Il maltempo si abbatte sul Nord Italia: prima neve a Sestriere. Sospesi i treni fra Italia e Francia per una frana

Nel Nord Italia l’estate sembra finita: un’ondata di maltempo ha travolto gran parte delle regioni portando a un drastico calo delle temperature, ma soprattutto a bombe d’acqua, nubifragi e addirittura ad alcune nevicate. Allerta rossa in Lombardia e arancione in Friuli Venezia Giulia, Liguria, Provincia autonoma di Bolzano, ampi settori del Piemonte, parte della Toscana e sul Veneto. Il ‘colpevole’ è il ciclone Poppea, che insisterà anche domani sull’Italia spostandosi verso il centro Italia. Secondo Coldiretti, sulla penisola si sono abbattuti 49 eventi estremi in due giorni tra tempeste di vento, fulmini, nubifragi e grandinate che hanno provocato danni nelle città e nelle campagne con tetti scoperchiati, alberi abbattuti, frane, smottamenti e allagamenti. “L’Italia è spaccata in due con il maltempo che ha addirittura riportato la neve in quota al nord e le alte temperature e l’assenza di precipitazioni al sud che in Sicilia – sottolinea Coldiretti – hanno inaridito i terreni favorendo l’innesco degli incendi nelle campagne e nei boschi. Ci vorranno almeno 15 anni per ripristinare completamente le zone verdi distrutte dalle fiamme con danni oltre diecimila euro all’ettaro fra spese immediate per lo spegnimento e la bonifica e quelle a lungo termine sulla ricostituzione dei sistemi ambientali ed economici delle aree devastate”.

A GENOVA 200 MM DI PIOGGIA IN 24 ORE. Fra le regioni più colpite dal ciclone c’è la Liguria, dove nella sono caduti fra i 100 e i 200 mm di pioggia in 24 ore. “Non ci sono stati feriti e questa è la notizia più importante ma sono stati più di 200 gli interventi dei Vigili del Fuoco sul territorio ligure concentrati soprattutto nella provincia di Genova a causa dei molti allagamenti“, ha detto il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti, parlando di numerosi alberi abbattuti. Intanto, però, i livelli del Bisagno hanno superato la soglia di guardia e sono stati registrati valori di raffiche di vento fino ai 170 km/h, con intensa attività elettrica. L’allerta rimane gialla fino a mezzanotte, e Toti precisa che la situazione è “sotto controllo e in netto miglioramento”, ma “nelle prossime ore sarà importante non abbassare la guardia”.

ALLERTA ROSSA IN LOMBARDIA. Il maltempo è tornato a invadere la Lombardia, dove lunedì era prevista l’allerta rossa. Un nubifragio ha colpito Milano causando alcuni problemi di circolazione, come è successo in diverse strade della Lombardia. In tutte le province sono in corso i sopralluoghi dei tecnici degli Uffici territoriali regionali. Le situazioni più gravi sono segnalate a Sondrio, Varese e Brescia, territori già colpiti dall’ondata di maltempo di fine luglio. A Sondrio è esondato il torrente Frodolfo e sono state evacuate precauzionalmente alcune abitazioni nella frazione di Santa Lucia. Vigili del fuoco sono al lavoro con idrovore per operazioni di prosciugamento di cantine e garage. A causa di una frana è stata chiusa al traffico nella tarda serata di domenica la strada statale 470 della Val Brembana e del Passo San Marco tra il km 59,000 e il km 72,000 lungo versante Valtellinese e bergamasco. Sulla SS 38 dello Stelvio, a causa dell’esondazione del fiume Adda in località Bormio, si sono registrati rallentamenti. Sulla strada statale 36 Del Lago Di Como e Dello Spluga è stato chiuso il passo dello Spluga, sul versante svizzero, per frana. Sulla statale 294 di Val di Scalve il traffico è tornato regolare dopo la chiusura, lunedì mattina, a seguito di una tromba d’aria. Il personale Anas ha concluso la pulizia del piano viabile che ha consentito il ripristino della circolazione in piena sicurezza

IN PIEMONTE ARRIVA LA NEVE A SESTRIERE. Il progressivo abbassamento delle temperature ha determinato nevicate sull’arco alpino piemontese. Come riporta Arpa Piemonte, le nevicate hanno interessato soprattutto i settori occidentali e settentrionali con apporti di circa 5 cm sopra i 2500m sulle Alpi Cozie Nord e Alpi Graie di Confine e sopra i 2900-3000m sulle Alpi Pennine e Alpi Lepontine. La quota neve è in calo soprattutto su alta Val Chisone e alta Val Susa dove ha raggiunto i 2000m imbiancando Sestriere. Spostandosi verso nord la quota neve risulta più elevata: circa 2300m in alta valle Orco e 2800m circa su Alpi Pennine e Lepontine. Intanto in giornata si è alzato il livello dei fiumi: gli incrementi più significativi si sono registrati sui corsi d’acqua minori del bacino del Tanaro, del Toce e del Sesia, in particolare per il Borbore a San Damiano (AT), il Santino a San Bernardino (VB) e il Sessera a Pray (BI). Nel torinese si segnala il repentino e temporaneo innalzamento del livello idrometrico della Dora Riparia. Per frane e smottamenti in territorio francese, è stata chiusa la RD900, la tratta di attraversamento del confine della SS 21 della Maddalena. Sulla strada statale della 631 di Valle Cannobina è chiusa una corsia al km 4,000 a causa della caduta di un masso sulla sede stradale, a seguito di uno smottamento in corrispondenza del bivio per Cavaglio.

