Laterza (Mutti): “Con il progetto Biorestore sappiamo di quanta acqua necessita la pianta”

La sostenibilità inseguita da Mutti non è solo ambientale ma anche sociale, come ha raccontato a Gea Michele Laterza, direttore Corporate communication, in occasione di TuttoFood 2026: “L’impegno di Mutti nella sostenibilità è un impegno che ha radici profonde. Negli ultimi anni abbiamo monitorato l’impatto della nostra azienda e anche quello della nostra filiera affinché si potesse lavorare a una riduzione dell’impronta idrica e dell’impronta di carbonio. Abbiamo iniziato già diversi anni fa con il WWF, ma insieme a quello abbiamo lavorato sempre per trovare delle soluzioni sia dentro che fuori l’azienda. Dentro l’azienda abbiamo lavorato al ricircolo delle acque che sono quelle che trasportano il pomodoro all’interno dell’azienda e che lavano anche il pomodoro stesso. Insieme a questo c’è tutto un lavoro anche legato al fotovoltaico ovviamente, quindi al discorso energetico. Insieme agli agricoltori siamo riusciti a lavorare a un progetto che si chiama ‘Biorestore’, che sono dei sensori sulla pianta che ti dicono esattamente lo stato di necessità dell’acqua e anche lo stato di benessere della pianta, in maniera tale da dare delle informazioni importanti per gli agricoltori e cercare di ridurre il più possibile l’utilizzo di acqua. Una sostenibilità che non è soltanto ambientale, è anche una sostenibilità sociale. Il nostro impegno è chiaramente nel sostenere tutto quello che riguarda l’utilizzo di prodotti in fase di scadenza e lo facciamo sia con realtà come Too Good To Go o con il Banco Alimentare, che è il nostro partner da diversi anni, e cerchiamo ovviamente anche di fare un qualcosa che possa lasciare un segno alla comunità. Quindi ogni anno lavoriamo con persone con difficoltà a inserirsi nel mondo del lavoro, le formiamo gratuitamente e vengono a lavorare da noi durante la campagna di trasformazione del pomodoro. Quei 70 giorni in cui vengono immersi all’interno del mondo Mutti, vivono la campagna e hanno la possibilità di mettere Mutti sul curriculum, ma anche di entrare in contatto con tutta la filiera e quindi di reinserirsi nel mondo del lavoro”.

Barbera (Manfredi Barbera & Figli): “Già 25 anni fa il consorzio Frantoi in Sicilia ottimizzava le emissioni”

Ai microfoni di Gea in occasione di TuttoFood 2026 è intervenuto anche Manfredi Barbera, amministratore e Ceo di Manfredi Barbera & Figli SpA, che ha raccontato la lunga storia di sostenibilità legata alla sua azienda: “Già 25 anni fa abbiamo iniziato a fare un progetto proprio sulla sostenibilità, quando questa parola non era neanche tanto conosciuta. Abbiamo formato il primo consorzio di Frantoi in Sicilia, proprio perché pensavamo che facendo massa si potevano avere dei risultati in termini di emissioni di CO2, di riutilizzo dei sottoprodotti molto più virtuosi di quanto potessero fare da sole le singole aziende. Devo dire che questo percorso iniziato 25 anni fa ci ha portato poi grandi risultati. L’ultimo che stiamo presentando qui a TuttoFood 2026 è il prodotto ‘zero pesticidi’ da filiera sostenibile interamente siciliana”.

Sbraga (Fipe): “Siamo in piena transizione ambientale e tutti devono fare la loro parte”

“Il mondo della ristorazione, con 324.000 imprese, 1 milione e mezzo di addetti e 60 miliardi di valore aggiunto, è attento al tema della sostenibilità, non solo ambientale ma anche economica per le aziende. Bisogna fare le cose nel modo giusto, facendo in modo che le aziende possano stare in piedi”. Così ha dichiarato Luciano Sbraga, vicedirettore generale di Fipe – Federazione Italiana Pubblici Esercizi.

In merito alle attività organizzate in quest’ottica ha poi aggiunto: “Da qualche anno abbiamo realizzato un progetto chiamato ‘Rimpiattino’, che è la doggy bag all’italiana. Ne abbiamo distribuite diverse decine di migliaia nei ristoranti: è un contenitore dal design accattivante e per lanciare iniziative come questa serviva un contenitore così, non una banale scatola. Contro lo spreco alimentare, dato che spesso si ha imbarazzo o vergogna di portare a casa il cibo ordinato al ristorante, noi invitiamo i ristoratori a dare questo contenitore ai clienti affinché il cibo non vada disperso. C’è poi il tema del risparmio energetico, l’efficienza delle macchine e delle attrezzature all’interno dei locali, e i piani di manutenzione corretti”.

“Su tutto questo siamo impegnati per favorire gli investimenti delle imprese nell’acquisto di attrezzature efficienti dal punto di vista energetico. Se non si ha la sensibilità sull’importanza di questo tema, tutto il resto non funziona. Siamo in piena transizione ambientale, quindi ci sono anche dei rallentamenti o dei ripensamenti sulle politiche per la sostenibilità, ma è una battaglia giusta che va perseguita e tutti devono fare la propria parte”, ha concluso il vicedirettore generale di Fipe.

