Lo conferma anche l’Opera del Duomo, i cui tecnici hanno fatto i primi rilievi sulla copia della Porta del Paradiso del Battistero davanti alla quale c’è stato il blitz di Ultima generazione. Nessun denuncia, da quanto si apprende, sarà presentata. Il Battistero è sempre rimasto aperto stamani.

Sempre a Firenze, il 17 marzo scorso, due attivisti di Ultima generazione avevano imbrattato la facciata di Palazzo Vecchio, bloccati (insieme alla polizia municipale) dal sindaco Dario Nardella che in quel momento era in piazza Signoria.

Blitz Ultima generazione: sdraiati a terra a sostegno degli attivisti condannati in Vaticano

Nuovo blitz di Ultima generazione a Roma. Stamattina alle 11.30, alla fine della Messa per i SS. Pietro e Paolo si è tenuto in via della Conciliazione un die-in di solidarietà a Ester e Guido, i due cittadini aderenti a Ultima Generazione che la scorsa estate si sono incollati al basamento della statua di Laocoonte presso i Musei Vaticani e il 12 giugno scorso sono stati condannati a 9 mesi di reclusione e al pagamento di una multa di 1.500 euro ciascuno (con sospensione di entrambe le sanzioni), cui si aggiunge il risarcimento di 28.000 euro di danni. 23 cittadine e cittadini di Ultima Generazione si sono sdraiati a terra, come prevede la forma di protesta del die-in, “un atto solenne che simboleggia il futuro di morte che ci attende a causa della crisi climatica, sostenuta dai Governi“, fanno sapere dal movimento. I partecipanti hanno esposto uno striscione con la scritta ‘Vi auguro di fare chiasso: fatevi sentire’, citazione di Papa Francesco, mentre altri hanno letto brani dell’enciclica di Papa Francesco ‘Laudato Si’, con riferimenti alla crisi climatica e all’urgenza di agire. All’iniziativa hanno partecipato anche esponenti di Extinction Rebellion Roma.
Obiettivo dell’iniziativa: “portare all’attenzione di Papa Francesco la condanna ingiusta e sproporzionata verso Ester e Guido, che con il proprio corpo sono stati strumento ed eco del grido del Pontefice della Laudato Si’”, si legge nella nota di Ultima generazione. La Polizia ha impedito l’accesso in piazza San Pietro, identificando le prime persone che erano arrivate sul posto a metà mattina. “Il patrimonio artistico italiano è in pericolo. Ma non per colpa degli attivisti che usano colla, vernice e zuppe per farsi ascoltare. La colpa è della crisi climatica. Secondo l’Ispra più del 23% dei beni culturali registrati in Italia è esposto al rischio idraulico dovuto alle alluvioni: un fenomeno strettamente legato al mutamento del clima. Senza contare tutti gli altri siti di valore storico e artistico esposti a piogge acide, siccità, innalzamento dei mari, frane e smottamenti. Da Roma a Venezia, nessuna città è pronta per le condizioni che ci aspettano. Palazzi, statue e quadri hanno certamente un grande valore e sono decisamente in pericolo, ma mai quanto le vite umane, da tutelare in primo luogo”, ha dichiarato Ester, 27 anni, laureatasi la scorsa estate in storia delle arti e conservazione dei beni artistici a Venezia.

Mentre il Vaticano portava a processo me e Guido per i fatti dello scorso agosto, in Emilia Romagna si faceva la conta dei danni post alluvione. Oltre quaranta situazioni critiche rilevate, tra biblioteche, musei, ville d’artista, archivi e abbazie. Siamo un Paese che si vanta delle sue bellezze artistiche e che vi basa interi settori economici, ma che non sa tutelarle. Abbiamo visto rabbia e indignazione pubblica per alcune gocce di Attack o delle secchiate di vernice lavabile, peraltro su opere ancora integre e visibili al pubblico, ma si è parlato ben poco di tutta l’arte che abbiamo perso per sempre e che perderemo a causa del collasso climatico. Noi vogliamo vivere in un presente e in un futuro in cui non vadano perse né l’arte, né gli ecosistemi. È davvero chiedere troppo?”, ha aggiunto.