FRANA IN SAVOIA: CANCELLATI TRENI ITALIA-FRANCIA. Una frana nella valle della Maurienne (Savoia), in seguito a un’ondata di caldo seguita da forti piogge, ha provocato la sospensione del traffico ferroviario e dei mezzi pesanti su una delle principali direttrici tra la Francia e l’Italia settentrionale. Secondo le autorità, la situazione potrebbe richiedere diversi giorni per tornare alla normalità e lunedì l’area è rimasta sotto sorveglianza in attesa dello sgombero dei detriti. Intorno alle 17.15 di domenica, “diversi massi per un volume di circa 700 m3” si sono schiantati contro lo schermo protettivo installato sulla RD 1006, in un “settore particolarmente monitorato” nel comune di Saint-André, a La Praz, spiega la prefettura della Savoia in un comunicato stampa. I treni Alta Velocità Milano-Modane-Parigi sono stati cancellati e il traffico ferroviario sulla linea Chambéry-Torino è stato interrotto, così come il traffico TER nella valle della Maurienne, ha dichiarato SNCF. “È chiusa almeno fino a mercoledì compreso“, ma “ci aspettiamo che duri di più“, ha dichiarato SNCF all’AFP. Anche Trenitalia ha annunciato la cancellazione dei suoi servizi tra Modane e Parigi fino a mercoledì compreso.

Maltempo, Figliuolo assicura: “Vogliamo una ripartenza veloce, risarciremo tutti”

Sarà una “ripartenza veloce“, assicura il generale, Francesco Paolo Figliuolo, ma “sempre nel rispetto dei principi della buona amministrazione“. Dalle colonne del ‘Corriere della sera‘, il commissario straordinario nominato dal governo alla ricostruzione in Emilia-Romagna, Toscana e Marche dopo le alluvioni del maggio scorso, entra nel dettaglio di quello che sarà il suo lavoro per riportare alla normalità territori duramente colpiti, a livello sociale, economico e infrastrutturale, dalla furia di vento e pioggia. Eventi che hanno anche innescato forti discussioni nel dibattito politico, sul quale il generale di corpo d’armata non entra, ma alle quali fornisce comunque qualche risposta.

Soprattutto sui fondi: “Risarciremo tutti, bisogna ripartire velocemente“, dice Figliuolo al Corsera. Ricordando che “la presidente Giorgia Meloni si è immediatamente recata sui luoghi colpiti. Le risorse che il governo ha stanziato sono importanti, 4,5 miliardi di euro, di cui circa 2,8 miliardi al momento a disposizione della struttura commissariale“. Di questi fondi, al momento, sono arrivati “sulla contabilità speciale del commissario i primi 876 milioni di euro da destinare alla messa in sicurezza del territorio. Con queste risorse si darà luogo al pagamento immediato dei lavori già effettuati e in corso” e poi “seguiranno a breve gli interventi di ricostruzione, di ripristino e di riparazione per le più urgenti necessità e finalizzati alla messa in sicurezza del territorio, per la tutela della pubblica e privata incolumità. Parliamo di circa 448 milioni di euro per il 2023“.

Per gli interventi di somma urgenza “spese che i Comuni e altri enti attuatori hanno già sostenuto o stanno sostenendo per mettere in sicurezza il territorio, la richiesta complessiva per il 2023 è di 289 milioni di euro, che la struttura rimborserà già a partire dai prossimi giorni“, elenca Figliuolo. “Ulteriori 123 milioni sono per i lavori che termineranno nel 2024 e per i quali il commissario dispone già dei fondi”, mentre “per gli interventi di ricostruzione urgenti finalizzati alla messa in sicurezza del territorio parliamo invece di finanziamenti per circa 1 miliardo e 133 milioni euro, di cui 448 milioni da impegnare nel 2023 e 684 milioni nel 2024. Queste risorse – sottolinea il commissario – sono destinate agli interventi da realizzare in Emilia-Romagna, per un importo di poco più di 1 miliardo e nelle regioni Toscana e Marche per, rispettivamente, 56 e 55 milioni“.

A chi lo ha accusato di essere stato ‘assente’ dai territori quest’estate, Figliuolo replica senza tono polemico: “Già prima della mia nomina a commissario sono stato diverse volte in Emilia-Romagna e ho fatto riunioni nelle Marche e in Toscana. Dal 10 luglio, giorno della mia nomina formale, personalmente e a livello tecnico, sono state svolte molte attività, incontri e riunioni: 6 con i sub-commissari, gli enti attuatori, gli amministratori locali e le parti sociali; 3 riunioni con la Protezione civile; 5 convenzioni con Università e autorità distrettuale bacino del Po; 5 ordinanze, apertura contabilità speciale e richiesta trasferimento fondi solo per citare le più importanti“. E annuncia: “Convocherò formalmente la cabina di coordinamento all’atto della presentazione dei cinque piani speciali.

Con il presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, infine, il generale chiarisce che non ci sono attriti. “Con lui, come con i presidenti Giani e Acquaroli, c’è un rapporto istituzionale e professionale ben solido“.

Corsa contro tempo per varo emergenze. Regioni contano danni, Governo aspetta dossier

Il governo proverà a varare lo stato di emergenza per le 5 Regioni colpite da maltempo, al nord, e incendi, al sud, entro l’inizio della prossima settimana. A Roma sono attese le stime degli enti locali, che stanno raccogliendo dal territorio l’elenco dei danni causati dalla furia di acqua, vento e fiamme. Una vera e propria corsa contro il tempo: al momento solo la Lombardia ha potuto presentare ufficialmente la richiesta, ma si attendono nelle prossime ore, o al massimo nei prossimi giorni, anche gli aggiornamenti dell’Emilia-Romagna, del Veneto (per l’agricoltura) e i dossier di Sicilia e Friuli Venezia Giulia. Una volta istruite le pratiche, verrà convocato il Cdm per la delibera.

