14 Mag Laterza (Mutti): “Con il progetto Biorestore sappiamo di quanta acqua necessita la pianta”
La sostenibilità inseguita da Mutti non è solo ambientale ma anche sociale, come ha raccontato a Gea Michele Laterza, direttore Corporate communication, in occasione di TuttoFood 2026: “L’impegno di Mutti nella sostenibilità è un impegno che ha radici profonde. Negli ultimi anni abbiamo monitorato l’impatto della nostra azienda e anche quello della nostra filiera affinché si potesse lavorare a una riduzione dell’impronta idrica e dell’impronta di carbonio. Abbiamo iniziato già diversi anni fa con il WWF, ma insieme a quello abbiamo lavorato sempre per trovare delle soluzioni sia dentro che fuori l’azienda. Dentro l’azienda abbiamo lavorato al ricircolo delle acque che sono quelle che trasportano il pomodoro all’interno dell’azienda e che lavano anche il pomodoro stesso. Insieme a questo c’è tutto un lavoro anche legato al fotovoltaico ovviamente, quindi al discorso energetico. Insieme agli agricoltori siamo riusciti a lavorare a un progetto che si chiama ‘Biorestore’, che sono dei sensori sulla pianta che ti dicono esattamente lo stato di necessità dell’acqua e anche lo stato di benessere della pianta, in maniera tale da dare delle informazioni importanti per gli agricoltori e cercare di ridurre il più possibile l’utilizzo di acqua. Una sostenibilità che non è soltanto ambientale, è anche una sostenibilità sociale. Il nostro impegno è chiaramente nel sostenere tutto quello che riguarda l’utilizzo di prodotti in fase di scadenza e lo facciamo sia con realtà come Too Good To Go o con il Banco Alimentare, che è il nostro partner da diversi anni, e cerchiamo ovviamente anche di fare un qualcosa che possa lasciare un segno alla comunità. Quindi ogni anno lavoriamo con persone con difficoltà a inserirsi nel mondo del lavoro, le formiamo gratuitamente e vengono a lavorare da noi durante la campagna di trasformazione del pomodoro. Quei 70 giorni in cui vengono immersi all’interno del mondo Mutti, vivono la campagna e hanno la possibilità di mettere Mutti sul curriculum, ma anche di entrare in contatto con tutta la filiera e quindi di reinserirsi nel mondo del lavoro”.