
Papa: “Da guerra distruzione sociale ed ecologica per generazioni”
Si impieghino le energie attualmente usate nella guerra per superare la povertà, difendere la dignità umana e riconciliare i popoli divisi. E’ la supplica di Leone XVI nel messaggio per la Giornata mondiale di Preghiera per il Creato, che sarà celebrata l’1 settembre sul tema ‘Forgeranno le loro spade in vomeri e le loro lance in falci’, tratto dal profeta Isaia.
I veri strumenti per costruire la pace, sottolinea Robert Prevost, “non sono le armi di distruzione, ma piuttosto la verità, il dialogo, la pazienza, la bontà, la giustizia, la misericordia, la comprensione, la cura e l’amore”. Nel testo il Pontefice lega strettamente crisi ambientale e conflitti, riflettendo su come la guerra provochi ferite che “vanno ben oltre il campo di battaglia”. Vittime, famiglie spezzate e milioni di sfollati sono accompagnati da una “distruzione sociale ed ecologica che dura per generazioni”, avverte il successore di Pietro.
I conflitti, osserva Leone, distruggono ecosistemi, contaminano aria e acqua e compromettono la sicurezza alimentare, alimentando povertà, disuguaglianza e nuove tensioni. Per il Papa, guerra e degrado ambientale sono dunque manifestazioni di una stessa crisi. “Questi fenomeni non sono slegati”, scrive, ma costituiscono “un’unica invocazione di guarigione e di pace che sale da un mondo ferito”.
Il riferimento alle spade trasformate in aratri diventa così un appello a un cambio di passo. La trasformazione, però, non può essere soltanto politica o economica. Deve partire dal cuore dell’uomo. Il Papa parla di un “fallimento morale e spirituale” alla radice della guerra, legato al desiderio di dominio, alla ricerca del profitto immediato e alla perdita del senso del limite. “Per costruire una società pacifica, non dobbiamo solo riformare le strutture, ma anche rinnovare i nostri cuori”, sottolinea.
Da qui la richiesta di una “conversione ecologica”, in cui quello che è stato utilizzato per distruggere può essere “reindirizzato verso la vita”, per la cura dei poveri, il nutrimento degli affamati e la salvaguardia del Creato. Leone XIV invita quindi a proteggere i diversi ‘ecosistemi’ affidati all’uomo: quello naturale, quello delle relazioni e quello interiore. La pace, ribadisce, “comincia nel cuore” e da lì si riflette nelle comunità e nel mondo.