Governo modifica obiettivi Pnrr per salvare la quarta rata. Pd: “Meloni chiarisca in aula”

Sono trascorsi più di 10 giorni dal 30 giugno, che segnava la scadenza in cui l’Italia avrebbe dovuto raggiungere 27 obiettivi del Pnrr. Per salvare la quarta rata, che vale 16 miliardi di euro, il governo Meloni ne modifica 10 fissati da Draghi. “Puntiamo a ottenere un risultato molto importante, che ci consente di mantenere fede al percorso prestabilito”, assicura il ministro per gli Affari europei, con delega al piano, Raffaele Fitto.

Le modifiche sono concordate con i servizi della Commissione europea, ma dovranno avere il via libera formale per l’erogazione. Dopo la condivisione formale, si potrà avanzare la richiesta di pagamento. Nessun definanziamento, assicura Fitto: Roma chiederà “l’intera rata”.

Al momento, tre Paesi hanno chiesto il pagamento della terza rata: Spagna, Italia e Grecia. Nessuno ha chiesto il pagamento della quarta. “Il livello di confronto con la Commissione è costruttivo nel merito”, sostiene Fitto. Il lavoro fatto sulla quarta rata, spiega, punta a “evitare una fase lunga di verifica”. Invece sulla terza “stiamo verificando alcuni dettagli di interpretazione”, precisa. La terza rata scadeva il 31 dicembre dello scorso anno, era composta da 55 obiettivi. Per la prima volta, c’erano obiettivi fisici da verificare sul terreno, “è un lavoro di dettaglio, positivo, mette al sicuro Commissione e governo“, scandisce giustificando le lungaggini. Intanto, il passaggio della quarta rata rappresenta per il governo un metodo: “si fa preliminarmente un lavoro, si verificano i rischi”.

E anche se il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, garantisce che il governo sta “gestendo la situazione” nel migliore dei modi, l’opposizione continua a lanciare l’allarme. Chiede a una voce sola Giorgia Meloni in Parlamento, per una informativa e parla di convocazione “urgente” della cabina di regia sul Pnrr. “Fake news”, replica Fitto. “La convocazione è avvenuta ieri, perché nel tardo pomeriggio abbiamo avuto un via libera tecnico dell’Europa e solo dopo abbiamo potuto convocare la cabina di regia“, spiega.

La leader del Pd, Elly Schlein, però, tira in ballo direttamente la presidente del Consiglio: “Ci sono 19 miliardi di euro che l’Italia avrebbe potuto incassare già da febbraio con la terza rata, siamo a luglio e non ne abbiamo traccia. Ci sono altri 16 miliardi di euro, la quarta rata, per i quali dovevamo presentare la domanda a fine giugno, tutto tace”. La premier, è l’accusa, sarebbe in silenzio da giorni per i guai giudiziari dei suoi ministri e sottosegretari, mentre l’Italia “rischia di perdere le risorse che faticosamente ha ottenuto dall’Unione europea. Venga a spiegarci in Parlamento perché non si è ancora visto un euro della terza rata del Pnrr e perché rischia di slittare anche la quarta, si ricordi che parliamo di risorse che riguardano investimenti strategici per le imprese, il lavoro e le vite delle persone e ottenerle è essenziale per far ripartire il Paese”.

Fitto, intanto, sarà in Parlamento il 18 luglio per la relazione semestrale. “Penso di esserci andato un numero di volte che se raffrontato con i due anni precedenti non c’è termine di paragone”, si sgancia dalle accuse. Quanto ai ritardi, è un tema “particolare”, afferma: “Non ho ancora ascoltato un riferimento preciso a un ritardo attribuibile a noi e che sia oggettivo. Mi farebbe piacere ascoltare critiche di merito. Il ritardo andrebbe circoscritto, io porto dati oggettivi. Sono tre i Paesi che hanno chiesto la terza rata, se noi siamo in ritardo, gli altri cosa fanno?”.

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Sul termovalorizzatore di Roma è sfida aperta tra Pd e M5S

Sfida tra opposizioni sul termovalorizzatore di Roma. Gli ordini del giorno presentati da Alleanza Verdi Sinistra e Movimento 5 Stelle al decreto sulla riorganizzazione della governance del Pnrr, che sostanzialmente chiedono di stoppare il progetto del Campidoglio, anche se ormai è in avanzata fase di avviamento. Una mossa che dalle parti del Pd non è stata presa certo bene. “Scopro dai giornali che nel Pnrr compare il tema del termovalorizzatore a Roma, che col Pnrr non c’entra nulla. Noi facciamo opposizione al governo Meloni, mi auguro che gli altri partiti di opposizione facciano lo stesso, perché se c’è qualcuno che si illude con un odg di provare a creare problemi ad altri partiti di opposizione, io penso che questa pratica non aiuti nessuno“, dice il capogruppo dem al Senato, Francesco Boccia. Che rincara la dose: “Troviamo inaccettabile aprire una discussione su un ordine del giorno che non c’entra nulla col provvedimento di cui si sta discutendo“.