La premier, Giorgia Meloni, prima di partire per gli Stati Uniti ha annunciato che l’esecutivo si pone come obiettivo quello di varare, a medio termine, un “grande Piano contro il dissesto idrogeologico” per mettere in sicurezza il territorio. Negli ultimi giorni anche il capo dello Stato, Sergio Mattarella, è intervenuto per sottolineare che “occorre assumere la piena consapevolezza che siamo in ritardo” sulla tutela dell’ambiente e il contrasto al cambiamento climatico. Ribadendo che c’è “necessità di interventi veloci, tempestivi, per rimuovere i danni subiti e sostenere adeguatamente le persone e le aziende colpite, affinché possano ripartire come desiderano fare”, ma questo è “pressoché impossibile senza aiuti”.

Anche oggi il presidente della Repubblica torna sul tema, in un messaggio inviato al sindaco di Tempio Pausania, Giovanni Antonio Giuseppe Addis, a 40 anni dal rogo che provocò la strage sulla collina di Curragghja, causando la morte di 9 persone e il ferimento di altre 15. Il ricordo di quegli avvenimenti tragici “devono indurre tutti a riflettere sulla necessità di rispettare l’ambiente e la natura: risorsa preziosa e ricchezza della Sardegna e dell’intero Paese, da tutelare con rigore, attraverso un impegno costante nella cura del territorio e mirate azioni di prevenzione”, scrive Mattarella.

Le riflessioni del capo dello Stato trovano d’accordo anche il ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica. “Ha perfettamente ragione il presidente Mattarella – dice Gilberto Pichetto Fratin a ‘La Stampa’ -. Non esiste dibattito, almeno nel governo, sulla fondatezza dei rischi”. Il responsabile del Mase dice che “non a caso abbiamo varato un decreto siccità con la nomina di un commissario e la creazione di una cabina di regia a Palazzo Chigi per affrontare in modo organico il tema della siccità che è l’altra faccia della medaglia delle alluvioni”. Chiarendo, però, che “non è solo l’Italia a essere colpita, ma i Paesi che si affacciano o sono immersi nel Mediterraneo”. Ragion per cui occorre un intervento nazionale, ma allo stesso tempo un ragionamento organico, che coinvolga anche l’Europa.

PAPA FRANCESCO

Papa Francesco vicino a popolazioni colpite dal maltempo: “Prendiamoci cura della nostra casa”

Papa Francesco da sempre osserva con attenzione e preoccupazione il cambiamento climatico. E le ultime settimane hanno ancor più evidenziato la fragilità del nostro Pianeta, sempre più colpito da eventi estremi. Per questo il Pontefice, tramite un telegramma inviato dal Cardinale Segretario di Stato Pietro Parolin a Petros Stefànou, Presidente della Conferenza Episcopale della Grecia, rinnova la sua speranza che “i rischi per la nostra casa comune, esacerbati dall’attuale crisi climatica, spronino tutte le persone a rinnovare i loro sforzi per prendersi cura del dono della Creazione, per il bene delle generazioni future”, dicendosi “profondamente preoccupato per la minaccia alla vita e per i danni causati dagli incendi diffusi in varie parti della Grecia, e non solo, a seguito dell’attuale ondata di caldo che sta affliggendo diversi Paesi europei”.

Un pensiero anche ai territori italiani, colpiti da incendi e maltempo. Papa Francesco chiede infatti al presidente della Cei Matteo Maria Zuppidi farsi interprete della sua affettuosa vicinanza alle popolazioni colpite da questi eventi atmosferici che evidenziano la necessità di porre in atto sforzi coraggiosi e lungimiranti per affrontare la sfida dei cambiamenti climatici e proteggere responsabilmente il creato, prendendosi cura della casa comune. Sua Santità invoca dal Signore, per intercessione della vergine Maria, il conforto per quanti soffrono le conseguenze di così gravi disastri e, mentre esprime apprezzamento per quanti si sono prodigati generosamente nei soccorsi, in particolare i vigili del fuoco, invia la benedizione apostolica”.

incendi

Emergenza incendi e maltempo, Meloni: “Ora grande Piano di prevenzione idrogeologica”

La conta dei danni è ancora in corso, ma il governo prova ad anticipare i tempi. Nel Cdm arriva solo l’informativa di Nello Musumeci (domani alle 16 il ministro della Protezione civile riferirà anche alla Camera) su quanto sta succedendo al Nord con i violenti nubifragi e al sud con gli incendi, ma a stretto giro di posta sono attese a Roma le ricognizioni delle Regioni propedeutiche al varo dello stato di emergenza per i territori colpiti, che dovrebbe avvenire la prossima settimana. Al momento l’unica ad aver presentato la richiesta è la Lombardia, quantificando i danni in una prima stima di 41,4 milioni di euro, che “andrà confrontata con la Protezione civile”.

Prima di partire per gli Stati Uniti, dove sarà impegnata nella sua prima visita ufficiale alla Casa Bianca, Giorgia Meloni, attraverso i suoi canali social, assicura che l’esecutivo “ha messo in campo tutti i mezzi di cui dispone” ed è all’opera per istruire i provvedimenti e “deliberare le prime risorse”. La premier ammette che “gli incendi e i disastri meteorologici degli ultimi giorni stanno mettendo a dura prova l’Italia” e che “non possiamo che sperare che la riduzione della temperatura in Sicilia e l’attenuazione delle condizioni avverse al Nord rendano nelle prossime ore il lavoro dei soccorritori meno difficile”, ma “non dobbiamo e non possiamo limitarci a questi interventi di emergenza”. Non usa giri di parole: “Usare tutti i mezzi disponibili non significa – lo dico con chiarezza – che noi oggi abbiamo tutti i mezzi necessari“. Serve una soluzione più strutturale, ragion per cui “l’obiettivo di medio termine che il governo si dà è quello di superare la logica degli interventi frammentati, varando un grande Piano di prevenzione idrogeologica“. Il ragionamento parte dalla considerazione che “i continui disastri ai quali abbiamo assistito negli ultimi mesi, da Ischia passando per l’Emilia-Romagna, fino a quello che vediamo in questi giorni, dimostrano che le emergenze saranno sempre più presenti“. Dunque, “dobbiamo lavorare certamente alla transizione, ma anche fare quello che non si ha avuto il coraggio di fare a sufficienza nel passato, cioè lavorare per mettere in sicurezza il territorio”.