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Contea Usa chiede 51 mld di dollari a gruppi petroliferi: “Colpevoli del caldo estremo”

Una contea dell’Oregon, nel nord-ovest degli Stati Uniti, ha annunciato di aver intentato una causa contro diverse multinazionali del petrolio chiedendo loro più di 51 miliardi di dollari in seguito alla “cupola di calore” del 2021, un evento climatico estremo e mortale. La Contea di Multnomah sostiene che l’inquinamento da carbonio causato dall’uso di combustibili fossili generati da questi gruppi abbia avuto un ruolo “significativo” nell’evento. Tra le aziende prese di mira figurano ExxonMobil, Shell, Chevron, BP, ConocoPhillips e Total Specialties USA.

La cupola di calore “è un evento direttamente attribuito agli impatti che stiamo vedendo sul nostro clima a causa delle azioni dei gruppi di combustibili fossili e delle loro agenzie, che da decenni spingono per negare la scienza del clima“, ha dichiarato all’AFP la presidente della contea Jessica Vega Pederson. La contea chiede 50 milioni di dollari di danni e 1,5 miliardi di dollari per i danni futuri: caldo estremo, siccità, incendi e fumo promettono di diventare sempre più frequenti. Chiede inoltre alle aziende di versare 50 miliardi di dollari in un “fondo di mitigazione” per migliorare le infrastrutture della contea.

Contattata dall’AFP, la ExxonMobil ha dichiarato che “questo tipo di denuncia continua a far perdere tempo e denaro e non fa nulla per affrontare il cambiamento climatico“. Chevron, da parte sua, ha denunciato “accuse infondate” e “distrazioni controproducenti” nella ricerca di soluzioni al riscaldamento globale.

Un’ondata di caldo record ha colpito gli Stati Uniti occidentali e il Canada dalla fine di giugno alla metà di luglio 2021. Il bilancio delle vittime è stato stimato in 1.400 persone e a Lytton, nella Columbia Britannica, è stata registrata una temperatura di 49,6 gradi Celsius. In un’analisi, il World Weather Attribution (WWA), un gruppo di scienziati, sostiene che questa cupola sarebbe stata “virtualmente impossibile” senza il cambiamento climatico indotto dall’uomo, che l’ha resa almeno 150 volte più probabile.

La denuncia della Contea di Multnomah cita anche l’American Petroleum Institute e la McKinsey. Sostiene che per tre giorni, alla fine di giugno 2021, la contea ha sofferto un caldo estremo, 69 persone sono morte e si è dovuto spendere denaro dei contribuenti (per acqua, condizionatori d’aria e “centri di raffreddamento“, tra le altre cose). “La cupola di calore è stata una conseguenza diretta e prevedibile della decisione degli imputati di vendere il maggior numero possibile di prodotti a base di combustibili fossili negli ultimi sei decenni“, si legge nel testo, che accusa le multinazionali di mentire sugli effetti nocivi delle loro attività.

Con questa mossa, la Contea di Multnomah si unisce a decine di città, contee e Stati di tutto il Paese che hanno intentato cause contro le compagnie petrolifere accusandole di partecipare al cambiamento climatico e di alimentare la disinformazione. Questa ondata di cause è iniziata nel 2017. L’industria dei combustibili fossili ha fatto tutto il possibile per evitare i processi statali, ma a maggio ha subito una battuta d’arresto quando la Corte Suprema ha rifiutato di accogliere i ricorsi in due casi, consentendo alle cause di fare il loro corso.

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Finanza per il clima, vertice Parigi si chiude senza ‘rivoluzione’

Photocredit Afp

 

Dollari in più ma nessuna rivoluzione: il vertice di due giorni ospitato dalla Francia si è concluso con qualche progresso a favore dei Paesi poveri ma senza ancora concretizzarsi quel ‘Big Bang’ auspicato per riorientare la finanza globale al servizio del clima. In chiusura del vertice di due giorni, il presidente francese Emmanuel Macron ha accolto con favore il “completo consenso” alla “profonda riforma” del sistema finanziario globale. Ma la riunione si è conclusa con una serie di piccoli passi e senza la grande dichiarazione congiunta auspicata per un po’ dalla presidenza francese.