La risposta di Giuseppe Conte non tarda. “Gualtieri, ministro dell’Economia del Conte 2, aveva sottoscritto con tutto il governo un programma che diceva no ai termovalorizzatori. Quindi è stata una ‘piroetta’, un capovolgimento a 360 gradi da parte del sindaco di Roma“, dice il presidente dei Cinquestelle. Che insiste: “Mi auguro recuperi la linearità che c’era prima di questa piroetta, confido che questa segreteria ce l’abbia la linearità, che voti con noi, anche se questo è un ordine del giorno rivolto al governo“. Anche Avs prova a “sgombrare il campo da qualunque equivoco: non c’è nessuno sgarbo fatto a Elly Schlein. C’è solo una questione di merito, l’inceneritore proposto da Gualtieri, che in campagna elettorale tra l’altro aveva detto cose diverse, porterà all’incenerimento 600mila tonnellate di rifiuti“, sottolinea il co-portavoce di Europa Verde e deputato di Alleanza Verdi Sinistra, Angelo Bonelli.

Il governatore dell’Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, invece, è favorevole all’infrastruttura. E sul rischio che il suo partito si spacchi, risponde: “Mi auguro di no, i gruppi parlamentari hanno la loro autonomia, si sa come la penso io e come la pensa la gran parte del Pd“. La segretaria del Pd, Elly Schlein, intanto, non si esprime ma domani (mercoledì 19 aprile) terrà la prima conferenza stampa, al Nazareno, dal varo della nuova segreteria. Proprio nel giorno in cui si voterà sugli odg. Segno che la partita è aperta e i dem già studiano le contromosse.

Schlein è la nuova segretaria del Pd: “Affronteremo l’emergenza climatica”

Anche questa volta non ci hanno visti arrivare”. Festeggia così Elly Schlein, prima donna alla guida del Partito democratico. Batte ai gazebo Stefano Bonaccini con il 54% delle preferenze, ribaltando il risultato dei circoli. Nel passaggio di consegna al Nazareno riceve da Enrico Letta un melograno: “Simbolo di prosperità, di fortuna, simbolo ovviamente di salute, che il nostro partito sicuramente avrà“, spiega il segretario uscente.

Il suo, rivendica Schlein, è un “mandato chiaro a cambiare davvero”: contro le diseguaglianze, la precarietà, contro il negazionismo climatico. L’ambiente è in sofferenza e la questione va affrontatacon massima urgenza e serietà“, afferma. Poi giura: “Saremo un bel problema per il governo di Giorgia Meloni”. Il tempo per invertire la rotta non è più molto: “Il giorno in cui abbiamo già consumato tutte le risorse che il pianeta è in grado di rigenerare arriva a luglio, sempre prima. Per il resto dell’anno siamo a debito con il pianeta e con le prossime generazioni. Saremo a lavorare per una vera e profonda conversione ecologica che accompagni tutta la società e tutti i settori dell’economia”, garantisce nel suo primo discorso da segretaria dem.

Nella sua mozione congressuale, Schlein sostiene la necessità di una Legge sul clima, per una “conversione ecologica sia equa e inclusiva, conveniente per tutte e tutti“. Punta molto sulla decarbonizzazione nel più breve tempo possibile, riconvertendo senza trascurare l’occupazione.

Altro obiettivo è la legge sul contrasto al consumo di suolo accompagnata da una nuova legislazione urbanistica, per mettere fine ai condoni e investire nella rigenerazione. Grande sostenitrice dell’energia verde, da vicepresidente della Regione Emilia Romagna ha promosso una legge sulle Comunità energetiche. Sul fronte energetico, è fermo il suo No a nuove trivellazioni e al nucleare: “Non è la strada da seguire – spiega nel programma – i tempi e i costi di industrializzazione non sono compatibili con gli obiettivi di transizione energetica e di decarbonizzazione“.

Per l’emergenza siccità, propone una gestione sostenibile delle risorse idriche, con un approccio circolare, migliorando l’efficienza della gestione del ciclo idrico integrato, utilizzando i Criteri Minimi Ambientali in edilizia, implementando i sistemi di risparmio, recupero e riutilizzo delle acque. In agricoltura, la mozione chiede di promuovere non solo il biologico, ma una diversa economia che si fondi sulla relazione e non solo sulla produzione che terra, territorio e paesaggio esprimono attraverso il cibo, verso una agricoltura rigenerativa e una cultura, chiede obiettivi vincolanti per la transizione dalle pratiche intensive verso l’agricoltura sostenibile e incentivi per la filiera corta, investimenti nell’innovazione tecnologica e in pratiche di coltura a basso input, rafforzando il ruolo di leadership dell’Italia nell’agroalimentare con catene di produzione compatibili con l’ambiente e il rispetto del benessere animale.

Il programma piace molto all’Alleanza Verdi Sinistra: “Ora costruiamo insieme un fronte solidale, ecologista e femminista“, scrive Eleonora Evi su Twitter.Abbiamo di fronte un duro lavoro comune per costruire un’ampia alleanza democratica , solidale e verde che sia alternativo alla destra”, le fa eco Angelo Bonelli.

Anche il Movimento 5 Stelle sembra vicino alle posizione della neosegretaria: “Finalmente ho ascoltato parole simili alle nostre. Su giustizia sociale, lotta ai cambiamenti climatici, salario minimo, più risorse e più attenzione alla scuola pubblica e alla sanità il MoVimento 5 Stelle c’è da tempo con proposte chiare. Passiamo ai fatti”, scrive sui social la capogruppo in Senato, Barbara Floridia.