Nell’attesa, Meloni annuncia che nella prossima legge di Bilancio “intendiamo aumentare le spese per la manutenzione di veicoli aerei” per il soccorso contro gli incendi. Alcuni dei quali, in questi giorni, sarebbero di origine dolosa: “Polizia e magistratura sono al lavoro per scoprire gli autori. Musumeci corrobora le parole della premier, spiegando che “siamo assolutamente mobilitati e convinti che bisogna mettere al primo posto nell’agenda di governo la messa in sicurezza del territorio, che diventa una priorità“. E dà un colpo di frusta alle polemiche delle ultime ore: “Se qualcuno aveva qualche tentennamento adesso non può non prendere atto di una evidenza assoluta: i negazionisti non possono avere spazio“. Ma allo stesso tempo il ministro avverte che “con le risorse non abbiamo risolto il problema”, ma occorre mettere in sicurezza i territori “perché il tema non è stato considerato di prim’ordine” in passato.

Del resto, il messaggio è chiaro: “Non è un caso isolato quello che è accaduto in questi giorni. Avremo a che fare con questo clima, queste temperature, questi nubifragi. Dobbiamo abituarci a conviverci. O cambiamo noi o saremo costretti a contare i morti e a restare inerti spettatori“. In Consiglio dei ministri, poi, “la ministra Santanchè ha presentato una proposta per i turisti che si sono recati in Sicilia in un momento difficile” mettendo a disposizione “10 milioni di euro per il rimborso dei biglietti aerei ed eventuali prenotazioni alberghiere per quei turisti privi di ogni copertura”, annuncia Musumeci. Specificando che “la misura vale dal giorno in cui è andato in tilt l’aeroporto di Catania“.

Infine, dal Cdm arriva un altro provvedimento per combattere l’emergenza climatica di questo periodo, con il via libera al decreto del ministero del Lavoro sulla tutela dei lavoratori in caso di temperature troppo elevate. Tra i punti principali ci sono 8,6 milioni di euro per la Cassa integrazione ordinaria (Cigo) e 1,4 milioni per l’integrazione salariale prevista nei casi di intemperie stagionali (Cisoa) per i lavoratori agricoli come operai, impiegati e quadri, “dipendenti di aziende agricole rientranti nell’ambito di applicazione della norma”.

Nubifragio piega il nord Italia: 16enne muore schiacciata da albero. Decine di feriti, trasporti in tilt

Mentre il sud Italia brucia, il nord è letteralmente sommerso da acqua, detriti, alberi caduti. E da milioni di euro di danni. Oltre a decine di feriti e a una giovane vittima. Sono le “due facce della stessa medaglia, cioè del cambiamento climatico”, come ricorda il ministro della Protezione civile, Nello Musumeci.

Se la giornata di lunedì aveva già lasciato il segno, soprattutto in Lombardia e in Veneto, è durante la notte che si è scatenato l’inferno. Venti a 100 km/h, pioggia e grandine hanno piegato anche Milano e tutta la zona nord della regione, con centinaia di alberi caduti, linee elettriche divelte, edifici pubblici e case scoperchiati. Da subito vigili del fuoco, protezione civile e agenti sono intervenuti a fronte delle centinaia di richieste di aiuto ricevute da parte dei cittadini.

A causa delle infiltrazioni di acqua e degli alberi divelti nei cortili, nel capoluogo lombardo è stato necessario chiudere 11 scuole dell’infanzia e 3 nidi che stavano ospitando centri estivi. Chiusi anche il Museo di Storia Naturale, il Planetario, il Castello Sforzesco, il Pac. Completamente compromessa la rete delle linee di superficie del trasporto pubblico locale e l’Area C è stata soppressa fino a mercoledì compreso. “Non possiamo più negarlo. Il cambiamento climatico – ha detto il sindaco di Milano Beppe Sala – sta modificando la nostra vita. Non possiamo far finta di niente e non possiamo non fare nulla. Anche la città deve fare la sua parte e la farà”.

Una ragazza di 16 anni è morta nella notte a Corteno Golgi, in Val Camonica, dopo che un albero è caduto sulla tenda. La giovane faceva parte di un gruppo scout che aveva allestito il campo in località Palù non distante dal rifugio degli alpini. Il forte vento e le piogge intense hanno provocato la caduta di un albero che ha colpito una delle tende in cui stavano dormendo i giovani. Oltre alla vittima, altre tre ragazze sono rimaste ferite. Si tratta di una 15enne, di una 13enne e di una 12enne, tutte con traumi minori, portate in codice verde all’ospedale di Sondrio. Illesi gli altri 70 giovani scout, che sono stati evacuati e portati nella palestra di Corteno Golgi.

Il governatore lombardo, Attilio Fontana, ha già formalizzato al Consiglio dei ministri la richiesta del riconoscimento dello stato di emergenza. I danni nella regione ammontano, secondo una prima stima, a oltre 100 milioni di euro.

