
Una nuova scure si è abbattuta sulla politica tariffaria statunitense. La Corte federale commerciale si è pronunciata contro i dazi globali del 10% imposti dal presidente Donald Trump, stabilendo che tariffe generalizzate non sono giustificate in base a una legge commerciale degli anni ’70. Il tribunale in sostanza si è pronunciata a favore delle piccole imprese che avevano contestato i dazi doganali, entrati in vigore il 24 febbraio. La sentenza è stata emessa con due voti a favore e uno contrario, con un giudice che ha affermato che era prematuro concedere la vittoria alle piccole imprese ricorrenti. Le aziende avevano sostenuto che le nuove tariffe rappresentavano un tentativo di aggirare una sentenza storica della Corte Suprema degli Stati Uniti che aveva annullato le tariffe imposte dal presidente repubblicano nel 2025 ai sensi dell’International Emergency Economic Powers Act.
La partita dei dazi, insomma, è destinata a restare aperta ancora a lungo. Nella serata di giovedì Trump e la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, hanno avuto una conversazione telefonica, definita da entrambi “ottima e positiva”. Nel corso della telefonata i due leader hanno discusso di molti argomenti, tra cui, dice Trump, “la nostra totale convergenza sul fatto che l’Iran non potrà mai possedere un’arma nucleare”. “I recenti avvenimenti hanno dimostrato che i rischi per la stabilità regionale e la sicurezza globale sono troppo elevati”, gli fa eco von der Leyen.
Poi, naturalmente, il capitolo tariffe. “Ho pazientemente atteso che l’Ue adempisse alla propria parte dello storico accordo che abbiamo concordato con Turnberry, in Scozia – attacca il repubblicano – il più grande accordo commerciale di sempre! accettato di concederle tempo fino al 250° anniversario del nostro Paese”, cioè il 4 luglio “in caso contrario, purtroppo, i dazi salterebbero immediatamente a livelli molto più elevati”. Più sintetica la presidente della Commissione europea, che in una nota, ribadisce che “rimaniamo pienamente impegnati, da entrambe le parti, alla sua attuazione. Si stanno compiendo buoni progressi verso la riduzione delle tariffe entro l’inizio di luglio”.
Consiglio, Commissione e Parlamento Ue non hanno trovato l’accordo per un’intesa tra Unione europea e Stati Uniti sui dazi, con Donald Trump che ha già minacciato di alzare le tariffe su auto e camion Made in Europe al 25%. Il trilogo ha deciso di tornare al tavolo il 19 maggio per un secondo round di colloqui con l’Europa che si dice comunque “ottimista”. “Ci aspettiamo che il prossimo trilogo, che si terrà ancora questo mese, porti auspicabilmente a un accordo definitivo”, spiega un portavoce ricordando che il recente accordo sulle materie prime critiche “è un esempio concreto di ciò che l’Ue e gli Usa possono ottenere sulle sfide globali condivise quando lavorano fianco a fianco, e continueremo sicuramente con questo spirito”. I contatti tra le parti, quindi, “sono in corso”.