Allegretti (Loacker Italia): “Con l’Innovation Center nuovi concept ancora più sostenibili”

“La sostenibilità nasce soprattutto dalla location, dall’attenzione al territorio e dalla ricerca delle materie prime” ha commentato ai microfoni di Gea Ivo Allegretti, Business Director di Loacker Italia, presente a TuttoFood 2026. “Qualche esempio: noi produciamo solo con latte alpino, le nostre nocciole sono 100% italiane e selezioniamo i fornitori con i quali lavoriamo anche su tutti gli aspetti di ecosostenibilità. In termini poi più ufficiali e pratici, dal 2025 siamo società benefit e stiamo lavorando per ottenere la certificazione B Corp, che contiamo di ottenere nei prossimi mesi”.

“È estremamente importante per noi la posa della prima pietra dell’Innovation Center – ha continuato il Business Director – che diventerà un vero e proprio hub: non un sito produttivo, ma uno spazio per Loacker per sviluppare nuovi concept e lavorare ancora di più sull’area della sostenibilità. Questo hub, infatti, conterrà una Creative Kitchen per lo sviluppo di nuove idee per il futuro, un laboratorio di ricerca e sviluppo che ci garantisce un prodotto caratterizzato da croccantezza e scioglievolezza, e un laboratorio tecnico per lo sviluppo di macchinari destinati alla produzione che sviluppiamo internamente”

A conclusione, Allegretti ha portato un altro esempio dell’impegno di Loacker Italia verso la sostenibilità: “Stiamo testando il nuovo forno Opti Bake: il primo elettrico per la produzione di wafer che contribuisce alla decarbonizzazione dell’intero nostro processo produttivo. Puntiamo alla neutralità climatica entro il 2040. Queste, in breve, sono le caratteristiche e il lavoro che stiamo facendo come Loacker per dare il nostro contributo all’ecosistema”.

Desimoni (Consorzio Tutela Aceto Balsamico Modena): “Il progetto Generativa vuole cambiare la filiera dell’uva”

A TuttoFood 2026 Federico Desimoni, direttore generale del Consorzio Tutela Aceto Balsamico di Modena, ha raccontato ai microfoni di Gea le ultime novità legate al settore: “Come Consorzio Tutela Aceto Balsamico di Modena abbiamo da poco lanciato un nuovo progetto in tema sostenibilità. Il titolo è ‘Generativa’. Ha due grandi pilastri questo progetto: uno è lavorare sulla filiera dell’uva. Il secondo pilastro è appunto fornire ai produttori uno strumento che possa aiutarli a sviluppare la sostenibilità, oltre anche a quello che le normative comunitarie chiedono. In particolare stiamo lavorando su uno strumento che è quello del marchio ministeriale ‘Made Green in Italy’ e siamo già a un livello avanzato applicativo. Ora, appunto, è il momento per le aziende di fare il proprio lavoro singolarmente e noi come consorzio li sosteniamo e supportiamo sia da un punto di vista economico che da un punto di vista di strumenti operativi. Il problema del cambiamento climatico è evidente anche nel nostro settore e ne sentiamo le conseguenze. Abbiamo bisogno del supporto sicuramente dei ministeri. La regione ci sta aiutando tanto a sviluppare dei piani anche di filiera che possano integrare le esigenze di agricoltori e di produttori di aceto balsamico di Modena. Quindi confidiamo di potere creare questi strumenti con il supporto e il sostegno delle istituzioni”.

Bollino (Inalpi): “Uno sguardo al futuro per valorizzare il latte e la sostenibilità”

“Inalpi torna a TuttoFood nell’occasione dei suoi 60 anni di storia con uno sguardo rivolto verso il futuro. Futuro che non è solo la valorizzazione del latte, ma è anche l’occhio di riguardo che abbiamo verso la sostenibilità e l’ambiente che ci circonda”. Così ha dichiarato Gabriella Bollino, Direttrice Commerciale e Marketing di Inalpi, intervistata da GEA, e ha aggiunto: “La nostra attività in questo senso si è mossa molto negli ultimi anni. Siamo oggi in una filiera coesa attraverso la cooperativa Compral latte e con loro abbiamo fatto ormai da qualche anno dei ragionamenti importanti che ci hanno permesso di arrivare a un 80% dei nostri conferenti che utilizzano solo energie rinnovabili. Puntiamo chiaramente al 100, ma siamo già all’80”.

“Oltre a questo, noi in azienda abbiamo fatto un investimento molto importante in questi ultimi tre anni, che ci sta permettendo di recuperare le acque di lavorazione del ciclo industriale, compreso il vapore acqueo della produzione del latte in polvere. Attraverso un sistema di filtri a membrane riusciamo a ripulire l’acqua e a renderla ripotabile. Tutto questo si aggiunge a un progetto che è nato negli ultimi mesi, ma che stiamo portando avanti con molta forza, che è quello sulle emissioni enteriche degli allevamenti. Siamo partiti con 10 allevamenti pilota sui quali stiamo testando dei prodotti che permettono di ridurre queste emissioni. Chiaramente è un progetto che deve avere un po’ di spazio per essere concluso e andremo a valutare i risultati nelle varie stagioni dell’anno. Se, come ci stanno dimostrando i dati, funzionerà, lo estenderemo a tutta la nostra filiera”, ha concluso la Direttrice Commerciale e Marketing di Inalpi.