Anche in Veneto sono state centinaia le richieste di aiuto ai vigili del fuoco, a causa della tempesta di grandine che ha distrutto tetti, automobili, impianti industriali e artigianali. In campagna ha azzerato coltivazioni, vigneti, frutteti e serre. In particolare, sono state colpite le province di Treviso, Verona, Belluno, Vicenza e Padova. Alcune piante cadute lungo la linea ferroviaria Milano-Venezia, in località San Giorgio in Salice, hanno interrotto temporaneamente la circolazione dei treni. Sospesa anche quella tra Brescia e Padova. Diversi feriti nel veronese, tra cui un 16enne colpito da un ramo a Zimella e almeno una trentina le persone che sono state soccorse e portate in ospedale, di cui 8 nella zona del Trevigiano. Circa 8mila persone sono rimaste senza corrente elettrica. “Non si dica che si tratta di fenomeni estivi, da mettere in conto: ho numerose testimonianze di pezzi di ghiaccio grandi come mele, pesanti oltre 150g, con una potenza distruttiva estrema”, ha detto il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia.

Situazione drammatica anche in Friuli Venezia Giulia, dove il governatore Massimiliano Fedriga ha firmato lo stato di emergenza, stanziando subito 50 milioni di euro per affrontare l’emergenza. Nella regione i danni superano già i 200 milioni di euro. Circa 12mila le utenze rimaste senza corrente, poi gradualmente i tecnici hanno ripristinato la situazione.

In Trentino sono state oltre 300 gli interventi dei vigili del fuoco in 18 ore. Sul territorio sono stati rilevati 3.142 fulmini. A Trento Laste il dato più rilevante per quanto riguarda le raffiche di vento, pari a 95 chilometri orari. Decine le frane e gli smottamenti soprattutto nell’area meridionale e l’alto Sarca.

L’Italia spaccata in due tra maltempo e incendi. Meloni: “Oggi la giornata più impegnativa”

Nubifragi al Nord, soprattutto fra Lombardia e Veneto, con danni ingenti, vittime e feriti. Temperature elevate, vento e incendi difficili da domare al Sud, in particolare in Sicilia dove a Palermo la situazione resta critica. Maltempo e roghi non danno tregua allo Stivale. “Sono stata finora al telefono con il ministro Musumeci, sapevamo che questa sarebbe stata la giornata più impegnativa. E’ previsto un cambio da stasera nella situazione del maltempo, ma produce una giornata estremamente impegnativa a Nord e a Sud”, sono le prime parole della mattinata della presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Che, in collegamento con Rtl 102.5, precisa come “abbiamo un combinato disposto di nubifragi al Nord, e la mia totale solidarietà va alla famiglia della ragazza morta nel Bresciano, colpita da un albero, con grandine e vento, e dall’altra una situazione al Sud dove si sommano temperature alte e vento, che rende impossibile l’utilizzo di canadair per la lotta agli incendi e rendono la situazione complessa”. Il Governo, spiega, era già “in allerta”: “La protezione civile è mobilitata, nessun vigile del fuoco è andato in vacanza, e questo va detto per ringraziare persone che sono a lavoro h24, con tutte le squadre allertate”. La situazione, al di là dell’emergenza, pone l’esecutivo davanti a una strategia di medio e lungo termine: la “priorità” è “la messa in sicurezza dei territori”.

NUBIFRAGIO IN LOMBARDIA: MORTA UNA SCOUT COLPITA DA UN ALBERO. Violento nubifragio nella notte a Milano che ha causato danni anche alla linea elettrica di Atm. Diversi punti della città e alcuni depositi Atm sono senza corrente, mentre gli alberi caduti e i detriti sulle strade bloccano i normali percorsi delle linee. Filobus e autobus hanno forti ritardi e deviazioni. Il servizio tram è fortemente ridotto perché è caduta la rete aerea in diverse zone. Tutte le metropolitane sono aperte e in normale servizio. I treni della M1 saltano la stazione di Inganni. Intanto Trenord comunica che il servizio ferroviario continua a subire modifiche, interruzioni e ritardi a causa del danni subiti dall’infrastruttura per la caduta di alberi.

Una ragazza di 16 anni è morta nella notte a Corteno Golgi, in Val Camonica, dopo che un albero è caduto sulla tenda. La giovane faceva parte di un gruppo scout sorpreso poco dopo le 4 da un violento temporale. Il gruppo aveva allestito il campo di tende in località Palù, non distante dal rifugio degli alpini. Il forte vento e le piogge intense hanno provocato la caduta di un albero che ha colpito una delle tende in cui stavano dormendo i giovani. Oltre alla vittima, altre tre ragazze sono rimaste ferite. Si tratta di una 15enne, di una 13enne e di una 12enne, tutte con traumi minori, portate in codice verde all’ospedale di Sondrio. Illesi gli altri 70 giovani scout, che sono stati evacuati e portati nella palestra di Corteno Golgi. Sul posto sono intervenuti l’elisoccorso, due ambulanze, i vigili del fuoco, il soccorso alpino e le forze dell’ordine.

Ai suoi familiari è stato espresso il cordoglio della giunta regionale, tramite le parole del presidente Attilio Fontana: “Nell’apprendere con grande tristezza della morte di una ragazza di soli 16 anni, colpita da un albero in un campo scout in Valcamonica, esprimo alla famiglia e ai suoi cari il cordoglio e la vicinanza di Regione Lombardia”. “Vigili del Fuoco e Protezione Civile continuano incessantemente a essere attivi su tutto il territorio per il gran numero di piante cadute, tetti scoperchiati e allagamenti. A loro il nostro più sentito ringraziamento”, aggiunge.

IN VENETO TEMPESTE E GRANDINE: FERITO UN 16ENNE. Nella notte fra lunedì e martedì in Veneto si sono scatenate una serie di tempeste. La grandine, con pezzi di ghiaccio grandi come mele, pesanti oltre i 150 grammi, ha distrutto tetti, automobili, impianti industriali e artigiani. In campagna ha azzerato coltivazioni, vigneti, frutteti e serre. E’ il presidente della Regione, Luca Zaia, a tracciare il bilancio: “Nel veronese abbiamo diversi feriti: un paziente in codice rosso (un ragazzo di 16 anni colpito da un ramo a Zimella), 7 in codice giallo, 27 in codice verde soccorsi dal SUEM, a cui vanno a sommarsi alcuni accesi autonomi presso i Pronto Soccorso”. Anche nel trevigiano si registrano alcuni feriti: a Treviso soccorsi con ambulanza 4 pazienti, tutti per ferita cranica lacero contusa da grandine; 2 pazienti soccorsi a Pieve di Soligo e 2 a Godega Sant’Urbano.