Parigi ha accolto per due giorni una quarantina di capi di Stato e di governo, tra cui il brasiliano Lula da Silva e il saudita Mohammed bin Salman, in un incontro che dovrebbe concretizzare le idee nate all’ultima Cop sul clima, in Egitto, prima della prossima, negli Emirati Arabi uniti, prevista alla fine dell’anno. All’interno del Palais Brongniart, ex sede della Borsa di Parigi, giudicato da diversi partecipanti inadatto per la sua posizione e le sue condizioni anguste, sono stati fatti alcuni annunci. Da parte sua la Banca mondiale prevede di inserire negli accordi con i paesi più vulnerabili una nuova clausola di sospensione del pagamento del debito in caso di calamità. Mia Mottley, premier delle Barbados, da mesi spingeva per trasformare il sistema finanziario con una clausola del genere. “È una buona giornata, perché quasi tutti hanno accettato la validità delle clausole sui disastri naturali“, ha esultato la leader.

La rete internazionale delle Ong Climate Action Network (Can), invece, ha criticato un vertice “che ha fatto del vecchio il nuovo“, condannando l’idea di una possibile sospensione dei rimborsi “piuttosto che una cancellazione completa del debito“. “Non possiamo chiedere ai leader di mobilitarsi e allo stesso tempo condannare totalmente” l’attuale vertice, ha affermato Soraya Fettih, portavoce dell’associazione ambientalista 350.org. “Ciò che è chiaro è che questo vertice non porterà ad alcuna decisione vincolante e forte“, ha dichiarato durante una manifestazioen ambientalista. Venerdì mattina più di 350 persone si sono radunate ai piedi della Statua della Repubblica a Parigi, con attivisti ambientali che hanno trasformato enormi dollari neri in dollari verdi per sollecitare i leader politici a smettere di investire in combustibili fossili e passare alla finanza verde.

Siamo favorevoli a una tassa internazionale sul trasporto marittimo perché è un settore che non viene tassato“, ha poi annunciato il presidente Emmanuel Macron, che vorrebbe vedere avanzata questa questione in una futura riunione dell’Organizzazione marittima internazionale (Imo). Ma questa spinosa questione sembra ancora lontana dal raggiungere un consenso. “Se la Cina, gli Stati Uniti e diversi paesi europei chiave che hanno anche grandi aziende coinvolte non ci seguono, allora si mette in atto una tassa ma non ha alcun effetto“, si è rammaricato Macron.
In un lungo discorso appassionato, il presidente brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva ha da parte sua deplorato l’inerzia della comunità internazionale nella lotta al cambiamento climatico e alla riduzione delle disuguaglianze, oltre ad accusare il protezionismo dell’Occidente. “Chi ha applicato il Protocollo di Kyoto? Chi ha applicato le decisioni della COP 15 di Copenaghen? Chi ha applicato le decisioni della COP di Parigi?”, ha chiesto, sottolineando che le decisioni non sono state attuate “perché non c’è una governance mondiale per portare a termine gli obiettivi” prefissati. Inoltre, ha aspramente criticato le istituzioni internazionali: “con questo meccanismo, chi è ricco è sempre ricco e chi è povero è sempre povero”.

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Arriva il flash storm: weekend più fresco e qualche temporale

La coda di una perturbazione nordatlantica, collegata a un vortice attivo tra Regno Unito e Mare del Nord, riesce a raggiungere anche l’Italia, ferendo temporaneamente l’anticiclone africano Scipione. Si tratta di una veloce ‘flash storm‘, chiamata così per la breve durata e la disorganizzazione dei fenomeni (non convettivi). I venti più freschi in ingresso formeranno un vortice ad alta quota che genererà locali temporali, a tratti forti, su alcune regioni.

Antonio Sanò, fondatore del sito www.iLMeteo.it comunica che dopo il maltempo che ha colpito le Alpi occidentali nella notte appena passata, nel corso di venerdì rovesci temporaleschi si incammineranno verso il Nordest e quindi le Marche. Data la tanta energia in gioco (aria fresca che si scontra con l’aria caldissima preesistente) i fenomeni atmosferici impattando sulle varie zone potrebbero risultare molto forti con possibili grandinate e più raramente trombe d’aria. Nel corso di sabato tuoni e fulmini dopo aver interessato le Marche, colpiranno l’Abruzzo e i rilievi centro-meridionali del Lazio (possibile temporale anche a Roma) per poi finire la loro corsa in Campania e Basilicata sfiorando anche la Puglia montuosa. Nella giornata di domenica tornerà il sole ovunque.

