Maria Zakharova, portavoce del ministero degli Esteri russo

Alta tensione tra Roma e Mosca su attacco hacker sventato. Zakharova: “Da Tajani solo calunnie”

Scintille Roma-Mosca, dopo le dichiarazioni del ministro degli Esteri, Antonio Tajani, sul tentativo di un massiccio attacco hacker, di matrice russa, a una serie di sedi del Ministero degli Esteri, a cominciare da Washington, e di siti di Milano-Cortina: “Abbiamo anticipato un attacco perché si stava preparando a questa azione”, ha spiegato ieri.

Parole non gradite dalla Russia, che interviene prima tramite l’ambasciata a Roma, poi con la portavoce del ministro degli Esteri Lavrov, Maria Zakharova, che parla di “dichiarazioni senza prove”, quindi di “calunnie“. “Forse qualcuno dubita che la Russia sia colpevole sempre e in tutto? Anche dello scioglimento dei ghiacciai sulle Alpi italiane, del maltempo in Sicilia, delle malattie dei pini romani, del calo di pesci spada nelle acque nostrane del Mediterraneo, nonché delle zanzare italiane incattivite? Ma come tireremmo avanti, se la Russia non esistesse?“, ironizza sui social l’ambasciata russa in Italia.

La Farnesina tenta di smorzare i toni facendo filtrare che “L’Italia non ha alcun pregiudizio contro la Russia, non è in guerra con la Russia, ma condanna la violazione del diritto internazionale prodotta dall’invasione dell’Ucraina”. Il ministero degli Esteri conferma che l’attacco proveniva dagli hacker filorussi di Noname057(16), che l’hanno rivendicato, ma sposta l’attenzione sulla guerra in Ucraina: “E’ una guerra che la Russia sta continuando a portare avanti uccidendo cittadini ucraini e distruggendo installazioni elettriche, ospedali e strutture civili”, spiegano le fonti diplomatiche, ribadendo che “L’Italia sostiene tutte le iniziative di pace favorite dagli USA e rivolge un appello alle autorità russe a negoziare con spirito costruttivo al tavolo delle trattative”.

Intanto, da diversi giorni una flotta russa staziona nel Mar Tirreno, davanti alle coste della Sardegna, in acque internazionali. “L’Operazione Mediterraneo Sicuro prosegue senza soluzione di continuità con attività di controllo ravvicinato delle navi militari della Federazione Russa e delle unità mercantili della cosiddetta ‘flotta ombra’ presenti nel Mediterraneo“, fa sapere la marina militare su X. “L’azione di sorveglianza è assicurata in maniera integrata da unità navali, elicotteri imbarcati e a terra e velivoli da pattugliamento marittimo. Una presenza costante a tutela della sicurezza e della stabilità degli spazi marittimi”, viene assicurato.

Ucraina, Mattarella: “Serve esercito europeo”. Continua scontro diplomatico Roma-Mosca

Di fronte al pericolo sempre più concreto dell’allargamento della guerra in Ucraina, Sergio Mattarella chiede di accelerare sulla creazione di un esercito europeo. “Oggi nuovi conflitti si sono affacciati in Europa e nel Mediterraneo, interpellando la cornice di sicurezza costruita nel dopoguerra e le istituzioni poste a suo presidio”, osserva il capo dello Stato in occasione della Giornata delle Forze armate. “Il pericolo di allargamento del sanguinoso conflitto scatenato dalla aggressione all’Ucraina da parte della Federazione Russa – precisa – impone grande attenzione e un impegnativo sforzo di adattamento dello strumento militare, per la creazione di una comune forza di difesa europea che, in stretta cooperazione con l’Alleanza Atlantica, sia strumento di sicurezza per l’Italia e l’Europa“.

Tra l’Italia e la Russia, in queste ore, la tensione diplomatica sale. Tutto è partito dalle parole di Maria Sakharova, portavoce del ministro degli Esteri russo, Sergej Lavrov, che ha collegato il crollo della torre medievale dei Conti, nei Fori Imperiali di Roma, all’impegno di Roma nei confronti di Kiev. Una dichiarazione che ha portato al richiamo dell’ambasciatore russo in Italia.

Mosca però “snobba” la Farnesina e invia a colloquio non l’ambasciatore, Alexey Paramonov, ma il consigliere della Federazione Mikhail Rossiyskiy. Non solo: il diplomatico parla di una “campagna antirussa aggressiva ed esecrabile” da parte dei media italiani, che avrebbero utilizzato le dichiarazione di Zarakhova come un “pretesto” per colpire la Russia. Sui social, l’ambasciata aggiunge che “indipendentemente dalla questione dei finanziamenti dell’Italia all’Ucraina, il diplomatico ha espresso le proprie condoglianze per la morte dell’operaio rumeno Octay Stroici, a seguito del crollo della Torre dei Conti”.