Le linee ferroviarie sono ora interrotte lungo la tratta fra Brescia e Padova: la mole di persone da trasportare è elevatissima, secondo le ferrovie non sarà possibile compensare con servizi bus per tutti i passeggeri. “Non si dica che si tratta di fenomeni estivi, da mettere in conto”, scrive Zaia, perché “siamo di fronte, per violenza e frequenza del maltempo, a qualcosa di fuori dal comune. Questa per la nostra terra è stata ancora una notte di passione”. “Lo Stato di Emergenza Regionale sarà aggiornato nelle prossime ore alla luce delle nuove perturbazioni. Servono ristori economici per i territori del Veneto colpiti: è quello che chiederemo allo Stato”, conclude.

VASTO INCENDIO A PALERMO: CHIUSO L’AEROPORTO. Un vasto incendio sta interessando dalla notte Palermo, alimentato dalle alte e temperature e dal vento. Chiuso l’aeroporto di Palermo per il rogo sviluppatosi sopra Cinisi e, a causa dello Scirocco, arrivato fino al perimetro dello scalo aereo. Chiusa anche l’autostrada A29 Alcamo-Trapani tra gli svincoli di Villagrazia di Carini e Cinisi, poi riaperta. Circolazione dei treni sospesa tra Palermo Notarbartolo e Punta Raisi. I treni Regionali possono registrare ritardi e subire limitazioni di percorso e cancellazioni. Le fiamme sono arrivate a minacciare l’ospedale Cervello, ma la situazione sembra ora essere sotto controllo. A Palermo 30 squadre di vigili del fuoco locali, supportati da rinforzi giunti dai comandi di Catania e Messina, sono al lavoro dalla notte. A Mondello, Sferracavallo, Barcarello, Capo Gallo, Monreale, San Martino delle Scale ci sono state evacuazioni preventive dalle case vicine ai fronti di fiamma, alcune di queste sono state coinvolte parzialmente dal fuoco.

Nella notte squadre schierate a protezione di alcune strutture nell’aeroporto di Punta Raisi. “La situazione in tutta la Sicilia è ancora difficilissima anche per le condizioni meteo che stanno complicando ulteriormente il lavoro di chi deve contrastare le fiamme. Sono stato per tutta la notte in costante contatto con il Corpo forestale, con la Protezione civile, con i Vigili del fuoco e la Prefettura per avere aggiornamenti in tempo reale. Dal capo dipartimento nazionale dei Vigili del fuoco, il prefetto Laura Lega, ho ottenuto l’impegno a far giungere in Sicilia ulteriori squadre provenienti da altre regioni in quanto quelle in servizio in Sicilia sono già tutte impegnate nei vari fronti di fuoco che interessano tutto il territorio“, spiega il presidente della Regione Sicilia, Renato Schifani, che sta seguendo da vicino l’evolversi dell’emergenza incendi che sta interessando tutta l’Isola e che ha espresso il suo cordoglio per la donna morta perché i soccorsi non sono riusciti a raggiungerla a causa degli incendi che bloccavano l’accesso alla sua casa nella zona di San Martino delle Scale.

Nubifragio in Lombardia, donna muore schiacciata da un albero. Dirottato volo da Milano a Roma

(Photocredit: Comune di Canegrate)

E’ di una vittima e diversi il feriti il bilancio della violenta ondata di maltempo che si è abbattuta nel primo pomeriggio in Lombardia. Milano, Varese e Monza-Brianza sono state le province più colpite. Una donna di 58 anni è morta dopo essere rimasta schiacciata da un albero, caduto a causa del forte vento. E’ accaduto a Lissone, in provincia di Monza Brianza, intorno alle 15.40. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, i carabinieri, un’ambulanza e un’automedica, ma la donna è deceduta sul posto.

Centinaia le richieste di aiuto ai vigili del fuoco, anche per liberare diversi automobilisti intrappolati nelle loro auto in sottopassi allagati o travolti da alberi caduti.

Il maltempo che si è abbattuto soprattutto nella zona di Milano, Monza e del Varesotto, ha causato disagi anche alla circolazione aerea: il Volo Delta Air Lines DL185, partito da Milano Malpensa e diretto all’ aeroporto internazionale John F Kennedy (JFK) di New York è stato infatti dirottato su Roma Fiumicino dopo essersi imbattuto nel nubifragio dopo il decollo. Come ha comunicato la Delta Airlines l’aereo, “un Boeing 767-300ER ha dichiarato un’emergenza generale”. Il velivolo “ha subito alcuni danni durante il maltempo che sono in fase di revisione da parte del nostro team di manutenzione locale”. Nel frattempo, “il Volo è atterrato in sicurezza” a Roma “e i passeggeri sono sbarcati normalmente”.

Nella zona industriale di Arconate, tetti scoperchiati, aziende danneggiate, auto distrutte. Lo storico gelso all’ingresso del paese è stato abbattuto dalla violentissima bomba d’acqua. Segnalati anche molti alberi divelti o pericolanti e pali telefonici e dell’energia elettrica caduti a terra. Una parte di via Gallarate è stata chiusa a causa del tetto pericolante di una palazzina che affaccia sulla strada. Alcune zone del paese sono ancora senza corrente. I tecnici Enel stanno lavorando per ripristinare la fornitura di energia.