Questa veloce sferzata temporalesca lascerà dietro di sé un lieve addolcimento del clima. Già da oggi le temperature inizieranno a diminuire al Nord mentre continueranno a essere infuocate al Sud (40°C in Puglia e Sicilia). Nel corso del weekend i valori massimi si abbasseranno quasi ovunque anche di 10°C. Anche se continuerà a fare caldo, non lo sarà come quello di questi giorni, ovvero afoso e quasi irrespirabile. Le correnti settentrionali in arrivo scacceranno via in parte l’afa di questi giorni e puliranno il cielo e l’aria, rendendoli l’uno più azzurro e l’altra più respirabile

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L’industria cinematografica si riunisce a Hollywood per il clima

L’industria dell’intrattenimento si batte per il clima. L’appuntamento è il quarto Hollywood Climate Summit di Los Angeles, che si terrà da mercoledì sera a sabato, dove star come Jane Fonda e i registi vincitori dell’Oscar con ‘Everything Everywhere All At Once’ si spenderanno affinché l’industria dell’intrattenimento prenda sul serio la lotta contro il cambiamento climatico. Attori, registi, scienziati e attivisti ambientali si uniranno per cercare di cambiare la cultura del settore e incoraggiare il cinema e la televisione a usare la loro enorme influenza sul pubblico di tutto il mondo. “Hollywood è un’industria estremamente potente“, ha dichiarato Ali Weinstein, cofondatore del summit e sceneggiatore televisivo. “Siamo sull’orlo di un cambiamento culturale sotto molti aspetti“.

Secondo un recente studio del centro di ricerca Norman Lear Center e della società di consulenza Good Energy, la crisi climatica è praticamente inesistente nell’industria dell’intrattenimento. Meno del 3% dei circa 37.000 copioni cinematografici e televisivi realizzati dal 2016 ha menzionato qualsiasi parola chiave relativa al clima e solo lo 0,6% ha usato le parole cambiamento climatico. “Per noi questo è un grosso problema, perché la maggior parte delle persone trascorre in media più tempo con i personaggi di film e tv che con le proprie famiglie“, assicura Heather Fipps, co-fondatrice del summit.

È molto importante che le nostre parole siano legate alla realtà“, afferma Ali Weinstein. “Tutti sulla Terra sono colpiti dalla crisi climatica, in un modo o nell’altro. Se non lo mostriamo nei nostri contenuti quotidiani, diventano fantascienza“. Al summit, Quinta Brunson – star della serie comica ‘Abbott Elementary’ – parteciperà a un dibattito con Daniel Kwan e Daniel Scheinert, i registi di ‘Everything Everywhere’ che ha vinto sette importanti premi agli Oscar di quest’anno, tra cui quello per il miglior film. Jane Fonda si appellerà all’industria dell’intrattenimento per combattere i nuovi progetti di combustibili fossili in California. L’attrice taiwanese-americana Stephanie Hsu, candidata all’Oscar come miglior attrice non protagonista per ‘Everything Everywhere All At Once’, parteciperà a una discussione sulla necessità di parlare apertamente di cambiamenti climatici tra le generazioni.

Una tavola rotonda analizzerà il ruolo dell’intrattenimento improvvisato, compresi i reality, nella rappresentazione del cambiamento climatico. Secondo Heather Fipps, serie recenti come ‘Succession’ e ‘The Sex Lives of College Girls’ hanno dimostrato che gli sceneggiatori possono affrontare la questione del cambiamento climatico con “prese in giro” o “battute” nei confronti dei responsabili, piuttosto che adottare un tono cupo. “Può essere divertente ridere del cambiamento climatico“, afferma l’autrice. “Può essere liberatorio vederlo sui nostri schermi e non far sì che la gente lo ingoi come un messaggio politico“.

Hollywood e le sue star del jet-set sono spesso accusate di ipocrisia nei confronti del cambiamento climatico, ma i co-fondatori del summit spiegano che il loro obiettivo è cambiare l’approccio generale, non incriminare i singoli individui. “Questo evento ha lo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica per cambiare la cultura di Hollywood, non si tratta affatto di affermare che tutti a Hollywood sono esperti di clima“. “Siamo attivisti attivi nell’industria dello spettacolo“, insistono. “L’industria dello spettacolo è ipocrita. Non ha fatto abbastanza“.