Al diplomatico la Farnesina ha rivolto un richiamo formale, contestando le “volgari parole” della portavoce del ministero degli Esteri russo. Il ministero italiano ribadisce la condanna delle “preoccupanti dichiarazioni della portavoce russa, diffuse mentre era in corso in Italia una tragedia che ha coinvolto vite umane”. Parole “ancor più inaccettabili – è stato sottolineato al vice capo missione russo – dopo i sentimenti di vicinanza espressi dall’Italia anche quando in Russia si sono verificati eventi luttuosi”. Secondo il ministero degli Esteri, l’ambasciata russa a Roma avrebbe nel colloquio “smentito” Zakharova, “rendendosi conto della volgarità commessa”. Ma, precisa, “tutte le dichiarazioni aggressive che provengono dalla Russia non fanno che rafforzare l’idea del popolo italiano di difendere chi è sotto attacco in una aggressione illegale e ingiustificata, in violazione del diritto internazionale“.

I tempi sono “complessi”, ricorda Guido Crosetto nel messaggio per la Giornata delle Forze armate, e la pace “non è più scontata”. Le guerre del XXI secolo, osserva, non si combattono solo sul terreno: “Si combattono nello spazio, nel cyberspazio, nella dimensione cognitiva, attraverso una guerra ibrida e invisibile che si gioca sui dati, sull’informazione, sulle percezioni”. Il ministro della Difesa conferma che arriverà presto il 12esimo pacchetto di aiuti per Kiev e non dà peso alle parole provocatorie della portavoce di Lavrov: “Non leggo mai cosa dice questa signora…”, confessa a La Repubblica, derubricando le sue dichiarazioni a “una microscopica parte, né rilevante né sofisticata come lo sono altre, della capacità di disinformazione russa”. 

Mosca: “Italia crolla se sostiene Kiev”. Farnesina richiama ambasciatore: “Abisso di volgarità”

Il dodicesimo pacchetto di aiuti dell’Italia a Kiev è in arrivo. Mentre il ministro della Difesa, Guido Crosetto, annuncia la notizia parlando con i cronisti al ministero, nel centro di Roma si consuma una tragedia: una porzione della torre medievale dei Conti, nei Fori Imperiali, crolla, coinvolgendo quattro operai.

La notizia dovrebbe essere totalmente slegata all’impegno del Paese per l’Ucraina. Ma Maria Zakharova, portavoce di Sergej Lavrov, ministro degli Esteri russo, la utilizza per attaccare i piani di Roma: “Finché il governo italiano continuerà a spendere inutilmente il denaro dei contribuenti, l’Italia crollerà completamente: dall’economia alle torri”, scrive su Telegram.

Parole che sollevano l’indignazione trasversale del Paese. A partire dalla Farnesina, che convoca subito l’ambasciatore russo in Italia, Alexey Paramonov, per un richiamo formale e che tramite fonti interne fa filtrare un commento durissimo: Mosca è piombata in un “abisso di volgarità”, sostiene il dicastero, definendo le frasi di Zakharova “squallide” e “preoccupanti”. Dal ministero degli Esteri viene ricordato che “a nessuno in Italia, proprio a nessuno, sarebbe mai venuto in mente di gioire, di speculare su un incidente, una tragedia in cui siamo ancora tutti coinvolti come popolo italiano”. L’Italia, viene garantito, manterrà “modi civili” ed “educazione”. Come è stato fatto anche in questi mesi, quando in Russia è stato attaccato un centro commerciale. “Esprimeremo sempre e comunque solidarietà e amicizia per i più deboli, per chi è in difficoltà, per chi è sotto attacco. Per questo appoggiamo il popolo ucraino. Perché siamo italiani“, scandiscono le fonti.

In mattinata, Crosetto aveva spiegato che gli aiuti italiani, in termini di mezzi, restano secretati, ma che verrà inviato a Kiev tutto quello che sarà possibile “senza indebolire la nostra difesa“. Che comunque, ha insistito, va rafforzata urgentemente. Non perché lo chiede la Nato, ma perché “siamo preoccupati”, ha confessato il ministro. “Dobbiamo prepararci in modo serio a dover difendere il paese, è finito il tempo di dover edulcorare le parole. I tempi sono molto cambiati, la difesa ha il compito di programmarli per affrontare tutti gli scenari. Non siamo ancora all’altezza di farlo, i tempi però non li decidiamo noi”, ha detto, domandando che si eviti una spaccatura tra maggioranza e opposizione sul tema. “In momenti come questo l’investimento in difesa non dovrebbe essere un elemento di differenziazione, è la garanzia che esistano una maggioranza, un’opposizione e un Parlamento anche in futuro, è il prerequisito che gli ospedali ci siano e non siano abbattuti, che le scuole siano aperte perché tutto funziona bene e perché c’è la pace”.

Quanto all’Ucraina e alla possibilità che accetti o meno la tregua proposta dalla Russia in cambio dei territori occupati, “il limite di ciò che Kiev può accettare o meno lo decide l’Ucraina e non noi”, ha messo in chiaro Crosetto, ammettendo che sarà “difficile” che l’Ucraina possa riconquistare una parte dei territori persi. Crimea in primis, che non è più sua dal 2014. Sul tema la palla passa a Kiev, anche se il problema più grosso, ha osservato, è che “la Russia per ora non ha mai dimostrato la volontà di affrontare la pace, neanche parlando di cessione dei territori”.