Il comune di Canegrate è stato colpito, intorno alle 13.40, da una tromba d’aria accompagnata da grandine. Ingenti, spiega l’amministrazione, i danni agli edifici pubblici e privati. “Invitiamo i cittadini – dice il Comune – a non uscire di casa se non per serissimi motivi, in quanto la circolazione è estremamente difficoltosa e sono possibili altri eventi simili nelle prossime ore”. Alberi caduti e tetti scoperchiati anche a Busto Garofalo e a Legnano, dove diverse strade si sono trasformate in torrenti e diversi esercizi commerciali sono stati invasi dall’acqua.

Numerosi alberi caduti sulla rete ferroviaria hanno costretto Trenord a chiudere le stazioni di Monza e Gallarate. Ritardi e variazioni per i treni delle linee S7, S8, S11, Regionali per Sondrio e Bergamo e sulla rete Ferrovienord S1, S2, S3, S4, Regionali per Como Nord. A Milano città è rimasta chiusa per un paio d’ore la tratta della Metro 2 di Milano tra Vimodrone e e Cernusco e alcune strade sono state chiuse, anche a causa di alberi caduti che hanno danneggiato tratti della rete elettrica di alimentazione dei mezzi di Atm. Come riferisce l’Azienda trasporti milanesi, alcune linee dei mezzi di superficie sono state deviate. Inoltre, i tram 1, 12 e 31 sono stati sostituiti in diversi tratti da autobus.

Nelle prossime 24 ore, intanto, resta l’allerta arancione in in buona parte della Lombardia, ma anche in Veneto. La protezione civile, inoltre, ha emesso allerta gialla sull’intero territorio di Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto Adige, Liguria, Toscana, Marche, su parte dell’Emilia-Romagna e sui restanti settori della Lombardia.

 

Alluvione, il commissario Figliuolo assicura: “Se serve chiederemo altre risorse per la ricostruzione, ma non sarà come l’Irpinia”

La ricostruzione dei territori colpiti dall’alluvione lo scorso maggio deve essere fatta “in maniera veloce, non affrettata”, ma “bene”, cioé bisogna “essere sicuri di dare a chi effettivamente ha avuto il danno”, non come accaduto “in Irpinia” dopo il terremoto, perché “abbiamo il dovere morale e cogente” di assegnare le risorse in modo strutturale e sicuro. In commissione Ambiente della Camera, il generale Francesco Paolo Figliuolo, commissario straordinario alla ricostruzione, invita a “controlli veloci e informatizzati” per evitare il ripetersi di una situazione “che qui sicuramente non capiterà”, ma che a distanza di 40 anni rappresenta ancora un esempio di mala gestione. “Sento tutta la responsabilità di questo compito – esordisce in audizione – soprattutto per la valenza che spero possa avere per la popolazione delle regioni colpite che hanno tanto sofferto”. Fare bene e fare presto, insomma, riuscendo a ridurre le “lungaggini burocratiche” per avere “un’attenzione particolare a una gestione ordinaria e corretta delle risorse”.

PRESIDENTI DI REGIONE PRESTO SUB COMMISSARI. A breve, assicura Figliuolo, “individuerò nei presidenti di regione i subcommissari con i quali lavoreremo conducendo i necessari approfondimenti”, perché “il lavoro dovrà essere svolto in sinergia con il territorio”. Ecco perché, precisa, sono state avviate collaborazioni importanti con “il mondo accademico e universitario”, affinché venga delimitato “il perimetro dell’emergenza” e si lavori “con un orizzonte temporale più ampio” per attuare progetti strutturati “orientati a garantire una ricostruzione duratura che, nel rispetto dell’ambiente, assicuri la sicurezza dei cittadini e riduca, per quanto possibile, l’eventualità che ciò si ripresenti”. Gli obiettivi, ribadisce Figliuolo in Commissione, “non si possono perseguire senza un lavoro di squadra“.

ARCHITETTURA ECOSOSTENIBILE. Massima priorità, quindi, “all’incolumità pubblica e alla messa in sicurezza del territorio”, ponendo attenzione alla salvaguardia delle “peculiarità architettoniche, storiche e paesaggistiche di ogni località, ricercando nel complesso un’architettura ecosostenibile a tutela del preziosissimo patrimonio ambientale di ogni regione”.

POSSIBILE INTEGRAZIONE DI RISORSE. Sul fronte delle risorse necessarie alla ricostruzione dei territori, “ci siamo già attivati per l’apertura della contabilità speciale a me intestata”, spiega il generale Figliuolo. Per il 2023, ricorda, “sono stati stanziati 1 miliardo e 28 milioni di euro, mentre per il 2024 e il 2025 sono stati previsti, rispettivamente, 750 milioni e 841 milioni di euro”. Risorse che – assicura – una volta definito il quadro dei bisogni chiederemo di integrare con misure ad hoc coerenti, in termini temporali, con le reali capacità di spesa“. I primi a beneficiare dei fondi, “non appena avrò accesso alle risorse”, saranno i piccoli Comuni che sono quelli “più esposti finanziariamente”.

150MILA TONNELLATE DI RIFIUTI DA SMALTIRE. E se “il primo focus” è quello del dissesto idrogeologico, un problema non da poco è quello dei rifiuti. Sono 150mila, ricorda il generale, quelli da smaltire “entro metà settembre”. “Supporterò appieno la regione – assicura – nella soluzione delle tematiche più spinose connesse al trattamento delle macerie e dei fanghi affinché la loro gestione non aggravi la tenuta generale del sistema”.

EVENTO STRAORDINARIO. Quanto accaduto nelle regioni colpite dall’alluvione è stato un evento “straordinario” perché, sintetizza il generale, sono caduti “4 miliardi di metri cubi d’acqua, cioè una portata eccezionale” se si considera che “l’Emilia Romagna consuma in un anno 1,4 miliardi di metri cubi d’acqua per uso civile, industriale” e per l’agricoltura. Oltre alle 17 vittime e ai 23mila sfollati, ricorda, “le stime dei danni contano decine di migliaia di edifici allagati dall’acqua e dal fango, migliaia di imprese agricole colpite, 782 strade parzialmente o totalmente interrotte e 1105 frane principali in 83 comuni”. Gli eventi alluvionali, “hanno interessato anche le Marche e la Toscana con numerose strade e infrastrutture interrotte o inagibili, frane, smottamenti, esondazioni, allagamenti, danni a case e ad attività produttive e commerciali”.

Alluvione

Primo giorno di Figliuolo in E.Romagna: “Qui per ascoltare, risorse arriveranno”

Il generale Francesco Paolo Figliuolo prende i primi contatti con il territorio per il nuovo compito di commissario alla ricostruzione post-alluvioni. Anche se formalmente la nomina non c’è ancora, in attesa del decreto che sarà portato molto probabilmente in Consiglio dei ministri questa settimana, , il generale di corpo d’armata, esperto di logistica, ha sorvolato i territori dell’Emilia-Romagna colpiti dalla furia di vento e pioggia lo scorso mese di maggio. Accanto a lui il governatore, Stefano Bonaccini, che in mattinata, prima di accogliere Figliuolo, lancia un messaggio diretto a Roma: “Non è stato ancora nominato e questo la dice lunga dei ritardi imbarazzanti del governo. E’ trascorso oltre un mese e mezzo dalla seconda drammatica alluvione, quando ci fu il terremoto dopo una settimana c’era già il commissario”. Parole che non sono passate inosservate nel dibattito politico nazionale, tant’è vero che la reazione di FdI non tarda, tra chi sostiene che l’atteggiamento di Bonaccini “oscilla tra l’imbarazzante e l’isterico” e chi, invece, gli consiglia di fare “mea culpa sul passato”.

Lo scontro, però, non interessa al commissario in pectore. “L’impegno è massimo, in questo momento bisogna ascoltare le esigenze per fare, nella maniera più condivisa possibile, gli interventi di primo tempo e allo stesso tempo pensare alla messa in sicurezza”, dice infatti Figliuolo. Che ha sorvolato le aree colpite dall’alluvione prima di incontrare, nella sede della Regione, a Bologna, il sindaco della Città Metropolitana di Bologna, Matteo Lepore, e i presidenti delle Province di Forlì-Cesena, Enzo Lattuca, di Ravenna, Michele de Pascale, di Rimini, Jamil Sadegholvaad, di Modena, Fabio Braglia, di Reggio Emilia, Giorgio Zanni, di Ferrara, Gianni Michele Padovani, e il sindaco di Forlì, Gianluca Zattini. A seguire, il generale ha avuto un primo confronto anche con le parti sociali, sindacati e imprese, e le componenti della società regionale, tutti soggetti riuniti nel Patto per il lavoro e per il clima.

“Gli emiliano-romagnoli hanno già fatto tanto, ma vedere il territorio così mi provoca forti sentimenti emotivi. Il pensiero va agli sfollati e per chi sta ancora soffrendo per questa tragedia”, spiega Figliuolo in un punto stampa. Assicurando che “l’impegno è massimo, ma in questo momento bisogna ascoltare le esigenze per fare, nella maniera più condivisa possibile, gli interventi di primo tempo e allo stesso tempo pensare alla messa in sicurezza”.

Su questo punto c’è la sintonia con Bonaccini, che ricorda: “Ci conosciamo bene, abbiamo lavorato fianco a fianco e condiviso la stagione dell’era pandemica. Questo aiuta anche nel lavoro che dovremo fare. Ho detto al generale che vale un principio: stare vicino a famiglie, imprese, territori dell’Emilia Romagna ferita”. Il governatore, che sarà nella squadra dei subcommissari assieme ai presidenti delle altre Regioni colpite dal maltempo, Eugenio Giani (Toscana) e Francesco Acquaroli (Marche), spiega che il contatto sarà costante, anche se attende la nomina ufficiale. “Oggi ho fatto solo un sopralluogo, a breve arriverà anche il portafogli”, sottolinea il generale rispondendo alle domande dei cronisti. Per poi aggiungere che “i piani vanno fatti, ma è chiaro che ad ogni piano vanno associate le risorse, non solo economiche”. Sulla visita in Emilia-Romagna c’è comunque il via libera di Palazzo Chigi. “C’è la massima attenzione da parte del presidente del Consiglio e di tutta la compagine governativa. Il fatto che io sia venuto subito qui vuol dire che la presidente Meloni era molto d’accordo. C’è sintonia assoluta“, mette in chiaro.

Per quanto riguarda la ricognizione dei danni, Bonaccini ha consegnato lo stesso piano portato a Roma poche settimane fa, con la stima di quasi 9 miliardi. “E’ cogente fare interventi su famiglie e imprese, sui distretti produttivi. Questa è la food valley italiana”, dice ancora Figliuolo, che sta costruendo la struttura, ma “tutto sarà condiviso in armonia con i subcommissari”. Quello che preme di più al commissario in pectore è ricostruire “in maniera ottimale, mettendo a terra le risorse e traendo beneficio di fare opere che durano nel tempo”, perché così “c’è un ritorno anche economico”. Le parole d’ordine saranno “ricostruire bene, nel massimo della trasparenza e guardando al trend dei cambiamenti climatici”. Avvalendosi anche di esperti. Ha già parlato, infatti, con il Magnifico rettore dell’Università di Bologna, che ha messo in piedi gruppi di lavoro di esperti: “Presidenti e commissari possono avere tutta l’esperienza che vogliono, ma siamo difronte a fenomeni talmente complessi che servirà l’ausilio degli specialisti. E quelli sul territorio – conclude Figliuolo -, credo siano quelli che meglio li comprendono e li hanno a cuore”.